Novità fiscali dell'11 febbraio 2013: comunicazione beni ai soci una nuova proroga?

 

 
Indice:
 
1) Obbligo di comunicare al fisco i beni dati ai soci: si va verso l’ennesimo rinvio della scadenza (già prorogata)
 
2) Niente accertamento induttivo: le scritture contabili non richieste dal fisco si possono poi esibire in giudizio a difesa del contribuente
 
3) OIC: approvati i principi contabili n. 7 e 8
 
5) Lavoro accessorio: il datore di lavoro deve farsi rilasciare una dichiarazione di responsabilità
 
6)  Equitalia Nord inaugura 4 nuovi sportelli in Veneto
 
7) L’irregolare tenuta della contabilità non inficia le argomentazioni difensive del contribuente
 
8) Modello F24: nuove risoluzioni dell’Agenzia delle entrate
 
9) Nuova prassi Inps
 

 
1) Obbligo di comunicare al fisco i beni dati ai soci: si va verso l’ennesimo rinvio della scadenza (già prorogata)
Si va verso il rinvio dell’obbligo della comunicazione dei beni aziendali dati ai soci e familiari.
Potrebbe slittare la comunicazione dei beni concessi in utilizzo a soci. La scadenza è attualmente fissata al 2 aprile 2013, ma i problemi applicativi e la sovrapposizione con altri adempimenti ha indotto gli operatori a chiederne una revisione e un rinvio. L’adempimento concerne non solo il 2011 (art. 2 del D.L. n. 138/2011), anno di prima applicazione della norma, ma anche il 2012.
L’Agenzia delle Entrate sta lavorando ad una possibile soluzione: diverse le ipotesi allo studio. Una prima potrebbe essere il 30 settembre 2013, soprattutto se passa la proposta del Direttore dell’Agenzia delle entrate di fare inserire una serie di adempimenti dichiarativi nella dichiarazione dei redditi.
Nelle scorse settimane, comunque, le categorie avevano sollecitato modifiche alle regole di comunicazione (Provvedimento del 16 novembre 2011). Si chiedeva di valutare la possibilità di escludere dall’obbligo le situazioni in cui non si riscontri materia imponibile in capo agli utilizzatori oppure non via siano ipotesi di costi indeducibili in capo al concedente.
Peraltro, l’attuale tracciato costringe a dichiarare anche qualora l’impresa non abbia concesso beni in uso cd. (“comunicazione negative”).
Andrebbe, quindi, eliminato il codice che renderebbe obbligatoria la comunicazione per tutti, anche per chi non ha nulla da dichiarare.
 
 
2) Niente accertamento induttivo: le scritture contabili non richieste dal fisco si possono poi esibire in giudizio a difesa del contribuente
L’Agenzia delle entrate non può procedere con l’accertamento induttivo in mancanza di un invito a presentare questionari (nel caso di specie, mod. 55) o libri, registri e fatture.
Il giudice di merito deve ammettere la documentazione fiscale prodotta dalla parte se l’ufficio non l’aveva precedentemente richiesta In tale ipotesi, dunque, la preclusione non scatta.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2867 del 07 febbraio 2013, che ha ribaltato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, la quale, invece, riteneva corretto applicare l’accertamento induttivo in presenza di omessa presentazione della dichiarazione Iva. 
In particolare, una società di persone aveva ricevuto un accertamento induttivo poiché non aveva presentato le dichiarazioni Iva e Irap per il periodo d’imposta 2003.
La società, dopo aver prodotto la documentazione fiscale in suo possesso, chiedeva la rettifica in diminuzione di quanto accertato dalle Entrate.
Per la Suprema Corte, a differenza dei giudici di merito, la preclusione di esibizione dei documenti non opera perché si attiva solo in caso di mancata esibizione in risposta agli inviti dell’ufficio. Ma, nel caso di specie, tutto questo non era avvenuto e la società aveva, quindi, il diritto di produrre i documenti in …

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