UNICO 2013, le agevolazioni per i contratti di rete: come indicare gli utili detassati della rete di imprese

di Sandro Cerato

Pubblicato il 30 luglio 2013



ecco come vanno correttamente indicati in Unico 2013 gli utili detassati per le società che fanno parte di una rete di imprese

L’art. 42, c. 2- quater, del D.L. n. 78/2010 prevede un trattamento fiscale privilegiato a favore di tutte le imprese (indipendentemente dalla forma giuridica, dimensioni aziendali ovvero localizzazione territoriale) che sottoscrivono, con altre imprese, un contratto di rete (ovvero aderiscono ad un contratto di rete già esistente) teso al raggiungimento di obiettivi di natura produttiva, commerciale o strategica.

Il beneficio fiscale stabilito dalla suddetta disposizione è rappresentato da un regime di sospensione di imposta sugli utili d’esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma comune di rete: l’importo degli utili che non concorre alla formazione del reddito d’impresa non può, comunque, superare il limite di € 1.000.000 per singola impresa che aderisce al contratto e per ciascun periodo d’imposta in cui è prevista l’agevolazione (2010, 2011, 2012). In altri termini, ogni singola impresa partecipante alla rete può accantonare utili, in esenzione d’imposta, sino ad un importo massimo di € 1.000.000.

Per beneficiare della detassazione in commento, chi ha aderito alla rete nel periodo d’imposta appena concluso, ovvero chi già risultava aderente nel periodo d’imposta precedente e continua ad esserlo, avrebbe dovuto:

  • presentare, entro lo scorso 23 maggio 2013 il “Modello Reti” (indicante, tra gli altri, la somma di utili accantonati per i quali si richiede la sospensione della tassazione);

  • attendere che l’Agenzia delle Entrate (tenuto conto delle richieste complessivamente ricevute e dell’ammontare di risorse stanziate per l’anno 2012), determinasse la percentuale massima di utili detassabili.

L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento prot. n. 72980 del 14.06.2013, ha fissato la percentuale di agevolazione per il periodo d’imposta 2012. Tenuto conto che lo stanziamento previsto per il 2012 è stato di 14 milioni di euro e che il risparmio d’imposta richiesto ammonta complessivamente a € 16.858.862, la percentuale spettante per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2012 è risultata essere pari all’83,0423%. Rispetto allo scorso anno, diminuisce la percentuale di agevolazione per i soggetti che appartengono a una rete d’impresa.

La notizia può considerarsi positiva alla luce del fatto che, la riduzione della percentuale in parola, a parità di fondi disponibili, consegue ad un maggior stanziamento di utili agevolabili richiesti dalle imprese.

Gli utili detassati devono, inoltre, trovare indicazione nella dichiarazione dei redditi. Con specifico riferimento alle società di capitali, occorre procedere alla compilazione delle seguenti sezioni del modello UNICO SC 2013 (redditi 2012):

  1. rigo RS105 “incentivo Fiscale Art. 42, c. 2 quater e ss., D.L. n. 78/2010 (Reti d’impresa)“:

  • nella colonna 1, deve essere esposto l’ammontate degli utili accantonati al fondo patrimoniale comune, ovvero al patrimonio destinato;

  • nella colonna 2, deve, invece, essere indicata la quota agevolabile dell’importo indicato in colonna 1 moltiplicato per la percentuale dell’83,0423 % fissata dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate del 14 giugno 2013

  1. RF50, colonna 3 e colonna 4, tra le variazioni in diminuzione: deve essere indicato l’importo detassato, già rappresentato nel rigo RS105, colonna 2.

La cifra esposta nel rigo RF50 concorre, inoltre, alla formazione dell’importo da indicare nel rigo RF82 (Verifica dell’operatività e determinazione del reddito imponibile minimo dei soggetti non operativi), congiuntamente ad altre agevolazioni IRES (proventi esenti, proventi soggetti alla ritenuta alla fonte a titolo di imposta o ad imposta sostitutiva...).

  1. RT13 (incentivi fiscali), colonna 1: deve essere inserito l’importo di cui al rigo RS105, colonna 2.

L’agevolazione in commento, inoltre, può essere fruita solo in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta relativo all’esercizio cui si riferiscono gli utili accantonati, senza incidere sul calcolo degli acconti dovuti per il medesimo periodo di riferimento. Vale a dire che, gli acconti dovuti per il periodo successivo devono essere determinati secondo le modalità ordinarie, al lordo dell’agevolazione, assumendo, quindi, come imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe applicata in assenza delle disposizioni agevolative.

Sul punto, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che, gli eventuali versamenti in acconto eccedenti al momento di determinazione del saldo, per effetto dell’applicazione del regime di sospensione di imposta, generano un credito Irpef/Ires utilizzabile secondo le modalità ordinarie (C.M. n. 15/E/2011, paragrafo 4). Si rammenta, infine, che, l’agevolazione in commento opera soltanto ai fini delle imposte sui redditi (IRES e IRPEF), con esclusione, quindi, dell’IRAP.

 

30 luglio 2013

Sandro Cerato