IMU ed IRPEF: l’IMU sostituisce, per la componente immobiliare, l’IRPEF

di Sandro Cerato

Pubblicato il 11 giugno 2013



l’IMU sostituisce, per la componente immobiliare, l'IRPEF e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati

L’art. 8, c. 1, del D.Lgs. n. 23 del 2011 disciplina i rapporti tra l’IMU e le imposte sui redditi stabilendo che l’IMU “sostituisce, per la componente immobiliare, l'imposta sul reddito delle persone fisiche e le relative addizionali dovute in relazione ai redditi fondiari relativi ai beni non locati…”. L’esclusione dalla base imponibile IRPEF ha, peraltro, effetto sulla determinazione del reddito complessivo, nonché sulla determinazione delle deduzioni e delle detrazioni rapportate al reddito complessivo, salvo che non sussista un’apposita disposizione che preveda l’obbligo di tenere conto del reddito escluso a determinati fini, quali, ad esempio, la verifica della spettanza di benefici fiscali (C.M. n. 5/E/2013). In buona sostanza, al contrario di quanto previsto dalla disciplina della cedolare secca, in cui è stata prevista la rilevanza del reddito assoggettato ad imposta sostitutiva, ai fini del raggiungimento delle soglie reddituali, detrazioni, deduzioni, il reddito fondiario “sostituito” dall’IMU non assume alcuni tipo di rilevanza a tali fini.

In riferimento all’assorbimento dell’IRPEF per effetto dell’introduzione dell’IMU, occorre sottolineare che il prelievo in esame è risultato particolarmente gravoso nel primo anno di applicazione, atteso che i contribuenti hanno dovuto versare, nel 2012, un’imposta molto più gravosa dell’ICI e, al contempo, risultavano obbligati a versare l’imposta IRPEF, relativa al periodo d’imposta 2011, sui medesimi immobili.

A decorrere dal 2013, invece, i contribuenti saranno tenuti a pagare l’IMU per il 2013, ove non esentati (proprietari di immobili adibiti ad abitazione principale), e non dovranno versare nulla a titolo di IRPEF poiché, già dal 2012, la tassazione in dichiarazione dei redditi del reddito fondiario è stata assorbita dal pagamento dell’IMU. Il predetto principio di sostituzione incide, peraltro, sull’applicazione dell’art. 11, c. 2-bis, del TUIR secondo cui “se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi fondiari di cui all'articolo 25 di importo complessivo non superiore a 500 euro, l'imposta non è dovuta”. Considerato che i redditi derivanti da immobili non locati per i quali è dovuta solo l’IMU non concorrono alla formazione della base imponibile IRPEF, nel verificare il superamento del limite di € 500 non bisogna considerare, quindi, i redditi dei predetti immobili per i quali è dovuta solo l’IMU.

Pertanto, qualora un contribuente abbia a disposizione tre immobili con rendita catastale pari, rispettivamente, ad € 800, € 600, €300 di cui i primi due assoggettati ad IMU ed il terzo che beneficia di un esenzione dall’IMU, il calcolo della soglia di € 500 deve prendere in considerazione il solo valore della rendita rivalutata dell’immobile a cui non si applica l’IMU, in quanto è l’unico immobile che, in via residuale, deve essere tassato ai fini IRPEF. Nel caso in esame, qualora alla formazione del reddito complessivo partecipassero soltanto i predetti redditi fondiari, il contribuente non sarà tenuto nemmeno ad effettuare la dichiarazione, a causa del mancato raggiungimento della predetta soglia di € 500 (300*1,05*1/3 = 420).

Le stesse indicazioni valide ai fini della determinazione della soglia dichiarativa valgono anche in riferimento all’attribuzione delle detrazioni fiscali (che possono variare in alcuni casi a seconda del reddito complessivo del contribuente sia in riferimento alle soglie di spettanza delle detrazioni). Uno dei casi più rilevanti in cui si applica tale precisazione consiste nell’ipotesi di possesso degli immobili da parte di familiari che, a seguito dell’esclusione della base imponibile IRPEF, potrebbero rientrare più facilmente nell’ambito di applicazione della detrazione. Per considerare un familiare a carico, infatti, questo non deve superare la soglia reddituale di € 2.840,51; soglia reddituale che, negli anni precedenti, considerava anche le rendite prodotte dagli immobili, anche se destinati ad abitazione principale.

Si ipotizzi la seguente esemplificazione. Un contribuente ha un figlio che nel 2012 ha conseguito un reddito di € 1.500 per una collaborazione a progetto ed un reddito di € 1.000 per una prestazione di lavoro occasionale. Si assuma, altresì, che il figlio del contribuente possieda un immobile a disposizione (non locato) con rendita catastale pari ad € 300. Prima dell’introduzione delle novità appena commentate non sussistevano le condizioni per considerare a carico fiscale il figlio, atteso che il suo reddito complessivo superava la soglia di € 2.840,51, ovvero risultava essere pari ad € 1.500+ € 1.200 + € 420 (300*1,05*1/3). Ora, invece, per effetto dell’esclusione dell’IRPEF sull’immobile già tassato ai fini IMU, il reddito da considerare ai fini del raggiungimento della soglia risulta pari ad € 2.500 (€ 1.000+€ 1.500) e il contribuente potrà considerare il proprio figlio a carico fiscale.

Si rammenta, infine, che, il contribuente è tenuto comunque ad indicare nel modello 730/2013 o Unico Persone fisiche 2013, nei quadri dei redditi dei terreni e dei fabbricati, i dati relativi a tutti i terreni e fabbricati posseduti, compresi quelli i cui redditi sono sostituiti dalla cedolare secca e dall’IMU.

 

11 giugno 2013

Sandro Cerato