Sviluppo occupazionale giovanile con la green economy

di Nicola Monfreda

Pubblicato il 23 luglio 2012



il decreto legge recentemente approvato estende, tra l’altro, il finanziamento agevolato previsto dal fondo Kyoto, con una disponibilità di 470 milioni di euro, a soggetti pubblici e privati che operano in ulteriori settori della c.d. Green Economy

 

  1. Introduzione.

Con l’approvazione, il 15 giugno, del c.d. decreto legge “Crescita Sostenibile”1, il panorama normativo nazionale è sempre più caratterizzato da istituti tipizzanti della “green economy.

ll primo passo era stato, già, compiuto con l’approvazione del disegno di legge delega fiscale, approvato dal Consiglio dei Ministri2 il 26 aprile di quest’anno, finalizzato a correggere taluni aspetti critici del sistema fiscale nazionale, per renderlo maggiormente equo, trasparente, orientato alla crescita economica, anche attraverso, appunto, lo strumento della c.d. Fiscalità Ambientale3.

Nel caso qui in esame, ci si riferisce, nello specifico, all’art. 57, norma tesa allo sviluppo di occupazione giovanile nella green economy.

 

  1. Novità apportato dal decreto “Crescita Sostenibile”.

La misura in esame estende il finanziamento agevolato previsto dal “fondo Kyoto”, nel quale sono disponibili 470 milioni4 di euro, a soggetti pubblici e privati che operano in ulteriori quattro settori della Green Economy, in particolare:

  • protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico;

  • ricerca, sviluppo e produzioni di biocarburanti di seconda e terza generazione;

  • ricerca, sviluppo, produzioni ed installazioni di tecnologie nel solare termico, solare a concertazione, solare termo dinamico, solare fotovoltaico, biomasse, biogas e geotermia;

  • incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario (incluso social housing);

La norma mira, quindi, a favorire l’occupazione giovanile nei settori afferenti alle fonti rinnovabili, messa in sicurezza del territorio, infrastrutture, edifici, biocarburanti, efficienza nell’uso dell’energia elettrica.

Con le medesime modalità attuative del fondo rotativo di cui all’art. 1, c. 1110, della legge n. 296/06, alle imprese che assumono, è concesso un finanziamento a tasso agevolato, per una durata, di norma, non superiore a 72 mesi.

Il termine è elevato a 120 mesi per le ESCO, dei titolari dei contratti di disponibilità stipulati ai sensi dell’art. 44 del D.L. 24 gennaio 2012, n. 1, afferenti a disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività5 nonché delle s.r.l. semplificate costituite ai sensi dell’ art. 2463 bis del codice civile.

Il finanziamento ai progetti di investimento è vincolato alla creazione di nuova occupazione giovanile a tempo indeterminato.

 

  1. Commenti.

Concettualmente, la c.d. “tassazione ambientale”, intesa come imposizione finalizzata a:

  • ridurre l’impatto ambientale, intervenendo sui comportamenti negativi da stigmatizzare;

  • incentivare i settori cc.dd. “verdi”,

risulta funzionale ad uno sviluppo sostenibile di medio/lungo periodo;

Tecnicamente, si tratta del “doppio dividendo”, agevolando i comportamenti virtuosi e performanti a svantaggio di quelli con negativo impatto ambientale, in base al noto principio del “paga chi inquina”, anche sollevando le famiglie dall’onere che grava sull’intera comunità.

A parere di chi scrive, la strada intrapresa dal Governo verso la Green Economy è da valutare in modo assolutamente positivo, scelta accorta che trova continue conferme anche a livello comunitario6, in tal senso il Consiglio Europeo sta valutando una proposta di direttiva finalizzata a rivedere, nuovamente, le accise sui prodotti energetici, commisurando le aliquote al contenuto di carbonio (carbon tax).

Ad adiuvandum, giova richiamare una recente analisi condotta dalla Banca d'Italia, che evidenzia ampi margini per perseguire congiuntamente gli obiettivi di ridurre le emissioni inquinanti e di realizzare effetti distributivi desiderabili.

Si fa riferimento, nello specifico, al tema di discussione n. 744 del 2010 nominato “Trade, tecnica progress and the environment: the role of a unilateral green tax on consumption7, laddove vengono esaminati gli effetti di una tassazione proporzionale alle emissioni generate dal consumo dei beni, con la successiva redistribuzione degli introiti ai consumatori in base alla formula lump sum, con effetti positivi sia in termini di investimento nell’innovazione tecnologica con abbattimento delle emissioni stesse, incidendo sulle abitudini di consumo che generano “meccanismi virtuosi a livello globale”.

La scelta della green economy, a questo punto, non costituisce più una mera dichiarazione di volontà, ma, con i recenti provvedimenti, costituisce una scelta concreta di politica economica.

Attendiamo, quindi, fiduciosi i consequenziali interventi di regolamento.

 

21 luglio 2012

Fabrizio Stella e Nicola Monfreda

1 Divenuto, dopo le intese, il Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83 – Misure urgenti per la crescita del Paese, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 26 giugno 2012, n. 147, S.O..

2 Su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

3 Sul punto sia consentito il rinvio agli stessi autori, Revisione del sistema delle accise sui carburanti in questa rivista, il 18 ed il 19 maggio 2012.

4 In tal senso la nota di sintesi predisposta dal Governo, appostata sul sito istituzionale.

5 Pubblicato nella Gazz. Uff. 24 gennaio 2012, n. 19, S.O..

6Annual Growth Survey, 2011, consultabile sul sito internet della Commissione Europea, http://ec.europa.eu.

7 Di Daniela Marconi, Classificazione JEL: O30, F14, F18.