Nuove regole per la dichiarazione d’intento - Diario Quotidiano del 9 Aprile 2020

Nel DQ del 9 Aprile 2020:
1) Acquisto di auto presso presunte cartiere: possibile la detrazione IVA e deduzione costi, accertamento nullo
2) Covid-19: erogazioni liberali per le famiglie: ordinanza in G.U.
3) Covid-19: Incentivi fiscali per lavoratori e famiglie
4) CNDCEC: in arrivo altre complicazioni dal Decreto cd. liquidità
5) Tributi: rapporti nel contenzioso in appello
NOTIZIA IN EVIDENZA – 6) Nuove regole per la dichiarazione d’intento illustrate da Assonime
7) Bankitalia: lockdown mette a rischio tenuta famiglie Ue; Coronavirus, si guarda alla Fase 2 pressing di Confindustria
8) Sospeso al 30 giugno l’invio delle informazioni all’Archivio dei rapporti finanziari
9) Covid-19: indicazioni per la presentazione delle domande di CIG per dipendenti da imprese agricole (CISOA)
10) Rettifica tramite CAF delle DSU presentate prima dell’applicazione dei criteri di neutralizzazione

6) Nuove regole per la dichiarazione di intento illustrate da Assonime

dichiarazione d'intentoNuove regole per la dichiarazione di intento illustrate da Assonime nella circolare del n. 4 del 7 aprile 2020.

​Nel documento l’Associazione esamina le modifiche apportate dal c.d. “Decreto crescita” e dal relativo provvedimento di attuazione alla disciplina delle dichiarazioni d’intento, che attestano la volontà degli esportatori abituali di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’IVA.

In particolare, confermato l’obbligo per gli esportatori di trasmettere telematicamente tali dichiarazioni all’Agenzia delle entrate, ma anche eliminato l’obbligo di consegnarne copia ai propri fornitori o prestatori.

Nel nuovo sistema, è la stessa Agenzia che provvede ad informare tali ultimi soggetti, rendendo disponibili sul loro cassetto fiscale le dichiarazioni d’intento trasmesse dagli esportatori: tale modalità, tuttavia, potrebbe non tradursi per gli operatori in una reale semplificazione.

La circolare, inoltre, individua alcuni adempimenti di carattere formale collegati con la previgente disciplina, soppressa, e segnala le caratteristiche del nuovo modello di dichiarazione d’intento.

Vengono, infine, evidenziate alcune criticità collegate all’individuazione della decorrenza delle nuove disposizioni.

Il Legislatore ha, dunque, tolto agli esportatori abituali l’obbligo di consegnare ai propri fornitori le dichiarazioni d’intento con la ricevuta dell’avvenuta presentazione delle stesse all’Agenzia delle entrate, mentre per le importazioni, l’importatore indica i dati nella bolletta doganale.

A seguito di tali novità, quindi:

  • all’esportatore, viene meno l’obbligo di redigere le dichiarazioni d’intento in duplice esemplare, di numerarle progressivamente, annotarle in apposito registro e conservarle;
     
  • al fornitore o prestatore, viene meno l’obbligo di numerare progressivamente le dichiarazioni d’intento ricevute, di annotarle in apposito registro e conservarle. Inoltre, il fornitore non deve più fare alcun riepilogo dei dati delle dichiarazioni d’intento ricevute.

A tal fine, l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento n. 96911/2020, ha fatto si che i fornitori indicati dagli esportatori abituali nelle dichiarazioni d’intento, possano consultare le informazioni trasmesse all’Amministrazione finanziaria direttamente dal proprio cassetto fiscale attraverso i servizi telematici offerti dalla stessa e quindi indicare, nella successiva fattura emessa, gli estremi di tale protocollo.

 

Nuova dichiarazione di intento

L’agenzia delle Entrate, con detto provvedimento, ha pure modificato il modello per aggiornarlo alle novità. In particolare, nel nuova dichiarazione d’intento, non deve essere indicato:

  • numero e l’anno di riferimento della dichiarazione;
  • numero attribuito alla dichiarazione medesima dal fornitore o prestatore, e l’anno di riferimento;
  • indicazione che, per la consegna al fornitore della dichiarazione, era ammessa la stampa della stessa, ad eccezione del quadro A relativo al plafond.

 

Con le novità inasprite le sanzioni

Il nuovo sistema prevede un inasprimento delle sanzioni a carico dei fornitori o prestatori degli esportatori abituali, stabilendo l’applicazione di una sanzione proporzionale (dal 100% al 200% dell’IVA) per i casi in cui le operazioni senza addebito del tributo risultino da esso effettuate prima di avere riscontrato in via telematica l’avvenuta presentazione all’Agenzia, da parte dell’esportatore abituale, della dichiarazione d’intento.

 

Decorrenza della nuova disciplina sulle dichiarazioni di intento

Su tale punto, secondo Assonime la nuova disciplina non ha efficacia nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2020 (data a partire dalla quale avrebbe dovuto trovare applicazione l’art. 12-septies del D.L. n. 34 del 2019) e il 2 marzo 2020, data a partire dalla quale i fornitori o prestatori possono venire a…

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