Il contrasto all'evasione internazionale

i (buoni) propositi dell’Agenzia delle Entrate per combattere l’evasione a livello internazionale

 

Con circolare n. 20/E del 16/04/2010, l’Agenzia delle Entrate ha fornito l’annuale documento sull’attività di prevenzione e contrasto dell’evasione.


Il menu consegnato agli uffici si presenta particolarmente ricco e teso a consolidare gli importanti risultati ottenuti nel corso del 2009.


Questo nostro intervento è dedicato alla cd. Evasione internazionale, da diverso tempo sotto i riflettori del fisco.


Il contrasto alla evasione internazionale entra, infatti, quest’anno in una nuova fase che vede ad esso dedicate specifiche attività operative, coordinate a livello centrale ( in attuazione di quanto disposto dall’art. 12, comma 3, del DL n. 78 del 2009, dall’1 ottobre 2009 è stato istituito presso la Direzione Centrale Accertamento l’Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali – U.C.I.F.I. -).


I controlli da sviluppare in maniera massiccia, su questo fronte operativo, riguardano prioritariamente due aspetti:




  • i fenomeni di illecito trasferimento e/o detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero;



  • i trasferimenti della residenza all’estero a fini di evasione fiscale.






I fenomeni di illecito trasferimento e/o detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero




Quanto a questo aspetto, sono in corso alcune attività, avviate nel 2009, volte ad intercettare situazioni a particolare rischio di trasferimento e/o detenzione di attività all’estero non dichiarate in Italia, sulle quali effettuare controlli approfonditi. Si tratta, in specie:




  • dell’invio centralizzato di questionari a persone fisiche, rientrate in Italia (come domicilio fiscale) nell’ultimo quinquennio, dopo un periodo più o meno lungo trascorso all’estero;



  • dell’incrocio tra la base-dati generata dal c.d. “monitoraggio” delle transazioni da e verso l’estero da parte degli intermediari finanziari, e le dichiarazioni dei redditi (in specie il modulo RW) presenti a Sistema.




Le posizioni a rischio individuate vengono approfondite direttamente dall’U.C.I.F.I., ove di particolare rilevanza, e dalle Direzioni Provinciali con gli Uffici controllo negli altri casi (sotto il coordinamento delle Direzioni Regionali e dello stesso U.C.I.F.I.).




Fenomeni di estero-residenza fittizia




Per quanto invece attiene ai fenomeni di estero-residenza fittizia l’Agenzia delle Entrate intende proseguire e concretizzare le linee di azione tracciate già l’anno scorso, attraverso il presidio della generalità dei soggetti interessati da trasferimenti in Paesi esteri mediante l’azione congiunta dei Comuni e dell’Agenzia.


Le posizioni a rischio di particolare rilevanza (per l’entità dell’evasione e la complessità, anche a livello internazionale, dell’intervento) vanno segnalate all’U.C.I.F.I., tramite le Direzioni Regionali, per indicazioni circa l’opportunità che i controlli vengano da esso direttamente svolti o coordinati.


Le Entrate, inoltre, si sono riservare di diramare a breve specifiche istruzioni alle strutture operative (Direzioni Provinciali o Uffici locali, ove queste ultime non siano state ancora istituite) in tema di:




  • riscontro delle conferme pervenute dai Comuni e, per quelle non pervenute, richiesta formale ai Comuni stessi, prioritariamente per le posizioni dei soggetti che, nel periodo dal 25 giugno 2008 al 31 dicembre 2009, hanno trasferito la residenza in Paesi a fiscalità privilegiata;



  • pianificazione a livello provinciale di specifici approfondimenti, da sviluppare entro il previsto triennio, sui contribuenti il cui trasferimento sia da considerare a specifico rischio di evasione;



  • iniziative mirate a favorire il ravvedimento spontaneo e ad assicurare, nel contempo, la necessaria azione dissuasiva (ad esempio mediante apposite comunicazioni).




L’Amministrazione finanziaria evidenzia, altresì, l’esigenza che, nell’ambito dell’attività di controllo in parola, venga adeguatamente utilizzata la presunzione relativa introdotta dall’art. 12, comma 2, del DL n. 78 del 2009 (gli investimenti e le attività di natura finanziaria detenute in Paesi “black list”, in violazione degli obblighi di dichiarazione nel modulo RW, si presumono costituite mediante redditi sottratti a tassazione) tenendo presente quanto disposto dal comma 2-bis del citato art. 12 circa il raddoppio dei termini per l’accertamento.


Da ultimo, per le violazioni concernenti gli obblighi di dichiarazione nel modulo RW degli investimenti e delle attività di natura finanziaria detenute in Paesi “black list”, va considerato quanto disposto dal comma 2-ter del medesimo art. 12 circa il raddoppio dei termini per la notifica dell’atto di contestazione o di irrogazione di cui all’art. 20 del D.Lgs n. 472 del 1997.





ATTIVITÀ A PROIEZIONE INTERNAZIONALE


La proiezione a livello internazionale dell’attività di controllo fiscale va garantita mediante costanti iniziative, sulle varie linee di attività, nei termini di seguito enucleati.


Con riguardo allo scambio spontaneo di informazioni è richiesto l’aumento dell’impegno di tutte le strutture di controllo affinché utilizzino maggiormente tale strumento di cooperazione, tenendo presente che l’inoltro di informazioni spesso determina feed back dall’estero altrettanto utili per i controlli interni.


Ciò vale soprattutto in campo IVA, per la quale la Commissione europea ha emanato varie raccomandazioni sulla tempistica e sulla qualità delle informazioni scambiate, in ragione degli interessi finanziari nazionali e comunitari. In tale contesto, le informazioni trasmesse all’estero in via spontanea appaiono esigue rispetto al flusso in entrata, costituito da numerose segnalazioni dagli Stati membri, le più frequenti delle quali riguardano (è da tenere presente):




  • differenze riscontrate a seguito di incrocio con i dati dei modelli INTRA (quando l’operatore italiano è l’acquirente);



  • prestazioni di servizio che in base alla normativa vigente devono essere assoggettate a imposta in Italia;



  • transazioni riguardanti i veicoli quando l’importo è inferiore alla soglia indicata dalla Commissione (15.000 euro), quindi insufficiente per poter utilizzare l’art. 5 del Reg. (CE) n. 1798/2003 sullo scambio a richiesta.




Nell’ambito della più ampia strategia di contrasto dell’evasione in chiave internazionale, è richiesto agli uffici l’incremento al ricorso dell’applicazione SC.A.D. con finalità di arricchimento del quadro istruttorio dei controlli attraverso la possibile individuazione di elementi reddituali di fonte estera.


L’applicazione è stata progettata per gestire lo scambio automatico di informazioni tra l’Italia e gli Stati esteri. Con riferimento, in particolare, alle informazioni pervenute in via automatica dalle autorità estere – concernenti redditi prodotti nelle rispettive giurisdizioni da soggetti residenti in Italia – l’applicazione include due sezioni:




  • SC.A.D.- Residenti OCSE, contenente informazioni reddituali catalogate secondo le tipologie definite dal Modello OCSE di Convenzione (principalmente: redditi immobiliari, dividendi, interessi, canoni, capital gains, redditi di lavoro dipendente e di pensione);



  • SC.A.D.- Direttiva risparmio, contenente informazioni sui redditi rientranti nell’ambito di applicazione della Direttiva 2003/48/CE, da utilizzare seguendo le istruzioni impartite, da ultimo, con la nota n. 128234 del 9 settembre 2009 e, in specie, procedendo all’incrocio delle informazioni trasmesse dagli Stati esteri in essa contenuti con quelli già presenti in altre basi-dati (in particolare quelle alimentate dai modelli di dichiarazione Unico e 770), incrocio da non ritenere esaustivo, in quanto l’effettiva percezione dei redditi comunicati dagli Stati esteri e l’omessa dichiarazione degli stessi, devono essere in ogni caso accertati mediante l’invio di un questionario al contribuente o mediante un invito al contraddittorio e attivando, ove occorra, la procedura di richiesta di informazioni all’autorità estera che ha fornito il dato (tale verifica è importante anche ai fini dell’invio di un feedback circa la qualità e l’impiego delle informazioni ricevute, onde migliorare l’efficienza e l’efficacia dello scambio automatico di informazioni).


Nella circolare n. 13 del 2009 è stata inoltre evidenziata la utilità, oltre che dello scambio di informazioni, anche degli ulteriori strumenti di cooperazione internazionale, rappresentati dalla collaborazione tra funzionari e dai controlli simultanei.




EVASIONE DA RISCOSSIONE INTERNAZIONALE




Uno specifico impulso va infine assicurato alle attività di contrasto alla evasione da riscossione connotata da profili internazionali, attivando tempestivamente la mutua assistenza tra gli Stati membri dell’Unione europea (Direttiva 2008/55/CE e Convenzioni internazionali) al fine di chiedere il recupero di un credito erariale (nonché l’adozione di misure cautelari) allo Stato di residenza del debitore dell’imposta italiana ovvero allo Stato in cui siano state individuate da parte dell’ufficio specifiche fonti di reddito e patrimoniali dello stesso debitore.




26 aprile 2010


Marcella De Santis

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