Finanziamenti dei soci, interessi passivi mai pagati ed antieconomicità della operazione

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 16 maggio 2015

può essere definita antieconomica e quindi discosciuta dal fisco la contabilizzazione di interessi passivi generati dai finaziamenti del socio, che tuttavia non vengono mai riscossi e che pertanto appaiono essere interessi passivi fittizi?

 

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 1010 del 28 gennaio 2015 ha esteso il principio di contestazione di un costo per antieconomicità anche agli interessi passivi.

Nel caso di specie l'Agenzia delle Entrate ricorreva per cassazione avverso la sentenza con la quale la CTR Emilia Romagna, rigettandone l'appello, aveva confermato la sentenza di primo grado che, su ricorso della contribuente, aveva disposto l'annullamento dell'avviso di accertamento avente ad oggetto il recupero a tassazione, tra l'altro, di ricavi non contabilizzati, costi non documentati, costi non di competenza e sopravvenienze passive.

La CTR aveva motivato il rigetto del gravame osservando, quanto ai ricavi, che "l'ufficio ha omesso di verificare in concreto se ... la società avesse avuto o meno un comportamento finalizzato all'occultamento dei ricavi", incombendo invero "all'ufficio provare il proprio assunto" e quanto ai costi non documentati, rappresentati dagli interessi passivi corrisposti per il finanziamento ricevuto dalla controllante e dal riaddebito di una quota parte di spese pubblicitarie sostenute pure dalla controllante, che diversamente da quanto ritenuto dall'ufficio, si trattava di "costi documentati, certi e determinabili" comprovati dalle fatture e, segnatamente i primi, dalle registrazioni a bilancio.

L’Amministrazione Finanziar