Diario fiscale del 17 febbraio 2014: tutte le novità del CUD 2014

Pubblicato il 17 febbraio 2014



affitto in contanti sotto mille euro; CUD 2014: tutte le novità; danno biologico: aumentate del 7,57% le indennità INAIL; comunicazione nominativo rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; controversie societarie: competenza territoriale; Cassazione: accertamento sulla base degli studi di settore; tassazione applicabile agli atti di risoluzione per mutuo consenso di un precedente atto di donazione; IRDCEC: osservatorio economico di dicembre 2013

 

 Indice:

 1) Affitto in contanti sotto mille euro

 2) CUD 2014: tutte le novità

 3) Danno biologico: aumentate del 7,57% le indennità INAIL

 4) Comunicazione nominativo rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

 5) Controversie societarie: competenza territoriale

 6) Cassazione: accertamento sulla base degli studi di settore

 7) Tassazione applicabile agli atti di risoluzione per mutuo consenso di un precedente atto di donazione

 8) IRDCEC: osservatorio economico di dicembre 2013

 

1) Affitto in contanti sotto mille euro

Niente sanzioni antiriciclaggio per chi paga l’affitto in contanti. Il MEF, a seguito di quanto disposto dalla Legge di stabilità 2014, ha precisato che fino a 999,99 euro la modalità di pagamento è libera.

Ai fini dell’erogazione delle sanzioni comminate dal decreto antiriciclaggio rileva unicamente il limite di mille euro stabilito dall’art. 49 del D.Lgs. 23/2007. In sostanza, nessuna sanzione potrebbe essere irrogata al conduttore che paga un canone di locazione in contanti per una somma comunque inferiore a mille euro. Ciò poiché il decreto antiriciclaggio prevede una sanzione amministrativa dall’1 al 40% della somma trasferita soltanto in capo a chi trasferisce denaro contante o titoli al portatore in euro o valuta estera sopra la soglia di 999,99 euro. Per la tracciabilità il Ministero ritiene sufficiente la semplice prova documentale costituita dalla ricevuta del proprietario.

Dunque, le sanzioni previste dal D.Lgs. n. 231/2007 scatteranno solo al superamento della soglia dei 1.000 euro, come avviene per qualsiasi altra operazione.

Tutto é cominciato con la Legge di Stabilità 2014: l’art. 1, comma 50 della Legge n. 147/2013 ha disposto che dallo scorso 1° gennaio i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, esclusi quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, debbano essere corrisposti obbligatoriamente “in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità”. Tra gli operatori, tuttavia, non era chiaro a quali sanzioni vada incontro chi, nonostante il divieto normativo, effettui comunque il versamento in contanti. Su indicazione dell’Agenzia delle entrate è stato così interpellato il MEF. La legge di Stabilità ha modificato l’art. 12 del D.L. n. 201/2011, che a sua volta interveniva sul D.Lgs. n. 231/2007 (antiriciclaggio). Nel parere, il Ministero precisa però che ai fini dell’irrogazione delle sanzioni antiriciclaggio “rileva unicamente il limite stabilito dall’articolo 49 del citato decreto”. Vale a dire la soglia di 1.000 euro. Al pagamento degli affitti in contanti non potranno quindi essere comminate le sanzioni stabilite dall’art. 58 del D.Lgs. n. 231/2007, che vengono calcolate su base percentuale, con un minimo di 3 mila euro. Il MEF ha puntualizzato anche le modalità con le quali garantire la tracciabilità delle eventuali locazioni saldate in contanti. Il parere ministeriale precisa che la tracciabilità “può ritenersi soddisfatta fornendo una prova documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determinata somma di denaro contante al pagamento del canone di locazione, anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali necessaria all'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali previste dalla legge a vantaggio delle parti contraenti”.

 

2) CUD 2014: tutte le novità

Il 15 gennaio scorso è stato approvato il nuovo schema di certificazione unica dei rapporti di lavoro dipendente, equiparati e assimilati: il “CUD 2014” con le relative istruzioni per la compilazione.

La Circolare n. 3/2014 della Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro esamina tutte le novità che interessano le aziende per la consegna del modulo entro il prossimo 28 febbraio; in particolare i contributi per l’assistenza sanitaria e la previdenza complementare.

Con il provvedimento direttoriale del 15 gennaio 2014, è stato approvato lo schema di certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, equiparati e assimilati “CUD 2014”, insieme alle relative istruzioni per la compilazione. Da un’analisi della nuova emergono alcune novità di particolare rilievo che interesseranno le attività di aziende e consulenti del lavoro nella predisposizione del modello di certificazione da consegnare nel mese di febbraio 2014.

Queste alcune delle novità di maggior rilievo.

Contributi per assistenza sanitaria: annotazione AU

La novità introdotta quest’anno riguarda una nuova casistica che potrà trovare posto nell’annotazione AU, correlata al punto 132 del modello.

La descrizione innovativa è la seguente: “ contributi hanno concorso a formare il reddito di lavoro dipendente, per qualsiasi importo, l’annotazione deve essere la seguente: sanitarie rimborsate per effetto di tali contributi sono deducibili o detraibili in sede di dichiarazione dei redditi; l’ammontare dei contributi non dedotti è pari a euro …”.

L’annotazione è stata introdotta al fine di gestire i versamenti effettuati a favore di casse sanitarie che non hanno ottenuto, per l’anno 2013, l’attestazione di iscrizione all’anagrafe dei Fondi sanitari di cui al decreto del Ministero della Salute 27/10/2009.

Sotto questa ipotesi, pertanto, il modello CUD dovrà essere compilato valorizzando nel campo 132 l’ammontare dei contributi versati a tali casse. Lo stesso importo confluisce anche nel campo 1 del modello poiché il predetto versamento, non avendo le caratteristiche per rientrare nell’esclusione dal reddito di lavoro dipendente nei limiti di euro 3.615,20 di cui all’art. 51, comma 2, lett. a) del TUIR, sarà stato assimilato ad un qualsiasi fringe benefit, e quindi, se di importo superiore ai 258,23 euro, ha concorso alla formazione del reddito imponibile.

Per conseguenza le spese mediche (anche se rimborsate dalla cassa) sostenute dal dipendente a fronte del versamento alla cassa sanitaria potranno essere portate in deduzione / detrazione in sede di dichiarazione dei redditi.

E’ da escludere invece che questa annotazione possa essere utilizzata per evidenziare eventuali errori di tassazione da parte del sostituto di imposta (si pensi al caso in cui l’importo versato doveva essere escluso dal reddito imponibile e non lo è stato o viceversa).

Questo perché il dipendente potrebbe sempre “sistemare” l’errore di tassazione in sede di dichiarazione e di conseguenza il trattamento sulle spese mediche sostenute si invertirebbe nuovamente rendendo non corretta l’indicazione nell’annotazione AU.

Un ulteriore aspetto va valutato qualora nello stesso periodo di imposta siano stati effettuati versamenti a favore sia di casse iscritte all’anagrafe dei fondi sanitari (e che quindi consentono l’esclusione dal reddito), sia di casse che tale iscrizione non hanno (ipotesi questa che potrebbe verificarsi ad esempio nei casi di conguaglio complessivo di più rapporti di lavoro).

Sotto questa ipotesi il campo 132 dovrà essere compilato in sommatoria dei diversi versamenti, avendo cura poi di indicare nell’annotazione AU, separatamente, la quota parte che riferisce alla prima ed alla seconda casistica.

Contributi per la previdenza complementare: annotazione CC.

Con riferimento ai punti 120 e 121, denominati rispettivamente “Contributi previdenza complementare esclusi dai redditi di cui ai punti 1 e 2” e “Contributi

previdenza complementare non esclusi dai redditi di cui ai punti 1 e 2”, le istruzioni per la compilazione del modello CUD 2014 chiariscono che, in caso di contributi per previdenza complementare certificati in più CUD non conguagliati, è necessario verificare che non sia stato superato il limite di deduzione fissato in 5.164,57 euro annui. Questa avvertenza dovrà essere riportata nell’annotazione di nuova istituzione “CC”.

Rispetto a questa variazione deve ritenersi che la stessa debba essere fornita in tutte le ipotesi in cui sia presente una contribuzione a previdenza complementare. A questa conclusione si arriva poiché diversamente ragionando le possibili alternative sono l’esistenza di CUD non conguagliati dal sostituto di imposta: questa ipotesi, tuttavia, non può mai realizzarsi poiché se il datore di lavoro non ha operato il conguaglio complessivo, probabilmente non è neanche a conoscenza dell’esistenza di altri modelli CUD del sostituito che non sono stati oggetto di un conguaglio.

Se invece il datore ha conguagliato più redditi allora il campo dovrebbe essere utilizzato nel caso in cui il sostituto si renda conto di aver errato il conguaglio; quindi saremmo di fronte a CUD conguagliati ma in maniera errata.

Conclude la circolare affermando che non resta quindi che interpretare la novità nel senso di fornire una segnalazione al sostituito che sia interessato da versamenti a previdenza complementare della necessità di verificare la presenza di ulteriori CUD non conguagliati che potrebbero modificare i presupposti dell’imposizione fiscale.

 

3) Danno biologico: aumentate del 7,57% le indennità INAIL

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con un decreto che, in attuazione della Legge di stabilità, rende disponibili a tal fine 50 milioni nel bilancio dell’Inail, provvede ad aumentare, dal 1 gennaio 2014, di 7,57% le indennità Inail per danno biologico.

L’aumento, disposto in via straordinaria in attesa dell’introduzione del sistema di rivalutazione automatica delle indennità, tiene conto della variazione dei prezzi al consumo e si applica sia agli indennizzi sia ai ratei di rendita maturati dall’inizio dell’anno.

 

4) Comunicazione nominativo rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

L’Inail, con la circolare n. 11 del 10 febbraio 2014, informa che dal 15 febbraio 2014 le comunicazioni dei nominativi dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e dei nominativi dei soci/collaboratori/coadiuvanti, dovrà avvenire esclusivamente con modalità tematica attraverso i servizi on line accessibili dal sito dell’Istituto.

La comunicazione dovrà essere effettuata per la singola azienda, ovvero per ciascuna unità produttiva in cui si articola l’azienda stessa, nella quale operano i Rappresentanti.

Il Contact center multicanale (Ccm) fornirà tutte le informazioni richieste dagli utenti attraverso il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa), oppure attraverso il numero 06 16416406 164164 (a pagamento in base al piano tariffario del gestore telefonico del chiamante).

 

5) Controversie societarie: competenza territoriale

Secondo la Corte di Cassazione (n. 1813/2014), se è convenuta in giudizio una società di capitali o un altro ente con personalità giuridica, il giudice territorialmente competente è quello dove essa ha la sede.

In generale, si considera la sede legale della società, ossia quella risultante dall'atto costitutivo o dallo statuto oppure dal registro delle imprese. I terzi tuttavia possono considerare come sede della persona giuridica anche la sede effettiva (art. 46 c. 2 c.c.) intesa come luogo dove in concreto si svolge l'attività direttiva ed amministrativa della società e, quindi, dove vengono convocate le assemblee e dove risiedono gli organi amministrativi e gli uffici direttivi, diventando il luogo deputato e stabilmente utilizzato per l'accentramento degli organi e degli uffici societari in vista del compimento degli affari e delle attività dell'ente.

 

6) Cassazione: accertamento sulla base degli studi di settore

L’ufficio nel considerare gli studi di settore non è tenuto a verificare tutti i dati richiesti per uno studio generale di settore potendosi basare anche solo su alcuni elementi ritenuti sintomatici per la ricostruzione del reddito del contribuente (Corte di Cassazione, ordinanza 3302/2014).

E’ illegittima la pretesa del Fisco basata su un pvc nei confronti di soggetti terzi estranei alla parte accertata (Corte di Cassazione, ordinanza 3289/2014).

La corretta tenuta della contabilità non osta all’applicazione del metodo induttivo (Corte di Cassazione, ordinanza 3293/2014).

Rimborsi

Compilato il quadro RX4, la presentazione del modello VR per il rimborso dell’Iva il termine di prescrizione non è biennale ma decennale (Corte di Cassazione, ordinanza 3287/2014).

Agevolazioni fiscali

Spettano i benefici fiscali (ex lege 449/1997) anche per la società che effettui una variegata prestazione di servizi accessori al trasporto (Corte di Cassazione, ordinanza 3295/2014).

Classamento

L’ufficio non può limitarsi a comunicare il classamento che ritenga adeguato, ma deve anche fornire un qualche elemento che spieghi perché la proposta avanzata dal contribuente con la Docfa viene disattesa (Corte di Cassazione, ordinanza 3394/2014).

 

7) Tassazione applicabile agli atti di risoluzione per mutuo consenso di un precedente atto di donazione

A seguito di istanza posta dal Consiglio Nazionale del Notariato, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 20/E del 14 febbraio 2014, si è pronunciata sul trattamento fiscale della risoluzione di donazione per “mutuo consenso”.

Dunque, l’atto di risoluzione per “mutuo consenso” relativo a una precedente donazione, per il quale non è previsto alcun corrispettivo, deve essere assoggettato a registrazione in termine fisso, con applicazione dell’imposta in misura fissa. Sono, inoltre, dovute le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro ciascuna.

Per quanto concerne le imposte dirette, il periodo dei cinque anni rilevante ai fini della tassazione della plusvalenza (articolo 67, comma 1, lettera b), del Tuir) deve essere determinato a partire dalla data di acquisto dell’immobile da parte dell’originario donante. La plusvalenza (articolo 68, comma 1, del Tuir) è costituita dalla differenza tra i corrispettivi percepiti nel periodo d’imposta e il costo sostenuto dall'originario donante.

Trattamento ai fini delle imposte indirette

In materia di tassazione indiretta degli atti di risoluzione per mutuo consenso, un importante tassello era stato posto con la risoluzione 329/2007, laddove si era affermato che, a tali atti, va applicata l'imposta di registro in misura proporzionale (articolo 28, comma 2, del Dpr 131/1986 - Tur).

I chiarimenti odierni vanno a integrare il mosaico, in quanto si soffermano sul trattamento di una risoluzione per “mutuo consenso”, senza previsione di alcun corrispettivo, di un atto di donazione di immobili.

I dubbi riguardavano la possibile riconducibilità al regime dell'imposta sulle successioni e donazioni del negozio risolutorio, il quale, in quanto sprovvisto di un corrispettivo, si sostanzierebbe, infatti, in un atto a titolo gratuito, destinatario dell’apposita disciplina fiscale dettata dal Dlgs 346/1990 (Testo unico dell'imposta sulle successioni e donazioni).

Al fine di circostanziarne l’inquadramento civilistico, sono state rilette, dai tecnici dell'Agenzia, le disposizioni codicistiche di riferimento, dalle quali è stata possibile desumere l’ammissibilità del negozio risolutorio convenzionale, che viene concluso dalle parti per estinguere un precedente rapporto giuridico patrimoniale ed eliminarne gli effetti giuridici prodotti.

I predetti contratti sono, di fatto, atti autonomi rispetto ai precedenti che intendono risolvere, informati da una causa autonoma, in quanto stipulati dalle parti al solo scopo di eliminare un precedente contratto, qualunque sia la causa di quest’ultimo. Per effetto della conclusione dell’atto risolutivo, che ha efficacia retroattiva, dunque, gli effetti prodotti dall’originario contratto sono eliminati, per volontà delle parti, ab origine. A tal proposito, la Corte di Cassazione (sentenza 20445/2011), riproponendo quanto già precisato in altre occasioni, con riferimento a un atto di risoluzione per “mutuo consenso” di un contratto di compravendita, aveva statuito che “la risoluzione convenzionale integra un contratto autonomo con il quale le stesse parti o i loro eredi ne estinguono uno precedente, liberandosi dal relativo vincolo e la sua peculiarità è di presupporre un contratto precedente fra le medesime parti e di produrre effetti estintivi delle posizioni giuridiche create da essi”.

Tale contratto, ha chiarito la Suprema corte, esplica un effetto ripristinatorio “non essendo dato …riscontrare impedimenti ad un accordo risolutorio con effetto retroattivo di un contratto ad efficacia reale”.

L’inquadramento tributario operato dall’Agenzia ha preso, dunque, le mosse da tale qualificazione civilistica, e ha condotto a ritenere che, dato l’effetto eliminativo dei contratti in commento, non risulta integrato il presupposto per l’applicazione della disciplina prevista per i trasferimenti immobiliari dall’articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al Tur, e la consegna dell’immobile all’originario proprietario non assume rilievo ai fini dell’'imposta proporzionale di registro.

Pertanto, per gli atti in esame, si renderà obbligatoria la registrazione in termine fisso, con la corresponsione della sola imposta fissa (200 euro), laddove non siano previsti corrispettivi.

Al contrario, in ossequio a quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 28 del Tur, nell’ipotesi in cui dalla risoluzione del contratto derivino prestazioni patrimoniali in capo alle parti, ovvero venga pattuito un corrispettivo per la risoluzione del precedente atto di donazione, troverà applicazione l’imposta proporzionale di registro.

Per completare il trattamento delle imposte indirette, è stato precisato che per gli atti in questione sono dovute le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di 200 euro.

Trattamento ai fini delle imposte dirette

La qualificazione civilistica degli effetti derivanti dalla stipula di contratti di risoluzione convenzionale di precedenti donazioni è stata utile per fornire chiarimenti in materia di tassazione diretta, in particolare, con riferimento agli articoli 67 e 68 del Tuir, che disciplinano, tra l'altro, la tassazione delle plusvalenze immobiliari.

Gli effetti retroattivi per i quali il donante è ripristinato nella proprietà e nel possesso del bene donato con decorrenza dell’atto di donazione ex tunc hanno incidenza in ordine alla determinazione del momento in cui si considera acquisito l’immobile e, di conseguenza, sul calcolo del quinquennio di possesso, trascorso il quale, la plusvalenza immobiliare non è più soggetta a tassazione; conseguenze rilevanti si producono anche in merito alla quantificazione della plusvalenza stessa.

Premesso quanto sopra, la risoluzione ha precisato che il periodo dei cinque anni rilevante ai fini della tassazione della plusvalenza di cui all’articolo 67, comma 1, lettera b), del Tuir, deve essere determinato a partire dalla data di acquisto dell'immobile da parte dell’originario donante.

Per quanto concerne, invece, la determinazione della plusvalenza, è stato chiarito che, ai sensi dell’articolo 68, comma 1, del Tuir, la stessa è costituita dalla differenza tra i corrispettivi percepiti nel periodo d’imposta e il costo sostenuto dall’originario donante.

 

8) IRDCEC: osservatorio economico di dicembre 2013

L’IRDCEC ha pubblicato il 14 febbraio 2014 l’osservatorio economico di dicembre 2014.

La congiuntura economica mondiale continua a mostrare segnali di miglioramento e prosegue lentamente su un sentiero di crescita moderata.

Nelle ultime stime diffuse a gennaio, il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo la crescita del commercio mondiale 2014 di 0,3 punti che si traduce in un miglioramento di 0,1 punti del prodotto mondiale. In questa fase, la crescita è trainata dalle economie più avanzate e industrializzate, in particolare Stati Uniti, Germania e Giappone, mentre le economie emergenti mostrano segnali di debolezza che inducono valutazioni prudenziali da parte dei maggiori istituti finanziari mondiali. La ripresa c’è, dunque, ma è moderata e, soprattutto, resta fragile e incerta. Per l’economia italiana gli unici dati positivi provengono dalla ripresa dalla produzione industriale che dopo 26 mesi consecutivi di calo ha mostrato un segno positivo a settembre 2013 confermato anche a ottobre e novembre. Restano invece negative le condizioni del mercato del lavoro e del credito alle imprese, mentre prosegue il calo delle nuove partite Iva e del gettito delle ritenute da lavoro autonomo. L’Italia è l’unico paese, tra quelli più avanzati, a subire un taglio delle stime di crescita del Pil 2014 da parte del Fondo monetario internazionale. L’ultima previsione è dunque di un +0,6% a fronte del +1% stimato dal governo a settembre 2013.

Pressione fiscale

Nel terzo trimestre 2013, la pressione fiscale è scesa al 41,2% rispetto al 42,4% dello stesso trimestre del 2012. La variazione cumulata dei primi tre trimestri del 2013 è invece pari al 41,4% ed è superiore rispetto a quella del 2012 pari al 41,2%. Si attende, dunque, un balzo della pressione fiscale nell’ultimo trimestre del 2013 come già avvenuto negli anni precedenti. La pressione fiscale attesa per il 2013 è pari al 44,3% rispetto al 44% del 2012. Nel 2014 è prevista scendere al 44,2%. La pressione fiscale reale per il 2014 è stimata pari al 52,8%.

Debito Pubblico

Clima di fiducia

Cala a dicembre il clima di fiducia delle famiglie, mentre continua a crescere quello delle imprese. Negativo, però, il clima di fiducia delle imprese del commercio.

Congiuntura

Prosegue lentamente la ripresa della produzione industriale con l’indice destagionalizzato che fa registrare un +0,5% a ottobre dopo il +0,2% di settembre.

Finanza pubblica

I dati relativi al III trimestre dell’anno mostrano un aumento delle uscite dell’1,2% e una diminuzione delle entrate del 2,4%. In particolare, le imposte dirette mostrano un calo del 4% e le indirette del 2,7%. Calano anche i contributi sociali dell’1,7%. Dal lato della spesa, l’aumento è concentrato nelle prestazioni sociali in denaro (+2,9%), mentre la spesa per consumi intermedi diminuisce (-2%) insieme a quella relativa ai redditi da lavoro dipendente (-1,9%).

Entrate tributarie

-45% a novembre e - 7% dall'inizio dell’anno, ma non si tratta di un tracollo poiché il gettito di novembre risulta fortemente influenzato dallo slittamento delle scadenze fiscali dell’autoliquidazione ai mesi successivi di Irpef, Ires e Irap. Positivo, invece, il dato relativo all'Iva per la crescita, in particolare, dell’Iva da scambi interni (+1,7% a novembre). Continua a calare, invece, il getto delle ritenute da lavoro autonomo (-6,8% a novembre e -5,4% da inizio anno).

Partite Iva

-8,1% a novembre le nuove aperture di partite Iva che, invece, dall’inizio dell’anno fanno registrare un calo del 4,9%. In particolare, prosegue il calo inarrestabile delle società di persone (-27,6% a novembre e -15,8% da inizio anno), accompagnato questa volta anche dal calo delle società di capitali (-3,2%) che, però, da inizio anno sono in crescita del 7%.

Movimprese

Positivo il bilancio complessivo della demografia imprenditoriale dell’anno 2013 con una crescita complessiva dello 0,2% anche se inferiore a quella del 2012 (+0,3%). Le iscrizioni sono in linea, mentre sono aumentate le cessazioni. Le società di persone (-0,74%) proseguono il calo complessivo a favore delle società di capitali (+2,87%). Positivo il commercio (+0,99%), negativo invece il settore delle costruzioni (-1,44%).

 

Vincenzo D’Andò