Diario quotidiano del 14 novembre 2016: il regime dei minimi/forfettari diventerà più elastico? Ecco le novità della Legge di bilancio 2017, in via di definizione

Pubblicato il 14 novembre 2016



1) Regime dei minimi/forfettari: il tetto dei ricavi diviene “elastico”
2) Sanatoria a costo zero per il quadro RW non presentato
3) Estesa la sanatoria delle cartelle esattoriali
4) Dichiarazione Iva integrativa: rimborso entro il termine quinquennale ed esonero da garanzie fino a 30.000 euro
5) Comunicazione delle liquidazioni Iva periodiche
6) I prelevamenti fino a 5mila euro al mese non faranno più scattare presunzioni fiscali
7) Al via la sospensione feriale dall'1 agosto al 4 settembre
8) Modello Unico: nuovi termini per i versamenti fiscali
9) Collocamento disabili: le novità del correttivo al Jobs Act
10) Pensione anticipata lavoratori dipendenti del settore privato: ecco chi sono i destinatari della L. 214/2011
diario-quotidiano-articoli-71) Regime dei minimi/forfettari: il tetto dei ricavi diviene “elastico” 2) Sanatoria a costo zero per il quadro RW non presentato 3) Estesa la sanatoria delle cartelle esattoriali 4) Dichiarazione Iva integrativa: rimborso entro il termine quinquennale ed esonero da garanzie fino a 30.000 euro 5) Comunicazione delle liquidazioni Iva periodiche 6) I prelevamenti fino a 5mila euro al mese non faranno più scattare presunzioni fiscali 7) Al via la sospensione feriale dal 1° agosto al 4 settembre 8) Modello Unico: nuovi termini per i versamenti fiscali 9) Collocamento disabili: le novità del correttivo al Jobs Act 10) Pensione anticipata lavoratori dipendenti del settore privato: ecco chi sono i destinatari della L. 214/2011

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1) Regime dei minimi/forfettari: il tetto dei ricavi diviene “elastico”

Ampliata la platea di imprenditori e professionisti che possono accedere nel regime dei minimi/forfettari.

Fatturare più della soglia massima prevista non farà uscire automaticamente dal regime forfetario. Dal 2017 le partite Iva che percepiscono ricavi superiori al tetto, variabile dai 30 mila ai 50 mila euro annui a seconda del tipo di attività esercitata, potranno mantenere il meccanismo sostitutivo pagando una differenza: in particolare, sarà dovuta un'imposta del 27% sulla quota eccedente il limite, mentre sulla parte ordinaria resterà applicabile il prelievo secco del 15%. La possibilità di “sforamento” potrà essere invocata per due volte, anche in anni non consecutivi: alla terza, il contribuente transiterà nel regime ordinario. Lo prevede uno degli emendamenti al Decreto fiscale (Dl n. 193/2016) approvati dalle commissioni riunite bilancio e finanze della camera.

Notifiche tramite Pec

Si assisterà al debutto delle notifiche tramite Pec per una serie di atti e comunicazioni dell’Agenzia delle entrate nei confronti dei soggetti titolari di partita Iva.

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2) Sanatoria a costo zero per il quadro RW non presentato

Sarà gratuita la sanatoria per il quadro RW non presentato, ai fini del monitoraggio fiscale, entro i 60 giorni dalla entrata in vigore della legge di conversione del Decreto 193/2016. Questo per effetto dell’emendamento approvato all’art 7 del Dl 193 del 2016.

Ai contribuenti che si sono avvalsi della voluntary non vengono applicate le sanzioni per l’omissione del quadro RW in relazione ai periodi di imposta 2014 e 2015 a condizione che la presentazione avvenga entro i 60 giorni successivi alla entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 193/2016.

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3) Estesa la sanatoria delle cartelle esattoriali

L’emendamento parlamentare approvato il 10 novembre 2016 recepisce le proposte di modifica fatte nei giorni scorsi. La sanatoria delle cartelle estesa ai ruoli del 2016. Il calendario per i pagamenti esteso fino al 2018. Rottamazione dei ruoli estesa a tutti i carichi affidati agli agenti della riscossione al 31 dicembre 2016, anche in relazione ad avvisi di accertamento esecutivi e avvisi di addebito Inps, possibilità per i contribuenti di aderire alla definizione agevolata dilazionando gli importi dovuti in cinque rate, termini più lunghi per la presentazione della domanda di adesione alla procedura e sospensione delle rate relative ai precedenti piani di dilazione dei carichi oggetto di definizione.

In particolare, con detto emendamento, la definizione agevolata dei carichi è estesa anche a tutti i debiti affidati agli agenti della riscossione nel corso del 2016. Pertanto, oggetto della definizione agevolata potranno essere non solo i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2015 come attualmente previsto dal comma 1 del Dl 193/2016 ma anche tutti i carichi affidati entro la data del 31/12/2016.

Ampliato il termine di presentazione dell’istanza

È inoltre previsto l’ampliamento del termine ultimo entro il quale i contribuenti potranno presentare l’istanza di adesione alla definizione agevolata. Attualmente la volontà di aderire alla definizione agevolata deve essere espressa mediante la presentazione dell’apposito modello entro il 23 gennaio 2017 (90 giorni dall’entrata in vigore del Dl), a seguito delle modifiche che saranno introdotte tale termine sarà posticipato al 31 marzo 2017. La presentazione dell’istanza comporterà inoltre la sospensione degli obblighi di pagamento delle rate in scadenza nel 2017 per quanto riguarda i carichi già oggetto di rateizzazione nonché l’estinzione dei pignoramenti, anche se tale ultimo inciso potrebbe essere stralciato.

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4) Dichiarazione Iva integrativa: rimborso entro il termine quinquennale ed esonero da garanzie fino a 30.000 euro

Dichiarazione Iva integrativa ampliata: Richiesta di rimborso entro il termine quinquennale. Ma la compensazione è limitata ai debiti successivi. La dichiarazione integrativa Iva potrà recare la richiesta di rimborso del credito che ne scaturisce anche se è presentata oltre il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo; tale credito, inoltre, potrà essere utilizzato in compensazione orizzontale, ma solo per il pagamento di debiti maturati dopo. Questo per effetto dell’emendamento al Dl 193/2016 che riscrive le disposizioni sulle dichiarazioni integrative introdotte con l’art. 5.

In particolare, per quanto riguarda l’imposta indiretta, attraverso la riformulazione del comma 6-ter dell’art. 8 del dpr n. 322/98 viene previsto che l’eventuale credito risultante dalla dichiarazione integrativa presentata entro il termine stabilito per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo successivo può essere:

- portato in detrazione nella liquidazione periodica o nella dichiarazione annuale, oppure

- utilizzato in compensazione orizzontale, oppure

- chiesto a rimborso se, per l’anno in cui è presentata la dichiarazione integrativa, ricorrono i presupposti dell’art. 30 o dell’art. 34, comma 9, del Dpr 633/72.

Viene inoltre stabilito, attraverso l’inserimento del nuovo comma 6-quater, che qualora la dichiarazione integrativa sia presentata oltre il suddetto termine, il credito che ne scaturisce può essere:

- chiesto a rimborso se per l’anno in cui è presentata la dichiarazione integrativa ricorrono i presupposti dell'art. 30 o dell’art. 34, comma 9, del Dpr 633/72, oppure

- utilizzato in compensazione orizzontale, ma soltanto per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è presentata la dichiarazione integrativa, indicandolo nella dichiarazione stessa.

Rimborsi IVA: esonero da garanzie fino a 30.000 euro

Al di sotto della soglia (30 mila euro) non verrà richiesto il visto di conformità né la prestazione di garanzia.

Nell’ambito delle modifiche al D.L. 193/2016 vengono introdotte nuove misure, tra le quali l’aumento a 30.000 euro del limite al di sotto del quale l’accesso ai rimborsi è garantito senza:

- apposizione del visto di conformità o rilascio della sottoscrizione dell’organo di revisione contabile, per la generalità dei soggetti ex art. 38-bis comma 3 del DPR 633/72;

- prestazione di garanzia patrimoniale, per i soggetti “sotto osservazione” ex art. 38-bis comma 4 del DPR 633/72.

La novità riguarderà sia l’esecuzione dei rimborsi annuali sia i rimborsi trimestrali. Dunque, al di sotto del limite di 30.000 euro, per il recupero del credito IVA mediante istanza di rimborso, sarà sufficiente la presentazione della dichiarazione annuale o del modello TR, al ricorrere dei requisiti che legittimano il rimborso annuale ex art. 30 del DPR 633/72 (es. cessazione dell’attività, operazioni con l’estero, acquisto di beni ammortizzabili) ovvero il rimborso trimestrale ex art. 38-bis del DPR 633/72.

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5) Comunicazione delle liquidazioni Iva periodiche

Anche dopo le modifiche introdotte in sede di conversione in legge dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera al D.L. 193/2016, gli obblighi relativi alle comunicazioni IVA restano trimestrali, eccettuato il primo semestre.

Infatti, il nuovo obbligo di comunicazione delle fatture emesse e ricevute e delle liquidazioni IVA periodiche, introdotto con il Decreto fiscale, mantiene cadenza trimestrale. Solo la prima comunicazione dei dati delle fatture (ma non delle liquidazioni) avrà carattere semestrale, essendo prevista come prima scadenza quella del 25 luglio 2017.

Viene anticipata all’anno di imposta 2016 l’abolizione della comunicazione “black list”, la quale non dovrà più essere presentata al pari della comunicazione dei dati dei contratti stipulati dalle società di leasing e dai soggetti che svolgono attività di locazione e di noleggio.

Resta dovuta, entro il termine del 10 o 20 aprile 2017, la presentazione dello “spesometro” annuale (con riferimento ai dati delle operazioni effettuate nel 2016).

Con le disposizioni in materia di semplificazione fiscale inserite nel DDL di conversione del DL 193/2016, viene inoltre abolita la comunicazione degli acquisti di beni ricevuti da operatori di San Marino, documentati con autofattura ai sensi dell’art. 16 del DM 24 dicembre 1993. L’abolizione riguarderà “le annotazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2017”.

Con la modifica fatta dalle Commissioni si modifica anche la disciplina sanzionatoria relativa alle nuove comunicazioni trimestrali:

- nel caso di omessa o errata trasmissione dei dati di ogni fattura, si applica la sanzione di due euro per ciascuna fattura, con un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre;

- nel caso di omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche, si applica la sanzione da 500 a 2.000 euro.

Entrambe le sanzioni fisse possono essere ridotte alla metà qualora la regolarizzazione (trasmissione dei dati delle fatture e/o delle liquidazioni) avvenga entro 15 giorni.

Viene, inoltre, prevista l’esclusione soggettiva per il nuovo adempimento di comunicazione dei dati dalle fatture emesse e ricevute a favore dei soggetti passivi IVA non tenuti alla presentazione della dichiarazione annuale (es. soggetti che effettuano solo operazioni esenti), coerentemente con l’esclusione dall’obbligo di comunicare le liquidazioni periodiche.

Infine, viene implementato il credito d’imposta di 100 euro per l’adeguamento tecnologico anche in favore dei soggetti che opteranno, dal 1° gennaio 2017, per il regime di trasmissione telematica dei dati delle fatture all’Agenzia delle Entrate ex art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015. Sarà attribuito un ulteriore credito d’imposta di 50 euro per coloro che, oltre a trasmettere in via telematica i dati delle fatture, si avvarranno (ricorrendone i presupposti) del regime di memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, entro il 31 dicembre 2017.

Nuovo calendario di presentazione

Scadenza

Dichiarazione/Comunicazione

28 febbraio 2017

Dichiarazione annuale IVA relativa al 2016

10 aprile o 20 aprile 2017

Spesometro” relativo al 2016

31 maggio 2017

Comunicazione liquidazioni I trimestre 2017

25 luglio 2017

Comunicazione fatture emesse e ricevute I semestre 2017

31 agosto 2017

Comunicazione liquidazioni II trimestre 2017

30 novembre 2017

Comunicazione liquidazioni III trimestre 2017 Comunicazione fatture emesse e ricevute III trimestre 2017

28 febbraio 2018

Comunicazione liquidazioni IV trimestre 2017 Comunicazione fatture emesse e ricevute IV trimestre 2017

30 aprile 2018

Dichiarazione annuale IVA relativa al 2017

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6) I prelevamenti fino a 5mila euro al mese non faranno più scattare presunzioni fiscali

Stop alle presunzioni per tutti: Arriva lo stop definitivo alla presunzione di maggiori compensi per i prelievi dei professionisti, già dichiarata incostituzionale dalla Consulta.

Tra le modifiche al D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016, approvate il 10 novembre 2016 dalle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera durante l’iter di conversione, figura anche il c.d. “pacchetto semplificazioni”.

Diverse sono le novità in tema di accertamento delle imposte, ma quella che risalta maggiormente riguarda le indagini finanziarie.

Si modifica l’art. 32 comma 1 n. 2) del DPR 600/73, introducendo dei paletti all’utilizzabilità delle presunzioni: infatti, queste, in merito ai prelevamenti, potranno operare “per importi superiori a euro 1.000 giornalieri e, comunque, ad euro 5.000 mensili”.

La novità dei prelevamenti bancari riguarda anche le piccole imprese, oltre che i professionisti. Nulla cambia invece per tutti i contribuenti (lavoratori autonomi compresi), poiché rimane l’effetto presuntivo derivante dai versamenti non giustificati.

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7) Introdotta la sospensione feriale dal 1° agosto al 4 settembre

Con il c.d. “pacchetto semplificazioni” viene introdotta la sospensione feriale, dal 1° agosto al 4 settembre, dei termini per la trasmissione dei documenti e delle informazioni richieste ai contribuenti dall’Agenzia delle entrate e dagli altri enti impositori, eccezion fatta per quelle disposte nelle more dell’istruttoria su rimborsi IVA e in occasione di accessi, ispezioni e verifiche.

Quindi, sospensione feriale anche per le richieste di esibizione di dati e documenti eseguite ai sensi dell’art. 32 del DPR 600/73.

Istanza di adesione cumulabile con la sospensione feriale

La sospensione dal 1° agosto al 4 settembre opera pure in merito ai termini di 30 giorni per il versamento delle somme utili per fruire della definizione della sanzione a un terzo o a due terzi successivamente all’avviso bonario (si tratta della definizione degli importi scaturenti da liquidazione automatica e controllo formale della dichiarazione, ex artt. 2 e 3 del DLgs. 462/97, ma lo stesso dicasi per la tassazione separata).

Ricorso ed istanza di adesione

Viene introdotta una particolare norma con la quale “i termini di sospensione relativi alla procedura di accertamento con adesione si intendono cumulabili con il periodo di sospensione feriale dell’attività giurisdizionale”. Verrebbe così superato il problema con cui veniva negato il cumulo della sospensione di 90 giorni ex artt. 6 e 12 del DLgs. 218/97 con la sospensione feriale dei termini processuali (dal 1° al 31 agosto ex art. 1 della L. 742/69).

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8) Modello Unico: nuovi termini per i versamenti fiscali

Stabiliti i nuovi i termini per i versamenti con il c.d. pacchetto semplificazioni inserito nel D.L. 193/2016. Il versamento del saldo e del primo acconto passa dal 16 al 30 giugno senza la maggiorazione dello 0,4%.

La novità più rilevante riguarda la definizione dei termini per i versamenti del saldo e del primo acconto derivanti dai Modelli Unico e IRAP, previsti dall’art. 17 del DPR 435/2001, che vengono modificati a decorrere dal 1° gennaio 2017.

Nei confronti delle persone fisiche, delle società di persone e dei soggetti equiparati (es. studi professionali associati), le nuove scadenze sono stabilite: - al 30 giugno, invece del giorno 16, senza la maggiorazione dello 0,4%; - al 30 luglio, invece del giorno 16, con la maggiorazione dello 0,4%.

In relazione ai soggetti IRES, i versamenti devono invece essere effettuati entro l’ultimo giorno del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, invece che entro il giorno 16, ferma restando la possibilità di differire il versamento di 30 giorni, con la maggiorazione dello 0,4%; in relazione ai soggetti “solari”, i nuovi termini sono quindi stabiliti al 30 giugno e al 30 luglio.

Per i soggetti IRES che approvano il bilancio oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, i versamenti devono avvenire entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di approvazione del bilancio, invece che entro il giorno 16; se il bilancio non è approvato nel termine stabilito, il versamento deve essere comunque effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del termine stesso, invece che entro il giorno 16. In ogni caso, resta ferma la facoltà di versamento entro i successivi 30 giorni, con la maggiorazione dello 0,4%.

Restano fermi i termini per il versamento della seconda o unica rata di acconto, stabiliti: - al 30 novembre, per i soggetti “solari”;

- entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese del periodo d’imposta, per i soggetti “non solari”.

Novità anche in relazione ai termini di versamento del saldo IVA (art. 6 del DPR 542/99):

- Viene intanto confermata, come regola generale, la scadenza del 16 marzo;

- la novità consiste nel fatto che viene data la possibilità di differire il versamento del saldo IVA entro il termine previsto dal nuovo art. 17 del DPR 435/2001 per il versamento delle imposte dirette, maggiorando le somme da versare degli interessi nella misura dello 0,4% per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo.

Quest’ultima possibilità era prima legata alla presentazione della dichiarazione unificata, che presupponeva la presenza di un periodo d’imposta coincidente con l’anno solare ai fini delle imposte dirette.

Soppressione dell’obbligo del Modello F24 telematico

Sempre riguardo i versamenti, da ricordare la ormai avvenuta approvazione della soppressione dell’obbligo di presentare esclusivamente in via telematica i modelli F24 con un saldo finale superiore a 1.000 euro.

Termine consegna delle certificazioni delle ritenute operate

Altro novità riguarda il termine ex art. 4 comma 6-quater del DPR 322/98, entro cui i sostituti d’imposta devono consegnare ai contribuenti-sostituiti la certificazione attestante l’ammontare complessivo delle somme e dei valori corrisposti, l’ammontare delle ritenute operate e l’importo degli eventuali contributi previdenziali e assistenziali trattenuti.

Tale termine viene infatti differito dal 28 febbraio al 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui le somme e i valori sono stati corrisposti. La nuova disciplina si applica a partire dalle certificazioni riguardanti il periodo d’imposta 2016, che dovranno quindi essere consegnate entro il 31 marzo 2017.

Tuttavia, resterebbe la scadenza del 7 marzo per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni Uniche, al fine di poter acquisire i relativi dati per mettere a disposizione le dichiarazioni precompilate entro il 15 aprile.

Proroghe per i modelli 730 a regime

Altro novità riguarda i termini dei modelli 730, in relazione ai quali vengono messe a regime le proroghe concesse nel 2015 e 2016.

Nei confronti dei contribuenti che, avvalendosi della dichiarazione precompilata, provvedono direttamente all’invio telematico del modello 730 all’Agenzia delle Entrate, il termine di presentazione viene infatti prorogato dal 7 al 23 luglio.

Nei confronti dei CAF-dipendenti e dei professionisti abilitati, invece, viene stabilito che:

- entro il 7 luglio, deve essere effettuata la trasmissione di almeno l’80% dei modelli 730;

- le restanti dichiarazioni devono essere trasmesse entro il 23 luglio.

Novità anche per la cd. cedolare secca

Cedolare secca non revocata senza la comunicazione di proroga del contratto: È stata, infatti, approvata il 10 novembre 2016 anche tale modifica al D.L. 193/2016 che però aumenta le sanzioni applicabili in tal caso

In particolare, le novità riguardano gli adempimenti successivi alla registrazione, con particolare riferimento alla risoluzione ed alla proroga del contratto di locazione per il quale fosse stata espressa l’opzione per l’imposizione sostitutiva.

La prima novità è relativa alla mancata presentazione della comunicazione della proroga del contratto soggetto a cedolare secca. Viene, infatti, disposto che la mancata comunicazione della proroga non determini la revoca dell’opzione per il regime sostitutivo, purché il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di applicare la cedolare (pagando l’imposta sostitutiva e dichiarando i redditi da cedolare secca nel Modello Unico).

Dunque, a seguito della novità il mancato “rinnovo” dell’opzione per la cedolare secca dovuto all’omessa comunicazione della proroga di un contratto per il quale tale regime sia già stato applicato, non determinerà la revoca dell’imposta sostitutiva.

Vengono, tuttavia, inasprite le sanzioni. Infatti, anche se la mancata comunicazione della proroga della locazione non potrà comportare la revoca automatica della cedolare secca, questa violazione comporterà l’applicazione di una sanzione pari a:

- 100 euro se il ritardo nella comunicazione è superiore a 30 giorni;

- 50 euro, ove il ritardo non sia superiore a 30 giorni (quindi ove la comunicazione venga effettuata entro 60 giorni dalla data di efficacia della proroga).

L’altra novità riguarda la mancata comunicazione della risoluzione del contratto di locazione che applichi la cedolare secca. Anche in questo caso, il pacchetto semplificazioni prevede un inasprimento delle sanzioni, che vengono portate anche qui a:

- 100 euro se il ritardo nella comunicazione sia superiore a 30 giorni;

- 50 euro, ove il ritardo non sia superiore a 30 giorni (quindi ove la comunicazione venga effettuata entro 60 giorni dalla data di efficacia della risoluzione).

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9) Collocamento disabili: le novità del correttivo al Jobs Act

Le novità del correttivo al Jobs Act vengono analizzate dalla Fondazione Studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con la circolare n. 14 del 11 novembre 2016.

Nuovi criteri di calcolo della quota di riserva e revisione del sistema sanzionatorio.

Sotto il primo profilo il decreto dispone che siano da computare nella quota di riserva i soggetti con una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60%. Inoltre, aumentano in misura significativa le sanzioni per mancata assunzione di soggetti aventi diritto. Per ogni giornata lavorativa è prevista, infatti, una sanzione amministrativa in misura pari a € 153,20.

È stato, poi, introdotto l’istituto della diffida alla quale è possibile ottemperare mediante presentazione agli uffici competenti della richiesta di assunzione e la stipula del contratto di lavoro con la persona disabile avviata dagli uffici.

Revisione del sistema sanzionatorio

Il decreto n. 185/2016 interviene anche sul regime sanzionatorio. Infatti, l’art. 5 comma 1 lettera b) modifica l’art. 15 della legge n. 68/99 come di seguito indicato:

a) La sanzione per ogni giornata lavorativa di mancata assunzione di un disabile è stabilita in “una somma pari a cinque volte la misura del contributo esonerativo di cui all'articolo 5, comma 3-bis”;

b) L’illecito diviene, inoltre, diffidabile ex art. 13 del d.lgs n. 124/2004. In particolare, la diffida si considererà ottemperata in caso di:

- presentazione agli uffici competenti della richiesta di assunzione;

- la stipula del contratto di lavoro con la persona con la disabilità avviata dagli uffici.

Per l’effetto, considerato che attualmente il contributo esonerativo è pari a € 30,64 (art. 5, comma 3, della legge n. 68/99), la sanzione per ogni giorno di mancata assunzione del disabile è pari a € 153,20 (30,64 x 5). Detto importo (153,20) sarà aggiornato ogni cinque anni con decreto del ministero del Lavoro. La sanzione va rapportata per ogni giorno di mancata assunzione (5 giorni se la settimana è corta, 6 giorni alla settimana se il sabato è considerato lavorativo, come prevede la nota del Ministero del Lavoro n. 638 del 23 aprile 2001).

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10) Pensione anticipata lavoratori dipendenti del settore privato: ecco chi sono i destinatari della L. 214/2011

Pensione anticipata lavoratori dipendenti del settore privato: L’INPS, con la circolare n. 196 del 11 novembre 2016, fornisce i chiarimenti in ordine ai destinatari della norma, nonché, le modalità di trattazione delle domande di pensione e dei ricorsi.

Come è noto l’articolo 24, comma 15-bis, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011 dispone che “In via eccezionale, per i lavoratori dipendenti del settore privato le cui pensioni sono liquidate a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima: a) i lavoratori che abbiano maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012 i quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del presente decreto, i requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012 ai sensi della tabella B allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 243, e successive modificazioni, possono conseguire il trattamento della pensione anticipata al compimento di un’età anagrafica non inferiore a 64 anni; b) le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia oltre che, se più favorevole, ai sensi del comma 6, lettera a), con un’età anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012 un’anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla medesima data conseguano un’età anagrafica di almeno 60 anni”.

In applicazione della predetta norma, al punto 6 della circolare n. 35 del 14 marzo 2012 ed la punto 9 del messaggio n. 219 del 4 gennaio 2013, sono state fornite le relative istruzioni operative.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con la nota n. 13672 del 26 ottobre 2016 ha superato la precedente posizione di cui alle note n. 4748 del 14 settembre 2012 e n.5869 del 16 novembre 2012, ridefinendo l’individuazione del lavoratore dipendente del settore privato ai fini dell’applicazione della norma in esame.

Il Ministero ha, infatti, precisato che “….si ritiene possibile aderire ad una interpretazione in bonam partem del comma 15 bis cit., secondo la quale il diritto di accesso al pensionamento può essere esercitato anche da coloro che alla data di entrata in vigore della riforma prestavano attività di lavoro autonomo, svolgevano attività di lavoro presso una pubblica amministrazione o erano privi di occupazione, purché fossero comunque in possesso del requisito anagrafico e dell’anzianità contributiva richiesta dalla norma in esame maturata in qualità di lavoratori dipendenti del settore privato”.

Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento, assegno ordinario: modalità di accesso e disciplina. Finanziamento. Adempimenti procedurali. Modalità di composizione del flusso Uniemens

L’INPS, con la circolare n. 107 del 11 novembre 2016, illustra la disciplina del Fondo di solidarietà del Trentino di cui al D.I. n 96077/2016. Il Fondo assicura una tutela in costanza di rapporto di lavoro ai lavoratori di datori di lavoro che, a prescindere dal requisito dimensionale, occupano almeno il 75% dei propri dipendenti in unità produttive ubicate nel territorio della Provincia autonoma di Trento, appartenenti a settori non rientranti nell’ambito di applicazione della cassa integrazioni guadagni ordinaria e straordinaria e che non hanno costituito Fondi di solidarietà bilaterali a norma dell’art. 26 o fondi di solidarietà bilaterali alternativi a norma dell’art. 27 del D.lgs n. 148/2015.

Vincenzo D’Andò