Novità fiscali del 28 settembre 2012: manca ancora la proroga per la dichiarazione IMU in scadenza all’1 ottobre

Pubblicato il 28 settembre 2012



scadenza dichiarazione IMU all'1 ottobre: richiesta di proroga “ufficiale” dell’Associazione Italiana dei Commercialisti; pagamento della parcella del professionista: decisioni della Cassazione; va bene la notifica dei contributi INPS presso la sede legale della società edile e non, quindi, presso i vari cantieri; Commissioni Tributarie: chiusura uffici di Roma per trasferimento sede; attivati gli accessi telematici alla banca dati ipotecaria; beni concessi in godimento a soci o familiari: versione definitiva della circolare delle Entrate; conto corrente per pensioni oltre 1.000 euro: le indicazioni dell'Inps; termini di prescrizione per il rimborso di contributi indebitamente versati alla gestione geparata dell’INPS; insufficiente l’omessa giustificazione dei movimenti bancari: per il reato non basta la presunzione tributaria; la testimonianza dei lavoratori dipendenti evita le presunzioni dei verificatori dell’INPS; domanda permessi assistenza familiari disabili in situazione di gravità

 

 

Indice:

1) Scadenza dichiarazione IMU all'1 ottobre: richiesta di proroga “ufficiale” dell’Associazione Italiana dei Commercialisti

2) Pagamento della parcella del professionista: decisioni della Cassazione

3) Va bene la notifica dei contributi INPS presso la sede legale della società edile e non, quindi, presso i vari cantieri

4) Commissioni Tributarie: chiusura uffici di Roma per trasferimento sede

5) Attivati gli accessi telematici alla banca dati ipotecaria

6) Beni concessi in godimento a soci o familiari: versione definitiva della circolare delle Entrate

7) Conto corrente per pensioni oltre 1.000 euro: le indicazioni dell'Inps

8) Termini di prescrizione per il rimborso di contributi indebitamente versati alla gestione geparata dell’INPS

9) Insufficiente l’omessa giustificazione dei movimenti bancari: per il reato non basta la presunzione tributaria

10) La testimonianza dei lavoratori dipendenti evita le presunzioni dei verificatori dell’INPS

11) Domanda permessi assistenza familiari disabili in situazione di gravità

 

 

1) Scadenza dichiarazione IMU all'1 ottobre: richiesta di proroga “ufficiale” dell’Associazione Italiana dei Commercialisti

Associazione Italiana dei Commercialisti chiede la proroga “ufficiale” della scadenza relativa alla dichiarazione degli immobili posseduti nell’anno in corso.

Nessuna proroga, invece, per gli immobili del periodo d’imposta 2011, cui scade, sempre entro il 01 ottobre 2012, la dichiarazione ex ICI (per tale ultima ipotesi, infatti, i modelli sono quelli usuali).

Ecco di seguito il comunicato stampa del 27 settembre 2012:

Lunedì 1 ottobre 2012 scade il termine per la presentazione della Dichiarazione IMU per l’anno 2012.

Gli organi di stampa da qualche giorno stanno paventando una proroga di tale termine al 31 ottobre 2012, ma a tutt’oggi non vi è ancora nulla di ufficiale.

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili esprime grande preoccupazione di fronte a tale situazione di stallo, tenuto conto del fatto che una proroga del termine per la presentazione della Dichiarazione IMU 2012 si rende necessaria per la mancanza (ancora oggi) del modello di dichiarazione e delle relative istruzioni.

L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili esprime, altresì, grande rammarico: Si è persa un'altra occasione per dare ai contribuenti italiani un minimo di certezza e di serenità e per contribuire a creare e mantenere lo spirito collaborativo che deve esserci tra contribuente e Fisco.

(Associazione Italiana Dottori Commercialisti ed Esperti contabili, comunicato stampa del 27 settembre 2012)

 

2) Pagamento della parcella del professionista: decisioni della Cassazione

Secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 16285 del 25 settembre 2012, l’avvenuto pagamento della parcella, per consulenza professionale, presuppone che eventuali ulteriori e successivi compiti svolti dal professionista (nel caso di specie, Commercialista), non possono essere ricompresi nel corrispettivo già erogato. Non sarebbe, quindi, possibile compensare anche le prestazioni future (non ancora determinate dal Commercialista).

In sostanza, il pagamento della parcella convenuta con il professionista non può comprendere anche eventuali prestazioni successive, non determinate né determinabili alla data del pagamento. Il cliente è tenuto, quindi, a remunerare le ulteriori consulenze ricevute.

Per tutte le altre attività connesse alla cd. consulenza prolungata ma ulteriori e successive, invece, il cliente dovrà corrispondere altro denaro.

Ed ancora, la medesima Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15628 del 18 settembre 2012, ha stabilito che il professionista  che ha concordato un compenso forfetario con il cliente può ottenere un adeguamento dell’onorario per le prestazioni ulteriori prestate solo quando la richiesta viene comunicata al cliente.

Il professionista deve informare immediatamente il cliente dell’eventuale aumento delle prestazioni effettuate, rispetto a quelle inizialmente pattuite, e della conseguente sopravvenuta inadeguatezza del compenso concordato. Quindi, in assenza di questa tempestiva indicazione, il compenso concordato viene ritenuto congruo e non può essere modificato.

 

3) Va bene la notifica dei contributi INPS presso la sede legale della società edile e non, quindi, presso i vari cantieri

Contributi INPS: E’ legittima la notifica del decreto ingiuntivo alla S.n.c. presso la sede legale.

Ciò almeno secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 16245 del 25 settembre 2012.

In particolare, la notifica alla sede legale della S.n.c. di una ingiunzione relativa a contributi Inps viene intesa regolarmente effettuata se avvenuta presso la sede legale risultante dalla visura camerale.

La Corte suprema ha, così, respinto il ricorso presentato da una Snc la quale sosteneva che le notifiche alle società prive di personalità giuridica vanno eseguite nella sede individuata secondo il criterio di cui all’art. 19 c. 2 c.p.c. e non presso quella legale.

Nel caso di specie, trattandosi di azienda edile, l’unico luogo di svolgimento dell’attività sociale diverso dai cantieri di volta in volta allestiti era costituito dall’ufficio, indicato nella visura, sito presso l’abitazione del legale rappresentante.

 

4) Commissioni Tributarie: chiusura uffici di Roma per trasferimento sede

La Commissione Tributaria Provinciale di Roma e la Commissione Tributaria Regionale per il Lazio, a seguito delle operazioni di trasloco degli uffici dalla attuale sede di Galleria Regina Margherita n. 7 alla nuova sede di Via Labicana n. 123, rimarranno chiuse al pubblico dal 1° al 5 ottobre 2012.

Le attività riprenderanno regolarmente nella giornata di lunedì 8 ottobre 2012,

presso la sede di Via Labicana n. 123.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa del 26 settembre 2012)

 

5) Attivati gli accessi telematici alla banca dati ipotecaria

Attivati i servizi previsti dalla tabella delle tasse ipotecarie, allegata al testo unico delle imposte ipotecaria e catastale.

È stato emanato, infatti, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia del Territorio del 26 settembre 2012 con il quale viene definita la disciplina degli accessi non produttivi alla banca dati ipotecaria, previsti dalla Tabella delle tasse ipotecarie.

Parallelamente è stata attivata anche la fornitura telematica di alcuni servizi previsti dalla stessa Tabella.

In particolare, dal 1° ottobre 2012 sarà fornito, in via telematica e in formato elaborabile, l’elenco dei soggetti presenti nelle formalità di un determinato giorno. L’elenco potrà essere richiesto anche in formato PDF.

Sempre dal 1° ottobre 2012, potrà essere richiesto in formato elaborabile anche l’elenco sintetico delle formalità, estratto in sede di consultazione telematica della banca dati ipotecaria.

Accessi banca dati ipotecaria: Novità

Dal 1° ottobre 2012 per gli eventuali accessi telematici alle note o ai titoli ipotecari ai quali non consegua l'individuazione della formalità richiesta, gli importi previsti dalla Tabella delle tasse ipotecarie saranno ridotti ai sensi dell’art. 6, comma 5-sexies, del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 26 aprile 2012, n. 44.

A decorrere dalla stessa data l’elenco dei soggetti presenti nelle formalità di una giornata sarà disponibile in via telematica, e sarà rilasciato in formato elaborabile così come l’elenco sintetico delle formalità ipotecarie, che viene estratto in sede di consultazione telematica della banca dati.

I suddetti servizi saranno erogati solo telematicamente, su base convenzionale, previo pagamento dei tributi dovuti.


6) Beni concessi in godimento a soci o familiari: versione definitiva della circolare delle Entrate

L’Agenzia delle entrate, sul proprio sito internet, ha nuovamente pubblicato la circolare n. 36/E del 24 settembre 2012 poiché la precedente versione conteneva errori/refusi.

Ecco di seguito la circolare nella sua versione definitiva:

Beni concessi in godimento a soci o familiari, ai sensi dell’articolo 2, commi da 36 terdecies a 36- duodevicies, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Ulteriori chiarimenti

Con circolare del 15 giugno 2012 n. 24/E l’Agenzia ha fornito i primi chiarimenti sulle modalità applicative dell’articolo 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, che ha introdotto delle disposizioni volte a contrastare il fenomeno della concessione in godimento di beni relativi all’impresa a soci o familiari dell’imprenditore per fini privati.

Ciò premesso, atteso che sono state poste all’attenzione della scrivente alcune criticità connesse alle modalità di applicazione delle suddette disposizioni,

si forniscono ulteriori precisazioni.

1 Certificazione

Al fine di determinare la misura del reddito diverso derivante dagli accordi tra le parti per la concessione in godimento del bene relativo all’impresa, per esigenze di certezza e di documentabilità, la circolare del 15 giugno 2012 n. 24/E ha ritenuto opportuno precisare che il corrispettivo annuo e le altre condizioni contrattuali debbano risultare da apposita certificazione scritta di data certa antecedente alla data di inizio dell’utilizzazione del bene.

Detta precisazione è volta a chiarire l’opportunità, in un ottica di correttezza e trasparenza dei rapporti tra il contribuente e l’amministrazione finanziaria, che gli elementi essenziali dell’accordo tra concedente ed utilizzatore, quali il corrispettivo, l’inizio e la durata del godimento del bene, risultino documentati, fin dall’inizio, in modo certo ed oggettivo.

Tale esigenza appare particolarmente rilevante nel caso in esame, in considerazione della correlazione tra le parti interessate. Peraltro, la predisposizione di adeguata documentazione di data certa, in cui sono evidenziati i contenuti del rapporto, appare utile nel precipuo interesse delle parti, in quanto,

idonea ad evidenziare la mancanza di volontà di porre in essere arbitraggi fiscali

sulla base di scelte di convenienza economica dell’ultimo momento.

Si precisa, tuttavia, che in assenza della predetta documentazione il contribuente può, comunque, diversamente dimostrare quali sono gli elementi

essenziali dell’accordo.

2 Beni in godimento dati all’imprenditore individuale e ai soci di società di persone e di società trasparenti per opzione

In linea generale, le disposizioni contenute nel citato art. 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies,_ trovano applicazione in relazione a quei beni che vengono utilizzati nell’ambito dell’attività d’impresa a fronte dei quali emergono ordinariamente componenti positivi di reddito e per i quali è riconosciuta la piena deducibilità dei costi.

L’applicazione delle nuove disposizioni può determinare, tuttavia, un fenomeno di doppia imposizione sulla base del medesimo presupposto impositivo che, in base ai principi generali del nostro ordinamento, deve essere evitato. Tale circostanza si può verificare nell’ipotesi in cui l’utilizzatore coincide con l’imprenditore individuale o con il socio di società di persone e di società trasparenti per opzione di cui all’articolo 116 del TUIR. In queste ipotesi si produrrebbe la tassazione di un maggior reddito d’impresa imputato all’imprenditore individuale o attribuito al socio per trasparenza, corrispondente

all’indeducibilità in capo al concedente dei costi del bene dato in godimento, e la concomitante tassazione di un reddito diverso determinato ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera h-ter) del TUIR.

Al fine di evitare tale fenomeno si ritiene che il reddito diverso da assoggettare a tassazione in capo all’utilizzatore debba essere ridotto del maggior reddito d’impresa imputato allo stesso utilizzatore (imprenditore individuale o socio tassato per trasparenza) a causa dall’indeducibilità dei costi del bene concesso in godimento che ha generato il reddito diverso.

Il reddito diverso da assoggettare a tassazione va, quindi, determinato confrontando la differenza tra il valore normale del diritto di godimento del bene e il corrispettivo pagato, con il reddito d’impresa imputato all’imprenditore individuale o la quota parte del reddito attribuito al socio per trasparenza corrispondente all’ammontare dei costi non ammessi in deduzione. Solo l’eventuale eccedenza tra detta differenza e il predetto reddito o quota parte di reddito sarà assoggettata a tassazione come reddito diverso.

Si supponga a titolo di esempio che una società, alla quale partecipino due soci ciascuno per una quota pari al 50 per cento, conceda in godimento ad uno dei soci un bene immobile strumentale ad un corrispettivo inferiore al valore normale del diritto di godimento e che l’impresa abbia sostenuto dei costi in relazione a tale bene. Il reddito diverso da assoggettare a tassazione è determinato come segue:

· valore normale del diritto di godimento: € 10.000,00;

· corrispettivo pattuito per il godimento: € 5.500,00;

· costi indeducibili relativi al bene: € 2.000,00;

· differenza tra valore nomale del diritto di godimento e corrispettivo pattuito: 4.500,00 (10.000,00 – 5.500,00);

· reddito d’impresa da attribuire al socio che detiene il bene in godimento corrispondente ai costi indeducibili: € 2.000,00;

· reddito diverso da assoggettare a tassazione: € 2.500,00 (4.500,00 – 2.000,00).

Il medesimo criterio di determinazione del reddito diverso trova applicazione per i beni ad uso promiscuo per i quali il TUIR forfetizza la deducibilità dei relativi costi.

Con riferimento a tali beni nella circolare 24/E del 2012 è stato precisato che:

1. in capo al concedente trovano applicazione le disposizioni del TUIR che prevedono un regime di limitazione della deducibilità dei relativi costi;

2. in capo all’utilizzatore si rende applicabile l’articolo 67, comma 1, lettera hter) del TUIR a prescindere dalla circostanza che il bene sia assoggettato al predetto regime di limitazione della deducibilità dei relativi costi.

Al riguardo si evidenzia che poiché per tali beni restano applicabili le norme previste dal TUIR, nelle ipotesi in cui scatta l’applicazione dell’articolo 67, comma 1, lettera h-ter) del TUIR, il maggior reddito, derivante dalla indeducibilità dei costi relativi al bene concesso in godimento, è imputato a tutti i soci a prescindere da chi ha l’utilizzo del bene.

Pertanto, il soggetto utilizzatore del bene determina il reddito diverso da assoggettare a tassazione confrontando la differenza tra il valore normale del diritto di godimento del bene e il corrispettivo pagato, con il reddito d’impresa imputato all’imprenditore individuale o la quota parte del reddito attribuito al socio per trasparenza. Solo l’eventuale eccedenza tra detta differenza rispetto al predetto reddito o quota parte di reddito sarà assoggettata a tassazione come reddito diverso.

Si supponga ad esempio che una società, alla quale partecipino due soci ciascuno per una quota pari al 50 per cento, detenga un’autovettura utilizzata gratuitamente da uno di essi e che l’impresa abbia sostenuto dei costi in relazione a tale bene. Il reddito diverso da assoggettare a tassazione è determinato come segue:

· valore normale del diritto di godimento: € 800,00;

· corrispettivo pattuito per il godimento: € 0;

· costi relativi al bene: € 1.000,00.

· differenza tra valore nomale del diritto di godimento e corrispettivo pattuito: 800,00;

· costi indeducibili relativi al bene € 600 (60% di 1.000,00);

· reddito d’impresa da attribuire ai due soci a prescindere dall’utilizzo del bene corrispondente ai costi indeducibili: € 600,00;

· reddito diverso da assoggettare a tassazione: € 500 [€ 800 - € 300 (maggior reddito d’impresa, imputato al socio utilizzatore, relativo a costi indeducibili)].

3 Ulteriori chiarimenti sul godimento di autoveicoli

Nel caso in cui oggetto del godimento sia un autoveicolo, ai fini della determinazione del valore normale, fermo restando quanto già chiarito con la circolare n. 24/E in commento, si ritiene che per esigenze di semplificazione, il valore normale deve essere determinato ai sensi dell’articolo 51, comma 4, del TUIR.

Conseguentemente, in tale circostanza per determinare il reddito diverso da assoggettare a tassazione occorre confrontare il valore normale del diritto di godimento del bene facendo riferimento all’articolo 51, comma 4, del TUIR, al netto del corrispettivo eventualmente pagato, con il reddito imputato all’imprenditore individuale o attribuito al socio utilizzatore per trasparenza corrispondente all’ammontare dei costi non ammessi in deduzione per effetto della percentuale di forfetizzazione prevista dal TUIR. L’eventuale eccedenza del valore normale rispetto al predetto reddito sarà assoggettata a tassazione come reddito diverso.

Il legislatore fiscale in alcuni casi, per determinati beni, ha riconosciuto l’integrale deducibilità dei relativi costi anche quando gli stessi, per loro natura,

possono essere utilizzati promiscuamente.

Più precisamente, si tratta di beni aziendali per i quali lo stesso legislatore, prevedendo l’integrale deducibilità del costo nell’ambito del reddito d’impresa, si disinteressa dell’eventuale uso del bene stesso nella sfera privata. Si fa riferimento, ad esempio, alle autovetture adibite ad uso pubblico, per le quali l’articolo 164 del TUIR stabilisce la deducibilità dell’intero ammontare dei componenti negativi.

In tali ipotesi si ritiene che le disposizioni di cui all’articolo 2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies non possano trovare applicazione.

E’ il caso dei tassisti, che possono dedurre integralmente i costi relativi alle autovetture nonostante l’utilizzo privatistico ad essi riconosciuto dall’art. 14, comma 6, del decreto legislativo del 19 novembre 1997, n. 422 il quale dispone che “ad integrazione dell'articolo 86 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ai veicoli adibiti al servizio di piazza per il trasporto di persone di cui all'articolo 82, comma 5, lettera b), dello stesso decreto, é consentito l'uso

proprio fuori servizio”.

 

7) Conto corrente per pensioni oltre 1.000 euro: le indicazioni dell'INPS

L’Inps ha ricordato la scadenza del 1° ottobre per la comunicazione delle modalità di riscossione.

L’Inps, con il comunicato stampa del 25 settembre 2012, ha ricordato ai pensionati la scadenza del 1° ottobre 2012, per comunicare le modalità di riscossione alternative al contante nel caso in cui la propria prestazione superi i mille euro.

La modalità di pagamento scelta deve essere comunicata al proprio ufficio pagatore o alla sede Inps che gestisce la pensione, altrimenti le pensioni che nel periodo transitorio (30 giugno-30 settembre) sono state convogliate e trattenute in un conto di servizio transitorio, in attesa della comunicazione del pensionato, saranno restituite all’Inps.

 

 

8) Termini di prescrizione per il rimborso di contributi indebitamente versati alla gestione separata dell’INPS

Nell’ambito della gestione separata INPS la prescrizione é quinquennale per i contributi indebitamente versati.

Dunque per i co.co.co., per gli indebiti pensionistici, dopo cinque anni niente rimborso, ma scattano le prestazioni.

L’Inps con il messaggio 15279 del 2012 ha, infatti, precisato che è prevista la prescrizione dopo cinque anni per i contributi versati, ma non dovuti, all’Inps.

Come per i lavoratori dipendenti, anche i contributi indebiti pagati da co.co.co., lavoratori a progetto e professionisti senza cassa, una volta prescritti, producono diritto a prestazioni.

Rettificato quanto previsto dal messaggio n. 9869/2012.

 

9) Insufficiente l’omessa giustificazione dei movimenti bancari: per il reato non basta la presunzione tributaria

Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza del 26 settembre 2012, l’omessa giustificazione di movimenti bancari da parte del contribuente non può essere ritenuta sufficiente per la sussistenza del reato tributario ma è necessario che la presunzione sia supportata da altri riscontri.

Nel caso di specie, durante un controllo fiscale un contribuente non era stato in grado di giustificare numerose movimentazioni bancarie e dato che l’importo superava la soglia di rilevanza penale veniva sottoposto a un procedimento penale che si concludeva con la condanna.

Ma, in tale ipotesi (nel processo penale), secondo la Suprema Corte, non vale la presunzione legale tributaria, secondo cui i versamenti sul conto corrente dell’imprenditore sarebbero ricavi.

 

10) La testimonianza dei lavoratori dipendenti evita le presunzioni dei verificatori dell’INPS

In sede di verifica previdenziale, l’INPS non può pretendere i contributi per i permessi che non risultano dai libri contabili.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione,  con la sentenza n. 16373 del 26 settembre 2012.

In particolare, tale istituto previdenziale non può fare valere la mancanza del riscontro, nei libri contabili, dei permessi per riduzione di orario (ROL) per chiedere il pagamento dei contributi presumendo che, in assenza di tale riscontro, il datore di lavoro e i lavoratori si siano accordati per il pagamento di un’indennità sostitutiva.

Poi in particolare qualora i dipendenti abbiano tutti insieme testimoniato di avere fruito dei permessi ROL.

Pertanto, secondo la Suprema Corte, l’INPS non può invertire l’onere della prova chiedendo all’azienda di dimostrare il contrario, e a tal fine non rileva il fatto che dalla contabilità non risulti la riduzione d’orario, giacché, almeno in tale circostanza, la mancata annotazione non può essere fatte valere contro l’impresa.

 

11) Domanda permessi assistenza familiari disabili in situazione di gravità

Dal 1° ottobre 2012, le domande di permessi per l’assistenza al familiare disabile in situazione di gravità dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso uno dei seguenti canali:

WEB – L’accesso al servizio web per l’invio online delle domande per i permessi retribuiti ai sensi della legge 104/1992 acquisite via internet avviene collegandosi al sito dell’Inps. Il cittadino richiedente deve essere in possesso del PIN dispositivo. Il servizio è disponibile tra i servizi online dedicati al Cittadino; in particolare, una volta effettuato l’accesso, il cittadino dovrà selezionare le voci “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito – disabilità – permessi legge 104/1992”;

Contact Center Multicanale – Attraverso il numero verde 803164;

Patronati – Attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

L’Inps, con la circolare n. 117 del 27 settembre 2012 ha fornito informazioni dettagliate sulle diverse modalità di presentazione della domanda di permessi.

 

Vincenzo D’Andò