Novità fiscali del 6 giugno 2013: riforma del catasto in 5 anni?

Pubblicato il 6 giugno 2013

più semplice istituire e gestire un Oicvm in un altro stato dell’Unione europea; pagamento debiti scaduti P.A.; convenzione Italia-San Marino: via libera dalla commissione finanze della camera; Iva: decisione della Cassazione sul reato di evasione; sul risarcimento danni la parola ai giudici tributari; riforma del catasto in cinque anni; decorrenza dell’obbligo per la trasmissione esclusivamente in via telematica dei dati delle contabilità degli esercenti i depositi commerciali; contributi Inps, è il socio a rispondere; PEC: obbligatorio l’invio degli indirizzi per professionisti entro il prossimo 8 giugno per l’inserimento nell’INI-PEC; interscambio dati catastali Entrate-Comuni: informazioni disponibili a partire dal 5 giugno 2013; pubblicato studio Notariato su pagamenti dilazionati tra normativa fiscale e norme antiriciclaggio; entrate tributarie gennaio-aprile 2013 tiene il gettito del primo quadrimestre: +0,5% positivi gli effetti dalla lotta all’evasione

 

 

Indice:

1) Più semplice istituire e gestire un Oicvm in un altro stato dell’Unione europea

2) Pagamento debiti scaduti P.A.

3) Convenzione Italia-San Marino: via libera dalla commissione finanze della camera

4) Iva: decisione della Cassazione sul reato di evasione

5) Sul risarcimento danni la parola ai giudici tributari

6) Riforma del catasto in cinque anni

7) Decorrenza dell’obbligo per la trasmissione esclusivamente in via telematica dei dati delle contabilità degli esercenti i depositi commerciali

8) Contributi Inps, è il socio a rispondere

9) PEC: obbligatorio l’invio degli indirizzi per professionisti entro il prossimo 8 giugno per l’inserimento nell’INI-PEC

10) Interscambio dati catastali Entrate-Comuni: informazioni disponibili a partire dal 5 giugno 2013

11) Pubblicato studio Notariato su pagamenti dilazionati tra normativa fiscale e norme antiriciclaggio

12) Entrate tributarie gennaio-aprile 2013 tiene il gettito del primo quadrimestre: +0,5% positivi gli effetti dalla lotta all’evasione

 

 

1) Più semplice istituire e gestire un Oicvm in un altro stato dell’Unione europea

Le società di gestione del risparmio (SGR) operanti in uno Stato dell’Unione europea possono istituire e gestire organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) in altri Stati membri, senza dover costituire una società di gestione anche in queste nazioni.

E’ questa una delle novità che sono contenute nella circolare n. 19/E del 04 giugno 2013, con la quale l’Agenzia delle entrate è intervenuta sulla tematica delle modifiche al regime di tassazione degli organismi di investimento, in seguito al recepimento nel nostro ordinamento della Direttiva comunitaria UCITS IV.

Il passaporto del gestore

La Direttiva UCITS IV assicura il riconoscimento in tutta l’Unione europea delle autorizzazioni e dei sistemi di vigilanza prudenziale di ciascun Stato membro. Ciò significa che, per istituire e gestire un OICVM armonizzato in uno Stato membro, è sufficiente il rilascio dell’autorizzazione e l’esercizio della vigilanza da parte del solo Stato membro di origine della SGR (home country control).

In proposito tra i vari istituti recepiti nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. n. 47/2012 assume particolare rilevanza il cosiddetto “passaporto del gestore”, in base al quale le società autorizzate a prestare il servizio di gestione del risparmio (SGR) possono istituire e gestire OICVM armonizzati in altri Stati membri dell’Unione europea senza necessità di costituire in tali Stati una società di gestione.

Trasferimenti di quote e azioni a titolo gratuito

Il decreto di attuazione della Direttiva ha, inoltre, apportato modifiche al “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” (TUF), e di conseguenza ha integrato la disciplina fiscale degli OICVM. In particolare, è venuto meno il doppio binario per il calcolo della base imponibile in caso di trasferimento per successione di quote o azioni di organismi di investimento, ai fini della determinazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi.

Investitori white list: esenzione

Riguardo il regime di esenzione applicabile agli investitori white list per i redditi derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio, l’Agenzia delle entrate chiarisce che il possesso delle quote o azioni deve essere opportunamente attestato dal deposito dei titoli presso un intermediario residente in Italia.

Tuttavia, l’esenzione è applicabile esclusivamente ai proventi realizzati dal soggetto non residente e maturati nel periodo di possesso delle quote o azioni.

Ecco di seguito le principali modifiche alla disciplina.

Compensazione del risparmio d’imposta

Diventa possibile utilizzare in compensazione del risparmio di imposta relativo ai risultati negativi maturati dagli Oicvm italiani e dai fondi lussemburghesi storici anche le ritenute sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione agli Oicvm di diritto estero conformi alla direttiva istituiti e gestiti dalle società di gestione del risparmio italiane.

Certificazione delle minusvalenze in caso di fusioni transfrontaliere

È previsto in caso di fusione tra un Oicvm di diritto italiano e un Oicvm di diritto estero che dia luogo alla cessazione dell’organismo italiano, il rilascio a ciascun partecipante, da parte delle società di gestione, di un'apposita certificazione dalla quale risulti l'importo della minusvalenza spettante.

Le minusvalenze certificate potranno quindi essere utilizzate dai partecipanti in compensazione delle plusvalenze realizzate successivamente nell’ambito del regime adottato (della dichiarazione, del risparmio amministrato o del risparmio gestito).

Il regime di tassazione dei soggetti non residenti

A fini antielusivi, si limita l'applicazione del regime di esenzione esclusivamente ai redditi prodotti in periodi temporali in cui la partecipazione agli organismi di investimento collettivo sia stata posseduta da soggetti esteri aventi diritto all’agevolazione.

Ciò allo scopo di evitare l’effettuazione di operazioni di cessione delle quote o azioni in prossimità della percezione dei proventi allo scopo esclusivo di usufruire dell’esenzione sull’intero ammontare dei redditi percepiti.

Trasferimenti a causa di successione o donazione

Ai fini dell’applicazione della ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazioni a organismi di investimento, sono state equiparate alle cessioni anche i trasferimenti delle relative quote o azioni a rapporti di custodia, amministrazione o gestione intestati a soggetti diversi dagli intestatari dei rapporti di provenienza che avvengano a causa di successione o donazione. Ai fini della determinazione del valore fiscalmente rilevante delle quote o azioni, bisognerà fare riferimento, rispettivamente, all’apertura della successione o alla data del trasferimento.

Le operazioni di switch

Un’operazione di conversione delle quote o azioni di un comparto nelle quote o azioni di un altro comparto nell’ambito di organismi di investimento di tipo multi compartimentale dovrà essere considerata operazione di rimborso che, pertanto, sebbene non generi alcuna percezione dei proventi da parte