Obbligo di POS: forse si...

la Legge di Stabilità 2016 ha eliminato qualsiasi riferimento agli importi minimi (in precedenza 30 euro) ed ha esteso l’obbligo anche alle carte di credito (non solo carte di debito); occorre ora risolvere il problema del costo delle commissioni dovute alle transazioni

Professionisti ed esercenti attività di impresa obbligati al POS. E’ questa la fine della lunga storia iniziata dall’approvazione del D.L. n. 179/2012 il cui termine, non molto lieto, è stata scritto all’interno della legge di Stabilità del 2016. Tuttavia un apposito decreto di attuazione dovrà scrivere le regole definitive individuando i comportamenti che integrano gli estremi delle violazioni e, conseguentemente, che saranno sanzionabili. Lo stesso provvedimento dovrà altresì individuare le sanzioni.

Le disposizioni originarie sono rappresentate dall’art. 15 del citato Decreto legge e dal DM del 24 gennaio 2014. Tale disposizione ha precisato che l’obbligo di accettare i pagamenti effettuati tramite carte di debito (bancomat) si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a 30 euro.

La disposizione è stata criticata da quasi tutte le categorie professionali e, in alcuni casi, si è dubitato della sussistenza dell’obbligo. Secondo quanto precisato dal Consiglio nazionale forense la disposizione prevede un mero onere (e non un obbligo) laddove i contribuenti chiedano di poter pagare per il tramite di una carta di debito. Le disposizioni in vigore fino alla data di approvazione della legge di Stabilità del 2016 non prevedevano alcuna specifica sanzione laddove il professionista o l’imprenditore avesse rifiuto l’accettazione del pagamento a mezzo carta di debito.

L’orientamento è stato condiviso anche dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro nella circolare n. 12/2014. In senso conforme si è espressa la risposta del Sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti all’interrogazione n. 5–02936, in Commissione Finanze alla Camera. Ora, però, il quadro normativo di riferimento è mutato e non sembra possa più essere messa in dubbio la sussistenza dell’obbligo.

La legge di Stabilità del 2016 è intervenuta su più fronti apportando diverse modifiche al testo del citato art. 15 del D.L. n. 179/2012.

In primis l’ambito applicativo della disposizione è stato esteso anche alle carte di credito (rispetto alla previsione originaria che riguardava esclusivamente le carte di debito). La norma prevede un’unica eccezione riguardante i “casi di oggettiva impossibilità tecnica”. Può ad esempio verificarsi che a fronte della richiesta di pagamento tramite carta di credito non sia possibile eseguire la transazione a causa dei problemi di connessione che consentono il funzionamento del POS. Inoltre il legislatore ha eliminato qualsiasi riferimento agli importi minimi (in precedenza 30 euro) affinché scatti l’obbligo di accettazione della carta di debito o di credito.

Un’ulteriore modifica affronta il problema del costo delle commissioni dovute alle transazioni. In particolare si prevede, per i pagamenti di importi contenuti (inferiori a 5 euro) l’adozione, entro il prossimo 1 febbraio 2016, di un decreto ministeriale di attuazione del Regolamento UE n. 751/2015. In realtà il predetto Regolamento è già cogente dal 9 dicembre del 2015 anche se ora il legislatore ha previsto espressamente un termine massimo entro cui dovrà essere recepito. Le disposizioni pongono un limite alle commissioni dei pagamenti con carte introducendo nuove regole di trasparenza.

La legge di Stabilità del 2016 prevede ancora che le disposizioni di attuazione dovranno disciplinare, oltre alle modalità e ai termini di attuazione della previsione normativa, anche le fattispecie costituenti illecito e l’importo delle relative sanzioni amministrative e pecuniarie. E’ auspicabile, ad esempio, che se il professionista o l’imprenditore dovesse chiedere al cliente di non effettuare il pagamento con carta di debito o di credito, ma con un altro mezzo in grado comunque di assicurare la tracciabilità dell’operazione (ad esempio bonifico bancario), il comportamento non sia qualificato come illecito e quindi non sia sanzionabile.

12 gennaio 2016

Nicola Forte

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it