Diario quotidiano dell’11 luglio 2016: occhio alle notifiche tramite PEC

Pubblicato il 11 luglio 2016



1) Canone Rai: istituiti i codici tributo per pagare fuori dalla bolletta
2) Attenzione: il semplice accordo sulla rateizzazione evita la confisca
3) Occhio alle notifiche tramite PEC
4) Palestre e Impianti sportivi: siglato l’accordo sull’apprendistato e assistenza sanitaria
5) Verifica cancellazione dell’ipoteca immobile facile
6) Misure per l’accelerazione delle procedure esecutive e concorsuali
7) Cessione quinto: aggiornamento tassi 3° trimestre 2016
8) Disabilità grave: permessi e congedi riconosciuti ai lavoratori dipendenti
9) Gestione Separata Inps: le novità sulla maternità
10) Caso in cui la multa da autovelox è nulla
 
pecIndice: 1) Canone Rai: istituiti i codici tributo per pagare fuori dalla bolletta 2) Attenzione: il semplice accordo sulla rateizzazione evita la confisca 3) Occhio alle notifiche tramite PEC 4) Palestre e Impianti sportivi: siglato l’accordo sull’apprendistato e assistenza sanitaria 5) Verifica cancellazione dell’ipoteca immobile facile 6) Misure per l’accelerazione delle procedure esecutive e concorsuali 7) Cessione quinto: aggiornamento tassi 3° trimestre 2016 8) Disabilità grave: arrivano le semplificazioni dell’iter di revisione ai fini dei permessi e congedi riconosciuti ai lavoratori dipendenti 9) Gestione Separata Inps: ecco le novità sulla maternità 10) Caso in cui la multa da autovelox è nulla  
  1) Canone Rai: istituiti i codici tributo per pagare fuori dalla bolletta Si potrà pagare fino al 31 ottobre per il versamento con modello F24. Arrivano i codici tributo per i contribuenti che non possono pagare il canone in bolletta. Infatti, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 53/E del 8 luglio 2016, ha istituito i codici tributo “TVRI” e “TVNA” per il versamento, tramite il modello F24, del canone di abbonamento alla televisione per uso privato nei casi in cui non sia possibile l’addebito sulle fatture emesse dalle imprese elettriche. Chi deve pagare il canone tv tramite F24 Da quest’anno il pagamento del canone tv ad uso privato avviene tramite addebito sulla bolletta elettrica. In tutti i casi in cui questo non possa avvenire, i contribuenti dovranno effettuare il versamento tramite F24, eccezionalmente per quest’anno, entro il 31 ottobre. Si tratta, per esempio: - degli abitanti delle isole servite da reti elettriche non interconnesse con la rete di trasmissione nazionale, come Ustica, Levanzo, Favignana, Lipari, Lampedusa, Linosa, Marettimo, Ponza, Giglio, Capri, Pantelleria, Stromboli, Panarea, Vulcano, Salina, Alicudi, Filicudi, Capraia, Ventotene; - dei contribuenti che detengono un televisore e che risiedono in una casa in affitto, ma senza aver intestata la bolletta elettrica; - del portinaio che risiede nella casa data a disposizione dal condominio titolare dell’utenza elettrica dove detiene un televisore. Come e quando pagare Il pagamento è effettuato direttamente dal contribuente, compilando un modello F24 ed inserendo il codice tributo “TVRI” nel caso del rinnovo dell’abbonamento tv e “TVNA” se è il primo anno di abbonamento. Il versamento va fatto in un’unica tranche, pari a 100 euro.   ******   2) Attenzione: il semplice accordo sulla rateizzazione evita la confisca Il semplice accordo sulla rateizzazione blocca la confisca. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 28225 del 7 luglio 2016, ha accolto il ricorso di un imprenditore finito nel mirino degli inquirenti con l’accusa di dichiarazione infedele. Nei confronti del malcapitato era stato emesso un provvedimento di confisca per oltre 200 mila euro. La difesa aveva chiesto il dissequestro evidenziando, prima di tutto, la mancata e preventiva escussione del patrimonio aziendale. Poi, per invalidare la misura, ha citato il nuovo articolo 12 bis del dlgs 74 del 2000. La tesi ha convinto i massimi giudici che, accogliendo il gravame hanno infatti spiegato che la non necessità di un preventivo decreto di sequestro si evince anche dal testo del nuovo art. 12-bis, comma 2, dlgs n. 74 del 2000, che deve essere interpretato nel senso che l’impegno del contribuente a versare all’Erario le somme dovute non è condizionato dall’eventuale presenza di un sequestro, sterilizzando solo gli effetti della confisca. *** Sequestro per evasione fiscale limitato Inoltre, la medesima Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28223 del 7 luglio 2016, ha stabilito che nell’ambito di un’indagine per evasione fiscale il sequestro può colpire soltanto il saldo attivo presente sul conto bancario del contribuente al momento dello spirare del termine per il versamento dell’Iva. Per cui, la misura non può colpire le somme di denaro che verranno depositate in futuro in quanto non possono essere considerate un risparmio di spesa. *** Niente reato di patrocinio infedele nell’esecuzione esattoriale La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28309 del 7 luglio 2016, ha stabilito che l’infedeltà del patrocinatore nel corso dell’esecuzione esattoriale non integra la fattispecie di patrocinio infedele (art. 380 c.p.). Si tratta del reato – punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa non inferiore a 516 euro – del patrocinatore o del consulente tecnico, che, rendendosi infedele ai suoi doveri professionali, arreca nocumento agli interessi della parte da lui difesa, assistita o rappresentata dinanzi all’autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale. Il bene protetto dalla norma è un limite minimo di certezza e lealtà nell’operato del difensore (e del consulente tecnico), il quale, pur nell’ambito e nel rispetto del ruolo che ricopre, è chiamato a collaborare con gli organi della giustizia.   ******   3) Occhio alle notifiche tramite PEC Attenzione alle notifiche tramite PEC: è, infatti, valida la notifica tramite posta elettronica certificata anche se il destinatario non può aprirla perché finita tra lo “spam”. Infatti, secondo quanto ha statuito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 13917 del 7 luglio 2016, la comunicazione si considera ugualmente pervenuta. Il destinatario ha, dunque, l’onere di controllare anche le cartelle destinate alla pubblicità “spam”. E’ ormai noto che la Pec (ossia la posta elettronica certificata), inviata all’indirizzo del destinatario, abbia effetto a prescindere dal fatto che questi la legga o meno, ma la cosa che non si sapeva è che è pure valida l’eventuale comunicazione, inviata con posta elettronica certificata se finisce nello spam. Secondo la Corte, la comunicazione inviata con Pec ma non aperta perché finita nello spam, anche se a causa di un virus, si considera ugualmente notificata correttamente e, quindi, conoscibile. Spetta al destinatario controllare periodicamente anche nella cartelletta del software di posta elettronica destinata dallo stesso provider alla pubblicità-spazzatura. *** Casella di posta elettronica dell’imprenditore non funziona: notifica valida E’ ugualmente valida la notifica effettuata tramite Pec anche se l’imprenditore afferma che non sia funzionante. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13817 del 6 luglio 2016 precisa che la notifica del ricorso per dichiarazione di fallimento effettuata via PEC alla società è valida anche se la mail non viene letta perché l’imprenditore non accede mai alla casella di posta. È onere della parte consultare la posta elettronica certificata e ciò non può inficiare la validità della notifica e successivamente la legittimità del provvedimento dichiarativo di fallimento.   ******   4) Palestre e Impianti sportivi: siglato l’accordo sull’apprendistato e assistenza sanitaria Palestre e Impianti sportivi: Firmato il verbale di accordo per il settore. Il 5 luglio scorso, tra la Confederazione dello Sport-Confcommercio Imprese per l'Italia (che riunisce l’ASC e la FIIS) e la Slc-Cgil, la Fisascat-Cisl e la Uilcom-Uil, è stato sottoscritto un accordo che integra la normativa contrattuale dell’apprendistato e dell’assistenza sanitaria. Le Parti firmatarie del CCNL 22/12/2015 per i dipendenti degli Impianti e delle Attività Sportive profit e no profit, si sono incontrate allo scopo di integrare e adeguare alcuni istituti ivi previsti. Alla fine della riunione hanno sottoscritto un verbale di accordo che ha approfondito in primo luogo, la normativa sull’apprendistato professionalizzante con l’inserimento di profili più aderenti alla classificazione del personale, tengono conto delle peculiarità professionali emergenti anche in relazione ai processi di trasformazione e innovazione tecnologica. Inoltre, le Parti hanno modificato la normativa di cui all’art. 61 del CCNL relativa alla Cassa di Assistenza Sanitaria "Qu.A.S." per i lavoratori appartenenti alla categoria dei Quadri. Infatti, esse concordano di prevedere una forma di assistenza sanitaria integrativa in favore dei quadri compresi nella sfera di applicazione del presente contratto e, a tal fine, di far richiesta di aderire alla Cassa di assistenza sanitaria per i quadri del settore terziario, distribuzione e servizi (Qu.A.S.) a parità di contribuzione. Pertanto, a decorrere dalla data di sottoscrizione dell’accordo saranno iscritti al Fondo i quadri compresi nella sfera di applicazione del CCNL assunti a tempo indeterminato.   ******   5) Verifica cancellazione dell’ipoteca immobile facile Cancellazione dell’ipoteca a fine mutuo: E’ ora gratuita la verifica online. I servizi telematici dell’Agenzia si ampliano, comprendendo adesso il Registro delle comunicazioni. Verificare direttamente su internet la cancellazione dell’ipoteca sul proprio immobile. Dal 8 luglio 2016, tramite i canali dell’Agenzia Fisconline e Entratel, chi ha estinto un proprio debito può controllare lo stato della comunicazione di estinzione dell’obbligazione inviata dal creditore, come per esempio la banca, consultando gratuitamente l’apposito registro. Il servizio è attivo su tutto il territorio nazionale ad eccezione delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano e delle altre zone in cui vige il sistema tavolare. In rete tutte le informazioni sulla cancellazione dell’ipoteca Accedendo al servizio, il debitore che ha estinto il mutuo può verificare se il creditore ha inviato la comunicazione, se questa è in lavorazione e se la pratica è andata a buon fine con la cancellazione dell’ipoteca. In caso contrario, può conoscere i motivi per cui l’iter si è eventualmente interrotto: per esempio, nel caso in cui mancano o sono errati i dati indispensabili alla cancellazione o il creditore ha chiesto la permanenza dell’ipoteca. (Agenzia delle Entrate, comunicato n. 137 del 8 luglio 2016)   ******   6) Misure per l’accelerazione delle procedure esecutive e concorsuali Assonime, con la nota dell'8 luglio 2016, si sofferma sull’avvenuta pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 153 del 2 luglio 2016, della legge 30 giugno 2016, n. 119 che ha convertito con modificazioni il decreto legge 3 maggio 2016, n. 59 con il quale sono state introdotte disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori di banche in liquidazione. ---> Leggi tutto   ******   7) Cessione quinto: aggiornamento tassi 3° trimestre 2016 L’Inps, con la messaggio n. 2989 del 7 luglio 2016, ha comunicato l’aggiornamento dei tassi, relativi al 3° trimestre 2016, (1° luglio – 30 settembre 2016) per “i prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione”.
Classi di importo in euro: Tassi medi Tassi soglia usura
fino a 5.000,00 € 11,91 18,8875
oltre 5.000,00 € 10,54 17,1750
Ne consegue che i tassi soglia TAEG da utilizzare per i prestiti estinguibili con cessione del quinto della pensione concessi da intermediari finanziari in regime di convenzionamento a pensionati variano come segue: Tassi soglia convenzionali per classe di età del pensionato e classe di importo del prestito
Classi di età del pensionato (*) Fino a 5.000 € Oltre 5.000 €
fino a 59 anni 8,90 8,41
60-69 10,50 10,01
70-79 13,10 12,61
(*) Le classi di età comprendono il compleanno dell’età minima della classe; l’età si intende a fine piano. Le suddette modifiche sono operative con decorrenza 1° luglio 2016.   ******   8) Disabilità grave: arrivano le semplificazioni dell’iter di revisione ai fini dei permessi e congedi riconosciuti ai lavoratori dipendenti Semplificazioni per i soggetti con disabilità grave: E’ proroga degli effetti del verbale rivedibile fino al completamento dell’iter di revisione ai fini dei permessi e congedi riconosciuti ai lavoratori dipendenti in caso di disabilità grave. L’INPS, con la circolare n. 127 del 8 luglio 2016, ha diramato le connesse istruzioni operative. L’articolo 25 del decreto legge n. 90/2014, ai commi 4 e 6, introduce alcune novità finalizzate a semplificare gli adempimenti sanitari ed amministrativi per i soggetti invalidi civili o con disabilità grave. In particolare: - il comma 6 bis prevede la proroga degli effetti del verbale rivedibile oltre il termine di scadenza apposto, in modo da consentire la fruizione anche dei benefici a tutela della disabilità grave nelle more della definizione dell’iter sanitario di revisione; - il comma 4, lett. a), del citato art. 25, dimezza i termini per il rilascio della certificazione provvisoria di cui all’art. 2, comma 2, del decreto legge 27 agosto 1993, n. 324, convertito dalla legge 27 ottobre 1993, n. 423 (tali termini infatti sono portati da 90 a 45 giorni). L’Inps richiama le disposizioni di cui all’art. 25, comma 6-bis, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90. Poi illustra le seguenti tematiche: - Effetti sugli istituti a tutela della disabilità. - Effetti sui provvedimenti di autorizzazione alla fruizione dei permessi ex art. 33 commi 3 e 6 della legge 104/92. - Verbale con esito di conferma dello stato di disabilità in situazione di gravità del lavoratore che fruisce dei benefici per se stesso (art.33 comma 6 della legge 104/92). - Verbale con esito di conferma dello stato di disabilità in situazione di gravità della persona assistita dal familiare lavoratore (art.33 commi 3 della legge 104/92. - Verbale con esito di mancata conferma dello stato di disabilità in situazione di gravità del lavoratore che fruisce dei benefici per se stesso o della persona assistita dal familiare lavoratore (art.33 commi 3 e 6 della legge 104/92) - Effetti sui benefici per i quali è necessario presentare una nuova domanda di autorizzazione. Infine, l’Istituto fornisce le istruzioni per il pagamento diretto: Art. 25, comma 4: riduzione dei termini da 90 45 giorni per la richiesta della certificazione provvisoria di cui all’art. 2, comma 2, del decreto legge 27 agosto 1993, n. 324.   ******   9) Gestione Separata Inps: ecco le novità sulla maternità Gli iscritti alla gestione separata hanno diritto all’indennità per congedo di maternità anche nel caso di mancato versamento dei contributi da parte del committente. Lo precisa il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro con una nota del 8 luglio 2016. Il congedo di maternità (TU n.151/01) è il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto alla lavoratrice durante il periodo di gravidanza e puerperio. Durante il periodo di assenza obbligatoria dal lavoro la lavoratrice ha diritto all’indennità economica in sostituzione del compenso. Il diritto al congedo ed alla relativa indennità spettano anche in caso di adozione o affidamento di minori. In particolare, la circolare dell’INPS n. 42/16 ha fornito chiarimenti in merito alle modifiche delle disposizioni del TU riguardante le tutele della maternità in favore delle lavoratrici iscritte allaGestione Separata, ed in particolare il nuovo art. 64 ter del T.U. maternità/paternità prevede che ilavoratori e le lavoratrici iscritti alla gestione separata, non iscritti ad altre forme obbligatorie, abbiano diritto all’indennità per congedo di maternità anche nel caso di mancato versamento dei contributi da parte del committente. Più in particolare, viene precisato dalla nota del CNCL, l’Istituto fornisce istruzioni amministrative ed operative sul diritto all’indennità di maternità/paternità in caso di mancato versamento della contribuzione da parte del committente o associante, sottolineando che le nuove disposizioni si applicano in favore delle lavoratrici e dei lavoratori parasubordinati, in quanto non responsabili dell’adempimento dell’obbligazione contributiva. Questo perché in questi casi, spiega l’INPS, l’onere contributivo è ripartito tra committente/associante e collaboratore/associato e l’adempimento dell’obbligazione contributivaè interamente a carico del committente/associante, con diritto di rivalsa sul collaboratore/associato per la quota parte a carico di quest’ultimo. Le disposizioni relative a tale indennità di maternità in favore delle lavoratrici iscritte alla Gestione Separata non si applicano per conseguenza in favore dei liberi professionisti, in quanto lavoratori responsabili dell’adempimento dell’obbligazione contributiva. Durante i periodi di congedo di maternità (o paternità), conclude la nota dei consulenti, il lavoratore ha diritto a percepire un'indennità economica pari all'80% di 1/365 del reddito derivante da attività di collaborazione coordinata e continuativa per le lavoratrici parasubordinate; 80% di 1/365 del reddito derivante da attività libero professionale.   ******   10) Caso in cui la multa da autovelox è nulla Se manca la matricola dell’autovelox, il giudice di pace annulla la multa. E’, infatti, nullo il verbale di contravvenzione per eccesso di velocità se non viene indicato nel verbale il numero di matricola dell’apparecchio misuratore dei limiti. Il giudice di pace di Palermo ha accolto il ricorso presentato da un automobilista, tramite il proprio Avvocato (Giuseppe Gravina), e, oltre a revocare il verbale della polizia municipale di Palermo, ha condannato il comune alle spese legali sostenute per il ricorso. La vicenda è stata resa nota l’8 Luglio 2016, anche se il tutto è iniziato lo scorso 22 marzo, ove l’automobilista si era visto contestare una multa di 531 euro e la decurtazione di 6 punti dalla patente di guida. Il giudice ha ritenuto che la mancata indicazione della matricola del rilevatore rappresentava una grave violazione del diritto di difesa poiché di fatto impediva all’automobilista di potere effettuare una verifica sulle condizioni di efficienza del misuratore. Il Comune di Palermo adesso dovrà anche risarcire le spese legali sostenute dal cittadino palermitano.   Vincenzo D’Andò