ISA 2020: per i professionisti dall’applicazione del principio di cassa al modello a prestazione - Diario Quotidiano del 18 Giugno 2020

Nel DQ del 18 Giugno 2020:
1) Domicilio scelto dal contribuente non ignorabile: é nulla la notifica dell’atto impositivo fatta in altro luogo
2) Frode fiscale: ai fini IRAP non vale il raddoppio dei termini per l’accertamento
3) Dichiarazione dei redditi emendabile in sede contenziosa
4) I giroconti bancari in contabilità non producono ricavi tassabili e neppure Iva
5) Potere di autotutela sindacabile
6) E’ giusta la plusvalenza anche nel caso di cessione di fabbricato demolito
NOTIZIA IN EVIDENZA – 7) ISA 2020: per i professionisti dall’applicazione del principio di cassa al modello a prestazione
8) Dati precalcolati ISA2020: le novità caratterizzate dallo snellimento dei dati informativi
9) Indici Sintetici di affidabilità fiscale: interventi che tengono conto del COVID-19
10) Benefici premiali ISA 2020: compensazione imposte dirette, Irap, Iva e rimborso Iva
11) Modalità di applicazione delle disposizioni in materia di tax credit vacanze: provvedimento Direttore delle Entrate
12) Reddito di Emergenza: termine per le domande prorogato al 31 luglio
13) Covid-19: sospensioni dei pignoramenti dell’Agente della riscossione tra il 19 maggio e il 31 agosto
14) Fondazione nazionale Commercialisti: pubblicato nuovo aggiornamento da Covid-19

isa 2020 professionisti7) ISA 2020: per i professionisti dall’applicazione del principio di cassa al modello a prestazione

ISA 2020 relativi ai professionisti con modello “a prestazione”. E’ questo uno dei tanti aspetti che viene illustrato dall’Agenzia delle entrate nella circolare n. 16/E del 16 giugno 2020, incentrata sugli Indici sintetici di affidabilità fiscale – periodo d’imposta 2019.

Gli ISA BK01U, BK05U, BK06U, BK17U, BK18U, BK23U – Lavoro autonomo e BK24U sono stati oggetto, nel 2019, di evoluzione anticipata rispetto a quella ordinaria biennale.

 

ISA per il lavoro autonomo

La peculiare complessità delle attività professionali, caratterizzate dall’applicazione del principio di cassa per la determinazione del reddito, da particolari strutture dei costi e da una talvolta significativa variabilità dei compensi da un periodo d’imposta all’altro, ha indotto ad effettuare ulteriori approfondimenti metodologici che hanno condotto ad adottare, in parte, il cd. “modello a prestazione”.

Peraltro, già per il periodo d’imposta 2018 era stato sperimentato un modello a prestazione per i tre ISA AK01U, AK05U e AK06U, che prevedeva, tra l’altro, uno stock di indicatori elementari di anomalia specifici che si attivavano ed attribuivano un punteggio pari a 1 ogni volta in cui il compenso medio dichiarato per ogni attività “tipica” di ciascuna attività professionale (ossia diversa dalle stabili collaborazioni e da altre attività residuali) risultava minore del corrispondente valore della soglia inferiore provinciale di riferimento.

Questo modello a prestazione, opportunamente rielaborato e semplificato, è stato applicato ai sette indici (BK01U, BK05U, BK06U, BK17U, BK18U, BK23U – Lavoro autonomo e BK24U) che, in via straordinaria, sono stati anzitempo aggiornati, nonché agli ISA BK02U, BK03U, BK04U, BK25U e BK29U che interessano attività professionali con caratteristiche e dinamiche economiche simili a quelle degli ISA precedentemente indicati e per i quali, nel 2019, era prevista l’ordinaria revisione biennale.

La nuova metodologia, riportando il controllo dei compensi medi dichiarati dai contribuenti con i valori della soglia inferiore provinciale di riferimento all’interno degli indicatori elementari di affidabilità “Compensi per addetto” e “Valore aggiunto per addetto”, ha consentito l’eliminazione degli indicatori elementari di anomalia precedentemente indicati.

 

Compenso per addetto

Con riferimento, per esempio, all’indicatore elementare di affidabilità “Compensi per addetto”, l’Agenzia delle entrate evidenzia che l’indicatore viene sempre calcolato come rapporto tra i compensi dichiarati per addetto e i compensi teorici per addetto, ma questi ultimi, in base alla nuova metodologia adottata, risultano pari alla somma dei:

  • compensi derivanti dall’attività professionale o artistica per addetto;
     
  • maggiori compensi stimati per addetto per “Stabili collaborazioni con studi e/o strutture di terzi” e “Altre attività”, stimati attraverso l’applicazione della consueta funzione di regressione individuata per ogni singolo ISA (caratterizzata, quindi, da specifici coefficienti per le variabili risultate rilevanti e dal “coefficiente individuale” calcolato sulla base dei dati delle otto annualità di imposta precedenti);
     
  • maggiori compensi per addetto derivanti dalle attività diverse da “Stabili collaborazioni con studi e/o strutture di terzi” e “Altre attività”, che si determinano a livello di singola prestazione attraverso un confronto tra la soglia inferiore di riferimento (provinciale) e il compenso medio dichiarato dal contribuente sempre con riferimento alla singola prestazione (per le modalità specifiche di calcolo si rimanda alle note tecniche e metodologiche dei singoli ISA).
    Per le attività per le quali tale differenza è minore di zero, la differenza stessa si pone pari a zero.

Il punteggio associato…

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