Diario fiscale del 31 ottobre 2014: la Legge di Stabilità 2015 cambia ancora la norma sulla sospensione dei termini processuali

Pubblicato il 31 ottobre 2014



contenzioso tributario: nuovamente modificata la sospensione feriale termini; notifica: è possibile riscuotere all’estero; utilizzabilità del questionario nell’ambito della procedura di accertamento fiscale anche in contenzioso tributario; novità alle Entrate: cambiano i vertici; attivato l’Ufficio delle dogane di Genova 1 e 2; start-up innovative: iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese; F24 anomali: messaggio Inps; trattamenti di mobilità in deroga: errata corrige del Welfare; non è lavoro subordinato l’operato del consulente che svolge mansioni in azienda; i mancati pagamenti dei clienti non “riparano” dagli studi di settore

 

Indice:

 1) Contenzioso tributario: nuovamente modificata la sospensione feriale termini

 2) Notifica: è possibile riscuotere all’estero

 3) Utilizzabilità del questionario nell’ambito della procedura di accertamento fiscale anche in contenzioso tributario

 4) Novità alle Entrate: cambiano i vertici

 5) Attivato l’Ufficio delle dogane di Genova 1 e 2

 6) Start-up innovative: iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese

 7) Modelli F24 anomali: messaggio Inps

 8) Trattamenti di mobilità in deroga: errata corrige del Welfare

 9) Non è lavoro subordinato l’operato del consulente che svolge mansioni in azienda

 10) I mancati pagamenti dei clienti non “riparano” dagli studi di settore

 

1) Contenzioso tributario: nuovamente modificata la sospensione feriale termini

La modifica è stata inserita nel DDL di conversione del D.L. 132/2014. Difatti, il citato DDL, di conversione del D.L. n. 132/2014 in materia di giustizia civile, trasmesso alla Commissione Giustizia della Camera dopo il via libera del Senato con voto di fiducia, modifica nuovamente, in seno al contenzioso tributario, la sospensione feriale termini.

Meritevole, dunque, di attenzione è la sospensione feriale dei termini (e il processo esecutivo, prima ristretta dal 6 al 31 agosto di ciascun anno) che torna a decorrere dal 1° agosto, con conseguente recupero al normale fluire delle attività processuali.

Per il processo esecutivo, invece, il termine per iscrivere a ruolo la procedura viene elevato da 10 a 15 giorni; viene stabilito che per l’esecuzione forzata su autoveicoli, motoveicoli e rimorchi è competente il giudice del luogo in cui il debitore ha residenza, domicilio, dimora o sede; viene disciplinato il loro pignoramento, da eseguire con notificazione al debitore e successiva trascrizione di un atto in cui si indichino esattamente, con gli estremi richiesti dalla legge speciale per la loro iscrizione nei pubblici registri e con l’ingiunzione fatta al debitore di non sottrarre alla garanzia del credito ciò che è stato pignorato.

 

 

2) Notifica: è possibile riscuotere all’estero

L'agente della riscossione italiano può prendere in carico richieste di notifica provenienti da stati membri dell'Unione europea e avrà sei mesi di tempo per adempiere al compito.

Questo a seguito di quanto é contenuto nel Decreto 21 ottobre 2014 del Ministero dell’Economia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 252 del 29 ottobre 2014, recante “Modalità procedurali per l'affidamento all’gente della riscossione territorialmente competente dell’attività di notifica”.

L’agente della riscossione territorialmente competente dà corso alla notifica entro sei mesi dalla data in cui ha ricevuto la documentazione ovvero entro il diverso termine eventualmente indicato dall'autorità richiedente. Una volta eseguita la notifica, l’agente della riscossione invia, entro i cinque giorni lavorativi successivi alla data di acquisizione dell'esito della notifica stessa, al servizio di collegamento, sempre tramite Pec, una comunicazione di cui il servizio informerà l’autorità straniera richiedente Il sistema funziona ovviamente anche in senso inverso. Vale a dire che i comuni, le province e le regioni possono inviare in via telematica al servizio di collegamento la richiesta di notifica da inoltrare all’autorità dello stato membro in cui deve avvenire la riscossione. Se una richiesta non può essere trasmessa tramite la rete Ccn, la stessa viene inviata per posta raccomandata o elettronica. In tal caso, la richiesta di notifica deve essere firmata dal responsabile o da un funzionario, debitamente autorizzato a tal fine, del servizio di collegamento.

Ocse rafforzata la voluntary

I rappresentanti di 51 Paesi e giurisdizioni facenti parte del Global forum dell’Ocse sulle questioni fiscali hanno siglato il 29 ottobre 2014 a Berlino l’accordo che prevede la fine del segreto bancario a partire dal 2017. Aumenta dunque, con lo scambio di informazioni fiscali, la probabilità di essere individuati per chi ha capitali nascosti all’estero ponendo quindi l’alternativa offerta dall’autodenuncia inserita nella procedura di collaborazione volontaria come ultimo treno per la tranquillità fiscale.

3) Utilizzabilità del questionario nell’ambito della procedura di accertamento fiscale anche in contenzioso tributario

Sono utilizzabili in giudizio dal contribuente i documenti che non ha potuto esibire all’ufficio in sede amministrativa perché non a sua disposizione.

Inoltre, l’Amministrazione finanziaria deve indicare il termine entro il quale il cittadino è tenuto a rispondere ai chiarimenti.

Questi i principi affermati dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 22946 del 29 ottobre 2014, ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

La vicenda riguarda un imprenditore che non aveva prodotto in sede amministrativa alcuni documenti perché ancora in possesso dell’Inps.

Tale contribuente li aveva poi utilizzati e prodotti in giudizio. Per la Suprema Corte non sussiste alcuna irregolarità nel procedimento seguito. Infatti, ha spiegato la sezione tributaria, se è necessario che l’amministrazione, con l’invio del questionario, fissi un termine minimo per l’adempimento degli inviti o delle richieste, avvertendo delle conseguenze pregiudizievoli che derivano dall’inottemperanza alle stesse, in caso di mancato rispetto della suddetta sequenza procedimentale, non è invocabile la sanzione dell’inutilizzabilità della documentazione esibita dal contribuente solo con l’introduzione del processo tributario, trattandosi di obblighi di informativa espressione del medesimo principio di lealtà, il quale deve connotare, come si evince dagli articoli 6 e 10 dello Statuto del contribuente, l’azione dell’ufficio.

4) Novità alle Entrate: cambiano i vertici

Marco Di Capua e Salvatore Lampone lasciano le Entrate. I ringraziamenti dell’Agenzia per il lavoro svolto. L’Agenzia delle Entrate ringrazia Marco Di Capua per il grande lavoro svolto in 12 anni di servizio, prima come Direttore centrale dell’Accertamento, poi al vertice di Amministrazione, pianificazione e controllo e infine come Vicario del Direttore. Il Direttore Rossella Orlandi, i Direttori centrali, i dirigenti e tutti i dipendenti dell’Agenzia salutano con gratitudine e stima un funzionario dello Stato che, con le sue doti umane e le sue competenze manageriali di elevatissimo livello, ha contribuito alla sviluppo dell’Amministrazione finanziaria. Di Capua lascia l’Agenzia per assumere, dall’1 novembre, il ruolo di responsabile Internal audit in Finmeccanica.

“Marco Di Capua - ha dichiarato il Direttore, Rossella Orlandi - ha accompagnato lo sviluppo della nostra Amministrazione interpretando sempre con professionalità e dedizione gli incarichi che gli sono stati affidati. Credo di esprimere il pensiero di tutti i nostri funzionari se dico che è anche grazie al lavoro di Di Capua che l’Agenzia è diventata la realtà che oggi conosciamo: un’Amministrazione moderna ed efficiente al servizio dei cittadini di questo Paese”.

Dall’1 novembre lascia l’Amministrazione finanziaria anche Salvatore Lampone.

In Agenzia dal 2012, prima come Direttore centrale Accertamento e successivamente al vertice della Direzione Audit e Sicurezza, Lampone va ad assumere la carica di responsabile Risk management in Finmeccanica. Anche a lui vanno i ringraziamenti e un caloroso saluto da parte di tutta l’Amministrazione.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 126 del 29 ottobre 2014)

 

 

5) Attivato l’Ufficio delle dogane di Genova 1 e 2

Istituito e attivato l’Ufficio delle dogane di Genova 1 e attivato l’Ufficio delle dogane di Genova 2.

Questo tramite la Determinazione del Direttore dell’Agenzia delle dogane n. 25695/RU del 29 ottobre 2014 (pubblicata il 30 ottobre 2014).

A decorrere dal 1° dicembre 2014 viene soppresso l’Ufficio delle dogane di Genova. Dalla stessa data viene istituito e attivato, in via sperimentale per la durata di un anno, l’Ufficio delle dogane di Genova 1 e viene attivato, in via sperimentale per la durata di un anno, l’Ufficio delle dogane di Genova 2 entrambi dipendenti dalla Direzione interregionale delle dogane per la Liguria, il Piemonte e la Valle d’Aosta.

L’Ufficio delle dogane di Genova 1 comprende la Sezione operativa territoriale di Passo Nuovo e i relativi uffici satellite del soppresso Ufficio delle dogane di Genova.

L’Ufficio delle dogane di Genova 1 assume competenza in materia doganale sul territorio dei seguenti municipi del Comune di Genova:

- Genova Centro Est (I),

- Genova Centro Ovest (II),

- Genova Bassa Val Bisagno (III),

- Genova Media Val Bisagno (IV),

- Genova Medio Levante (VIII),

- Genova Levante (IX).

L’Ufficio delle dogane di Genova 1 assume, altresì, competenza in materia doganale sul territorio dei seguenti Comuni della provincia di Genova: Avegno, Bargagli, Bogliasco, Borzonasca, Camogli, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Chiavari, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure, Davagna, Fascia, Favale di Malvaro, Fontanigorda, Gorreto, Lavagna, Leivi, Lorsica, Lumarzo, Mezzanego, Moconesi, Moneglia, Montebruno, Ne, Neirone, Orero, Pieve Ligure, Portofino, Propata, Rapallo, Recco, Rezzoaglio, Rondanina, Rovegno, San Colombano Certenoli, Santa Margherita Ligure, Santo Stefano d’Aveto, Sestri Levante, Sori, Torriglia, Tribogna, Uscio e Zoagli.

L’Ufficio delle dogane di Genova 2 comprende le sezioni di Voltri e Aeroporto e i relativi uffici satelliti del soppresso Ufficio delle dogane di Genova.

L’Ufficio delle dogane di Genova 2 assume competenza in materia doganale sul territorio dei seguenti municipi del Comune di Genova:

- Genova Valpolcevera (V),

- Genova Medio Ponente (VI),

- Genova Ponente (VII).

L’Ufficio delle dogane di Genova 2 assume, altresì, competenza in materia doganale sul territorio dei seguenti Comuni della provincia di Genova: Arenzano, Busalla, Campo Ligure, Campomorone, Casella, Ceranesi, Cogoleto, Crocefieschi, Isola del Cantone, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Ronco Scrivia, Rossiglione, Sant’Olcese, Savignone, Serra Riccò e Tiglieto, Valbrevenna e Vobbia.

L’Ufficio delle dogane di Genova 2 assume le competenze in materia di accise del soppresso Ufficio delle dogane di Genova.

 

 

6) Start-up innovative: iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese

Secondo il parere del Ministero dello Sviluppo Economico n. 169135 del 29 settembre 2014, la domanda di iscrizione di una start-up innovativa di nuova costituzione nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese deve essere sempre accompagnata anche dalla denuncia dell’avvio dell’attività di sviluppo, produzione e commercializzazione dei prodotti o servizi innovativi, specificando la natura dei prodotti o servizi in questione e allegando le autorizzazioni o comunicazioni eventualmente richieste.

Al registro delle imprese compete verificare la corretta compilazione ed allegazione di tutti i documenti e moduli previsti; non gli compete, al contrario, valutare il merito delle dichiarazioni rese in sede di richiesta di iscrizione nella sezione speciale.

7) Modelli F24 anomali: messaggio Inps

Ecco come rimediare in presenza di Modelli F24 anomali. L’Inps, con il messaggio n. 8080 del 28 ottobre 2014, ha esaminato la problematica riguardante la gestione dei modelli F24 anomali in cui siano presenti incoerenze tra il codice fiscale e la posizione contributiva.

Infatti, ad eccezione di alcune tassative eccezioni previste dalla legge, il soggetto che effettua la delega (i cui dati sono esposti nella sezione “CONTRIBUENTE” del modello F24) deve coincidere con il soggetto beneficiario del pagamento ai fini contributivi (i cui dati sono esposti nella “SEZIONE INPS”).Tutte le attuali procedure di gestione delle deleghe di pagamento evidenziano queste incongruenze bloccando gli F24, ma gli operatori possono “normalizzare” l’anomalia attraverso la conferma, la forzatura o la correzione dei dati della delega stessa, così che il pagamento venga abbinato ed attribuito al soggetto contribuente.

Tuttavia, a parere dell’Inps, tali operazioni (conferme, forzature o correzioni), devono essere effettuate solo previa istruttoria che attesti un legame sostanziale tra i due soggetti (ad esempio l’utilizzo della partita IVA al posto del codice fiscale) ovvero qualora l’incongruenza sia imputabile ad errori materiali di compilazione o sia giustificata da rapporti di fusione, incorporazione, co-obbligazione, intervento sostitutivo ecc., tra i soggetti.

Se necessario, saranno contattati anche i contribuenti per rappresentare i motivi del versamento anomalo.

Particolare attenzione, conclude l’Inps, sarà posta in presenza di compensazioni tra crediti di altro Ente (di solito Erario) e debiti Inps, poiché tali situazioni potrebbero nascondere forme illecite di adempimento degli obblighi contributivi o vere e proprie truffe.

 

 

8) Trattamenti di mobilità in deroga: errata corrige del Welfare

Trattamenti di mobilità in deroga: errata corrige del Ministero del Lavoro. Nella comunicazione del 29 ottobre 2014 pubblicata sul sito www.lavoro.gov.it il Ministero del Lavoro rende nota la correzione apportata all’articolo 6, punto 3 del Decreto interministeriale n. 83473/2014, che ha definito i nuovi criteri per l’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga.

In base alla modifica apportata è stata estesa anche ai trattamenti di mobilità (oltre che a quelli di CIG in deroga) la possibilità per le Regioni/Provincie Autonome di disporne la concessione, anche in deroga ai nuovi criteri stabiliti dagli articoli 2 e 3 del Decreto interministeriale n. 83473/2014, esclusivamente entro il limite di spesa di euro 70.000.000 e comunque in misura non superiore al 5% delle risorse ad esse attribuite. Pertanto, con riferimento alle risorse finanziarie già assegnate per l'anno 2014, ciascuna Regione/Provincia Autonoma può disporre della quota del 5% anche al fine di concedere trattamenti di mobilità in deroga.

 

 

9) Non è lavoro subordinato l’operato del consulente che svolge mansioni in azienda

Niente subordinazione per il consulente che compila i fogli-orario dell’azienda e riceve email.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23021 del 29 ottobre 2014, ha stabilito che gli incarichi svolti dal professionista risultano compatibili con un’attività di lavoro autonomo, rispetto alla quale è ammessa la compilazione dei fogli-orario funzionale al compenso, che non mostra incrementi progressivi ma andamenti variabili.

Secondo la Suprema Corte non ha, dunque, natura subordinata il rapporto esistente con il consulente, soltanto perché questi compila i fogli-orario dell’azienda e riceve e-mail dai funzionari, dal momento che i moduli-orario sono funzionali al calcolo del compenso ed i messaggi email non contengono direttive vincolanti, ma esclusivamente indicazioni tecniche.

 

 

10) I mancati pagamenti dei clienti non “riparano” dagli studi di settore

Anche in presenza di ritardati pagamenti da parte dei clienti si è sottoposti all’accertamento sulla base degli studi di settore.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22950 del 29 ottobre 2014, che ha capovolto la decisione della Commissione Tributaria Regionale poiché favorevole al contribuente.

Dunque, la Suprema Corte ha contestato l’operato della C.T.R. della Campania che aveva accolto il ricorso presentato da un professionista, cui l’Agenzia delle entrate aveva applicato un accertamento basato sugli studi di settore.

Dal canto suo, la Cassazione ha accolto il controricorso presentato dall’Amministrazione finanziaria poiché non rileverebbe a favore del contribuente il sistema di cassa adottato ed avendo il contribuente fornito elementi contradditori rispetto alle elaborazioni matematico-statistiche fornite dagli studi.

 

Vincenzo D’Andò