Accertamento nullo se manca la qualifica


Nel caso di notifica a mezzo posta l’avviso di accertamento è nullo se viene recapitato a persona fisica che rappresenta la società senza specificare la qualifica rivestita (rectius: rappresentante legale), qualità che invece risulta indicata sull’atto.


Il principio che precede è contenuto nella sentenza n. 241/1/2009 deposita l’11 dicembre 2009 della Commissione tributaria provinciale di Pisa, da cui emerge che l’indicazione della qualifica deve essere riportata anche sul plico contenente l’atto da notificare, conferendo al legale rappresentate il legittimo interesse a ritirare l’atto intestato allo stesso.


La materia della notifica degli atti tributari è disciplinata dagli artt. 137 e seguenti del Cpc, così come dispone l’art. 16, comma 2, del decreto legislativo 31/12/1992, n. 546 e il citato art. 137, che riproducono il contenuto dell’art. 60, comma 1, lett. a), del Dpr n. 600 del 1973


L’ufficiale giudiziario può sempre effettuare la notificazione dell’atto mediante consegna brevi manu della copia al destinatario: se quest’ultimo rifiuta di ricevere la copia, l’ufficiale né deve dare atto nella relazione e la notificazione si considera fatta a mani proprie (art. 138 Cpc). Oltre che per mezzo dell’ufficiale giudiziario, le notifiche in campo tributario possono essere effettuate, ove richieste dall’Amministrazione finanziaria, anche a mezzo del messo comunale o di messo speciale autorizzato dalla stessa Amministrazione, il quale metterà in atto le medesime forme attuate dall’ufficiale giudiziario In alternativa a tale procedura, le parti possono effettuare le notifiche anche direttamente a mezzo del servizio postale con spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento.


In fatto, il ricorrente impugnava la cartella di pagamento eccependo di non aver avuto la notifica di alcun avviso di accertamento prima della notifica della cartella e atteso che il primo è propedeutico e necessario ai fini dell’iscrizione a ruolo delle imposte accertate, la cartella era da considerare nulla, atteso che la notifica era stata eseguita al domicilio del rappresentante senza tuttavia indicare la sua qualifica.


L’ufficio finanziario, costituitosi in giudizio, ha sostenuto di aver notificato regolarmente la cartella, producendo la documentazione da cui l’avvenuta notifica a mezzo del servizio postale per compiuta giacenza, ai sensi dell’art. 145 Cpc, come modificato dall’art. 2 della legge n. 263 del 2005, i quale prevede la facoltà di eseguire la notifica nei confronti delle persone giuridiche direttamente alla persona fisica che rappresenta la società.


I giudici della Commissione tributaria provinciale di Pisa hanno ritenuto che se è vero che il primo comma dell’art. 145 Cpc consente la facoltà di notificare l’atto personalmente alla persona fisica che rappresenta la persona giuridica anche senza aver tentato la notifica presso la sede della società, è altrettanto vero che ciò può avvenire solo allorché “nell’atto da notificare ne sia indicata la qualità e risultino specificati residenza, domicilio e dimora abituale”(1). Nella notifica a mezzo posta e tale indicazione deve essere riportata anche sul plico in cui è contenuto l’atto da notificare. Ciò appare in linea con il disposto della norma in esame, in quanto, viceversa, non si comprenderebbe perché la norma stessa abbia previsto l’indicazione nell’atto della qualità della persona fisica con gli ulteriori elementi. La norma in esame è stata formulata dal legislatore al fine di permettere al soggetto interessato (legale rappresentante), nella notifica a mezzo posta all’atto della ricezione del plico, di comprendere se l’atto era diretto o meno alla società indicata. Infatti l’interessato può avere interesse a non ritirare un atto proprio, mentre difficilmente può averlo nel caso in cui accerti che l’atto a lui notificato, riguardi la persona giuridica che rappresenta, potendosi esporre, in caso di omesso ritiro colpevole, ad azione di responsabilità nei confronti della società e dei soci.


I giudici di merito hanno affermato, inoltre, che la notifica avrebbe potuot ritenersi valida se fosse stata effettuata ai sensi degli articoli 138, 139 e 141 Cpc, non a mezzo del servizio postale, ma con consegna dell’atto brevi manu, che pone in grado il soggetto che riceve la notifica di verificare subito la natura dell’atto stesso.


Alla luce di quanto precede i giudici tributari hanno ritenuto, atteso che il plico sigillato conteneva soltanto l’indicazione del nome ma della qualifica rivestita dal soggetto qualificato a ricevere l’atto, la notifica è nulla.



NOTA



1) Cfr. Cass, 5 settembre 2003, n. 12968. La notifica dell’atto di appello è da considerare valida se è eseguita nel luogo della sede della società contribuente indicata a suo tempo nel ricorso introduttivo.


L’eventuale vizio rilevato non comporta l’inesistenza della notificazione, comunque eseguita in luogo non privo di astratto collegamento con destinatario, ma ne determina solo la nullità. In tal modo il giudice tributario, in difetto di costituzione del destinatario non può pronunciare l’inammissibilità dell’impugnazione, ma deve ordinare la rinnovazione della notifica dell’atto ex artt. 291 e 350 c.pc., norme applicabili anche al giudizio tributario per effetto dell’art. 1, comma 2 del d lgs n. 5464/92.



22 MARZO 2010


Enzo Di Giacomo


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