Reati tributari

Il Dlgs 74/2000 prevede l’impianto sanzionatorio dei cosiddetti reati tributari: si tratta di tutte quelle fattispecie in cui la violazione della normativa tributaria diventa anche reato.

In questa pagina sono raccolti tutti i nostri approfondimenti in cui si parla di reati tributari


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Contenzioso e processo tributario IVA
In tema di IVA, l'Amministrazione finanziaria, se contesta che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta, della sostanziale inesistenza del contraente

Contenzioso e processo tributario
Il raddoppio dei termini per l’accertamento in presenza di violazioni che comportano l’obbligo di denuncia per reati tributari venne introdotto nell’ordinamento tributario italiano al fine di consentire le attività di rettifica degli uffici fiscali in presenza di vicende di tipo penale, soggette a un ampio termine di prescrizione (6 ovvero 8 anni a seconda dei reati). Il D.Lgs. 5.8.2015, n. 128 ha modificato la disciplina del raddoppio dei termini, stabilendo che esso non opera se la denuncia viene presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini. Questa previsione è stata superata dall’ulteriore modifica, per effetto della quale il raddoppio dei termini è stato abrogato e sostituito con un allungamento “a regime” dei termini per l’accertamento

IVA
Per valutare il superamento della soglia di punibilità di € 250.000,00, per il reato di omesso versamento IVA, deve tenersi conto solo ed esclusivamente dell'IVA evasa e non anche degli interessi dovuti per il versamento trimestrale. E’ questo il principio espresso recentemente dalla Corte di Cassazione

Contenzioso e processo tributario
In tema di omesso versamento, l’accordo con l’Amministrazione e la rimodulazione dei debiti, scansionati nel tempo in corrispondenza ai termini di scadenza delle singole rate, comporta la costituzione di una nuova obbligazione, che viene a sostituirsi a quella preesistente secondo lo schema civilistico della novazione, che però resta priva di effetto nell'ambito penale e non interferisce sul profilo dell’esistenza del reato

Modello Redditi - Unico Professione Consulente
La scadenza dell'invio telematico dei modelli Dichiarativi 2018 rappresenta un obbligo carico di responsabilità per l'intermediario fiscale che deve rilasciare al contribuente l'“impegno alla trasmissione telematica” datato e firmato all'atto in cui riceve la dichiarazione compilata dallo stesso contribuente o al momento in cui si assume l'obbligo di inviare la dichiarazione da lui predisposta (31 ottobre 2018). In caso di impegno ad inviare il modello unico sottoscritto in data successiva al 31 Ottobre 2018 l'obbligo di invio a carico dell'Intermediario scatta entro i 30 giorni successivi dalla data riportata sull'impegno alla trasmissione. Scatta l'ipotesi di omessa dichiarazione in caso di presentazione con ritardo superiore ai 90 giorni

IRPEF
Si ricorda che, decorso il termine per la trasmissione della dichiarazione 770 unificata relativa all'annualità 2017 (31 ottobre 2018), i sostituti d’imposta possono regolarizzare la propria posizione effettuando l’invio entro il termine ultimo del 29 gennaio 2019 direttamente con il sistema Fisconline o Entratel, oppure tramite un intermediario abilitato. La sanzione ridotta è pari a un decimo di 258 euro e va versata, contestualmente alla trasmissione (tardiva), tramite modello F24 compilando la sezione Erario con codice tributo 8911 anno 2018. Al riguardo va tenuto presente che la regolarizzazione è consentita sempreché non siano stati notificati atti di liquidazione e di accertamento, comprese le “comunicazioni bonarie”.

Contenzioso e processo tributario
Il GIP può emettere due decreti di sequestro diretto e per equivalente nei confronti rispettivamente della società e degli imputati. Orbene, quando si può procedere al sequestro funzionale alla confisca per equivalente del patrimonio della persona fisica imputato? Quando è legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta del profitto della persona giuridica? Il sequestro per equivalente può riguardare qualsivoglia bene afferente al patrimonio dell’autore del reato? Il venir meno della pretesa fiscale, ossia del tributo e dei rispettivi interessi dovuti, per effetto del processo tributario determina la caducazione della misura cautelare penale?

Contenzioso e processo tributario
Mentre il pagamento del debito con il fisco, secondo le disposizioni del D.Lgs. n. 74/2000 innovate con effetto decorrente dal 2016, dà luogo ad esimenti ai fini delle sanzioni penali tributarie, le procedure deflattive del contenzioso – tra le quali rientra l’accertamento con adesione – non generano un automatico effetto di riduzione o cancellazione della punibilità penale

Contenzioso e processo tributario
Il reato di omesso versamento dell'Iva è un reato "unisussistente" che si consuma al momento della scadenza del termine per l'adempimento del versamento. Prevede la pena della reclusione da sei mesi a due anni per chiunque non versa, entro il termine per l’acconto relativo al periodo d’imposta successivo, l’IVA dovuta in base alla dichiarazione annuale, per un ammontare superiore ad € 250.000 per ciascun periodo d’imposta. Tale soglia è stata innalzata dal 22 ottobre 2015, mentre precedentemente era di € 50.000. L’innalzamento della soglia di punibilità rappresenta un’ipotesi di parziale abrogazione del reato anche con riferimento alle condotte poste in essere sotto la vigenza della precedente formulazione della norma incriminatrice

IVA
Il 27 dicembre 2018 scade il termine per il versamento dell'acconto IVA 2018, da scomputare dall’imposta dovuta risultante dalla liquidazione effettuata per il mese di dicembre per i contribuenti mensili ovvero per il quarto trimestre 2018 per i contribuenti trimestrali speciali, o dalla liquidazione annuale per l’anno 2018 per i contribuenti trimestrali su opzione. Soggetti esclusi, modalità di calcolo, casi particolari e sanzioni in caso di omesso versamento

Contenzioso e processo tributario
Ai fini dell’integrazione della fattispecie illecita di dichiarazione fraudolenta, è sufficiente che gli elementi negativi di reddito fittiziamente dichiarati siano supportati da qualsiasi documento che, secondo l’ordinamento tributario, possa essere oggetto di registrazione (con riferimento agli imponibili) nelle scritture contabili obbligatorie ovvero siano detenuti, a fini probatori, nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria; quanto precede, a prescindere se i suddetti documenti abbiano o meno la “forma” di fattura

Contenzioso e processo tributario
La Corte di Cassazione ha assolto l’imprenditore, per particolare tenuità del fatto, dal reato di omesso versamento delle ritenute contributive, per l’ipotesi in cui l’evasione superi di poco 10 mila euro

Contenzioso e processo tributario
La trattazione del processo tributario avviene, in linea di principio, in camera di consiglio; le parti però ricorrono a quella deroga che consente la trattazione della controversia in pubblica udienza; occorre però che una delle parti ne faccia espressa richiesta con apposita istanza da depositare nella segreteria e notificare alle altre parti costituite entro dieci giorni liberi prima della data fissata per la trattazione

Antiriciclaggio
L’ambito oggettivo e soggettivo di applicazione dalla fattispecie illecita del riciclaggio è stato oggetto di approfondita analisi giurisprudenziale che – sul punto – ha fornito, nel tempo, interessanti spunti di riflessione, soprattutto con riguardo: alla rilevanza dell’illecito risparmio fiscale come reato presupposto del riciclaggio; alla possibilità di ritenere integrato il delitto di cui all’art. 648 bis c.p. anche qualora lo stesso abbia avuto ad oggetto proventi illeciti derivanti da condotte fiscali fraudolente commesse in territorio estero; alla configurabilità del riciclaggio in assenza di un mirato accertamento giudiziale del relativo reato presupposto

Contenzioso e processo tributario
Le sanzioni tributarie amministrative, finalizzate alla repressione di comportamenti “in danno dell’erario”, possono essere particolarmente pesanti, essendo volte sostanzialmente a scoraggiare l’evasione, o comunque l’inadempimento di obblighi tributari sostanziali (e in parte anche formali). Tuttavia, nel contesto del nostro ordinamento giuridico e nella cornice della Costituzione, esse sono solo lo strumento tramite il quale si favorisce il comportamento “fiscalmente corretto”

Diritto fallimentare IVA
La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione ha accolto la tesi difensiva dell’imputato - a cui veniva contestato il reato di omesso versamento dell’IVA - che aveva dimostrato l’impossibilità del versamento IVA a causa del fallimento di cinque clienti, che non avevano pagato le fatture emesse

Contenzioso e processo tributario
Nel rispetto del principio del doppio binario esistente fra giustizia penale e fiscale, è consentito alla parte che vi abbia interesse di produrre la sentenza penale di assoluzione del contribuente o il decreto di archiviazione, nel giudizio tributario, potendo, la stessa, costituire prova documentale. Peraltro, il giudicato penale non fa stato nel contenzioso tributario, rimanendo libero il giudice di quest'ultimo di valutare liberamente i fatti accertati nel corso del procedimento penale. In particolare, la valutazione ponderata del suddetto giudicato deve essere preceduta dalla considerazione che la soglia probatoria richiesta dall'ordinamento per ritenere affermata la responsabilità penale non è la medesima richiesta per ritenere accertati i fatti di sottrazione di materia imponibile contestati dall'Amministrazione finanziaria

Modello Redditi - Unico
I giudici di Milano confermano quanto già espresso in precedenti interventi pubblicati dal Commercialista Telematico: la compensazione dei crediti in violazione dell’obbligo dell’apposizione del visto non configura una violazione di omesso versamento. La recente decisione del giudice di merito ha interessato la normativa in materia di sanzioni per omesso versamento. Ma l’interpretazione consolidata del giudice di prime cure si ritiene assolutamente attuale e applicabile anche alle nuove disposizioni ex riforma del sistema sanzionatorio

IVA
Il contribuente che non ha versato l’IVA con riferimento alle fatture non riscosse dai propri clienti è da ritenersi esente dal reato per omesso versamento IVA. E’ quanto affermato dalla Corte di Cassazione che si pone in contrasto rispetto ai precedenti attestazioni di legittimità e che, si spera, possa, per la sua maggiore fedeltà alla finalità delle norme penal-tributarie, trovare conferma in future sentenze per andare a costituire il nuovo e più equilibrato principio applicativo delle norme in materia di reati da omesso versamento delle imposte

Contenzioso e processo tributario
Il mero stato di crisi di liquidità non rileva ai fini della configurabilità di una situazione di forza maggiore od idonea ad escludere l’elemento soggettivo del reato, in quanto è onere dell’interessato ripartire le risorse esistenti al momento di corrispondere le retribuzioni ai lavoratori dipendenti, in modo da poter adempiere, al momento della relativa scadenza, all’obbligo del versamento delle ritenute

Con eccezione dell'ipotesi di continuazione tra reati omogenei, e fermo restando il rispetto del limite massimo previsto per la specifica sanzione accessoria da applicare, in caso di pluralità di reati tributari unificati dalla continuazione, la durata della pena accessoria deve essere uniformata a quella della pena principale inflitta

Giurisprudenza tributaria
L'accollo fiscale integra il delitto di indebita compensazione se commesso attraverso l'elaborazione o la commercializzazione di modelli di evasione fiscale, con l'aggravante nel caso sia a carattere seriale; inoltre, se il consulente fiscale è l'ispiratore della frode, è responsabile a titolo di concorso per la violazione del cliente.

Giurisprudenza tributaria
Segnaliamo una recente sentenza di Cassazione che analizza le possibilità di ravvedimento (mediante pagamento dell'intero) in caso di reato di dichiarazione fraudolenta

Trust & Protezione dei patrimoni
In presenza di un trust realizzato allo scopo di sottrarre un patrimonio all'Erario può ritenersi integrata la condotta di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte

Contenzioso e processo tributario
Proponiamo un'analisi del reato di “Dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti”: quali sono le fattispecie sanzionate, quali sono i profili di rischio fiscale, quali le recenti posizioni della giuriprudenza di merito e di legittimità

Trust & Protezione dei patrimoni
La Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. In estrema sintesi, la costituzione, immediatamente dopo la notifica di cartelle esattoriali, di un trust “autodichiarato”, integra la fattispecie incriminatrice di cui trattasi, rappresentando una condotta volta ad eludere il pagamento del debito fiscale tramite la costituzione di uno schermo formale idoneo a separare il patrimonio personale da quello segregato nel trust

La Corte di Cassazione ha affermato che ai fini della sussistenza del reato di omessa presentazione della dichiarazione, di cui all’art.5, del D.Lgs.n.74/2000, è necessario tenere conto dei costi. In pratica, l’imposta evasa passa dall’astratto – derivante dalla violazione constatata – al concreto (effettiva) – dopo il computo delle perdite/costi, così che potrebbe scendere al di sotto delle soglie penali

Contenzioso e processo tributario IVA
Con recente sentenza, la terza sezione della Cassazione penale ha ritenuto che l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, in relazione al reato di omesso versamento dell’imposta sul valore aggiunto, è applicabile soltanto alle omissioni “per un ammontare vicinissimo alla soglia di punibilità”, attualmente fissata in 250 mila euro.

Antiriciclaggio
L’art. 648-ter 1 del codice penale (autoriciclaggio) punisce chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo, impieghi, sostituisca, trasferisca, in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative, il denaro, i beni o le altre utilità provenienti da tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa. Esaminiamo gli sviluppi più recenti della normativa a riguardo

Contenzioso e processo tributario
Lo scudo fiscale ha valore di fronte ad atti che derivano da reati tributari? Analizziamo un caso per cui gli esiti di un processo penale e di quello tributario possono essere differenti

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