Come sarà l’anno fiscale 2018? – Dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere

VENDITORE. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
PASSEGGERE. Almanacchi per l’anno nuovo?

VENDITORE. Sì signore.

PASSEGGERE. Credete che sarà felice quest’anno nuovo?

VENDITORE. Oh illustrissimo sì, certo.

PASSEGGERE. Come quest’anno passato?

VENDITORE. Più più assai.

PASSEGGERE. Come quello di là?

VENDITORE. Più più, illustrissimo.

PASSEGGERE. Ma come qual altro? Non vi piacerebb’egli che l’anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?

VENDITORE. Signor no, non mi piacerebbe.
PASSEGGERE. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?

VENDITORE. Saranno vent’anni, illustrissimo.

PASSEGGERE. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?

VENDITORE. Io? non saprei.

PASSEGGERE. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?

VENDITORE. No in verità, illustrissimo.

Da Giacomo Leopardi, Operette Morali, Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere.

 

Siamo ad inizio anno e la citazione leopardiana è quasi scontata: ogni anno in questo periodo appare un proliferare di calendari, oroscopi e agende (negli studi professionali soprattutto agende ricche di scadenze). Probabilmente abbiamo tutti fatto buoni propositi per il 2018 e tutti speriamo che il 2018 sia migliore del 2017…

Eppure da qualche parte è percepibile lo scetticismo o pessimismo del Passeggere del dialogo, che non crede o non cede all’ottimismo del Venditore. La filosofia di Leopardi si fonda sul concetto di pessimismo cosmico e la lettura delle Operette Morali fa capire quanto il poeta di Recanati non credesse che la vita umana potesse sfociare in un percorso di felicità. Anzi, nel Dialogo della Natura e di un Islandese emerge la nullità della figura umana al confronto del cosmo e di una natura matrigna e indifferente. Le Operette Morali sono rappresentate da 24 fra dialoghi e apologhi, imperniati sul pessimismo cosmico, ma sono taglienti e ironiche e mostrano un Leopardi scolasticamente noto di quello delle poesie, ma forse molto più attuale.

 

Oggi per commercialisti e fiscalisti è facile sposare la filosofia pessimista di Leopardi. Negli ultimi anni il Legislatore fiscale è stato caotico e bulimico, non ha mantenuto le promesse fatte, ha creato nuovi obblighi fiscali e nuovi adempimenti senza tenere conto del costo reale della loro applicazione, non è riuscito a coordinare le scadenze fiscali procedendo sempre con proroghe in zona Cesarini… Commercialisti e fiscalisti sentono sempre di più svuotata la loro funzione di consulenti a favore di un’attività di data entry a favore del Fisco a basso valore aggiunto e difficile da far remunerare al cliente, anche perché spesso e volentieri la politica promette adempimenti “a costo zero” per il contribuente.          

Oggi il futuro per la professione appare oscuro perché incombe l’obbligo di fatturazione elettronica che rischia di cancellare il core business degli studi professionali: la tenuta della contabilità. Introduzione della fattura elettronica che appare momento complesso: oggi è ancora comune trovarsi di fronte a fatture scritte a mano su bollettario.

In un mondo industriale/professionale che si basa tantissimo sulle piccole attività destrutturate l’emissione di fattura elettronica obbligatoria rischia di avere un impatto devastante. Dato che nelle piccole attività è il consulente a gestire gli adempimenti amministrativi, tutti i disagi saranno inevitabilmente scaricati sul consulente (come è avvenuto con lo spesometro) che non riuscirà (nella maggioranza dei casi) a ribaltare i propri costi sui clienti. Ne avremo un primo assaggio a luglio 2018 quando il mondo della distribuzione dei carburanti passerà in modo generalizzato alla fattura elettronica, anche nel rifornimento al dettaglio, eliminando la scheda carburante (leggi qui le anticipazioni sulla sparizione della scheda carburante). Sarà interessante capire come funzionerà il sistema: anche per piccoli rifornimenti sarà obbligatoria la fattura elettronica? E in caso di utilizzo del self service a chi si richiederà la fattura?

L’auspicio è che il legislatore italiano, magari dopo le elezioni del 4 marzo, inizi a legiferare con raziocinio: senza emanare provvedimenti astrusi per meri motivi di gettito, alternati da condoni per motivi di cassa e con provvedimenti di marcato stampo elettorale… Probabilmente i commercialisti italiani si acconteterebbero di essere ascoltati dal legislatore in quanto conoscono le reali problematiche fiscali e di svolgimento delle operazioni sul campo. Ultimamente si sono avuti proclami trionfalistici sul fisco amico e digitale che sono sfociati in complicazioni inutili (la Caporetto dello spesometro grida ancora vendetta).

 

Torniamo a Leopardi, oggettivamente non possiamo sapere se il 2018 sarà migliore o peggiore dei precedenti, nessuno lo può sapere… Sospettiamo che tanti nostri lettori prospettino un anno peggiore. Probabilmente sarà un ennesimo anno di transizione, con la nostra professione che si evolverà in base alla tecnologia, le leggi e le richieste del mercato. Possiamo seguire lo scetticismo ironico del Passeggere o lasciarci cullare dall’ottimismo di facciata del Venditore. Comunque alla fine del dialogo il Passeggere compra il più bello degli almanacchi del Venditore:

PASSEGGERE. Dunque mostratemi l’almanacco più bello che avete.

VENDITORE. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.

PASSEGGERE. Ecco trenta soldi.

VENDITORE. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi

L'ABBONAMENTO AL COMMERCIALISTA TELEMATICO COSTA SOLO 150 SOLDI

2 gennaio 2018

Luca Bianchi


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