Novità fiscali del 19 aprile 2013: “Sblocca debiti” soddisfatte oltre 63mila richieste di rimborsi Iva

Pubblicato il 19 aprile 2013

"Sblocca debiti”: soddisfatte oltre 63mila richieste di rimborsi Iva; compensi dei notai: la tariffa sotto i minimi non viola la concorrenza; imprese a capitale misto: indennità di malattia anche per gli impiegati; contributo addizionale ASpI dovuto anche dalle agenzie di somministrazione; gli avvisi del fisco devono essere chiari, altrimenti sono annullabili; frodi carosello: confisca limitata; sanzioni tributarie: favor rei anche d’ufficio e in ogni stato del giudizio; pubblicata la delibera Consob che modifica il Regolamento Emittenti in materia di società cooperative; mutui prima casa: al via la richiesta della sospensione delle rate; modificato il Modello Unico PF 2013; credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo: istruzioni delle Entrate sulla compilazione del Modello Unico; comunicazione compensi medici: entro il prossimo 30 aprile l’invio telematico

 

 

 

Indice:

1) “Sblocca debiti”: soddisfatte oltre 63mila richieste di rimborsi Iva

2) Compensi dei notai: la tariffa sotto i minimi non viola la concorrenza

3) Imprese a capitale misto: indennità di malattia anche per gli impiegati

4) Contributo addizionale ASpI dovuto anche dalle agenzie di somministrazione

5) Gli avvisi del fisco devono essere chiari, altrimenti sono annullabili

6) Frodi carosello: confisca limitata

7) Sanzioni tributarie: favore rei anche d’ufficio e in ogni stato del giudizio

8) Pubblicata la delibera Consob che modifica il Regolamento Emittenti in materia di società cooperative

9) Mutui prima casa: al via la richiesta della sospensione delle rate

10) Modificato il Modello Unico PF 2013

11) Credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo: istruzioni delle Entrate sulla compilazione del Modello Unico

12) Comunicazione compensi medici: entro il prossimo 30 aprile l’invio telematico

 

 

1) “Sblocca debiti”: soddisfatte oltre 63mila richieste di rimborsi Iva

Nel 2013 potranno essere soddisfatte oltre 63mila richieste di rimborsi Iva per 11 miliardi di euro e circa 2,3 miliardi di rimborsi relativi alle imposte dirette.

Il direttore Befera alla Camera in audizione sullo “sblocca debiti”.

Immediata immissione di liquidità nel sistema economico attraverso l’accelerazione del pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione verso i propri creditori. È la finalità delle disposizioni contenute nel recente D.L. n. 35/2013, illustrate il 17 aprile 2013 dal direttore delle Entrate, Attilio Befera, alle Commissioni parlamentari speciali.

In particolare, per quel che concerne le attività dell’Agenzia delle Entrate, il decreto disciplina:

- in materia di rimborsi d’imposta, l’incremento delle erogazioni per 2,5 miliardi nel 2013 e 4 miliardi nel 2014 e l’elevazione, da 516mila a 700mila euro, della soglia attualmente vigente per la compensazione tra crediti e debiti fiscali;

- per quanto riguarda la compensazione dei crediti commerciali con i debiti fiscali, la possibilità di utilizzare i debiti delle pubbliche amministrazioni per compensare le somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario.

Rimborsi

Relativamente ai rimborsi, gli interventi previsti dal decreto sono sostanzialmente due: un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate che stabilisca termini e modalità attuative per determinare un incremento delle erogazioni, nelle misure indicate (2,5 miliardi di euro per il 2013 e 4 miliardi di euro per il 2014) e l’innalzamento da 516mila a 700mila euro del limite annuo delle compensazioni effettuate tramite modello F24, a decorrere dal 2014.

Per quanto riguarda i rimborsi Iva, l’Agenzia delle Entrate, nel corso del corrente anno, ha già erogato circa 3,7 miliardi di euro a circa 12mila imprese.

Inoltre, l’Agenzia ha previsto due ulteriori interventi urgenti:

- emanazione, il 27 marzo, di una specifica direttiva che dispone massima priorità per la lavorazione dei rimborsi, in modo da fornire un tangibile sostegno alle imprese;

- adozione, a partire dal prossimo mese di giugno, di nuove procedure di verifica delle istanze, per semplificare il rapporto con il contribuente e razionalizzare l’attività degli uffici con una più mirata analisi del rischio, al fine di accelerare la fase istruttoria e l’erogazione dei rimborsi.

Allo stato attuale si prevede, che nel corso del 2013, potranno essere erogati, in ragione degli stanziamenti pianificati, oltre 63mila rimborsi Iva, per un importo di circa 11 miliardi di euro.

Per le imposte dirette si prevedono, invece, rimborsi per circa 2,3 miliardi di euro. Praticamente, saranno soddisfatte tutte le richieste presentate fino alla fine del 2012.

Mentre, per quanto riguarda i rimborsi Iva, sono compresi anche una parte di quelli trimestrali presentati nel 2013, superando così, di fatto, il problema dell’anticipazione della soglia di compensazione.

Utilizzo dei crediti commerciali verso la PA per pagare debiti fiscali derivanti da accertamento Per quanto riguarda la compensazione dei crediti commerciali non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 verso la PA (Stato, enti pubblici nazionali, Regioni, enti locali ed enti del servizio sanitario nazionale), il decreto consente ai contribuenti-creditori di utilizzare queste somme per il pagamento di quanto dovuto in base agli istituti definitori della pretesa fiscale e deflativi del contenzioso tributario.

I crediti dovranno essere certificati attraverso la piattaforma telematica della Ragioneria generale dello Stato, mentre la compensazione potrà avvenire esclusivamente utilizzando il modello F24, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.

In particolare, la compensazione, dei crediti commerciali maturati al 31 dicembre 2012 verso la PA, è consentita, secondo modalità attuative, in corso di definizione, che saranno previste in un apposito decreto del ministro dell’Economia e delle Finanze, per il pagamento delle somme dovute in base a:

- accertamento con adesione definizione degli inviti al contraddittorio, sia per imposte dirette, sia per Iva;

- definizione dei processi verbali di constatazione;

- definizione degli inviti al contraddittorio ai fini di altre imposte indirette;

- acquiescenza;

- definizione agevolata delle sanzioni;

- conciliazione giudiziale;

- mediazione.

Nel 2012, circa 234mila contribuenti hanno utilizzato gli istituti dell’adesione (compresa l’adesione ai contenuti dei processi verbali di constatazione e l’adesione ai contenuti degli inviti al contraddittorio) e dell’acquiescenza per definire circa 265mila accertamenti emessi ai fini delle imposte dirette, dell’Iva e dell’Irap.

Sempre nel 2012, le somme riscosse correlate agli istituti definitori e agli istituti deflativi del contenzioso, sono ammontate a circa 4,3 miliardi di euro.

Viene poi rilevato come il significativo volume dei crediti vantati dai contribuenti nei confronti della PA e l’attuale congiuntura economica abbiano determinato una diffusa crisi di liquidità che ha concorso alla mancata definizione della pretesa tributaria derivante dall’attività di accertamento.

 

2) Compensi dei notai: la tariffa sotto i minimi non viola la concorrenza

Il notaio può ridurre i propri compensi, scendendo, così, al di sotto dei minimi tariffari senza violare le norme sulla concorrenza.

La ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 9358/2013, che ha suscitato clamore poiché si discosta dal consolidato orientamento che definiva, invece, come concorrenza illecita la riduzione sistematica di onorari e diritti notarili.

Principio che la stessa Cassazione ormai considera non più attuale dopo il Decreto Bersani. Una libera concorrenza – spiega la Cassazione – che riguarda tutte le professioni senza eccezioni e che non “può essere ridimensionata a causa della specificità dell'attività notarile”.

Per questo motivo la Suprema Corte ha preso le distanze dalla Corte d’Appello, che aveva avallato la sanzione disciplinare inflitta dal Consiglio notarile ad un notaio, considerando la riduzione tariffaria un “vulnus dell’ordine pubblico economico in quanto riguarderebbe prestazioni effettuate nell’esercizio di una funzione pubblica, in