Diario quotidiano del 22 luglio 2016: è possibile contestare la notifica tramite PEC

Pubblicato il 22 luglio 2016



1) Chiarimenti sulla cumulabilità dell’agevolazione c.d. “Tremonti Ambientale” con c.d. “conti energia”
2) E’ sanabile il ricorso per cassazione notificato al precedente difensore
3) Operazioni straordinarie mai elusive o quasi
4) Accertamenti: prevale lo studio di settore più evoluto
5) Gerico incappa nelle rimanenze di magazzino: ecco le soluzioni operative
6) E’ valido l’accertamento anticipato se la verifica si è svolta nello studio del Commercialista
7) Confisca: beni dell’amministratore con scudo relativo
8) Nuova Scia semplificata: primo decreto in Gazzetta Ufficiale
9) Al via i registratori telematici per l’invio diretto dei corrispettivi al Fisco
10) Modello F24: ecco il codice tributo per compensare il credito a favore autotrasportatori
11) Recupero dei crediti Iva utilizzati in compensazione: Centro operativo di Venezia autorizzato ad emettere gli atti sanzionatori
12) Notifica tramite PEC: è possibile contestare la ricevuta di consegna senza la querela di falso
13) Contratti solidarietà di tipo B: si paga l’Irpef
14) Definizione delle micro e piccole imprese
 
diario-quotidiano-articoli-7Indice: 1) Chiarimenti sulla cumulabilità dell’agevolazione c.d. “Tremonti Ambientale” con le agevolazioni previste dai c.d. “conti energia” 2) E’ sanabile il ricorso per cassazione notificato al precedente difensore 3) Operazioni straordinarie mai elusive o quasi 4) Accertamenti: prevale lo studio di settore più evoluto 5) Gerico incappa nelle rimanenze di magazzino: ecco le soluzioni operative 6) E’ valido l’accertamento anticipato se la verifica si è svolta nello studio del Commercialista 7) Confisca: beni dell’amministratore con scudo relativo 8) Nuova Scia semplificata: primo decreto in Gazzetta Ufficiale 9) Al via i registratori telematici per l’invio diretto dei corrispettivi al Fisco 10) F24: ecco il codice tributo per compensare il credito a favore autotrasportatori 11) Recupero dei crediti Iva utilizzati in compensazione: Centro operativo di Venezia autorizzato ad emettere gli atti sanzionatori 12) Notifica tramite PEC: è possibile contestare la ricevuta di consegna senza la querela di falso 13) Contratti solidarietà di tipo B: si paga l’Irpef 14) Bilancio delle micro imprese: aspetti civilistici e fiscali connessi: parere n. 8/2016    
  1) Chiarimenti sulla cumulabilità dell’agevolazione c.d. “Tremonti Ambientale” con le agevolazioni previste dai c.d. “conti energia” Il beneficio tributario non “contrasta” con ulteriori trattamenti di vantaggio disciplinati da altre autorità, quindi, semmai, gli ostacoli arrivano da quest’ultime. ---> Leggi tutto   ******   2) E’ sanabile il ricorso per cassazione notificato al precedente difensore E’ sanabile il ricorso per cassazione notificato al precedente difensore. Pur in mancanza di collegamento tra il luogo della notifica e destinatario, il ricorso per cassazione è comunque sanabile. E’ così superata l’interpretazione della norma secondo cui la notifica del ricorso per cassazione è inesistente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 14916 del 20 luglio 2016. Questo poiché il luogo non rientra tra gli elementi costitutivi essenziali dell’atto, che vanno individuati nell’attività di trasmissione e nella fase di consegna. Si configura dunque una mera nullità che ben può essere sanata dalla costituzione dell'intimato, la quale rende ad esempio ammissibile il ricorso per cassazione notificato al difensore domiciliatario della controparte per il primo grado in luogo di quello costituito nel grado di appello. Al centro la controversia tra le Entrate e la società contribuente dopo che l’Agenzia ha proposto il ricorso di legittimità ma ha sbagliato avvocato. Ciò che conta per l’atto di impugnazione è che la trasmissione sia svolta da un soggetto qualificato, in modo che risulti individuabile il potere esercitato. E nella fase di consegna basta che sia raggiunto uno degli esiti positivi che in base alla legge consentono di ritenere l’incombente come eseguito. Resta escluso solo il caso in cui l’atto è restituito al mittente, laddove deve invece ritenersi che la notifica sia tentata e non conclusa. Tutti gli altri casi ricadono nella nullità, che ben può essere sanata anche dalla rinnovazione dell’atto, spontanea o su ordine del giudice. Viene, dunque, escluso che ricadano nell’area dell’inesistenza i vizi inerenti l’individuazione del luogo di notifica.   ******   3) Operazioni straordinarie mai elusive o quasi Un recente Studio (n. 56-2016/T) del Consiglio Nazionale del Notariato, che analizza l’impatto degli interventi sull’abuso di diritto, rende più difficile la contestazione da parte del Fisco. ---> Leggi tutto   ******   4) Accertamenti: prevale lo studio di settore più evoluto La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14899 del 19 luglio 2016, ha stabilito che l’Agenzia delle Entrate deve emettere l’accertamento basandosi sempre sullo studio di settore più evoluto anche se il reddito dichiarato risulta incongruo rispetto agli standard in vigore al momento delle verifiche. In tal modo è stato accolto il ricorso di una società unipersonale destinataria di un atto impositivo basato sui vecchi parametri nonostante il reddito dichiarato fosse congruente rispetto agli standard più evoluti. La Suprema Corte ha chiarito che l’accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri e degli studi di settore costituisce un sistema unitario, frutto di un progressivo affinamento degli strumenti di rilevazione della normale redditività per categorie omogenee di contribuenti, per cui si giustifica l’applicazione retroattiva dello strumento più recente, che prevale rispetto a quello precedente, giacché più raffinato e più affidabile. Ne scaturisce l’illegittimità dell’atto di rettifica, ai fini Irpef e Iva, adottato sulla base dei maggiori ricavi presunti in forza dei parametri di cui agli artt. 39 del Dpr 600/73, vigenti all’epoca dell'accertamento, nonostante la congruità dei ricavi dichiarati dal contribuente rispetto agli studi di settore evoluti.   *****   5) Gerico incappa nelle rimanenze di magazzino: ecco le soluzioni operative L’Agenzia delle Entrate sta inviando in questi giorni le comunicazioni per il periodo d’imposta 2014, con le quali avvisa i contribuenti dalle irregolarità intercettate attraverso il controllo automatico. Tra le anomalie rilevate vi sono anche quelle inerenti alle rimanenze di magazzino. L’attività di monitoraggio sul magazzino da parte delle Entrate avviene attraverso la verifica dei valori indicati nel quadro F (dati contabili) del modello degli studi di settore. Spesso alcune delle anomalie riscontrate sono imputabili a meri errori contabili, ma di tutt’altra importanza è l’anomalia riscontrata sull’incoerenza nella gestione del magazzino, il cui controllo scatta quando l’indice di normalità «Durata delle scorte» si presenta superiore al livello standard misurato dallo studio di settore. ---> Leggi tutto   ******   6) E’ valido l’accertamento anticipato se la verifica si è svolta nello studio del Commercialista La Suprema Corte ritorna sull’annosa questione degli accertamenti emessi senza il rispetto dei fatidici 60 giorni. Difatti, l’ordinanza n. 14861 del 20 luglio 2016 della Corte di Cassazione ritiene valido l'accertamento emesso prima di sessanta giorni dall’inizio della verifica fiscale della Finanza presso il Commercialista quale soggetto depositario della contabilità del proprio cliente. Si tratta, secondo la Corte, di un atto a tavolino per il quale non valgono le garanzie sancite dall’art. 12 dello Statuto del contribuente. Così argomentando, la Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate. Dunque, nel caso di specie, l’accesso era avvenuto non presso la sede del contribuente ma presso quella del depositario delle scritture contabili. L’accertamento era stato poi emesso dopo solo trenta giorni. Il contribuente aveva quindi lamentato il mancato rispetto delle garanzie dello Statuto sui tempi per emettere l’atto (L. 212/2000). La Ctp e la Ctr avevano accolto la tesi difensiva del contribuente. Ora la Suprema corte ha completamente ribaltato il verdetto. Sulla questione controversa sono intervenute di recente le sezioni unite (sentenza n. 24823/15) le quali hanno evidenziato come in tema di tributi non armonizzati, le garanzie fissate nell’art. 12, comma 7, legge n. 212/2000 trovano applicazione esclusivamente in relazione agli accertamenti conseguenti ad accessi, ispezioni e verifiche fiscali effettuate nei locali ove si esercita l’attività imprenditoriale o professionale del contribuente.   ******   7) Confisca: beni dell’amministratore con scudo relativo I beni dell’amministratore possono essere sequestrati soltanto in via sussidiaria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 30995 del 20 luglio 2016, ha accolto il ricorso dell’amministratore unico di una Srl avverso un sequestro preventivo per equivalente di beni a lui intestati (alcune quote di comproprietà immobiliari), a fronte della contestazione del reato di omesso versamento IVA commesso proprio nella sua qualità di amministratore e, dunque, ottenendo un risparmio di imposta a favore della persona giuridica (art. 10-ter del DLgs. 74/2000). La difesa dell’amministratore si è basata sull’affermazione secondo cui il sequestro avrebbe dovuto essere eseguito prima sui beni della società, dove era confluito il risparmio di imposta, e solo dopo, in caso di incapienza, sui beni personali del legale rappresentante. Dunque, la Suprema Corte si è soffermata ancora una volta sulla confisca del profitto di reati tributari nei confronti delle persone giuridiche. Alla luce delle osservazioni fatte dal contribuente, la Cassazione ha perciò accolto i motivi di ricorso dell’amministratore, annullando, per conseguenza, l’ordinanza di sequestro sui beni dello stesso amministratore. ****** Termini di ricorso contro la delibera di aumento di capitale La delibera di aumento di capitale è da impugnare sempre entro 180 giorni. È irrilevante la nullità derivata da vizi della sottostante delibera di riduzione del capitale per perdite. In particolare, secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 14932 del 20 luglio 2016), l’azione volta a far dichiarare la nullità della delibera di aumento del capitale, per la nullità della delibera di riduzione del capitale per perdite, nella specie dichiarata con statuizione coperta da giudicato interno, resta soggetta alla decadenza di cui all’art. 2379-ter comma 1 c.c., non incidendo sul regime di proponibilità della domanda la natura derivata della nullità.   ******   8) Nuova Scia semplificata: primo decreto in Gazzetta Ufficiale Comincia l’attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) - La decorrenza è prevista per il 1° gennaio 2017. Questo a seguito dell’avvenuta pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 13 luglio 2016, del Decreto legislativo n. 126 del 30 giugno 2016, di prima attuazione della delega in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA). Il decreto, composto da quattro articoli, contiene solo la disciplina generale applicabile ai procedimenti per attività private soggette a SCIA, dovranno poi essere emanati successivi decreti legislativi che individueranno specificatamente le attività oggetto di procedimento di mera comunicazione o segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA) od oggetto di silenzio assenso, nonchè quelle per le quali è necessario il titolo espresso. In questo modo tutte le restanti attività private non espressamente individuate dai decreti, saranno invece libere, salvaguardando così la libertà di iniziativa economica. Viene ripreso il tema della modulistica unificata, ovvero le amministrazioni statali dovranno adottare moduli unificati e standardizzati che definiscono esaustivamente, per tipologia di procedimento, i contenuti tipici e la relativa organizzazione dei dati delle istanze, delle segnalazioni e delle comunicazioni, nonché della documentazione da allegare, prevedendo tra l'altro, la possibilità del privato di indicare l'eventuale domicilio digitale per le comunicazioni con l'amministrazione. Per la presentazione di istanze, segnalazioni o comunicazioni alle amministrazioni regionali o locali, con riferimento all'edilizia e all'avvio di attività produttive, i moduli da adottare dovranno tenere conto delle specifiche normative regionali. Infine l’art. 3 del decreto SCIA interviene in modo significativo sulla disciplina della segnalazione certificata di inizio attività, apportando diverse modifiche alla legge 7 agosto 1990 n. 241 sul procedimento amministrativo. In particolare viene previsto il rilascio immediato, anche in via telematica, di una ricevuta, che attesti l'avvenuta presentazione dell'istanza, della segnalazione e della comunicazione, all’interno della quale saranno indicati i termini entro i quali l'amministrazione è tenuta, ove previsto, a rispondere, ovvero entro i quali il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento dell'istanza (art. 18-bis introdotto nella L. 241/1990 che disciplina la modalità di presentazione e di conseguenza di ricezione, di istanze, segnalazioni o comunicazioni). Se la ricevuta contiene tutte le informazioni di cui all'articolo 8 della legge 241/1990, costituisce comunicazione di avvio del procedimento ai sensi dell'articolo 7. Viene precisato che le istanze, le segnalazioni o comunicazioni producono comunque effetti anche in caso di mancato rilascio della ricevuta, ferma restando la responsabilità del soggetto competente. Le Regioni e gli enti locali dovranno adeguarsi alle modifiche apportate dal Dlgs entro il 1° gennaio 2017.   ******   9) Al via i registratori telematici per l’invio diretto dei corrispettivi al Fisco Memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri: Sono state pubblicate sul sito TRIS della Commissione europea le bozze del provvedimento e le relative specifiche tecniche che definiscono le regole per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica opzionale dei dati dei corrispettivi per i contribuenti Iva. Lo rende noto l’Agenzia delle entrate con il comunicato stampa n. 147 del 21 luglio 2016. Censimento e sigillo elettronico: tutte le procedure online Dal 1 gennaio 2017 i contribuenti Iva che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi verso clienti privati potranno esercitare l’opzione di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, così come previsto dall’articolo 2 del Dl n. 127/2015. Chi sceglierà di memorizzare e trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi dovrà dotarsi di un Registratore Telematico e utilizzare i servizi online messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul suo sito internet. Grazie a questi servizi, i contribuenti potranno esercitare l’opzione, attivare e mettere in servizio il Registratore Telematico e, attraverso tale strumento, memorizzare i dati dei corrispettivi giornalieri, sigillare elettronicamente il file contenente tali dati e inviarlo, attraverso un canale sicuro, ai server delle Entrate. L’intero processo avverrà in modo semplice e sicuro per il contribuente, consentendo all’Agenzia un censimento e un monitoraggio automatico dei Registratori Telematici in esercizio e mettendo a disposizione dei contribuenti, che avranno esercitato l’opzione, le informazioni acquisite nel tempo, al fine di instaurare con gli stessi un rapporto di massima collaborazione. Dove trovare le bozze Dopo il confronto avuto nell’ambito del Forum italiano sulla fatturazione elettronica e i numerosi incontri tecnici con le associazioni di categoria, sono stati predisposti la bozza del provvedimento e le relative specifiche tecniche, disponibili all’indirizzo: http://ec.europa.eu/growth/tools-databases/tris/it/search/?trisaction=search.detail&year=2016&num=362. Questi, oltre a stabilire le informazioni da memorizzare e trasmettere, hanno definito anche i requisiti dei Registratori Telematici, gli strumenti mediante i quali i contribuenti potranno effettuare tali operazioni in modo semplice e sicuro. La pubblicazione delle bozze avviene nel rispetto della procedura d’informazione comunitaria nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche, prevista dalla Direttiva (UE) 2015/1535. Se la procedura si concluderà positivamente, i documenti definitivi potranno essere pubblicati ufficialmente nel prossimo mese di ottobre.   ******   10) F24: ecco il codice tributo per compensare il credito a favore autotrasportatori Istituito codice tributo per l’utilizzo in compensazione, mediante il modello F24, del credito d’imposta a favore delle imprese di autotrasporto per la formazione professionale. L’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo “6862” per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta a favore delle imprese di autotrasporto per la formazione professionale, tramite il modello F24, nei limiti, termini e condizioni previsti dal comma 2 dell’articolo 32-bis, Dl 133/2014, con la risoluzione 59/E del 21 luglio 2016, L’articolo 32-bis del Dl 133/2014, convertito, con modificazioni, dalla legge 164/2014, reca disposizioni in materia di autotrasporto. In particolare, il comma 2 prevede che gli incentivi alle imprese di autotrasporto per la formazione professionale (articolo 2, comma 2, lettera f), regolamento di cui al Dpr 227/2007), in caso di espressa richiesta del beneficiario siano fruiti mediante credito d’imposta da utilizzare in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del Dlgs 241/1997, presentando il modello F24, esclusivamente attraverso i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento. Il beneficio fiscale può essere utilizzato in compensazione, però, solo dopo che il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti abbia trasmesso telematicamente all’Agenzia delle Entrate gli elenchi dei beneficiari, con i relativi codici fiscali e importi del credito spettante a ciascuno di essi. In sede di compilazione del modello di pagamento F24, il codice tributo sarà indicato nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione fruita, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” sarà valorizzato con l’anno cui si riferisce il credito , nel formato “aaaa”.   ******   11) Recupero dei crediti Iva utilizzati in compensazione: Centro operativo di Venezia autorizzato ad emettere gli atti sanzionatori Recupero dei crediti Iva utilizzati in compensazione: Centro operativo di Venezia autorizzato ad emettere gli atti di contestazione e di irrogazione delle sanzioni previsti. Lo ha disposto l’Agenzia delle entrate con il provvedimento n. 116779 del 21 luglio 2016. Il precedente provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 9 marzo 2011 ha attribuito al Centro operativo di Venezia la competenza in materia di controllo e recupero dei crediti Iva utilizzati in compensazione in difformità alle disposizioni introdotte dall’art. 10 del decreto-legge n. 78 del 2009, con riferimento alle violazioni commesse a decorrere dal 1° aprile 2011. Per l’espletamento di tale attività, il provvedimento ha previsto che il Centro operativo emetta gli atti di recupero previsti dall’art. 1, comma 421, della legge n. 311 del 2004. Tra le disposizioni introdotte dal richiamato art. 10 del decreto-legge n. 78 del 2009 vi è, anche, l’obbligo di avvalersi dei servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate per l’effettuazione delle compensazioni di crediti Iva di importo superiore a 5.000 euro annui (art. 37, comma 49-bis, del decreto-legge n. 223 del 2006, inserito dall’art. 10, comma 1, lett. a), n. 6, del decreto-legge n. 78 del 2009 e successivamente modificato dall’art. 8, comma 19, del decreto-legge n. 16 del 2012). Per consentire la contestazione delle violazioni relative a tale specifica disposizione, con il presente provvedimento viene esplicitata la possibilità, per il Centro operativo di Venezia, di emettere gli atti di contestazione e di irrogazione delle sanzioni previsti dall’art. 16 del d.lgs. n. 472 del 1997.   ******   12) Notifica tramite PEC: è possibile contestare la ricevuta di consegna senza la querela di falso Notifica tramite PEC: è possibile contestare la ricevuta di consegna senza la querela di falso. Si può contestare senza querela di falso la RAC (ossia la ricevuta di avvenuta consegna che viene rilasciata al mittente della PEC) dopo la notifica via Pec eseguita dalla cancelleria. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15035 del 21 luglio 2016. Pertanto, chi vuole dimostrare di non avere mai ricevuto una notifica via PEC e quindi intenda contestare la RAC in possesso del notificante, ha sì l’onere di dimostrare quanto da questi affermato, ma non deve farlo con una querela di falso. Secondo la Suprema Corte la RAC non ha valore di pubblica fede, essendo emessa e sottoscritta da un soggetto privato (vale a dire il gestore del servizio di posta elettronica certificata del destinatario). Colpo di scena: la Suprema Corte sembra non voglia attribuire il valore di prova legale alle attestazioni di avvenuta notifica via Posta elettronica certificata (cd. RAC), tranne quelle che avvenute per il tramite dell’ufficiale giudiziario: per le notifiche telematiche eseguite da quest’ultimo egli è tenuto a redigere una relazione di notifica sottoscritta con firma digitale, la quale invece è dotata di fede privilegiata.   ******   13) Contratti solidarietà di tipo B: si paga l’Irpef L'art. 5, comma 5 del D.L. n. 148/1993, convertito con legge n. 236/93, prevede che alle imprese, che non rientrano nel campo di applicazione del trattamento di integrazione salariale e che, al fine di evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso della procedura di mobilità, di cui all'art. 24 della legge n.223/91 stipulano contratti di solidarietà, venga corrisposto al massimo per due anni un contributo pari alla metà del monte ore retributivo da esse non dovuto a seguito della riduzione di orario. La legge prevede che per i lavoratori il contributo ricevuto non ha natura di retribuzione ai fini degli istituti contrattuali e di legge, ivi compresi gli obblighi contributivi previdenziali e assistenziali. La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con il parere n. 7/2016 pubblicato il 21 luglio 2016, risponde al quesito riguardante l’esenzione fiscale in vista dell'esclusione circa la natura retributiva della somma prevista dalla legge.   ******   14) Bilancio delle micro imprese: aspetti civilistici e fiscali connessi: parere n. 8/2016 Il Governo italiano con il D.Lgs. 18 agosto 2015, n. 139, si è adeguato alla Direttiva 34/2013/UE, la quale ha sostituito le Direttive 78/660/CEE (IV Direttiva) inerente la redazione del bilancio di esercizio e la Direttiva 83/349/CEE (VII Direttiva) concernente la redazione del bilancio consolidato. Lo scopo principale, della suddetta Direttiva è quello di semplificare gli adempimenti delle imprese di minori dimensioni e dare obblighi aggiuntivi a quelle di maggiori dimensioni per migliorarne le informazioni e la trasparenza. Come già citato nella Nota operativa n.3/2016, una delle principali novità introdotte dal D.Lgs. 139/2015 è la suddivisione delle imprese in categorie sulla base di parametri che riguardano: il numero medio dei dipendenti, il totale dell’attivo dello Stato Patrimoniale, il livello dei ricavi. I parametri devono essere almeno due su tre nel primo esercizio sociale o successivamente per due esercizi consecutivi. Nello specifico, le tre categorie sono: a) Micro imprese: - Numero medio dipendenti occupati durante l’esercizio fino a 5; - Totale dello Stato Patrimoniale fino a 175.000 euro; - Ricavi da vendite e prestazioni fino a 350.000 euro. b) Piccole imprese: - Numero medio dipendenti occupati durante l’esercizio fino a 50; - Totale dello Stato Patrimoniale fino a 4.400.000 euro; - Ricavi delle vendite e prestazioni fino a 8.800.000 euro. c) Grandi imprese: tutte le altre. (Fondazione Accademia Romana di Ragioneria Giorgio Di Giuliomaria, parere n. 8/2016 pubblicato il 21 luglio 2016)     Vincenzo D’Andò