Corte di Cassazione: i limiti stretti nell’utilizzo del contante sono da considerare

La Corte di cassazione, con la sentenza 1080/2016, interviene sulla disciplina antiriciclaggio e conferma le sanzioni amministrative a soggetti che hanno compiuto trasferimenti in contante oltre la soglia prevista. In particolare ci si riferisce alle operazioni in contante consideratei “artificiosamente frazionate” sebbene annotate in contabilità quando sono attuate nello stesso giorno o in giorni immediatamente successivi. I giudici ricordano che il divieto posto dalla normativa antiriciclaggio, diretto a impedire il trasferimento di denaro contante e titoli al portatore, all’epoca del caso superiore a 12.500 euro,  pone riferimento al valore dell’intera operazione alla quale il trasferimento sia funzionale, e si applica anche quando il trasferimento si sia realizzato mediante il compimento di varie operazioni ciascuna di valore inferiore o pari al massimo consentito.


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