Diario quotidiano dell'11 giugno 2015: le possibilità di correzione del modello 730

 

 Indice:

 1) Bonus prima casa: condizioni per accedere ai benefici fiscali da valutare al momento dell’acquisto

 2) Revisori inattivi: possibile accedere a tutti gli incarichi previsti dalla legge

 3) Non basta un fondo patrimoniale costituito mediante beni in comunione legale

 4) Cessione del ramo d’azienda: il cessionario risponde in maniera solidale per il mancato pagamento delle   imposte e delle sanzioni

 5) Modello F24: istituita causale contributo per la riscossione dei contributi E.BI.N.I.S.P.

 6) Correzione del 730 o del Modello Unico 2015: provvedimento delle Entrate

 7) Nuove disposizioni sul reato di falso in bilancio

 8) Pubblicata la relazione sullo stato del contenzioso tributario

 

 

1) Bonus prima casa: condizioni per accedere ai benefici fiscali da valutare al momento dell’acquisto

Il contribuente non ha diritto alle agevolazioni fiscali sulla prima casa quando l’abitazione, che nel complesso supera 200 mq, è stata divisa solo dopo il rogito. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 11973 del 9 giugno 2015, ha respinto il ricorso degli acquirenti di un immobile che era stato diviso, dopo l’atto di compravendita, in due unità immobiliari da 150 mq ciascuna. La sezione tributaria ha quindi confermato integralmente il verdetto della C.T.R., che aveva revocato i benefici Iva, spiegando che la fruizione delle agevolazioni tributarie derivanti dall’acquisto della prima casa è collegata dall’art. 2 del dl 12/85, alla possibilità di includere gli immobili trasferiti tra le abitazioni non di lusso secondo i criteri di cui al D.M. 2/8/69.

In altri termini, spiegano i giudici, secondo ragionevolezza ed equità contributiva, al fine di stabilire la spettanza o meno dell’agevolazione, occorre fare riferimento alla nozione di abitazione non di lusso vigente al momento dell’acquisto, e non a quello della costruzione. Dunque, adesso i contribuenti dovranno restituire l’eccedenza dell’Iva.

La pronuncia fa riferimento alla previgente disciplina dell’agevolazione “prima casa” in campo IVA, quando per l’accesso al beneficio era necessario che l’immobile acquistato non fosse qualificabile “di lusso” ai sensi del DM 2 agosto 1969.

Adesso sia in campo IVA sia in materia di imposta di registro, a nulla rilevano, per la spettanza del beneficio, le caratteristiche individuate dal DM 2 agosto 1969, ma sono ammessi al beneficio solo gli immobili ricadenti in specifiche categorie catastali (A2, A3, A4, A5, A6, A7, A11).

Al tempo dei fatti oggetto di causa, invece, l’agevolazione prima casa poteva trovare applicazione solo agli immobili abitativi “non di lusso”. In particolare, il DM 2 agosto 1969, all’art. 5, definiva “di lusso”, le “case composte di uno o più vani costituenti unico alloggio padronale aventi superficie utile complessiva superiore a 200 mq (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e il posto macchina) ed aventi come pertinenza un’area scoperta della superficie di oltre 6 volte l’area coperta”.

 

 

2) Revisori inattivi: possibile accedere a tutti gli incarichi previsti dalla legge

Ai revisori “inattivi” tutti gli incarichi diversi dalla revisione legale. La Ragioneria generale chiarisce che non possono essere create riserve per gli “attivi” ma raccomanda prudenza nel conferire gli incarichi.

Revisori inattivi: niente paletti

E’ possibile accedere a tutti gli incarichi previsti dalla legge, come ad es. la possibilità di potere redigere una perizia di stima nell’ipotesi di trasformazione societaria.

Incarichi diversi dalla revisione legale anche agli iscritti nella sezione inattivi del registro dei revisori. Con una clausola ben precisa: «Gli enti o gli organi che conferiscono incarichi» devono esercitare «tutta la prudenza necessaria» nell’individuare i professionisti. La Ragioneria generale dello stato, che dall’ottobre del 2012 ha eredito dal Consiglio nazionale dei commercialisti la gestione del Registro dei revisori legali,…

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