Diario quotidiano del 17 settembre 2015: ulteriori chiarimenti sulla voluntary

Pubblicato il 17 settembre 2015



requisiti soggettivi e oggettivi per PMI e startup innovative; riduzioni contributive per i contratti di solidarietà; voluntary disclosure: ulteriori chiarimenti; il conto corrente cointestato non costituisce uno scudo contro il Fisco; contributi a favore delle iniziative di formazione professionale nel settore autotrasporto; antiriciclaggio: la Fondazione dei Commercialisti interviene sulla quarta Direttiva; fascicolo previdenziale del cittadino: l’INPS ha rilasciato la nuova funzionalità per l’Invalidità Civile; dal MEF il rapporto sulle entrate tributarie e contributive

 

 Indice:

 1) Requisiti soggettivi e oggettivi per PMI e startup innovative

2) Riduzioni contributive per i contratti di solidarietà

 3) Voluntary disclosure: ulteriori chiarimenti

 4) Il conto corrente cointestato non costituisce uno scudo contro il Fisco

 5) Contributi a favore delle iniziative di formazione professionale nel settore autotrasporto

 6) Antiriciclaggio: la Fondazione dei Commercialisti interviene sulla quarta Direttiva

 7) Fascicolo Previdenziale del Cittadino: l’INPS ha rilasciato la nuova funzionalità per l’Invalidità Civile

 8) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive

 

 

1) Requisiti soggettivi e oggettivi per PMI e startup innovative

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato, sul proprio sito internet, il parere del 4 settembre 2015, con il quale evidenzia i requisiti soggettivi e oggettivi per l’iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle PMI innovative.

In particolare, il parere chiarisce la nozione di collaboratore a qualsiasi titolo (requisito soggettivo) ed esclude i marchi dalle forme di tutela della proprietà intellettuale rilevanti ai fini del requisito oggettivo, si applica anche alle startup innovative.

Approvazione del bilancio per il mantenimento dei requisiti di start-up

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la nota n. 161868 del 11 settembre 2015, ha fornito dei chiarimenti in merito alla scadenza dei termini per la conferma dei requisiti da parte delle start-up innovative.

In particolare, il Mise ritiene che:

- il deposito delle attestazioni di mantenimento dei requisiti start-up deve essere effettuato entro 30 giorni dalla data di approvazione del bilancio; sia che esso sia approvato entro 120 gg. dalla chiusura dell'esercizio, sia che esso sia approvato entro 180 gg. dalla chiusura del medesimo esercizio;

è inammissibile che il deposito delle attestazioni di mantenimento dei requisiti possa avvenire in assenza di un bilancio regolarmente approvato dall’assemblea.

 

2) Riduzioni contributive per i contratti di solidarietà

Il Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia, ha emanato il Decreto n. 17981 del 14 settembre 2015 con il quale viene prevista la riduzione contributiva in favore delle imprese che stipulano o abbiano in corso contratti di solidarietà (ai sensi degli articoli 1 e 2 del D.L. n. 726/1984), per le quali risultino individuati strumenti intesi a realizzare un miglioramento della produttività di entità analoga allo sgravio contributivo spettante sulla base dell’accordo ovvero di un piano di investimenti finalizzato a superare le inefficienze gestionali o del processo produttivo.

Lo sgravio verrà riconosciuto nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro dovuta per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20%.

La riduzione sarà concessa mediante apposito decreto del Ministero del Lavoro, previa verifica dei presupposti, per un periodo non superiore alla durata del contratto di solidarietà e, comunque, non superiore a 24 mesi.

L’istanza dovrà essere proposta entro e non oltre 30 giorni successivi alla stipula del contratto di solidarietà, oppure, per i contratti di solidarietà in corso alla data di pubblicazione della circolare del Ministero del Lavoro che definirà le modalità telematiche di presentazione delle stesse, entro e non oltre 30 giorni successivi a tale data.

 

3) Voluntary disclosure: ulteriori chiarimenti

Modifica dei termini di trasmissione della documentazione per la voluntary disclosure. Ulteriori chiarimenti a seguito del Provvedimento del 14 settembre 2015 L’articolo 5-quater, comma 3, del Decreto legge n. 167 del 28/06/1990 stabilisce che entro trenta giorni dalla data di esecuzione dei versamenti relativi alla voluntary disclosure, l’Agenzia delle entrate debba comunicare all’Autorità giudiziaria la conclusione della procedura di collaborazione volontaria, affinché questa informazione sia utilizzata per l’applicazione delle cause di non punibilità previste dall’articolo 5-quinquies, comma 1, lettere a) e b) della stessa norma.

Le stesse cause di non punibilità si applicano anche alle ipotesi introdotte dall’articolo 2, comma 4, del Decreto legge n. 128/2015 in relazione a imponibili, imposte e ritenute, correlati alle attività dichiarate nell’ambito della disclosure per i periodi d’imposta per i quali è scaduto il termine per l’accertamento.

Al fine di poter assolvere in maniera esaustiva ai prescritti obblighi comunicativi nei confronti dell’Autorità giudiziaria, il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 14 settembre 2015 ha previsto la possibilità di indicare nella relazione (anche se già presentata) gli elementi relativi alle annualità non più accertabili, ma correlati alle attività dichiarate nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria, concedendo più tempo per l’invio della stessa.

Non si tratta, quindi, di un adempimento ulteriore, ma di una facoltà che consente al contribuente di evidenziare da subito all’Amministrazione finanziaria la sussistenza di cause di non punibilità per anni ricadenti fuori dal perimetro della voluntary e che può essere facilmente assolta anche attraverso la produzione di documenti attestanti la situazione patrimoniale al 31 dicembre dei periodi d’imposta coinvolti e comunque non anteriori al 2008.

Si conferma, infine, come già previsto dal punto 4.4 del provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 30 gennaio 2015, che la prima istanza di adesione può essere integrata entro 30 giorni dalla sua presentazione anche se questo termine ricade dopo il 30 settembre 2015.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 147 del 15 settembre 2015)

 

4) Il conto corrente cointestato non costituisce uno scudo contro il Fisco

Via libera per l’accertamento anche sul conto cointestato. Difatti, l’accertamento fiscale basato su versamenti sospetti in banca è legittimo anche se il conto è cointestato con un familiare facoltoso. Spetta, quindi, al contribuente dimostrare la natura di ciascuna movimentazione.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 18125 del 15 settembre 2015, ha respinto il ricorso di una contribuente alla quale l’ufficio aveva attribuito versamenti ingiustificati e sospetti nonostante la cointestazione del rapporto con la madre proprietaria di molti immobili e redditi. In definitiva, per i giudici di legittimità, la circostanza della titolarità congiunta dei conti non é determinante.

Sul punto la Cassazione ha chiarito che i dati e gli elementi risultanti dai conti correnti bancari assumono sempre rilievo ai fini della ricostruzione del reddito imponibile, se il titolare di detti conti non fornisca adeguata giustificazione, ai sensi dell’art. 32 del dpr 29 settembre 1973, n. 600, poiché questa previsione e quella di cui all’art. 38 del medesimo dpr hanno portata generale, riguardando la rettifica delle dichiarazioni dei redditi di qualsiasi contribuente, quale che sia la natura dell’attività svolta e dalla quale quei redditi provengano; né può inferirsi l’applicabilità dell’art. 32 citato ai soli soggetti che esercitino attività di impresa o di lavoro autonomo per via del riferimento testuale della disposizione ai «ricavi» e alle «scritture contabili», poiché il dato letterale risulta limitativo unicamente della possibilità per l’ufficio di desumere reddito dai prelevamenti.

E’ dunque legittimo l'accertamento bancario eseguito ad un privato fondato solo sui dati risultanti dai conti correnti, poiché l'onere della prova è a carico del contribuente. Spetta poi al giudice tributario valutare se le prove da questi prodotte siano in grado di smentire l'atto, considerando le somme nel contesto complessivo. Il contribuente deve dimostrare che i valori dei conti correnti non si riferiscono ad operazioni imponibili e a tal fine non è sufficiente una prova “generica”, ma analitica, con indicazione cioè della riferibilità di ogni singolo versamento. Per soddisfare l’onere probatorio il contribuente può anche avvalersi di presunzioni semplici le quali però devono essere attentamente verificate dal giudice.

Evasore sotto scacco

Giro di vite sulla dichiarazione infedele. Il sequestro dei beni del presunto evasore in misura pari all’imposta evasa scatta sulla base della contabilità in nero e senza detrazione dei costi sostenuti per accrescere il reddito dell’impresa o del contribuente. È lui, infatti, a essere tenuto a documentare le spese. Sono queste le conclusioni a cui è pervenuta la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 37094 del 15 settembre 2015, ha confermato il sequestro di oltre 53 mila euro, pari alla somma evasa mediante dichiarazione infedele. La terza sezione penale ha chiarito il peso dell’accertamento induttivo nell’ambito del processo penale. Per il Supremo collegio, non costituisce violazione di legge quantificare l’imposta evasa contabilizzando i maggiori ricavi conseguiti senza detrarre i costi che non siano stati contabilizzati in ordine alla loro esistenza effettiva quando manchino specifiche deduzioni o allegazioni. Nessun criterio di giudizio legittima la deduzione di costi non contabilizzati in base a presunzioni sganciate da qualsiasi dato fattuale che renderebbe irragionevole il dubbio sulla loro esistenza e arbitraria la loro quantificazione.

 

5) Contributi a favore delle iniziative di formazione professionale nel settore autotrasporto

E’ stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 211 del 11 settembre 2015, il Decreto del Ministero dei Trasporti 31 luglio 2015 con le modalità di erogazione dei contributi a favore delle iniziative di formazione professionale nel settore autotrasporto.

I soggetti destinatari della presente misura incentivante e, quindi, delle azioni di formazione professionale, sono le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, i cui titolari, soci, amministratori, nonché dipendenti o addetti, inquadrati nel Contratto collettivo nazionale logistica, trasporto e spedizioni, partecipano ad iniziative di formazione o aggiornamento professionale, generale o specifico, volte all’acquisizione di competenze adeguate alla gestione d’impresa ed alle nuove tecnologie. Da tali iniziative, volte allo sviluppo della competitività, l’innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro, sono esclusi i corsi di formazione finalizzati all’accesso alla professione di autotrasportatore e all’acquisizione o al rinnovo di titoli richiesti obbligatoriamente per l’esercizio di una determinata attività di autotrasporto.

Le iniziative sono realizzate attraverso piani formativi aziendali, oppure interaziendali, territoriali o strutturati per filiere.

Possono proporre domanda di accesso ai contributi:

a) le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi aventi sede principale o secondaria in Italia, iscritte al Registro Elettronico Nazionale istituito dal Regolamento (CE) n. 1071/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009 e le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi che esercitano la professione esclusivamente con veicoli di massa complessiva fino a 1,5 tonnellate, iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi;

b) le strutture societarie iscritte nella sezione speciale del predetto Albo ai sensi del comma 5-bis dell’art. 1 del decreto-legge 6 febbraio 1987, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1987, n. 132, risultanti dall’aggregazione delle imprese di cui al precedente punto a), costituite a norma del libro V titolo VI, capo I, o del libro V, titolo X, capo II, sezioni II e II-bis, del codice civile, limitatamente alle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi iscritte nella citata sezione speciale dell’Albo.

Ogni impresa richiedente, anche se associata ad un consorzio o a una cooperativa, può una sola domanda di accesso al contributo.

Le domande par accedere ai contributi devono essere presentate, in via telematica, a partire dal 28 settembre 2015 ed entro il termine perentorio del 30 ottobre 2015. Dovranno essere sottoscritte con firma digitale dal rappresentante legale dell’impresa, del consorzio o della cooperativa richiedente, seguendo le specifiche modalità che saranno pubblicate, a partire dal 14 settembre 2015, sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella sezione Autotrasporto Contributi ed Incentivi.

Al momento della compilazione online della domanda dovranno essere obbligatoriamente indicati, a pena di inammissibilità, oltre ai dati identificativi del richiedente, i seguenti elementi:

a) il soggetto minatore delle azioni formative;

b) il programma del corso (le materie di insegnamento, la data di inizio e di fine del progetto formativo, il numero complessivo delle ore di’ insegnamento, il numero e la tipologia dei destinatari dell’iniziativa e l’eventuale presenza di corsi FAD);

c) il preventivo della spesa suddiviso per formazione generale e formazione specifica e nelle seguenti voci:

- costi della docenza in aula;

- costi dei tutor, altri costi per l’erogazione della formazione;

- spese di viaggio relative a formatori e partecipanti alla formazione (sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità);

- materiali e forniture con attinenza al progetto;

- ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione;

- costi dei servizi di consulenza relativi all’iniziativa formativa programmata;

- costi di personale dei partecipanti al progetto di formazione;

- spese generali indirette, secondo le modalità dettate dall’art. 31 del Regolamento generale in materia di esenzione dagli aiuti di Stato adottato dalla Commissione Europea in data 17 giugno 2014;

- il calendario del corso (materia trattata, giorno, ora e sede di svolgimento del corso medesimo).

Qualsiasi modifica di uno o più elementi del calendario del corso o spostamento della sede dello stesso dovrà essere effettuata direttamente online almeno 3 giorni prima rispetto alla prima data che si intende modificare, fatti salvi comprovati casi di forza maggiore. Nel caso in cui la modifica debba essere comunicata in un termine di tempo inferiore ai tre giorni, la variazione dovrà essere inviata all’indirizzo ram.incentivi@pec.it (specificando «Formazione 6 – Modifica calendario» nell’oggetto della mail) dando spiegazione e prova oggettiva della causa di forza maggiore. Qualora si ravvisi il mancato rispetto delle suddette tempistiche e modalità di comunicazione delle modifiche inerenti il calendario del corso, si procederà con l’esclusione dal contributo della giornata formativa oggetto della modifica non regolarmente comunicata.

Il contributo massimo erogabile per l’attività formativa, fissato in euro 150.000 per impresa o, nel caso di raggruppamento di imprese, per ogni impresa che all’interno del raggruppamento stesso concretamente partecipi all’attività formativa, è comunque limitato ai seguenti massimali:

- ore di formazione: cinquanta per ciascun partecipante;

- compenso della docenza in aula: centoventi euro per ogni ora;

- compenso dei tutor: trenta euro per ogni ora;

- servizi di consulenza a qualsiasi titolo prestati; 20% del totale dei costi ammissibili.

Per ogni progetto formativo, la formazione a distanza non potrà superare il 20% del totale delle ore di formazione.

 

6) Antiriciclaggio: la Fondazione dei Commercialisti interviene sulla quarta Direttiva

La Fondazione Nazionale Commercialisti, con il documento del 15 settembre 2015, ha inteso approfondire le disposizioni contenute nella Direttiva 2015/849/CE, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo (c.d. IV Direttiva antiriciclaggio), nonché le modifiche di maggior rilievo per i professionisti che, con il recepimento della normativa comunitaria, saranno chiamati a rivedere le misure già predisposte in ossequio a quanto previsto dal D.lgs. 231/2007.

Il corretto adempimento degli obblighi in materia di antiriciclaggio non può prescindere dall’adozione di vere e proprie procedure nell’ambito degli studi professionali. È su questo assioma che poggia un documento di studio recentemente pubblicato dalla Fondazione nazionale dei Commercialisti nel quale vengono approfondite le nuove disposizioni contenute nella Direttiva 2015/849/CE, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo (c.d. IV Direttiva antiriciclaggio).

In particolare, il documento rileva come le modalità di adempimento degli obblighi antiriciclaggio da parte dei professionisti (commercialisti in primis) siano destinate a subire in breve tempo ulteriori e significative modifiche per effetto delle nuove disposizioni comunitarie.

Per quanto concerne l’ambito di applicazione della Direttiva, la Fondazione osserva come restino invariati i soggetti destinatari della stessa e individuati dall’art. 2. Unica modifica degna di nota riguarda l’abbassamento della soglia prevista per l’applicazione della direttiva ai soggetti che negoziano beni, che scende da 15 a 10 mila euro, sempre che il pagamento sia effettuato o ricevuto in contanti e indipendentemente dalla circostanza che la relativa transazione sia effettuata con un’operazione unica o con operazioni diverse che però appaiano tra loro collegate.

Il documento presta particolare attenzione all’esame del sistema sanzionatorio. Sul piano operativo, di particolare interesse appare la previsione contenuta nel paragrafo 3 dell’art. 58, in virtù della quale nel caso in cui la violazione riguardi obblighi imposti nei confronti di entità giuridiche, la relativa sanzione può essere applicata ai membri dell’organo di gestione o alle altre persone fisiche responsabili della violazione.

Altrettanto importante, prosegue la FNC, con riferimento alla quantificazione delle sanzioni amministrative, è l’individuazione di una soglia limite pari almeno al doppio dell’importo dei profitti ricavati grazie alla violazione, se lo stesso può essere determinato, o altrimenti almeno pari a 1 milione di euro.

Tale soglia massima aumenta se il soggetto colpito è un ente creditizio o un istituto finanziario, nel qual caso la sanzione massima applicabile nel caso di entità giuridiche è pari almeno a 5 milioni di euro o al 10% del fatturato complessivo annuo sulla base degli ultimi bilanci disponibili approvati dall’organo di gestione.

Infine, sul fronte interno, il documento auspica che, all’esito dei lavori attualmente in corso di svolgimento presso il Ministero dell’Economia, il legislatore arrivi a correggere le storture sulla inadeguatezza e la non proporzionalità delle sanzioni penali e amministrative previste dal D.lgs. 231/2007 per la violazione degli obblighi connessi all’adozione delle misure antiriciclaggio da parte dei professionisti.

Voluntary disclosure: il CNDCEC chiede il rinvio del termine del 30 settembre 2015

Dopo il rinvio parziale disposto dall’Agenzia delle entrate, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti è tornato a chiedere a gran voce un contestuale differimento del termine per l’invio della domanda di adesione alla procedura di collaborazione volontaria, in scadenza il prossimo 30 settembre. L’appello è contenuto in una lettera inviata al Ministro dell’Economia nella quale la categoria sostiene che la richiesta di proroga è necessaria per non vanificare il lavoro sin qui svolto dai professionisti, oltreché sorretta da una pluralità di motivazioni tecniche.

Dal CNDCEC una nuova richiesta di proroga del termine di adesione alla volontary disclosure, in scadenza il 30 settembre 2015. L’appello dei Commercialisti è contenuto in una lettera indirizzata al Ministro dell’Economia che arriva all’indomani del provvedimento 116808/2015 con cui l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che la trasmissione della relazione di accompagnamento all’istanza di accesso alla procedura e della relativa documentazione a supporto potrà essere effettuata fino a 30 giorni dalla data di presentazione della prima o unica istanza.

Secondo il presidente della categoria, Gerardo Longobardi, la proroga “si rende anzitutto necessaria per non vanificare il lavoro che l’Amministrazione finanziaria e i professionisti hanno sin qui svolto per il buon esito della procedura, con tutti i conseguenti positivi effetti per il nostro Paese sia in termini di gettito, sia in termini di emersione di attività fino ad ora sconosciute al Fisco”.

Nella missiva Longobardi specifica che la richiesta di proroga trae giustificazione anche da una pluralità di motivazioni tecniche.

Tra queste, in primo luogo, i commercialisti osservano come solamente lo scorso mese di agosto, e quindi in pieno periodo feriale, sono stati risolti alcuni rilevanti dubbi interpretativi sull’applicazione della disciplina da parte dell’Agenzia delle entrate con le circolari n. 30/E dell’11 agosto 2015 e n. 31/E del 28 agosto 2015.

Inoltre, soltanto il 27 agosto 2015 è stato reso disponibile sul sito dell’Agenzia il waiver svizzero, ossia l’autorizzazione che i contribuenti, i quali intendono continuare a detenere le proprie attività finanziarie in Svizzera, devono rilasciare agli intermediari finanziari elvetici per l’invio all’Agenzia delle Entrate di tutti i dati e le informazioni riguardanti le attività oggetto della procedura".

A ciò va aggiunta la recente entrata in vigore (2 settembre 2015) della norma che sterilizza il raddoppio dei termini per l’accertamento - con le connesse certezze in ordine agli eventuali riflessi penali dell'adesione alla voluntary disclosure - con la conseguenza che solo a partire da tale data molti contribuenti si sono attivati per aderire alla procedura.

Pur apprezzando il “rinvio parziale” disposto dall’Agenzia delle Entrate, secondo i commercialisti tale differimento non è oggettivamente sufficiente per dare la possibilità a tutti i contribuenti interessati di accedere alla procedura. Ciò in considerazione del fatto che la decisione di aderire alla stessa, nonché i calcoli relativi al costo dell’operazione dipendono, in ultima analisi, dalla disponibilità dell’intera documentazione, per cui si rende necessario differire in modo congruo, non solo il termine di trasmissione del dossier documentale, ma anche il termine per la presentazione della stessa richiesta di accesso alla procedura.

Rinvio dei termini di accertamento

Dai commercialisti arriva, infine, una proposta per l’accertamento delle annualità in scadenza il prossimo 31 dicembre. “Siamo consapevoli  - scrive Longobardi - che una congrua proroga del termine di accesso alla voluntary determinerebbe un’eccessiva riduzione dei tempi a disposizione dell’Agenzia delle entrate per l’accertamento delle annualità in scadenza al 31 dicembre 2015. Si potrebbe ipotizzare, per queste annualità, un’equivalente proroga dei termini per l’accertamento, applicabile nei confronti dei soli soggetti che aderissero alla procedura oltre la data del prossimo 30 settembre. In tal modo, verrebbero adeguatamente tutelati gli interessi dell’Erario, dei contribuenti e dei professionisti che assistono questi ultimi”.

 

7) Fascicolo Previdenziale del Cittadino: rilascio della nuova funzionalità per l’Invalidità Civile

Nell’ambito dell’estensione dei servizi a disposizione dell’utente-Cittadino munito di PIN si comunica che nel Fascicolo Previdenziale del Cittadino è stata aggiunta una nuova macro area riservata all’Invalidità Civile.

Selezionando: Servizi per il cittadino> Fascicolo Previdenziale del Cittadino> Invalidità Civile, il cittadino potrà conoscere le informazioni relative alle domande di invalidità ed ai certificati medici introduttivi trasmessi all’Istituto:

la voce di menù “Cert. Medico Introduttivo” visualizza, per ogni certificato presente, informazioni di riepilogo come il numero, la data in cui è stato trasmesso, il medico che lo ha redatto, consultabili anche in documento formato PDF.

la voce di menù “Domande Presentate” visualizza informazioni di riepilogo sulle domande di invalidità presentate: per ogni domanda presente viene riportato il numero, la data di trasmissione, il codice identificativo Domus, la tipologia della domanda e la descrizione dell’ente che lo ha trasmesso.

(INPS, nota del 16/09/2015)

 

 

8) Rapporto sulle entrate tributarie e contributive di gennaio-luglio 2015 e Report delle entrate tributarie internazionali

E’ disponibile sui siti www.finanze.it e www.rgs.mef.gov.it il Rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-luglio 2015, redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5, della legge di contabilità e finanza pubblica (L. 31 dicembre 2009, n.196).

GENNAIO - LUGLIO 2015

Le entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-luglio 2015 evidenziano nel complesso un aumento dell’1,4% (+5.267 milioni di euro), rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.

Il dato tiene conto dell’aumento del +1,1% (+2.865 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive del +1,9% (+2.402 milioni di euro).

L’importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra quello già diffuso con la nota del 7 settembre scorso.

Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il Report delle entrate tributarie internazionali del periodo gennaio-luglio 2015, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “Bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

(MEF, comunicato n. 183 del 15/09/2015)

 

Vincenzo D’Andò