Novità fiscali del 6 giugno 2013: riforma del catasto in 5 anni?

Pubblicato il 6 giugno 2013



più semplice istituire e gestire un Oicvm in un altro stato dell’Unione europea; pagamento debiti scaduti P.A.; convenzione Italia-San Marino: via libera dalla commissione finanze della camera; Iva: decisione della Cassazione sul reato di evasione; sul risarcimento danni la parola ai giudici tributari; riforma del catasto in cinque anni; decorrenza dell’obbligo per la trasmissione esclusivamente in via telematica dei dati delle contabilità degli esercenti i depositi commerciali; contributi Inps, è il socio a rispondere; PEC: obbligatorio l’invio degli indirizzi per professionisti entro il prossimo 8 giugno per l’inserimento nell’INI-PEC; interscambio dati catastali Entrate-Comuni: informazioni disponibili a partire dal 5 giugno 2013; pubblicato studio Notariato su pagamenti dilazionati tra normativa fiscale e norme antiriciclaggio; entrate tributarie gennaio-aprile 2013 tiene il gettito del primo quadrimestre: +0,5% positivi gli effetti dalla lotta all’evasione

 

 

Indice:

1) Più semplice istituire e gestire un Oicvm in un altro stato dell’Unione europea

2) Pagamento debiti scaduti P.A.

3) Convenzione Italia-San Marino: via libera dalla commissione finanze della camera

4) Iva: decisione della Cassazione sul reato di evasione

5) Sul risarcimento danni la parola ai giudici tributari

6) Riforma del catasto in cinque anni

7) Decorrenza dell’obbligo per la trasmissione esclusivamente in via telematica dei dati delle contabilità degli esercenti i depositi commerciali

8) Contributi Inps, è il socio a rispondere

9) PEC: obbligatorio l’invio degli indirizzi per professionisti entro il prossimo 8 giugno per l’inserimento nell’INI-PEC

10) Interscambio dati catastali Entrate-Comuni: informazioni disponibili a partire dal 5 giugno 2013

11) Pubblicato studio Notariato su pagamenti dilazionati tra normativa fiscale e norme antiriciclaggio

12) Entrate tributarie gennaio-aprile 2013 tiene il gettito del primo quadrimestre: +0,5% positivi gli effetti dalla lotta all’evasione

 

 

1) Più semplice istituire e gestire un Oicvm in un altro stato dell’Unione europea

Le società di gestione del risparmio (SGR) operanti in uno Stato dell’Unione europea possono istituire e gestire organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM) in altri Stati membri, senza dover costituire una società di gestione anche in queste nazioni.

E’ questa una delle novità che sono contenute nella circolare n. 19/E del 04 giugno 2013, con la quale l’Agenzia delle entrate è intervenuta sulla tematica delle modifiche al regime di tassazione degli organismi di investimento, in seguito al recepimento nel nostro ordinamento della Direttiva comunitaria UCITS IV.

Il passaporto del gestore

La Direttiva UCITS IV assicura il riconoscimento in tutta l’Unione europea delle autorizzazioni e dei sistemi di vigilanza prudenziale di ciascun Stato membro. Ciò significa che, per istituire e gestire un OICVM armonizzato in uno Stato membro, è sufficiente il rilascio dell’autorizzazione e l’esercizio della vigilanza da parte del solo Stato membro di origine della SGR (home country control).

In proposito tra i vari istituti recepiti nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. n. 47/2012 assume particolare rilevanza il cosiddetto “passaporto del gestore”, in base al quale le società autorizzate a prestare il servizio di gestione del risparmio (SGR) possono istituire e gestire OICVM armonizzati in altri Stati membri dell’Unione europea senza necessità di costituire in tali Stati una società di gestione.

Trasferimenti di quote e azioni a titolo gratuito

Il decreto di attuazione della Direttiva ha, inoltre, apportato modifiche al “Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria” (TUF), e di conseguenza ha integrato la disciplina fiscale degli OICVM. In particolare, è venuto meno il doppio binario per il calcolo della base imponibile in caso di trasferimento per successione di quote o azioni di organismi di investimento, ai fini della determinazione dei redditi di capitale e dei redditi diversi.

Investitori white list: esenzione

Riguardo il regime di esenzione applicabile agli investitori white list per i redditi derivanti dalla partecipazione ad organismi di investimento collettivo del risparmio, l’Agenzia delle entrate chiarisce che il possesso delle quote o azioni deve essere opportunamente attestato dal deposito dei titoli presso un intermediario residente in Italia.

Tuttavia, l’esenzione è applicabile esclusivamente ai proventi realizzati dal soggetto non residente e maturati nel periodo di possesso delle quote o azioni.

Ecco di seguito le principali modifiche alla disciplina.

Compensazione del risparmio d’imposta

Diventa possibile utilizzare in compensazione del risparmio di imposta relativo ai risultati negativi maturati dagli Oicvm italiani e dai fondi lussemburghesi storici anche le ritenute sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazione agli Oicvm di diritto estero conformi alla direttiva istituiti e gestiti dalle società di gestione del risparmio italiane.

Certificazione delle minusvalenze in caso di fusioni transfrontaliere

È previsto in caso di fusione tra un Oicvm di diritto italiano e un Oicvm di diritto estero che dia luogo alla cessazione dell’organismo italiano, il rilascio a ciascun partecipante, da parte delle società di gestione, di un'apposita certificazione dalla quale risulti l'importo della minusvalenza spettante.

Le minusvalenze certificate potranno quindi essere utilizzate dai partecipanti in compensazione delle plusvalenze realizzate successivamente nell’ambito del regime adottato (della dichiarazione, del risparmio amministrato o del risparmio gestito).

Il regime di tassazione dei soggetti non residenti

A fini antielusivi, si limita l'applicazione del regime di esenzione esclusivamente ai redditi prodotti in periodi temporali in cui la partecipazione agli organismi di investimento collettivo sia stata posseduta da soggetti esteri aventi diritto all’agevolazione.

Ciò allo scopo di evitare l’effettuazione di operazioni di cessione delle quote o azioni in prossimità della percezione dei proventi allo scopo esclusivo di usufruire dell’esenzione sull’intero ammontare dei redditi percepiti.

Trasferimenti a causa di successione o donazione

Ai fini dell’applicazione della ritenuta sui redditi di capitale derivanti dalla partecipazioni a organismi di investimento, sono state equiparate alle cessioni anche i trasferimenti delle relative quote o azioni a rapporti di custodia, amministrazione o gestione intestati a soggetti diversi dagli intestatari dei rapporti di provenienza che avvengano a causa di successione o donazione. Ai fini della determinazione del valore fiscalmente rilevante delle quote o azioni, bisognerà fare riferimento, rispettivamente, all’apertura della successione o alla data del trasferimento.

Le operazioni di switch

Un’operazione di conversione delle quote o azioni di un comparto nelle quote o azioni di un altro comparto nell’ambito di organismi di investimento di tipo multi compartimentale dovrà essere considerata operazione di rimborso che, pertanto, sebbene non generi alcuna percezione dei proventi da parte dell'investitore, sarà soggetta a imposizione (come reddito di capitale).

Disposizioni in materia di sostituti d'imposta

Previste due distinte ipotesi:

- Ritenuta applicata direttamente dalla società di gestione del risparmio (Sgr) estera operante in Italia a regime di libera prestazione di servizi o dalla stabile organizzazione di cui questa si avvale;

- imposizione sostitutiva delle imposte sui redditi effettuata dal contribuente in sede di dichiarazione dei redditi, nel caso di proventi percepiti senza il tramite di un intermediario al di fuori dell’esercizio d'impresa commerciale.

Proventi derivanti dalla partecipazione a Oicvm di diritto estero

A decorrere dal 1 luglio 2011, i proventi periodici e quelli conseguiti in sede di riscatto, cessione o liquidazione delle quote o azioni degli Oicvm non armonizzati situati negli Stati Ue e in quelli dello Spazio economico europeo inclusi nella white list non concorrono più alla formazione del reddito imponibile dei partecipanti, ma sono assoggettati a una ritenuta a titolo d’imposta del 20%, se percepiti al di fuori dell’esercizio di impresa commerciale, similmente a quanto accadeva già in precedenza per gli Oicvm armonizzati.

Al di fuori queste ipotesi è invece confermata la tassazione progressiva dei proventi.

 

2) Pagamento debiti scaduti P.A.

Lo scorso 4 giugno, l’Assemblea del Senato ha approvato, con 247 voti favorevoli, nessun voto contrario e 7 astenuti, il ddl n. 662, di conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali.

Una modifica al disegno di legge di conversione ha introdotto disposizioni per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Il testo del provvedimento è tornato alla Camera per l’approvazione definitiva.

Al “banchetto” dei pagamenti della P.A. siederanno anche i professionisti. I crediti da loro vantati verso la pubblica amministrazione si affiancano a pieno titolo a quelli per somministrazioni, forniture e appalti che potranno essere oggetto di certificazione da parte delle regioni e degli enti locali per essere poi ceduti a banche e intermediari finanziari.

Una modifica al disegno di legge di conversione ha introdotto disposizioni per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Si attende adesso dalla Camera l’approvazione definitiva.

Collegato alla manovra finanziaria in quanto concorre al raggiungimento degli obiettivi programmatici di finanza pubblica, il provvedimento movimenta risorse per 40 miliardi e definisce criteri e procedure per accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione e agevolare, così, l’immissione di liquidità nel sistema economico.

Riguardo le modifiche apportate, tra le principali novità: la previsione di una doppia garanzia dello Stato per i debiti rimasti esclusi dal provvedimento, che dovranno essere individuati con precisione dalla legge di stabilità 2014, e la pubblicazione entro il 5 luglio della lista completa dei creditori della pubblica amministrazione.

Sono state approvate modifiche che attenuano le penalizzazioni per i Comuni che abbiano sforato i limiti di spesa al fine di pagare debiti pregressi; fissano al 31 dicembre il termine ultimo per avvalersi di Equitalia nella riscossione dei tributi; determinano le riduzioni dei trasferimenti in proporzione alla media delle spese sostenute per consumi intermedi; a sostegno dei Comuni, in difficoltà per il rinvio della TARES e della prima rata dell’IMU, differiscono al 30 settembre il termine per la presentazione dei bilanci comunali, cancellano la riserva erariale sugli immobili comunali destinati a uso produttivo e prevedono il rimborso degli oneri richiesti illegittimamente nel 2012.

Un ordine del giorno di una senatrice è rivolto a dare priorità nei pagamenti alle piccole e medie imprese; un altro ordine del giorno dei relatori teso ad annoverare anche i professionisti tra i beneficiari dei meccanismi di certificazione dei debiti e compensazione dei crediti; un ulteriore ordine del giorno di altro senatore vuole attivare una compensazione tra crediti commerciali certificati e tutte le tipologie di debiti tributari, previdenziali e assistenziali.

 

3) Convenzione Italia-San Marino: via libera dalla commissione finanze della camera

Secondo via libera del parlamento italiano all’accordo fiscale con San Marino. Dopo l’approvazione da parte del governo, avvenuta il 18 aprile 2013, la commissione finanze della camera, all’unanimità, ha espresso il 04 giugno 2013 parere favorevole sul disegno di legge relativo alla ratifica ed esecuzione della Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali tra Italia e San Marino siglato dai due paesi il 13 giugno 2012.

Documento chiave per le relazioni economiche tra i due stati. Soltanto a ratifica avvenuta, infatti, San Marino potrà essere depennato dalla black list italiana. La parola passa adesso alla commissione esteri della camera, che sarà chiamata a valutare i termini del disegno di legge dopo aver ricevuto l’ultimo giudizio, quello della commissione bilancio. Si accorciano così i tempi per la sospirata ratifica.

 

4) Iva: decisione della Cassazione sul reato di evasione

Il reato di evasione Iva sussiste anche quando il contribuente, avendo rateizzato il debito fiscale, deve all’Erario una somma inferiore ai 50 mila euro,  la soglia prevista dalle norme per la punibilità.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24185 del 4 giugno 2013, che ha confermato il sequestro per equivalente sui beni di un piccolo imprenditore.

In particolare, la Suprema Corte ha confermato la decisione del tribunale di Brindisi secondo cui, l’Agenzia delle entrate non ha ridotto l’originaria pretesa tributaria in forza di un concordato o di un accertamento per adesione.

La rideterminazione del debito tributario è avvenuta solo per il fatto che il contribuente aveva pagato parte del suo debito circa due anni dopo il termine stabilito dalla legge. Da ciò deriva che, trattandosi di mera rateizzazione del debito, non ci sono elementi per ritenere che l’importo dell’imposta evasa sia andato al di sotto della soglia di punibilità, essendo la somma pari a 54.993 euro.

Questa valutazione ad avviso della Corte, è immune da censure per ciò che attiene all’unico tema devoluto, afferente al fumus del reato.

Peraltro, lo stesso tribunale ha spiegato che l’ammontare dell'imposta evasa è superiore a 50 mila euro e che la circostanza che, dopo l’accertamento, si sia addivenuti alla rateizzazione del debito non ne modifica l'entità. Neppure rileva che, dopo l’accertamento, siano stati pagati due soli ratei che hanno condotto il debito residuo, ma non l’entità dell’imposta evasa, al di sotto della soglia indicata.

 

5) Sul risarcimento danni la parola ai giudici tributari

Per i danni subiti decidono i giudici di merito. È, infatti, il giudice tributario a decidere sul risarcimento del danno richiesto dal contribuente all’Amministrazione finanziaria per la lite temeraria.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, a sezioni unite, che, con la sentenza n. 13899 del 3 giugno 2013, ha dichiarato la giurisdizione del giudice tributario in un caso di richiesta di risarcimento del danno avanzata da un contribuente in relazione a una lite temeraria instaurata dal fisco.

I giudici Supremi hanno ricordato che la controversia avente a oggetto, in via principale, una domanda di rimborso d’imposta (in particolare, di ritenute Irpef sulle somme erogate per incentivo all’esodo ex art. 17, comma 4-bis, del dpr n. 917 del 1986) e, in via subordinata, una domanda di risarcimento del danno per mancato adeguamento della legge interna alla normativa comunitaria (nella specie, per illegittimità del regime dell’incentivo dichiarata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea) appartiene alla giurisdizione del giudice tributario per la sola domanda principale, mentre appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario per la domanda risarcitoria (avente in realtà natura alternativa, più che subordinata, alla principale), essendo essa del tutto autonoma e avulsa dal rapporto tributario ed estranea agli “accessori” del tributo, ai quali l’art. 2 del D.Lgs. n. 546 del 1992 estende la cognizione del giudice speciale.

Insomma le domande risarcitorie vanno ricondotte a pieno titolo nell’ambito dell’art. 96 cpc in tema di responsabilità processuale aggravata.

Quindi, la norma è pienamente applicabile al processo tributario anche in virtù dell’art. 1 del dlgs 546 del 1992 che regola tutti i casi di responsabilità risarcitoria per atti o comportamenti processuali, ponendosi con carattere di specialità rispetto all’art. 2043 c.c., senza che sia configurabile un concorso, anche alternativo, tra i due tipi di responsabilità.

 

6) Riforma del catasto in cinque anni

Per portare a termine la riforma del sistema catastale, arenatasi nella scorsa legislatura, saranno necessari almeno 5 anni. Questo è l’orizzonte temporale per una revisione strutturale del sistema estimativo catastale secondo il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, intervenuto il 04 giugno 2013 in audizione in Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

L’inadeguatezza delle rendite immobiliari comporta effetti fortemente negativi sul fronte dell’equità della tassazione.

Con l’introduzione dell’IMU e la rivalutazione dei coefficienti, infatti, si è ridotta la distanza tra i valori imponibili patrimoniali e i corrispondenti valori di mercato, con un conseguente incremento del livello di “iniquità” del prelievo.

Da qui l’esigenza di una riforma strutturale del sistema estimativo catastale – ripartendo dalle idee confluite nel testo della delega fiscale arenatasi nel corso della scorsa legislatura – definita “essenziale” per assicurare l’equità e il livello di perequazione nel sistema di tassazione degli immobili.

L’orizzonte temporale dell’intera operazione – ha aggiunto il Direttore dell’Agenzia delle Entrate – non potrà che essere pluriennale e, presumibilmente, non inferiore a cinque anni, anche se una stima più precisa dei tempi e delle risorse, umane e finanziarie, necessita di ulteriori analisi e approfondimenti.

 

7) Decorrenza dell’obbligo per la trasmissione esclusivamente in via telematica dei dati delle contabilità degli esercenti i depositi commerciali

Disposta la decorrenza dei termini per la presentazione dei dati delle contabilità in forma esclusivamente telematica degli esercenti i depositi commerciali di ridotte capacità operative ed organizzative. La decorrenza è differita al 1° gennaio 2015.

(Dogane, Determinazione n. 57144 del 5 Giugno 2013)

 

8) Contributi Inps, è il socio a rispondere

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12340/2013 ha ribadito il principio sancito all’articolo 2291 del Codice civile, secondo cui per le società in nome collettivo vale la regola generale in base alla quale tutti i soci rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali, senza che il patto contrario abbia effetto nei confronti di terzi.

Il socio deve quindi rispondere solidalmente nei confronti dell’Inps dei debiti scaturenti dal mancato adempimento agli oneri contributivi della società sorti durante l’esercizio della sua attività. Nel caso di scioglimento della società, il socio che cede la propria quota risponde, nei confronti dei terzi, delle obbligazioni sociali sorte fino al momento in cui la cessione viene iscritta nel Registro delle imprese o fino al momento anteriore in cui lo stesso socio ne sia venuto a conoscenza.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 05 giugno 2013)

 

9) PEC: obbligatorio l’invio degli indirizzi per professionisti entro il prossimo 8 giugno per l’inserimento nell’INI-PEC

Entro il prossimo 8 giugno, gli ordini e collegi professionali dovranno inviare all’indirizzo PEC aggiornamento@cert.inipec.gov.it, tutti gli indirizzi PEC dei professionisti iscritti, se vorranno essere in regola con l’iscrizione.

Lo precisa il CNDCEC con la nota informativa n. 4 del 05 giugno 2013 secondo cui entro tale data gli ordini dovranno effettuare in via telematica un primo trasferimento massivo degli elenchi PEC detenuti in attuazione dell’art. 16 co. 7 D.L. 185/2008.

Gli indirizzi saranno inseriti nell’INI-PEC (Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata), realizzato a partire da quelli iscritti presso i Registri delle Imprese delle Camere di Commercio e da quelli detenuti dagli Ordini ed i Collegi professionali.

L’elenco sarò disponibile sullo specifico portale telematico costituito in formato aperto, accessibile dal prossimo 19 giugno da cittadini, imprese e professionisti senza necessità di autenticazione.

Per rendere più agevole il passaggio dei dati in formato aperto (open data), in modalità telematica, é stato predisposto un documento tecnico che descrive il formato e la struttura del tracciato dati per invio/aggiornamento degli indirizzi PEC, e la modalità iniziale di invio e aggiornamento dati per l’indice INI – PEC

 

10) Interscambio dati catastali Entrate-Comuni: Informazioni disponibili a partire dal 5 giugno 2013

I Comuni possono accedere da oggi ai dati relativi alla superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, iscritte in catasto e corredate di planimetria, attraverso le piattaforme informatiche “Portale per i Comuni” e “Sistema di interscambio”. Trova così attuazione il provvedimento del Direttore dell’Agenzia dello scorso 29 marzo, al quale era seguita il 12 aprile la pubblicazione, sul sito internet delle Entrate, delle regole tecniche per lo scambio.

Piattaforme aperte ai Comuni

Attraverso i canali informatici dedicati, l’Agenzia delle Entrate rende disponibili i dati relativi alla superficie delle unità immobiliari a destinazione ordinaria, iscritte nel catasto edilizio urbano e corredate di planimetria (superficie catastale). Inoltre, per le sole destinazioni abitative, i Comuni possono consultare le informazioni relative alla superficie catastale al netto di quella relativa a balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie, comunicanti o non comunicanti.

Le modalità tecniche per l’interscambio sono consultabili su internet alla pagina: http://www.agenziaterritorio.it/site.php?id=6255

(Agenzia delle entrate, comunicato del 5 giugno 2013)

 

11) Pubblicato studio Notariato su pagamenti dilazionati tra normativa fiscale e norme antiriciclaggio

Il Consiglio Nazionale del Notariato  ha pubblicato sul proprio sito internet il 05 giugno 2013 lo Studio n. 50-2013/B - Pagamenti ante 4 luglio 2006 e pagamenti dilazionati tra normativa fiscale e norme antiriciclaggio.

Le norme che limitano l’utilizzo del denaro contante rappresentano un presidio fondamentale predisposto dal Legislatore nella lotta al riciclaggio ed all’evasione fiscale.

Attualmente le disposizioni fondamentali che limitano la circolazione del denaro contante e consentono la tracciabilità dei mezzi di pagamento sono contenute nell’art. 49 del D.lgs. 21 novembre 2007, n. 231.

 

12) Entrate tributarie gennaio-aprile 2013 tiene il gettito del primo quadrimestre: +0,5% positivi gli effetti dalla lotta all’evasione

Il gettito del primo quadrimestre 2013, pur in presenza di un congiuntura economica negativa, si mantiene sostanzialmente in linea con quello dell’analogo periodo dell’anno precedente. Nel complesso, le entrate tributarie erariali registrate nel primo quadrimestre 2013, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 117.563 milioni di euro, in crescita dello 0,5% (+533 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Positive le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo (+5,0%) a conferma dell’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione su cui il Governo è fortemente impegnato.

IMPOSTE DIRETTE

Registrano un aumento complessivo del 4,5% (+2.700 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il gettito IRPEF presenta una variazione positiva del 2,0% (+1.106 milioni di euro) che riflette gli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+4,6%), del settore privato (+0,7%) e dei versamenti in autoliquidazione (+26,3%) e la flessione delle ritenute sui redditi dei lavoratori autonomi (-7,5%).
L’IRES presenta un gettito di 1.225 milioni di euro (-174 milioni pari a -12,4%).
Tra le altre imposte dirette si registra un incremento dell’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi di capitale pari a +24,1% (+633 milioni di euro) che riflette l’incremento dell’imposta sostitutiva su interessi e premi di obbligazioni e titoli similari (+61,4%) e la flessione delle ritenute su interessi e premi corrisposti da istituti di credito (-30,8%). In crescita anche l'imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+1.034 milioni di euro) e l’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+441 milioni di euro) che risente degli effetti del nuovo regime di tassazione previsto dall’art. 2, comma 6-34 del D.L. n. 138/2011, in vigore dal 1° gennaio 2012, che ha previsto un aumento dell’aliquota dal 12,5% al 20%.

IMPOSTE INDIRETTE

Registrano una diminuzione del 3,8% (-2.167 milioni di euro). In particolare, il gettito IVA risulta in flessione del 7,8% (-2.375 milioni di euro) a seguito della riduzione del gettito derivante dalla componente relativa agli scambi interni (-4,7%) e dal prelievo sulle importazioni (-21,4%). In controtendenza, nonostante la fase congiunturale negativa, si continua a registrare un andamento positivo del gettito IVA nel settore del commercio al dettaglio (+2,0%) che riflette l’efficacia dell’azione di contrasto all’evasione.
Tra le altre imposte indirette si segnala la flessione registrata dal gettito dell’imposta di fabbricazione sugli oli minerali (-4,2% pari a -294 milioni di euro) per effetto del calo dei consumi, e la lieve flessione del gettito dell’imposta di consumo sul gas metano (-1,9%, pari a -23 milioni di euro).
In crescita significativa l’imposta di bollo che registra un incremento del 44,8% (+1.351 milioni di euro), per effetto delle modifiche normative introdotte dall’art.19, commi 1-5, del decreto legge n.201 del 2011.

ENTRATE DA GIOCHI

Le entrate relative ai giochi risultano, nel complesso, sostanzialmente stabili con una lieve contrazione dello 0,6% (-28 milioni di euro).

ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO

Le entrate tributarie derivanti dall’attività di accertamento e controllo risultano pari a 2.135 milioni di euro (+101 milioni di euro pari a +5,0%).

Sul sito del Dipartimento delle Finanze (www.finanze.gov.itwww.finanze.gov.it) è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio-aprile 2013, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento.

(MEF, comunicato stampa n. 87 del 05 giugno 2013)

 

Vincenzo D’Andò