IRPEF

IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, è stata introdotta dal DPR 597/1973 con decorrenza 1/1/1974; quel DPR è stato sostituito dal Testo Unico delle Imposte sul reddito n. 917 del 22/12/1986.
Le aliquote d’imposta che gravano sul reddito dell’anno partono attualmente dal 23% per arrivare a quella più elevata del 43%.
Sono tassati i redditi rientranti nelle seguenti categorie previste dal Testo Unico: redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi di impresa, redditi diversi.

In questa sezione dedicata da CommercialistaTelematico.com all’IRPEF vengono trattati gli innumerevoli temi dell’imposta, per citarne solo qualcuno: la tassazione delle plusvalenze, la tassazione dei redditi da locazione, la cedolare secca, la tassazione del compenso dell’amministratore di società, il secondo acconto dell’imposta, la dichiarazione annuale dei redditi, la tassazione dei dividendi, i redditi dell’impresa familiare, le tantissime detrazioni IRPEF, le deduzioni, la tassazione dei redditi prodotti all’estero e tanto altro

 
 
lo scudo fiscale fa nuovamente capolino nel nostro ordinamento: si tratta di una sanatoria dedicata a ex iscritti AIRE, ex frontalieri ed i loro eredi che non hanno dichiarato ai fini del monitoraggio fiscale, gli investimenti esteri connessi alla loro cessata attività lavorativa

 
una carrozzeria è proprietaria di una autovettura, utilizzata per l’attività d’impresa, che viene anche fornita ai clienti quale auto sostitutiva; la vettura viene tamponata e deve essere riparata; la carrozzeria ordina i ricambi necessari e procede alla riparazione: la carrozzeria deve emettere fattura (autofattura) per l’attività di riparazione del proprio mezzo?

 
l'assegno divorzile costituisce reddito assimilato ai redditi di lavoro dipendente per chi lo percepisce, e onere deducibile dal reddito complessivo di chi lo versa (nella misura stabilita dall’autorità giudiziaria); il versamento dell'assegno di mantenimento in favore dei figli, invece, non è sottoposto a tassazione in capo a chi lo percepisce e, chi lo versa non lo può dedurre. Le regole del TUIR sembrano semplici, ma...

 
siamo arrivati a fine 2017 è per i contribuenti obbligati alla contabilità semplificata per cassa continua ad essere sentito il problema delle rimanenze di magazzino: la cancellazione di tali importi dal reddito d'impresa provocherà un rialzo degli imponibili nel 2018; inoltre i contribuenti saranno obbligati a segnalare l'importo delle rimanenze nei prossimi ISA (gli eredi dei vecchi studi di settore)

 
il caso della TARI gonfiata ha fatto sorgere un dilemma che è sottostimato da tempo: la diversa nozione di pertinenza nei diversi ambiti del diritto (codice civile, imposta di registro, IRPEF, tasse locali - fra cui la TARI) - proviamo a offrire un quadro aggiornato

 
ci avviciniamo alla fine dell'anno ed inizia il momento di verificare l'opportunità da parte dei soci di rinunciare ai crediti vantati verso la società, soprattutto se l'esercizio sociale dovesse chiudersi in passivo. In questo articolo verifichiamo la prassi da seguire dal punto di vista civilistico e fiscale per la corretta rinuncia e per non incappare nella tassazione di plusvalenze

 
per alcuni contribuenti è sorto il dubbio se la presunzione di incasso e pagamento, prevista per i contribuenti semplificati che determinano il reddito d’impresa sulla base del particolare metodo della registrazione, possa avere conseguenze e, quindi, trovare analoga applicazione presuntiva anche relativamente agli obblighi propri del sostituto d’imposta (effettuazione della ritenuta fiscale, versamento, certificazione)

 
se l’acquirente (ad esempio di un’area edificabile) ha subìto un accertamento ai fini dell’imposta di registro, definendo il relativo valore in adesione con l’Agenzia delle entrate, il valore così determinato non può rappresentare un elemento presuntivo al fine di accertare la maggiore plusvalenza IRPEF in capo al venditore - la giurisprudenza si sta adeguando al decreto internazionalizzazione del 2015