Diario fiscale del 28 gennaio 2015: in arrivo una proroga per la nota integrativa in XBRL?

Pubblicato il 28 gennaio 2015



nota integrativa in Xbrl verso la proroga; approvata la bozza per la voluntary disclosure; gestione artigiani e commercianti: pronti i modelli F24 per pagare l’Inps (quarta emissione 2014); termine più ampio per la notifica delle cartelle di pagamento relative alla dichiarazione integrativa; modello standard del contratto di rete: è possibile costituire contratti di rete senza necessità di ricorrere al notaio; IMU terreni montani: fissati nuovi criteri; redazione delle relazioni di corporate governance: tabelle e format 2015; diritto all’equo processo e sanzioni delle autorità indipendenti: spunti di riflessione alla luce della giurisprudenza CEDU

Indice:

 1) Nota integrativa in Xbrl verso la proroga

2) Approvata la bozza per la voluntary disclosure

3) Gestione artigiani e commercianti: pronti i modelli F24 per pagare l’Inps (quarta emissione 2014)

4) Termine più ampio per la notifica delle cartelle di pagamento relative alla dichiarazione integrativa

5) Modello standard del contratto di rete: è possibile costituire contratti di rete senza necessità di ricorrere al notaio

6) IMU terreni montani: fissati nuovi criteri

7) Redazione delle Relazioni di corporate governance: Tabelle e Format 2015

8) Diritto all’equo processo e sanzioni delle autorità indipendenti: spunti di riflessione alla luce della giurisprudenza CED

 

 

1) Nota integrativa in Xbrl verso la proroga

Conto alla rovescia per il deposito dell'intero bilancio nel formato elaborabile Xbrl. Oltre al conto economico e allo stato patrimoniale, dal prossimo 3 marzo diventa, infatti, obbligatorio depositare in formato Xbrl anche la nota integrativa. La nuova tassonomia dovrà essere utilizzata per i bilanci chiusi al 31 dicembre 2014, o successivamente. Questo passaggio epocale, iniziato nel 2010, interesserà un milione di bilanci delle società italiane non quotate.

Questo nel corso dell’incontro tenutosi, a Roma, organizzato dal Cndcec per fare il punto ed affrontare le criticità ancora da sciogliere. A cominciare da un chiarimento relativo alla data del 3 marzo. E, cioè, se questa deve essere intesa come data di approvazione del bilancio o invece data di presentazione. Per i commercialisti l’adempimento in più della nota integrativa potrebbe creare qualche difficoltà visto anche il contemporaneo ingorgo di scadenze fiscali.

La scadenza del 3 marzo 2015, data entro la quale dovranno essere depositati presso il registro delle imprese i bilanci di esercizio chiusi a partire dal 31 dicembre 2014, potrebbe slittare in avanti di 30 giorni.

L’idea, infatti, è quella di configurare la scadenza di marzo non come la data entro cui dovrà essere effettuato il deposito, ma bensì come la data entro la quale l'assemblea della società deve aver approvato il bilancio. Così facendo, all’adempimento del deposito sarebbe possibile adempiere entro i 30 giorni successivi.

 

 

2) Approvata la bozza per la voluntary disclosure

L'Agenzia delle entrate ha approvato la versione aggiornata del modello da utilizzare per la collaborazione volontaria. Per la presentazione delle istanze i professionisti dovranno utilizzare il canale telematico previsto. Il modello potrà essere utilizzato anche per integrare le istanze già presentate. Alla richiesta seguirà una relazione accompagnatoria illustrativa che potrà arrivare nei successivi 30 giorni. Nel modello va specificato se si tratta di disclosure internazionale o nazionali. Inoltre va indicato se ci si avvale della facoltà di accedere alla tassazione dei rendimenti sulla misura forfetaria del 5%, per le regolarizzazioni sotto i due milioni. C’è poi l’obbligo di indicare i soggetti collegati, cioè coloro che presentano la domanda di voluntary disclosure unitamente all’aderente. Nel modello vengono distinte le attività in paesi black list e quelle in paesi black list con accordi per lo scambio di informazioni e le attività in Paesi non black list.

In particolare, il modello prevede:

- la possibilità di chiedere che i rendimenti delle attività finanziarie estere vengano determinati forfettariamente ai sensi dell’art. 5-quinquies, comma 8, D.L. n. 167/1990;

- nel quadro VD l’indicazione:

a) dei soggetti collegati (sezione I)

b) delle attività estere, distintamente per Paesi black list, Paesi black list con accordo per scambio di informazioni e Paesi non black list (sezione II)

c) dei nuovi investimenti all’estero (sezione III)

d) delle attività estere alla data dell’emersione (sezione IV)

e) dei maggiori imponibili e delle ritenute non operate.

Il modello potrà essere utilizzato anche per integrare le istanze già presentate.

 

 

3) Gestione artigiani e commercianti: pronti i modelli F24 per pagare l’Inps (quarta emissione 2014)

Pronti i modelli F24 per pagare l’INPS entro il 16 febbraio 2015. In relazione ad un precedente documento di prassi (circolare n. 19 del 4.2.2014), avente ad oggetto “La contribuzione dovuta per l’anno 2014 dagli Artigiani e dagli Esercenti attività commerciali” l’INPS, con il messaggio n. 593 del 26 gennaio 2015, ha comunicato che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione previdenziale nel corso del 2014 e non già interessati precedentemente da iscrizione previdenziale.

Sono, quindi, stati predisposti i modelli “Delega F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta secondo le disposizioni di cui alla citata circolare del 2014.

I modelli F24 sono disponibili in versione precompilata nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa Dati del modello F24, dove è possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.

È previsto, inoltre, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero loro intermediari delegati, per i quali è conosciuto il recapito email.

CIG: modalità di comunicazione e richiesta di pagamento

L’INPS, con il messaggio n. 591 del 26 gennaio 2015, interviene sulle modalità di comunicazione e richiesta di pagamento da parte dell’Istituto in merito al contributo addizionale dovuto dalle aziende in caso di attivazione di CIG a pagamento diretto.

In particolare, l’INPS precisa che “.(..) è stato realizzato un nuovo flusso procedurale concernente il contributo addizionale relativo a pagamenti diretti CIG il cui rilascio è previsto a breve e verrà comunicato con messaggio contenente le nuove istruzioni operative”.

L’Istituto rende noto che le principali novità consistono nell’invio massivo mensile delle notifiche di pagamento per i soli aggregati (somma dei contributi per sede e matricola), che raggiungono l’importo soglia stabilito che verrà indicato nel suddetto messaggio.

Fondazioni lirico-sinfoniche: “Disposizioni urgenti per la tutela, la valorizzazione e il rilancio dei beni e delle attività culturali e del turismo”

La circolare dell’INPS n. 13 del 27 gennaio 2015, reca le istruzioni relative ai requisiti applicativi dell'articolo 2, comma 11, lettera a), del D.L. 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario”.

 

4) Termine più ampio per la notifica delle cartelle di pagamento relative alla dichiarazione integrativa

E’ più ampio il termine per la notifica delle cartelle di pagamento relative alla dichiarazione integrativa.

Lo rileva l’Agenzia delle entrate, nella propria guida pubblicata il 27 gennaio 2015 ed incentrata sulle cartelle di pagamento e mezzi di riscossione coattiva.

Difatti, la La legge di stabilità 2015 (Legge n. 190/2014) ha previsto un termine più ampio per la notifica delle cartelle di pagamento che si riferiscono a una dichiarazione integrativa o, se non è prevista una dichiarazione, nei casi di regolarizzazione di errori ed omissioni (ravvedimento).

In questi casi, limitatamente agli elementi oggetto di integrazione, il termine per notificare una cartella di pagamento derivante dall’attività di liquidazione e di controllo formale delle dichiarazioni integrative presentate per correggere errori ed omissioni decorre dalla data di presentazione di queste dichiarazioni e non di quelle originarie.

Per il recupero delle somme erroneamente rimborsate (maggiorate degli interessi), invece, la relativa cartella di pagamento è notificata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui è stato disposto il rimborso non spettante o, se il termine è più ampio, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione.

Pagamento a rate delle cartelle

I contribuenti che non hanno la possibilità di pagare in un’unica soluzione il debito indicato nella cartella di pagamento, possono rivolgersi agli Agenti della riscossione per ottenerne la rateazione.

E’ possibile richiedere, alternativamente:

- un piano di rateazione ordinario fino a un massimo di 72 rate mensili (6 anni), in caso di temporanea situazione di obiettiva difficoltà;

- un piano di rateazione straordinario fino ad un massimo di 120 rate mensili (10 anni), in caso di comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, per ragioni estranee alla propria responsabilità.

Per debiti fino a 50 mila euro si può ottenere la rateizzazione con domanda semplice, senza la necessità di dover allegare alcuna documentazione comprovante la situazione di difficoltà economica.

Compensazione tra le cartelle e i crediti d’imposta

E’ prevista la possibilità di estinguere le cartelle di pagamento, relativamente a tributi erariali (imposte sui redditi e addizionali, Iva, Registro e altri tributi indiretti, Irap, ecc.) e relativi oneri accessori (compresi gli aggi e le spese a favore dell’agente della riscossione) mediante compensazione con crediti relativi alle imposte erariali stesse.

Per fare ciò, bisogna utilizzare, nei sessanta giorni dalla notifica (pagamento tempestivo), il modello F24 Accise (codice tributo RUOL).

Se il pagamento riguarda solo una parte delle somme dovute, il contribuente può presentare a Equitalia un modulo specifico (reperibile sul sito di Equitalia), con cui dichiara l’avvenuto pagamento in compensazione tramite F24 Accise e indica eventualmente a quale parte del debito erariale imputare il pagamento.

In quest’ultimo caso, la scelta dei debiti da compensare va effettuata:

- entro 3 giorni dal conferimento della delega di pagamento, se il contribuente presenta il modello F24 Accise tramite banche, poste ed Entratel;

- contestualmente, se il contribuente presenta l’F24 Accise agli sportelli dell’Agente della riscossione.

 

 

5) Modello standard del contratto di rete: è possibile costituire contratti di rete senza necessità di ricorrere al notaio

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il D.M. 7 gennaio 2015, ha tipizzato il modello standard per la trasmissione dei contratti di rete al Registro delle Imprese. La previsione di tale modello standard fa quindi venire meno l’obbligo per i contraenti di rivolgersi al notaio per perfezionare un contratto di rete.

La novità più rilevante introdotta dal predetto DM consiste nella possibilità di costituire contratti di rete senza necessità di ricorrere al notaio.

Le parti contraenti possono, infatti, ora decidere di utilizzare il modello di contratto di rete standard tipizzato dallo stesso Ministero e dunque di avvalersi di una procedura di costituzione telematica guidata.

Il modello di contratto standard, chiaramente più rigido e meno adattabile alle specifiche esigenze dei singoli contraenti rispetto al contratto notarile, prevede comunque non solo le principali clausole (indefettibili) ma, ad esempio, consente anche alle parti di introdurre la facoltà di recedere dal contratto e di indicare le relative clausole nonchè la modificabilità a maggioranza del programma e di conseguenza le regole stabilite per l’assunzione delle decisioni di modifica del programma di rete. Questa annotazione in particolare è alquanto rilevante tenuto conto non solo della frequenza delle modifiche, specie soggettive, del contratto di rete, ma anche delle più recenti disposizioni normative ch consentono di indicare un’impresa designata che opera da sola e per conto di tutte le imprese della rete.

Il modello standard di contratto deve essere firmato digitalmente da tutti i contraenti ed è quindi trasmesso mediante la modulistica appena approvata al Registro delle imprese.

 

 

6) IMU terreni montani: fissati nuovi criteri

Con il Decreto legge n. 4 del 24 gennaio 2015, recante misure urgenti in materia di esenzione Imu, pubblicato in G.U. ed entrato in vigore lo stesso 24 gennaio, il Governo ha ridefinito i criteri di tassazione dei terreni agricoli ubicati nei Comuni montani.

A decorrere dal 2015, ma i medesimi criteri il decreto li rende applicabili - se più favorevoli - anche all'anno d'imposta 2014, l'esenzione Imu si applica:

ai terreni agricoli e non coltivati, ubicati nei Comuni risultanti "totalmente montani" dall'elenco dei Comuni italiani predisposto dall'Istat, reperibile al link: http://www.istat.it/it/archivio/6789;

ai terreni agricoli e non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, di cui all'art. 1 D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, iscritti nella previdenza agricola, ubicati nei Comuni risultanti "parzialmente montani" nel medesimo elenco Istat.

Si torna indietro, dunque, al concetto di "montagna legale", già utilizzato nell'elenco allegato alla Circolare n. 9 del 14 giugno 1993, ma facendo riferimento alla lista Istat aggiornata.

I comuni vengono classificati in:

totalmente montani, nei quali i predetti terreni godranno sempre dell'esenzione;

parzialmente montani, nei quali i terreni anzidetti risulteranno esenti solo per coltivatori diretti e IAP iscritti nella previdenza agricola;

non montani, nei quali detti terreni sconteranno l'imposta, indipendentemente dalla qualifica soggettiva di chi lo possiede e conduce.

Per l'individuazione del regime IMU applicabile al terreno è necessario quindi accedere al sito dell'Istat al link http://www.istat.it/it/archivio/6789 e verificare il codice riportato nella colonna "R" rubricata "comune montano", che potrà essere "T" (totalmente montano - esente IMU); "NM" (non montano - sempre tassato IMU) o "P" (parzialmente montano - tassato in base alla qualifica del possessore e conduttore).

Per l'anno 2014 è stata inoltre introdotta una sorta di clausola di salvaguardia. L'IMU, infatti, non è comunque dovuta per quei terreni che erano esenti in virtù del D.M. 28 novembre 2014 e che invece ora risultano imponibili per effetto dell'applicazione dei nuovi criteri di cui al D.L. 4/2015.

Tenendo conto di tale eccezione, comuni come Girasole, Loceri, Lotzorai, Tortolì, Setzu, Tulli, Villamassargia e Andria, ritenuti, in base ai vecchi criteri (altitudine del centro storico - colonna "P"), esenti sempre, saranno tassati dal 2015 con i nuovi criteri (classificazione del comune come "P" - parzialmente montano in colonna R), se condotti e posseduti da contribuenti che non hanno la qualifica di CD o IAP iscritto nella previdenza agricola.

Ecco in tali casi scatta la clausola di salvaguardia: per il 2014 saranno considerati in via eccezionale esenti da IMU (nulla dovranno versare il prossimo 10 febbraio 2015), mentre dal 2015 occorrerà verificare la qualifica soggettiva di chi li possiede e conduce (procedendo all'eventuale versamento alle consuete scadenze di giugno e dicembre 2015).

D'altro canto, comuni come Tertenia, Triei, Urzulei, Arbus, Gonnosfanadiga, Guspini, Villacidro, Buggerru, Carbonia, Domusnovas, Fluminimaggiore, Iglesias, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Santadi, Tratalias, Villaperuccio, Amandola e Montelparo, che risultano secondo il vecchio criterio (altitudine del centro storico) tassati (salvo verificare la qualifica del possessore), in base al nuovo riferimento sono considerati comuni totalmente montani ("T" nella colonna R) e dunque esenti in ogni caso.

Per i terreni ivi ubicati non dovrà pertanto essere versato nulla il prossimo 10 febbraio 2015 a titolo di IMU 2014.

Il gettito e le complicazioni - La riduzione dei comuni assoggettati ad imposta (si passa dai precedenti 3.456 agli attuali 1.498) rischia di creare dei problemi di gettito, dal momento che, secondo i calcoli del Governo, i nuovi criteri dovrebbero portare un gettito di 270 milioni a fronte dei 350 milioni precedentemente previsti.

Fra l'altro i terreni coinvolti sono collocati in prevalenza in collina ed in montagna e spesso risultano incolti con reddito dominicale assolutamente scarso. Su di esso si calcola l'imposta, per cui l'importo dovuto risulta il più delle volte irrisorio ed in taluni casi anche al di sotto della soglia minima prevista per il versamento.

I professionisti avranno ancora una volta pochissimi giorni per verificare il regime applicabile, calcolare l'imposta, stampare le deleghe di versamento e consegnarle ai propri clienti, atteso che gli enti locali non hanno alcun obbligo di fornire modelli pre-compilati.

Si tratta dell'ennesimo tour de force a carico di contribuenti e professionisti per rispettare le scadenze ed effettuare gli adempimenti in modo corretto. Senza contare, visti i tempi abbastanza ristretti, che difficilmente le case di software riusciranno a mettere a disposizione dei professionisti i programmi che consentirebbero di evitare il ricorso ai calcoli manuali.

Il tutto viene aggravato dalle lacune del Catasto, che spesso non riporta dati aggiornati ai trasferimenti successori nel caso di piccoli terreni montani, magari abbandonati da anni. Non a caso l'imposta su tali terreni è stata definita "tassa sui rovi".

Il calcolo dell'IMU di febbraio - Per i terreni agricoli soggetti all'imposta, l'IMU relativa al 2014, da versare entro il prossimo 10 febbraio, va determinata nel seguente modo: si parte dal reddito dominicale, si rivaluta del 25% ed al risultato si applica poi il coefficiente 135 se il proprietario non ha la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale(Iap). Si applicherà invece il coefficiente 75 nel caso di proprietari in possesso delle predette qualifiche. Infine si applica l'aliquota deliberata dal comune o in mancanza quella del 7,6 per mille.

Ravvedimento - Scaduto il termine del 10 febbraio 2015, il contribuente può sanare l'eventuale omesso versamento, avvalendosi comunque dello strumento del ravvedimento operoso (appena modificato dalla Legge di Stabilità 2015).

(Fonadazione Nazionale Commercialisti, comunicato stampa del 27 gennaio 2015)

 

 

7) Redazione delle Relazioni di corporate governance: Tabelle e Format 2015

Assonime pubblica la versione aggiornata delle Tabelle relative alla composizione e al funzionamento del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, elaborate in collaborazione con Borsa Italiana SpA. Con l’aggiornamento sono state inserite alcune informazioni relative all’anno di nascita e alla data di prima nomina dei componenti degli organi di amministrazione e controllo, nonché al ruolo da essi ricoperto.

Il 22 gennaio 2015, Borsa Italiana SpA ha pubblicato la nuova edizione del Format per la redazione della relazione sul governo societario e gli assetti proprietari che fornisce agli emittenti uno strumento per la verifica della natura e del contenuto delle informazioni da inserire nella relazione di corporate governance (art. 123-bis del TUF) e/o per i controlli di competenza del collegio sindacale (art. 149, comma 1, lettera c-bis del TUF). L’utilizzo del Format non risulta in alcun modo obbligatorio ai fini di tali adempimenti.

Le novità apportate alla nuova edizione del Format sono state adottate al fine di recepire le ultime modifiche apportate al Codice di autodisciplina, approvate dal Comitato per la Corporate Governance nel luglio del 2014. Come negli anni precedenti, il Format contiene anche le tabelle per l’indicazione delle informazioni sugli assetti proprietari e le tabelle sulla struttura del consiglio di amministrazione, dei comitati e del collegio sindacale (elaborate in collaborazione con Assonime) e l’allegato che fornisce indicazioni per la compilazione del paragrafo sulle “Principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria” ex art. 123-bis, comma 2, lett. b) del TUF.

Tra le novità dell’edizione 2015 del Format segnaliamo: i) le modifiche apportate al principio guida IV in merito alla corretta applicazione del principio comply or explain; ii) in materia di board evaluation, sia la possibilità di modulare il procedimento di autovalutazione alla durata triennale del mandato del consiglio, con modalità differenziate nei tre anni (commento all’articolo 1 del Codice), sia l’identificazione dei consulenti esterni eventualmente utilizzati dal consiglio di amministrazione ai fini della propria autovalutazione (criterio applicativo 1.C.1., lett. g); iii) l’indicazione di adeguati approfondimenti effettuati a cura del presidente laddove, in casi specifici, non sia stato possibile fornire la necessaria informativa pre-consiliare con congruo anticipo (commento all’art. 1 del Codice); iv) l’estensione dell’ambito delle induction session anche al quadro “autoregolamentare” di riferimento (criterio applicativo 2.C.2.); v) l’opportunità di spiegare le ragioni della scelta di approcci alternativi rispetto a quanto raccomandato dal Codice di autodisciplina anche nel caso di diversa distribuzione delle funzioni attribuite ai vari comitati endoconsiliari (commento all’art. 4 del Codice); vi) la pubblicazione, mediante comunicato diffuso al mercato, di informazioni dettagliate in merito all’eventuale attribuzione o riconoscimento di indennità e/o altri benefici in occasione della cessazione della carica e/o dello scioglimento del rapporto con un amministratore esecutivo o un direttore generale (principio 6.P.5.), secondo lo schema indicato nel criterio applicativo 6.C.8.; vii) la previsione di clausole di claw-back nell’ambito della politica per la remunerazione (criterio applicativo 6.C.1., lett. f).

(Assonime, nota del 27 gennaio 2015)

 

 

8) Diritto all’equo processo e sanzioni delle autorità indipendenti: spunti di riflessione alla luce della giurisprudenza CEDU

Assonime ha pubblicato il Note e Studi 1-2015 del 27/01/2015 sul diritto all’equo processo e sanzioni delle autorità indipendenti: spunti di riflessione alla luce della giurisprudenza CEDU.

Le pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo nei casi Menarini e Grande Stevens offrono l’occasione per riflettere in una prospettiva di sistema su come rafforzare nel nostro ordinamento i presidi di garanzia nei procedimenti di competenza delle autorità indipendenti.

La giurisprudenza della Corte evidenzia anzitutto la necessità di un controllo giurisdizionale completo e approfondito sui provvedimenti sanzionatori di natura sostanzialmente penale delle autorità indipendenti, con la possibilità per l’interessato di partecipare alle udienze che lo riguardano. La pienezza del controllo non può dipendere dalla disponibilità del giudice di volta in volta adito, ma deve costituire un principio saldamente radicato nel sistema.

Un secondo profilo, affrontato in particolare nella sentenza Grande Stevens, riguarda le garanzie che dovrebbero accompagnare i procedimenti amministrativi al fine di assicurare il rispetto dell’articolo 6 della CEDU. Questo ‘Note e studi’ sottolinea che aumentare le garanzie procedurali significa migliorare la qualità della decisione amministrativa e quindi ridurre la necessità di un successivo intervento del giudice, con chiari benefici per il funzionamento complessivo della giustizia. L’obiettivo è trovare il punto di equilibrio tra l’attuazione piena del contraddittorio e le esigenze di economicità ed efficienza dell’attività di controllo e repressione degli illeciti svolta dalle autorità.

Utili spunti possono essere tratti da alcune pratiche virtuose che stanno emergendo a livello europeo in tema di garanzie procedurali: nelle procedure sanzionatorie dell’ESMA è prevista la possibilità per l’organo giudicante di sentire l’interessato in audizione prima di assumere la decisione; in materia antitrust, la Commissione europea include nella comunicazione degli addebiti informazioni relative all’intenzione di irrogare un’ammenda e agli elementi rilevanti al fine della sua quantificazione, così da consentire il contraddittorio anche per questo aspetto.

 

Vincenzo D’Andò