Diario quotidiano del 13 luglio 2015: Redditi da partecipazione in società di capitali non vanno assoggettati a contribuzione della gestione commercianti ed artigiani INPS

Pubblicato il 13 luglio 2015



liquidazione: nuovo calendario per i versamenti delle società di persone; fisco: ok al ricorso contro l’autotutela dimezzata; al via l’Accordo tra Italia e isole Cayman sullo scambio di informazioni; bollettini Equitalia: si paga presso i bar tabacchi; alberghi e agenzie viaggi, bonus digitalizzazione: partito il click day; on line i dati sull’8 per mille e sul 2 per mille; videoconferenza “Presentazione Durc On Line”; redditi da partecipazione in società di capitali: non vanno assoggettati a contribuzione della gestione commercianti ed artigiani INPS; il visto di conformità copre solo i crediti dichiarati per il periodo d’imposta e non anche per l’annualità precedente; mancata presentazione del quadro RW: responsabilità light del soggetto che ha apposto il visto di conformità; credito d’imposta per la promozione dell’agroalimentare italiano: istituiti codici tributo e modificati altri per il recupero del bonus e stock options; osservatorio partite IVA: sono on line i dati di maggio 2015; accesso alla procedura di esodo: ecco le istruzioni dall’INPS

 

 Indice:

 1) Liquidazione: nuovo calendario per i versamenti delle società di persone

 2) Fisco: ok al ricorso contro l’autotutela dimezzata

 3) Al via l’Accordo tra Italia e isole Cayman sullo scambio di informazioni

 4) Bollettini Equitalia: si paga presso i bar tabacchi

 5) Alberghi e agenzie viaggi, bonus digitalizzazione: partito il click day

 6) On line i dati sull’8 per mille e sul 2 per mille

 7) Videoconferenza “Presentazione Durc On Line”

 8) Redditi da partecipazione in società di capitali: non vanno assoggettati a contribuzione della gestione commercianti ed artigiani INPS

 9) Il visto di conformità copre solo i crediti dichiarati per il periodo d’imposta e non anche per l’annualità precedente

 10) Mancata presentazione del quadro RW: responsabilità light del soggetto che ha apposto il visto di conformità

 11) Credito d’imposta per la promozione dell’agroalimentare italiano: istituiti codici tributo e modificati altri per il recupero del bonus e stock options

 12) Osservatorio partite IVA: sono on line i dati di maggio 2015

 13) Accesso alla procedura di esodo: ecco le istruzioni dall’INPS

 

 

1) Liquidazione: nuovo calendario per i versamenti delle società di persone

Nuove scadenze per le società di persone interessate dalle operazioni straordinarie.

L’art. 17 del cd. “decreto semplificazioni”, come è noto, ha introdotto talune semplificazioni nel nostro regime fiscale previsto per le società di persone in merito ai modelli di dichiarazione e ai versamenti delle imposte in caso di operazioni straordinarie.

A tal fine, il Decreto Legislativo n. 175 del 21 novembre 2014 (recante disposizioni in materia di semplificazioni fiscali, in attuazione dell’art. 7 della legge delega n. 23/2014) è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 28 novembre 2014.

Il suddetto articolo 17 ha, dunque, introdotto due sostanziali modifiche in tema di modelli di dichiarazione da utilizzare (comma 1) e di scadenza dei versamenti (comma 2), entrambi riferiti alle società di persone.

Con la prima modifica, si interviene sull’articolo 1, co. 1 del D.P.R. 322/1998 (rubricato Redazione e sottoscrizione delle dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di I.R.A.P.), prevedendo che – anche per le società di persone con periodo d’imposta differente dall’anno solare – debbano essere utilizzati i modelli di dichiarazione approvati nel medesimo anno solare (come già avviene per i soggetti IRES).

Con la seconda modifica, di fatto, si introduce un termine “mobile” per il versamento del saldo delle imposte relativamente alle società di persone ed associazioni che hanno intrapreso operazioni straordinarie (liquidazione, trasformazione, scissione e fusione): la norma infatti prevede che “… le società o associazioni di cui all’articolo 5 del citato testo unico delle imposte sui redditi, nelle ipotesi di cui agli articoli 5 e 5-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, effettuano i predetti versamenti entro il giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione” (nuovo art. 17, co. 1, D.P.R. 435/2001).

Dunque, mentre nulla è cambiato in merito al termine di presentazione della dichiarazione in caso di operazioni straordinarie delle società di persone (generalmente in scadenza il 9° mese successivo alla data di effetto dell’operazione), la scadenza del versamento del saldo dovuto – originariamente vincolata al 16 giugno – diventa ora un termine variabile e cioè il 16 del mese successivo alla scadenza della presentazione della dichiarazione.

Si ricorda comunque che il comma 2 dell’art. 17 del DPR 435/2001 stabilisce che: “I versamenti di cui al comma 1 possono essere effettuati entro il trentesimo giorno successivo ai termini ivi previsti, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse”.

Per le operazioni straordinarie l’anno solare viene distinto in due periodi d’imposta. La data che delimita i periodi è quella del deposito presso il Registro Imprese dell’atto che realizza l’operazione. L’art. 17 co. 2 del D.Lgs. n. 175/2014, intervenendo sul testo dell'art. 17 del D.P.R. 435/2001, ha stabilito che, in caso di operazioni straordinarie, il saldo delle imposte sui redditi e dell’IRAP relative alla frazione di esercizio che va dall’inizio del periodo d'imposta alla data in cui ha effetto l’operazione, va corrisposto entro il giorno 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine di presentazione della dichiarazione relativa alla stessa parte di esercizio. Quindi, i versamenti dovuti dalla società di persone per il periodo d’imposta precedente quello in cui assume efficacia l’operazione straordinaria, scadono il 16 del mese successivo alla presentazione della dichiarazione, non più entro il 16 giugno dell’anno in cui viene presentata la dichiarazione. Tale modifica ottimizza la normativa, evitando lo spostamento di un anno nel versamento delle imposte, che si verifica per tutte le operazioni divenute efficaci entro il mese di marzo.

L’acconto delle imposte va effettuato in due rate, salvo i limiti minimi di versamento previsti per le differenti imposte, come previsto dall’art. 17, comma 3, del DPR 435/2001:

- la prima rata entro il termine fissato per il versamento del saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa al periodo d’imposta precedente, che per le operazioni straordinarie coincide con quello ante operazione stessa;

- la seconda rata entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese dello stesso periodo d’imposta.

Memorandum per le società di capitali

Infine, da ricordare che riguardo le società di capitali, invece, continuano a versare le imposte dovute (per le operazioni di liquidazione) entro il giorno 16 del 6° mese successivo a quello in cui si è chiuso il periodo cui le imposte si riferiscono (e questo, quindi, a differenza delle società di persone che, a seguito delle suddette novità, versano le imposte sostanzialmente entro il 10° mese).

 

2) Fisco: ok al ricorso contro l’autotutela dimezzata

Contro l’autotutela negata, sia pure parziale, è possibile ricorrere. Contribuenti più garantiti per l’autotutela negata. È infatti impugnabile l’atto con il quale l’Amministrazione finanziaria annulla parzialmente l’accertamento. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza 14243 del 8 luglio 2015, ha accolto il ricorso di una società che si era vista annullare solo in parte, in autotutela, la pretesa fiscale mentre la contribuente avrebbe avuto interesse all’annullamento totale del debito con l’Erario. L’esercizio del potere di autotutela attraverso l’annullamento parziale di un avviso impositivo non preclude al contribuente, ancorché l’originario provvedimento fosse già definitivo, la possibilità di impugnare nei termini di legge il provvedimento emesso in autotutela: altrimenti si priverebbe il contribuente della possibilità di difesa relativamente a tale atto, per quanto riduttivo della originaria pretesa.

 

3) Al via l’Accordo tra Italia e isole Cayman sullo scambio di informazioni

In vigore l’Accordo tra Italia e isole Cayman sullo scambio di informazioni. Difatti, sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2015, è stata pubblicata la Legge n. 100 del 18 giugno 2015, di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra la Repubblica italiana e le isole Cayman sullo scambio di informazioni in materia fiscale, fatto a Londra il 3 dicembre 2012.

Il provvedimento è entrato in vigore a partire dal 10 luglio scorso. Approdata, dunque, in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 100/2015 recante la ratifica e l’esecuzione dell’accordo sullo scambio di informazioni fiscali tra Italia e Isole Cayman, sottoscritto a Londra il 3 dicembre 2012. L’accordo contempla alcune limitazioni per la messa a disposizione delle informazioni, vincola i Paesi contraenti solo in relazione a richieste di informazioni sempre in materia fiscale e non prevede un sistema automatico di scambio di informazioni. L’accordo rappresenta un importante passo avanti, ma una maggiore trasparenza nei rapporti tra i due Paesi potrebbe essere raggiunta soltanto mediante forme di cooperazione fondate sullo scambio automatico di informazioni, in linea con i più recenti standard internazionali e comunitari.

Il disegno di legge (“Ratifica Accordo Italia-Isole Cayman scambio di informazioni in materia fiscale”) è stato presentato alla Camera il 12 febbraio 2014 ed è stato approvato il 4 marzo 2015. Il testo, inviato al Senato il 6 marzo 2015 – ed assegnato alla Terza Commissione permanente in sede referente il 17 marzo 2015 – è stato approvato definitivamente dal Senato il 3 giugno 2015.

 

4) Bollettini Equitalia: si paga presso i bar tabacchi

Possibile pagare anche avvisi d’intimazione e rate di Equitalia col bollettino RAV. Dal 9 luglio 2015, i contribuenti possono saldare nei punti vendita Lottomatica e Sisal, oltre al pagamento delle cartelle, anche altri atti esattoriali, come per esempio bollettini del piano di rateizzazione, avvisi di intimazione e solleciti di pagamento. Equitalia ha fatti sapere (con un comunicato stampa) che per fruire di questa possibilità basta semplicemente consegnare in ricevitoria il bollettino RAV che la società di riscossione allega ai documenti.

Già dal 2013, ha ricordato Equitalia, grazie al Protocollo d’intesa sottoscritto con le due reti di ricevitorie nell’ambito del progetto “Reti Amiche”, i contribuenti possono saldare i bollettini di pagamento RAV allegati alle cartelle, sia entro i 60 giorni dalla data di notifica, sia oltre la scadenza, in quanto l’importo viene aggiornato automaticamente con le somme aggiuntive previste dalla legge.

Le reti di Sisal e Lottomatica si aggiungono agli altri canali di pagamento attivati da Equitalia in alternativa ai propri sportelli, ovvero le filiali bancarie, gli uffici postali e i tabaccai convenzionati con banca ITB.

Inoltre, sono state abilitate anche modalità telematiche di pagamento, sempre con opzione di aggiornamento degli importi, quali la piattaforma integrata dei pagamenti Equitalia, a cui si può accedere cliccando sulla voce “Paga online” del sito www.gruppoequitalia.it o entrando nella propria Area riservata, oppure l’home banking del proprio istituto di credito se consorziato a CBI e aderente al servizio CBILL.

 

5) Alberghi e agenzie viaggi, bonus digitalizzazione: partito il click day

Parte il click day, dalle ore 10 del 13 luglio 2015, e fino alle ore 12 del 24 luglio 2015, le strutture ricettive e le agenzie di viaggio possono inviare telematicamente le domande, di accesso al bonus digitalizzazione del D.L. 83/2014 per le spese sostenute nel 2014, al Mibact, portale procedimenti (https://procedimenti.beniculturali.gov.it).

Si tratta di un credito d’imposta del 30%, con ammontare massimo di 12.500,00 euro complessivi per il periodo dal 2014 al 2016, delle spese per l’ammodernamento tecnologico, concesso fino a esaurimento risorse (a valere è l’ordine di invio delle richieste) agli esercizi ricettivi singoli o aggregati con servizi extra-ricettivi o ancillari, nonché alle agenzie di viaggi e ai tour operator.

I beneficiari sono elencati nel decreto del ministero dei Beni culturali e del turismo del 12 febbraio 2015, sul tax credit digitalizzazione.

Le Faq del Ministero indicano che le strutture che hanno presentato istanza per il riconoscimento del credito d’imposta in oggetto (tax credit digitalizzazione) possono chiedere anche il riconoscimento del credito d’imposta ex art. 10 del medesimo Decreto (tax credit ristrutturazione), fermo restando il limite relativo al regime “de minimis”.

Nel decreto citato anche le spese ammissibili, che vanno dall'impianto wi-fi all’acquisto di spazi web e di spazi pubblicitari online.

Le spese sostenute devono risultare da apposita attestazione rilasciata da una delle seguenti figure:

- presidente del collegio sindacale;

- revisore legale iscritto all’apposito registro;

- professionista iscritto all’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili;

- professionista iscritto all’albo dei periti commerciali;

- professionista iscritto all’albo dei consulenti del lavoro;

- responsabile del Caf.

 

6) On line i dati sull’8 per mille e sul 2 per mille

In prevalenza scelte effettuate verso la chiesa cattolica (ad es. solo nel Piemonte oltre 1.000 di donatori cattolici contro 1.400.000 di scelte valide), e, per il 2 per mille, nei confronti del Partito Democratico risultato vincitore di maggioranza per il numero dei propri donatori politici.

Sono, infatti, a disposizione, sul sito del Dipartimento delle Finanze, le informazioni sulle scelte dei contribuenti e sugli importi erogati relativi all’otto per mille e al nuovo istituto del due per mille.

Ripartizione del gettito derivante dal due per mille dell’IRPEF

A decorrere dall’anno finanziario 2014, con riferimento al precedente periodo d’imposta, ciascun contribuente effettua la scelta di destinare il due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche al finanziamento di un partito politico all’atto di presentazione della sua dichiarazione dei redditi. (Ai sensi del D.P.C.M. 28/05/2014, in attuazione del DL 149/2013, art. 12).

Nelle tabelle il MEF riporta il numero delle scelte, la base imponibile corrispondente e gli importi del due per mille erogati, calcolati in proporzione alla base imponibile dei contribuenti che hanno effettuato la scelta.

(Ministero dell’Economia e Finanze, comunicato stampa n. 144 del 10/07/2015)

 

7) Videoconferenza “Presentazione Durc On Line”

A seguito di specifiche richieste da parte di Confindustria, Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, CNA e Casartigiani, conseguenti all'avvio, a partire dal 1° luglio 2015, del nuovo sistema di verifica della regolarità contributiva “Durc On Line”, il 17 luglio 2015 - dalle ore 10,30 alle ore 13,00 - si svolgerà presso la sala Aldo Moro della Direzione Generale INPS una videoconferenza con modalità interattiva con tutte le sedi Regionali e Provinciali al fine di illustrare il nuovo sistema di verifica con particolare riguardo ai profili di diretta gestione dell'Istituto.

A tale iniziativa dovranno essere invitati a partecipare i rappresentanti delle Associazioni sopra elencate, già avvisate dalle rispettive strutture centrali.

I direttori regionali e provinciali sono invitati ad attivare le opportune iniziative volte a garantire la presenza alla videoconferenza di tutti gli interessati nonché dei dirigenti e funzionari di ciascuna Sede coinvolti nella gestione del nuovo sistema.

(INPS, messaggio n. 4698 del 10 luglio 2015)

 

8) Redditi da partecipazione in società di capitali non vanno assoggettati a contribuzione della gestione commercianti ed artigiani INPS

Redditi da Srl, ancora nessuna rivendicazione dall’Inps, come osserva il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con la nota del 10 luglio 2015.

Redditi da partecipazione in società di capitali non vanno assoggettati a contribuzione della gestione commercianti ed artigiani INPS. Lo ha stabilito la Corte di Appello di L’Aquila con due sentenze gemelle (nn. 752 e 774/2015 del 25/06/2015) nel confermare le sentenze del Tribunale di Pescara, smentendo quanto sostenuto dall’Inps con la circolare n. 102 del 12/06/2003 ed avallando la tesi da sempre sostenuta dai Consulenti del Lavoro. Il Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro attende, quindi, un chiarimento da parte dell’Istituto previdenziale che dia disposizioni alle sedi provinciali per annullare in autotutela le richieste di contributi calcolati sui redditi da partecipazione a società di capitali, quali le S.r.l., evitando un inutile e dispendioso contenzioso giudiziario.

No a contributi sui redditi da S.r.l.: intervento del Consiglio Nazionale Commercialisti

La richiesta rivolta dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti all’INPS si riferisce alle posizioni interessate dalle recenti sentenze della Corte d’appello de L’Aquila. Jacono: “L’Istituto riveda la sua circolare del 2003 sulla materia per evitare contenzioso”.

Il Coniglio Nazionale dei Commercialisti esprime grande soddisfazione per le sentenze n. 752 e 774 emesse dalla Corte di Appello dell’Aquila, con le quali viene confermato che i soci di S.r.l. sono tenuti a determinare i contributi INPS gestione Commercianti sulla sola quota di partecipazione riferibile al reddito della società a responsabilità limitata per cui i contribuenti hanno richiesto l’iscrizione in quanto soci lavoratori e non sul coacervo di tutte le quote di partecipazioni in S.r.l., in quanto considerate redditi di capitale e non d’impresa.

“Queste due sentenze – spiga Vito Jacono, consigliere nazionale dei commercialisti delegato all’area lavoro - confermano le conclusioni a cui era giunto un studio redatto nei mesi scorsi dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti con il contributo della Fondazione Nazionale dei commercialisti, i cui contenuti avevamo illustrato alla direzione centrale entrate INPS. Ora il nostro auspicio è che l’INPS possa rivedere la propria circolare n. 102 del 2003, in modo tale da evitare dell’inutile contenzioso. Nel frattempo chiediamo che vengano sospese tutte le richieste di pagamento di contributi INPS gestione commercianti riferibili alle sopra descritte posizioni ed emesse a seguito di verifiche fatte dall’Istituto”.

(Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, comunicato stampa del 10 luglio 2015)

 

9) Il visto di conformità copre solo i crediti dichiarati per il periodo d’imposta e non anche per l’annualità precedente

Il visto non copre i crediti errati riportati dall’anno precedente. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 26/E del 7 luglio 2015.

Dunque, il visto di conformità apposto dall’intermediario non copre gli eventuali crediti riportati dal contribuente dalla dichiarazione precedente non vistata dal medesimo intermediario. Anche se i crediti si sono poi rivelati errati e, pertanto, ridotti in sede di controllo automatizzato.

Il caso esaminato dalle Entrate riguarda il riporto del credito dal modello Unico nella dichiarazione successiva e vistata dal professionista, seguito da un controllo ex art. 36-bis del D.P.R. n. 600/1973 (del Modello Unico) che rilevi l’omesso versamento degli acconti relativi all’anno precedente. Ebbene, secondo le indicazioni fornite dall’Agenzia, l’intermediario non risponde di nessuna responsabilità in sede di controllo formale del 730 vistato.

In particolare, quanto ai controlli da effettuare, l’intermediario interessato deve verificare esclusivamente i versamenti dell’anno in corso e l’eccedenza a credito risultante dalla dichiarazione relativa al periodo d’imposta precedente. Tutto qua. Tuttavia, se al momento dell’elaborazione della dichiarazione precompilata la dichiarazione relativa all’anno precedente è stata già liquidata, nel 730 precompilato vanno inseriti i dati che risultano a seguito della liquidazione automatizzata, quindi, nel 730 precompilato deve essere riportata l’eccedenza derivante dall’anno precedente, già diminuita degli acconti non versati.

 

10) Mancata presentazione del quadro RW: responsabilità light del soggetto che ha apposto il visto di conformità

Nessuna sanzione per chi vista senza il quadro RW. Altro chiarimento, contenuto nella circolare n. 26/E del 7 luglio 2015, è quello che il visto di conformità apposto dal Commercialista o dal CAF sul Modello 730 non rileva ai fini degli adempimenti dichiarativi relativi al quadro RW. Dunque, nessuna sanzione potrà essere loro imputata per l’omessa o tardiva presentazione di questo quadro.

In particolare, il chiarimento riguarda il caso in cui sia stato presentato il Modello 730 correttamente ma di avere dimenticato di presentare il quadro RW per un conto corrente estero che andrebbe indicato, sia per il monitoraggio, che per il versamento dell’IVAFE.

Ora i contribuenti che utilizzano il 730 devono presentare il quadro RW insieme al frontespizio del Modello Unico Persone fisiche 2015, con le modalità e nei termini previsti dal modello 730. Assodato tutto ciò, l’Agenzia delle entrate ritiene che il visto di conformità apposto dal Commercialista o dal CAF sul Modello 730 non rileva ai fini degli adempimenti dichiarativi relativi al quadro RW.

Pertanto, le sanzioni per l’omessa o tardiva presentazione di questo quadro non possono essere imputate al soggetto che ha apposto il visto sul modello 730.

La Consulta salva l’aggio di Equitalia

L’aggio di Equitalia è salvo. La Corte costituzionale, con l’ordinanza 147/2015, depositata il 9 luglio 2015, ha ritenuto inammissibile la questione di legittimità sollevata dalle Ctp di Torino e di Latina che contestavano l’eccessività dell’onere a carico del debitore rispetto al costo effettivo della procedura e l’assenza di una connessione tra aggio e capacità contributiva. Ad avviso della Consulta “ciascuna delle ordinanze di rimessione è carente sia nella descrizione della concreta fattispecie cui si riferisce, sia nella motivazione in punto di rilevanza” e dunque resta inibita “la necessaria verifica circa l’influenza della questione di legittimità sulle decisioni richieste ai rimettenti”.

Immobili storici: infondata la questione sul nuovo regime fiscale

Non è fondata la questione di costituzionalità delle disposizioni del decreto Semplificazioni tributarie (D.L. n. 16 del 2012) che hanno sostituito il regime fiscale degli immobili di interesse storico o artistico precedentemente previsto.

Lo ha dichiarato la Corte Costituzionale con la decisione n. 145 del 2015. Contrariamente a quanto sostenuto dalla CTP di Novara, le disposizioni aggiunte dalla legge di conversione sono connesse a quelle originarie contenute nel decreto legge, pertanto non vi è alcuna violazione del nesso di interrelazione che deve necessariamente astringere il provvedimento d’urgenza e la legge di conversione.

Accertamenti sospesi per ferie

Da un question time del 9 luglio 2015 in Commissione Finanze alla Camera è emerso che per l’applicabilità della sospensione feriale alla fase di accertamento con adesione serve una norma che, verosimilmente, verrà inserita nel testo della riforma del contenzioso tributario. Recentemente la Cassazione con un’ordinanza ha sostenuto che la sospensione feriale non si applica ai termini previsti per espletare la procedura di accertamento con adesione, che ha natura amministrativa. Negare questa chance potrebbe compromettere l’ammissibilità di migliaia di ricorsi pendenti basati sul cumulo delle “pause”. Inoltre il criterio applicativo della Cassazione crea ingiustificate disparità di trattamento ed uno stato di incertezza del diritto a seconda che l’istanza di accertamento con adesione venga presentata prima, durante o dopo la sospensione feriale.

ZFU: agevolazioni senza tassazione

Le agevolazioni fruite dalle imprese ricadenti nelle zone franche urbane non subiscono alcuna tassazione. Il chiarimento è stato fornito nel corso del question time, in risposta all’interrogazione n. 5-06010, con cui si chiedevano chiarimenti sul regime impositivo cui sono sottoposti i contributi agevolativi per le attività esercitate nelle Zone Franche Urbane.

Local tax: lavori in corso

Tra le varie ipotesi allo studio, l’accorpamento dell’IMU e TASI in un unico tributo locale che costituirebbe l’impianto centrale della nuova Local Tax ad invarianza di gettito standard complessivo. Ad essa si affiancherebbe un importante intervento di razionalizzazione degli attuali tributi o canoni relativi all’occupazione di spazi e aree pubbliche e dei prelievi relativi alla diffusione dei messaggi pubblicitari in un unico canone di concessione o di autorizzazione, che l’ente locale potrà differenziare in base al servizio richiesto o alla zona del territorio ove viene effettuata l’occupazione o la pubblicità.

La risposta all’interrogazione parlamentane n. 5-05951 è stata l’occasione per fare il punto sui lavori in corso per la revisione dell’imposizione locale sugli immobili e sui servizi.

Tra le possibili soluzioni allo studio, per definire un sistema di imposizione locale che risponda a obiettivi di semplificazione, certezza, equità, razionalizzazione e riordino del prelievo immobiliare:

- l’accorpamento dell’IMU e TASI in un unico tributo locale che costituirebbe l’impianto centrale della nuova Local Tax ad invarianza di gettito standard complessivo.

 

11) Credito d’imposta per la promozione dell’agroalimentare italiano: istituiti codici tributo e modificati altri per il recupero del bonus e stock options

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 64/E del 10 luglio 2015, ha istituzione dei codici tributo per il recupero tramite ruolo, unitamente ai relativi interessi e sanzione, dell’addizionale su compensi erogati per bonus e stock options art. 33, comma 1, del D.L. n. 78/2010, del credito d’imposta per la promozione dell’agroalimentare italiano art. 1, comma 1088, della legge n. 296/2006, dell’imposta sostitutiva sui redditi diversi art. 3, commi 15 e 16, del D.L. n. 89/2014. La stessa Agenzia ha, inoltre, modificato la descrizione dei codici tributo 1815, 181M, 181N e 132A.

Dunque, ai fini dell’iscrizione a ruolo delle imposte e del credito sopra citati, unitamente ai relativi interessi e sanzione, l’Agenzia ha istituito 9 codici tributo e poi modificato la descrizione dei suddetti codici.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 64/E del 10 luglio 2015)

 

12) Osservatorio partite IVA: sono on line i dati di maggio 2015

L’Agricoltura nel sud in evoluzione, si registra, infatti, un aumento delle nuove partite Iva di almeno il 9%.

Sono stati pubblicati sul sito del Dipartimento delle Finanze i dati relativi all'Osservatorio sulle partite IVA aggiornati al mese di Maggio 2015:

- Sintesi dei dati di Maggio 2015;

- Navigazione dinamica dell’Osservatorio delle partite IVA.

Nel mese di maggio 2015 sono state aperte 48.103 nuove partite Iva; rispetto allo stesso mese dell’anno scorso si registra un incremento significativo (+9%), in larga parte sostenuto dalle nuove aperture nel settore dell’agricoltura, localizzate soprattutto nel Sud e Isole.

La classificazione per settore produttivo fa registrare, come di consueto, il maggior numero di aperture di partite Iva (21,3% del totale) nel commercio, seguito dall’agricoltura (19,7%) e dalle attività professionali (11%). Rispetto al maggio 2014 si segnala un significativo aumento nell’agricoltura (+104,8%), dovuto presumibilmente l’effetto delle novità normative dell’IMU sui terreni agricoli che prevedono agevolazioni per gli imprenditori agricoli professionali. Analizzando gli altri principali settori, si segnalano incrementi marcati nella sanità (+13,5%) e nelle “altre attività di servizi” (+7,4%), e cali significativi nelle attività artistiche e sportive (-13,1%), finanziarie (-12,1%) e professionali (-7,7%).

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 38% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 21,1% al Centro e il 40,7% al Sud ed Isole. Nel mese di maggio, diversamente dai consueti andamenti tendenziali, la quota di aperture localizzate al Sud ed Isole ha superato quella delle Regioni settentrionali.

(MEF, comunicato stampa n. 145 del 10/07/2015)

 

13) Accesso alla procedura di esodo: istruzioni dall’INPS

Accesso alla procedura di esodo ex art. 4 della Legge n. 92/2012 a decorrere dal 1° maggio 2015. L’INPS con il messaggio n. 4704 del 10 luglio 2015 fornisce le istruzioni operative.

Si fa riferimento al messaggio n. 3096 del 6 maggio 2015 della scrivente Direzione – con il quale sono state date indicazioni in ordine alla modalità di determinazione della misura della contribuzione correlata per i lavoratori in esodo ex articolo 4, Legge n. 92/2012 a seguito dell’emanazione delle disposizioni di cui al D.Lgs. n. 22/2015 concernenti la Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego (NASpI) – per fornire le seguenti indicazioni operative.

Nel citato messaggio n. 3096/2015 è stato precisato che ai lavoratori per i quali i datori di lavoro presentino domanda per la procedura di esodo (mod. SC77), ai sensi dell’articolo 4 della Legge n. 92/2012, a decorrere dal 1° maggio 2015 la contribuzione correlata deve essere rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

Preliminarmente, si fa presente che – a prescindere dalla data di presentazione della domanda per la procedura di esodo – la posizione dell’azienda esodante (da utilizzare per l’esposizione della contribuzione correlata riferita ai lavoratori posti in esodo) continuerà ad essere caratterizzata dall’attribuzione del codice di autorizzazione “6E”, avente, come noto, il significato di “Azienda tenuta al versamento della contribuzione figurativa correlata per lavoratori posti in esodo ex art. 4 della legge n. 92/2012”.

Con riferimento ai lavoratori per i quali i datori di lavoro abbiano presentato domanda per la procedura di esodo ex articolo 4, Legge n. 92/2012, a far data dal 1° maggio 2015 e per quelli che presentano nuovi programmi di esodo annuali con la medesima decorrenza, vengono fornite istruzioni in ordine alle modalità di composizione del flusso Uniemens.

All’interno dell’elemento <Qualifica1> nel flusso Uniemens, i datori di lavoro di cui si tratta dovranno valorizzare il nuovo valore “V” avente il significato di “Lavoratori in esodo ex art. 4 legge n. 92/2012. Domanda presentata a decorrere dal 1° maggio 2015”.

Inoltre, dovrà essere valorizzato l’elemento <Qualifica2>. Continuerà a non dover essere valorizzato l’elemento <Qualifica3>.

Nell’elemento <TipoLavoratore> verranno indicati, in relazione al Fondo di previdenza cui risulta iscritto il lavoratore esodato, uno dei codici già esistenti.

Per ciascuno dei suddetti lavoratori, all’interno dell’elemento <Dati Retributivi>, dovrà essere valorizzato l’elemento <Imponibile>, indicando l’imponibile sul quale è calcolata la contribuzione correlata e l’elemento <Contributo> in corrispondenza del quale sarà indicato l’importo della contribuzione figurativa correlata da versare (pari all’aliquota di finanziamento del Fondo previdenziale di appartenenza tempo per tempo vigente).

I dati sopra esposti nell’Uniemens saranno riportati, nel DM2013 virtuale ricostruito, nella colonna “somma a debito” con il codice “M161”.

Per completezza, si rammenta, infine, che, in relazione ai lavoratori per i quali le imprese esodanti abbiano già presentato la predetta domanda di accesso (mod. SC77) alla procedura di esodo in data anteriore al 1° maggio 2015, corredata dall’indicazione(mod. SC77) dei lavoratori in uscita nell’anno solare in corso, continueranno ad essere applicabili le disposizioni di cui alla circolare n. 119/2013.

Pertanto, tali lavoratori verranno esposti nel flusso Uniemens valorizzando all’interno dell’elemento <Qualifica1> il valore “T” avente il significato di “Lavoratori in esodo ex art. 4 legge n. 92/2012”. Anche in tal caso, dovrà essere valorizzato l’elemento <Qualifica2>. Continuerà a non dover essere valorizzato l’elemento <Qualifica3>.

 

Vincenzo D’Andò