UNICO: la detrazione per spese d'istruzione

L’articolo 15, c. 1, lett. e, del TUIR riconosce, al contribuente, una detrazione dall’imposta dovuta pari al 19% delle spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, nonché di perfezionamento e/o specializzazione universitaria (compresa l’iscrizione fuori corso), tenuti presso università o istituti sia pubblici che privati, italiani ed stranieri. Sono parimenti detraibili, anche le spese di iscrizione a corsi di dottorato di ricerca presso le Università: il dottorato di ricerca rappresenta, infatti, “un titolo conseguito a seguito di uno specifico corso previsto dall’ordinamento universitario per consentire ai laureati di acquisire un grado di preparazione necessaria per svolgere attività di ricerca di alta qualificazione” (R.M. 17.2.2010 n. 11/E).

La detrazione in commento spetta anche in relazione ai costi sostenuti per la frequentazione di corsi di master a condizione che, per durata e struttura dell’insegnamento, questi siano assimilabili a corsi universitari o di specializzazione, e siano gestiti da istituti universitari, pubblici o privati. Con particolare riferimento ai corsi di master gestiti da università private, la detrazione spetta per un importo non superiore a quello stabilito per le tasse e i contributi versati per le analoghe prestazioni rese da istituti statali (Circ. n. 101/E del 19 maggio 2000).

Sono altresì detraibili, le spese sostenute per la frequenza di Scuole di specializzazione per l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole statali o paritarie (R.M. del 4.3.2008 n. 77/E) e quelle sostenute per la partecipazione a prove di preselezione necessarie per l’accesso a determinati corsi universitari: si tratta, in buona sostanza, del contributo per l’iscrizione alla prova (R.M. del 11.3.2008 n. 87/E). Possono usufruire della detrazione in commento, anche i contribuenti che sostengono delle spese finalizzate all’iscrizione ai corsi istituiti ai sensi del DPR 8.7.2005 n. 212 presso i Conservatori di Musica e gli Istituti musicali pareggiati (C.M. del 13.5.2011 n. 20/E).

Per le spese riconducibili alla frequenza di corsi di istruzione presso istituti o università privati o stranieri, la detrazione spetta in misura non superiore a quella stabilita in relazione alle tasse e ai contributi degli istituti statali italiani. Più precisamente, il limite entro il quale è possibile calcolare la detrazione spettante per i corsi sostenuti presso istituti privati, è costituito dalla misura massima delle tasse o dei contributi stabilita dall’università pubblica di riferimento, in relazione al corso frequentato dallo studente, anche se tale università prevede riduzioni in relazione alla situazione economica del nucleo familiare dello studente, mediante la presentazione della certificazione ISEE (C.M. 21.4.2009 n. 18/E.).

Con particolare riferimento, invece, alle spese sostenute per la frequenza di corsi universitari all’estero, ai fini della detrazione, occorre fare riferimento alle corrispondenti spese previste per la frequenza di corsi similari tenuti presso l’Università statale italiana più vicina al domicilio fiscale del contribuente (C.M. 12.5.2000 n. 95/E). Ad ogni modo, la detrazione in esame non compete per ogni altro onere sostenuto per il compimento degli studi, quale l’acquisto di testi scolastici, strumenti musicali, materiale di cancelleria… (nota ministeriale 17.6.80 n. 8/803), nonché in relazione ai contributi pagati all’università pubblica per il riconoscimento del titolo di studio (laurea) conseguito all’estero.

Con la recente C.M. n. 13/E del 9.5.2013, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta sull’argomento in discorso chiarendo che, anche le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea in teologia presso le Università Pontificie possono essere ammesse alla detrazione in commento, ancorché per tali tipologie di percorsi universitari non esista un corso analogo tenuto da istituti pubblici. Più precisamente, a parere dell’Amministrazione Finanziaria, il…

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