Diritto fallimentare

Nel 2019 dovrebbe (finalmente) partire la riforma del diritto fallimentare e delle altre procedure concorsuali. La riforrma dovrebbe finalmente portare un nuovo codice aggiornato e più confacente alla vita impreditoriale del 21′ secolo.

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Diritto fallimentare IRES
E’ utile riepilogare talune possibili azioni amministrative e fiscali in caso di mancato pagamento di credito, scaduto ed esigibile, quando il debitore è soggetto a procedure concorsuali. Si tratta, in pratica, di ripercorrere, sul piano operativo, le condizioni che devono ricorrere perché la perdita su credito verso clienti sottoposti a procedure concorsuali possa essere dedotta dal reddito ai fini IRES e perché si possa recuperare l’IVA ad essi addebitata in sede di fatturazione

Diritto fallimentare
La disciplina del concordato preventivo viene profondamente innovata dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (“CCII”), con norme che entreranno in vigore dal 15 agosto 2020. L’art. 84 (rubricato “Finalità del concordato preventivo”), vera e propria “norma manifesto” e stella polare dell’intero istituto, delinea la differenza tra quello in continuità e quello liquidatorio, laddove nel primo le risorse utilizzate per il soddisfacimento dei creditori derivano dalla prosecuzione dell’attività imprenditoriale, mentre nel secondo dal ricavato della liquidazione. Questo approfondimento ci aiuterà a meglio comprendere la materia...

Diritto fallimentare
Sul piano oggettivo, per sovraindebitamento deve intendersi “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente”. La relativa normativa, in linea di principio, si mostra accessibile a ciascun soggetto che sia tale, a prescindere dalla sua qualità o meno di imprenditore o di lavoratore, autonomo o indipendente. Facciamo il punto in merito all'ambito soggettivo di applicabilità di tale disciplina

Diritto fallimentare Revisione dei conti
Con il nuovo Codice della crisi di impresa le Srl dovranno adeguarsi a nuovi parametri. La nomina dell’organo di controllo è vincolata al superamento da parte della società, per due esercizi consecutivi, di determinati limiti. In questo contributo cerchiamo di spiegare cosa cambia rispetto alla normativa precedente: nello specifico risultano notevolmente abbassati i limiti superati i quali l'organo di controllo diviene obbligatorio. I limiti troppo bassi previsti dalla Legge rischiano di aggravare di costi e di adempimenti le realtà impreditoriali di dimensioni limitate

Diritto fallimentare
La fase esecutiva dell'accordo è disciplinata dalla Legge n. 3/2012, nell’ambito di quella che è stata definita una procedura duale, in quanto il debitore da un lato deve adempiere alle obbligazioni previste nella proposta e, quindi, rispettare l'impegno negoziale assunto con una porzione qualificata del ceto creditorio, dall'altro deve soddisfare integralmente i creditori estranei all'accordo stesso. E' importante evidenziare che in tale importantissima fase procedimentale il ruolo del giudice, rispetto ai modelli concorsuali tradizionali, è quello tipico del risolutore - terzo ed imparziale - dei conflitti inerenti diritti soggettivi, a fronte di una penetrante funzione che è quella di supporto al debitore e/o al liquidatore, nonché di controllo dell'organismo di composizione della crisi

Diritto fallimentare Società News Fiscali - Commercialista Telematico
Il nuovo Codice della crisi di impresa riforma i casi in cui nelle Srl è obbligatoria la nomina dell’organo di controllo, che può essere monocratico oppure collegiale oppure di un revisore legale dei conti. Se lo statuto non prevede diversamente, l’organo di controllo è il sindaco unico. Il revisore legale dei conti può essere, oltre che un singolo professionista, anche una società di revisione iscritta nell’apposito registro tenuto dal Ministero dell’Economia

Diritto fallimentare Società
Il Codice della crisi di impresa ridefinisce la responsabilità degli amministratori della società a responsabilità limitata prevedendo che essi “rispondono verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale”. Quindi la responsabilità degli amministratori della Srl non è più solo verso la società “per i danni (ad essa) derivanti dall’inosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo per l’amministrazione della società”. Ciò comporta che l’azione di responsabilità contro gli amministratori può essere promossa, oltre che da ciascun socio, anche dai creditori della società quando il patrimonio sociale risulterà insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti

Diritto fallimentare News Fiscali - Commercialista Telematico
Il Codice della crisi di impresa introduce il principio fondamentale per cui l’imprenditore collettivo, cioè quello che opera in forma societaria, ha l’obbligo “di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura ed alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e (del rischio) della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”. Quest’obbligo, in concreto, non può che gravare su chi gestisce l’impresa cioè su tutti i suoi amministratori, sia che siano più di uno (consiglio di amministrazione), sia che la società abbia un amministratore unico

Diritto fallimentare
Non si parlerà più di fallimento ma di liquidazione giudiziale dei beni. Il nuovo procedimento implica due fasi conseguenti tra di loro: una identica a quella in vigore secondo la nuova normativa, l’altra preventiva a questa e stragiudiziaria, nel corso della quale l’imprenditore potrà rivolgersi ad un organo pubblico per intercettare gli indicatori di crisi o raggiungere un accordo con i creditori. La nuova procedura di liquidazione si applica nei confronti dei soggetti che svolgono attività commerciali, restando escluse soltanto le imprese minori, ossia quelle imprese che non raggiungono determinate soglie dimensionali quanto all’attivo patrimoniale, ai ricavi e all’indebitamento, e non si applica neppure all’impresa agricola. Con la riforma attuata con L. 155/2017 cambia l’istituto della esdebitazione

Diritto fallimentare News Fiscali - Commercialista Telematico
La legge n. 3/2012, in origine, non prevedeva una alternativa liquidatoria alla soluzione negoziata della crisi da sovraindebitamento, essendo, la liquidazione, prevista solo come fase esecutiva dell'accordo di composizione omologato. La procedura di liquidazione dei beni è ora regolata nel Capo II ed è strutturata sullo schema del fallimento, articolandosi nelle fasi dell'apertura con nomina del liquidatore da parte del tribunale, dell'inventario dei beni e della formazione dello stato passivo. Fondamentali nella liquidazione del patrimonio le funzioni dell'OCC che, quando è nominato il liquidatore, sono simili a quelle svolte dal curatore nel fallimento

Diritto fallimentare News Fiscali - Commercialista Telematico
Nel “Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza”, la parte seconda è dedicata ad alcune modifiche di disposizioni contenute nel Libro V del Codice Civile, in particolare del Capo VII del Titolo II di esso sulla disciplina della Società a responsabilità limitata. Esso contiene inoltre altre norme che modificano profondamente le competenze degli organi di controllo delle società di capitali e cooperative, per cui si può dire che esso introdurrà una mini-riforma delle stesse. Prima di esaminare come cambieranno la responsabilità degli amministratori, l’obbligo della nomina dell’organo di controllo ed i poteri di quest’ultimo nelle Srl, nelle altre società di capitali e nelle cooperative è necessario illustrare alcuni principi fondamentali del Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza da cui discendono queste norme sulle società.

Diritto fallimentare
Il garante fideiussore, familiare dell’imprenditore o del rappresentante legale della società commerciale, può essere considerato "consumatore" e accedere al piano del consumatore, nonchè essere ricondotto alle nuove “procedure familiari” previste dal nuovo Codice della Crisi e dell’Insolvenza

Diritto fallimentare
Approvazione definitiva, il 10 gennaio 2019, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto legislativo relativo al nuovo "Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza". Il Provvedimento, in attesa della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, cambia molte regole e contiene in particolar modo tantissime novità che ridisegnano il quadro delle figure professionali che affiancano aziende e imprenditori nella gestione ordinaria, nelle fasi delicate di "crisi" e in quelle, spesso consequenziali, di approdo alle procedure concorsuali

Diritto fallimentare
Procedura di sovraindebitamento, riassunto della prassi operativa: dal raggiungimento dell'accordo del debitore e dei creditori, i casi di omologazione, impugnazione e risoluzione...

Diritto fallimentare
Arriva finalmente il nuovo Testo Unico per le imprese in crisi e con problemi di insolvenza. E' questa una delle tante novità del nuovo anno che cambia - o meglio supporta - la disciplina in materia, ridefinendo il quadro normativo a cui addetti ai lavori e i professionisti attingono per gestire gli imprenditori e le aziende in stato di difficoltà a un passo, oppure a piè pari, dentro una procedura concorsuale. Il Consiglio dei Ministri ha reso noto che è stato approvato il Decreto Legislativo che introduce il nuovo "Codice della Crisi d'impresa e dell'insolvenza"

Diritto fallimentare News Fiscali - Commercialista Telematico
Segnaliamo un caso di attenzione nei giudizi di opposizione allo stato passivo: l'omessa notifica del ricorso e del decreto di fissazione d'udienza entro il termine assegnato dal giudice non comporta l'inammissibilità dell'impugnazione

Contenzioso e processo tributario Diritto fallimentare
Si discute della posizione del fallito in qualità di soggetto potenzialmente leso dagli effetti degli accertamenti tributari relativi a periodi d’imposta precedenti la dichiarazione di fallimento e della propria legittimazione processuale al contenzioso tributario, distinta da quella della curatela. Il contribuente, restando esposto ai riflessi, anche di carattere sanzionatorio, conseguenti alla definitività dell'atto impositivo, è eccezionalmente abilitato ad impugnarlo, nell'inerzia degli organi fallimentari, non potendo attribuirsi carattere assoluto alla perdita della capacità processuale conseguente alla dichiarazione di fallimento

Contenzioso e processo tributario Diritto fallimentare
Nell’ambito del procedimento di accertamento, l’ufficio deve procedere all’emanazione dell’atto impositivo solo dopo avere acquisito le eventuali osservazioni del contribuente in ordine al contenuto del processo verbale di constatazione redatto a conclusione della verifica fiscale e – a tale scopo – tale provvedimento non può essere notificato prima del decorso di 60 gg. dal rilascio del suddetto p.v.c.

Diritto fallimentare IVA
La Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione ha accolto la tesi difensiva dell’imputato - a cui veniva contestato il reato di omesso versamento dell’IVA - che aveva dimostrato l’impossibilità del versamento IVA a causa del fallimento di cinque clienti, che non avevano pagato le fatture emesse

Diritto fallimentare IVA
E’ necessario attendere la chiusura della procedura concorsuale per emettere la relativa nota di credito. Solo in questo momento può essere fatta valere l’infruttuosità del credito. Il principio è stato affermato dalla Commissione Tributaria Regionale della Toscana. La giurisprudenza di merito è dunque allineata alla posizione dell’Agenzia delle entrate. Invece la giurisprudenza comunitaria ha manifestato numerosi problemi circa la compatibilità con i principi comunitari

Diritto fallimentare Società Diritto Commerciale
A forte pericolo prestare denaro agli amministratori. L'assemblea dei soci può deliberare l'erogazione di un prestito all'organo di gestione, unicamente nel rispetto dei vincoli statutari ed attestando le condizioni che esulano dalla distrazione di fondi per società in eventuale stato di dissesto. L'organo gestionale risponde dei danni derivati alla società per eventuali scelte gestionali assunte in assenza di autorizzazione da parte dei soci e senza la predisposizione di misure e cautele necessarie ad evitare un pregiudizio alla società medesima. Se sussistono le condizioni, anche i soci (ed il collegio sindacale) sono solidalmente responsabili con gli amministratori nei confronti di eventuali danni ai terzi.

Diritto fallimentare
L'istituto del fallimento, così come previsto dall'ordinamento, è applicabile allorché in una società si riscontri l'attività d'impresa, ogni qual volta vi sia l'economicità obiettiva della gestione, intesa come proporzionalità fra costi e ricavi. Non è invece sottoponibile a fallimento la società che dimostri la finalità mutualistica pura della propria attività, priva di fatto del carattere della commercialità. Esaminiamo la posizione della Corte di Cassazione

Diritto fallimentare
Per la Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso, la distruzione di tutte le fatture emesse e ricevute in sette anni da parte dell'imputato, precludendo la ricostruzione dell'attività del fallito, implica che l'imputato sia riconosciuto colpevole di delitto di bancarotta fraudolenta documentale

Diritto fallimentare Società
Integra il delitto di bancarotta fraudolenta per distrazione la condotta dell'amministratore che prelevi somme dalle casse sociali, a titolo di pagamento di competenze, solo genericamente indicate nello statuto, in quanto la previsione di cui all'art. 2389 c.c. stabilisce che la misura del compenso degli amministratori di società di capitali sia determinata con delibera assembleare

Diritto fallimentare
Con recente sentenza la Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di bancarotta fraudolenta documentale, nei confronti dell’amministratore di una ditta individuale, dichiarata fallita, che aveva distrutto le scritture contabili, gettandole come rifiuti

Diritto fallimentare Riscossione dei tributi Il caso del giorno
La legge di conversione del decreto dignità estende anche al 2018 la possibilità di compensare debiti tributari con crediti commerciali e professionali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione; è così nuovamente prorogata la disposizione introdotta nel 2014 per far fronte all’ormai cronico ritardo del pagamento dei debiti commerciali da parte della P.A.

Diritto fallimentare IVA
L’articolo 56 della Legge Fallimentare è stato al centro di diversi interventi della Giurisprudenza: stabilisce che “I creditori hanno diritto di compensare coi loro debiti verso il fallito i crediti che essi vantano verso lo stesso, ancorché non scaduti prima della dichiarazione di fallimento”, ovviamente tra i creditori rientra anche l’Ammistrazione Finanziaria

Diritto fallimentare
E’ valida l’accusa di bancarotta fraudolenta distrattiva e documentale per il titolare, apparentemente solo formale, di una società operante nel campo dell’abbigliamento. A nulla è valsa la tesi difensiva dell’uomo che si è dichiarato mera “testa di legno” in ambito societario

Diritto fallimentare IVA
Il pagamento dell’IVA finanche parziale da parte di un imprenditore insolvente proposto nell’ambito di un procedimento di concordato preventivo può corrispondere ad uno strumento di efficace tutela della riscossione effettiva delle risorse proprie dell’Unione europea, necessario alla sopravvivenza della stessa e, pertanto, di rilevanza pubblica. Tale conclusione ebbe un’efficacia dirompente nel nostro ordinamento tributario, tant’è che il legislatore decise di adottare scelte conformi adottando delle modifiche nell’ambito dell’art 182-ter che superassero l’interpretazione secondo cui il tributo IVA doveva considerarsi irrinunciabile perché costituente una risorsa propria dell’Unione europea

Contenzioso e processo tributario Diritto fallimentare
Occorre prendere atto del contrasto giurisprudenziale esistente sulla legittimità della cartella di pagamento notificata ad una società già ammessa alla procedura di concordato preventivo. Tale diatriba ha un notevole risvolto pratico in un contesto economico, come quello attuale, che registra sempre più richieste di accesso alle procedure di risoluzione della crisi di impresa

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