Novità fiscali del 18 maggio 2011

 

 Indice:

 1) Nell’accertamento sintetico la prova incombe sul contribuente

 2) Ferie: riepilogo delle regole dalla Fondazione Studi Consulenti

 3) Manuale operativo per deposito bilanci al Registro Imprese

 4) Soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2011: aggiornamento degli elenchi per volontariato ed associazioni sportive

 5) Indice TFR per aprile 2011

 6) Anche gli enti non commerciali iscritti al REA devono pagare il diritto camerale annuale

 

1) Nell’accertamento sintetico la prova incombe sul contribuente

Nell’ipotesi di accertamento fiscale effettuato con l’utilizzo del redditometro è il contribuente che deve fornire la prova contraria. Le decisioni di giurisprudenza vanno in tal senso.

Di recente la Legge n. 122 del 2010 ha modificato radicalmente il contenuto dell’art. 38 del D.P.R. n. 600/1973 al fine di contrastare ulteriormente il fenomeno dell’evasione fiscale.

In tale contesto, le vecchie disposizioni si continueranno ad applicare per accertare l’evasione fino al periodo d’imposta 2008.

Per cui fino a tale periodo d’imposta conta, principalmente, rileva il possesso di:

– aeromobili;

– navi e imbarcazioni da diporto;

– autoveicoli;

– altri mezzi di trasporto a motore;

– roulotte;

– residenze principali e secondarie;

– collaboratori familiari;

– cavalli da corsa o da equitazione;

– assicurazioni.

Quindi, continua a “pesare” il possesso dei beni patrimoniali.

Mentre dal periodo d’imposta 2009 a tale sistema si affianca l’ulteriore tecnica accertatrice dei verificatori fiscali legata alle spese effettuate dai contribuenti (talune spese sono state già individuate dalla Guardia di Finanza con la circolare n. 1 del 2008).

Pertanto, il contribuente deve essere in grado di dimostrare come possa sostenere il pagamento, ad es., di:

– consistenti rate di mutuo;

– canoni di affitto per unità immobiliari di pregio o auto di lusso e natanti da diporto;

– canoni per l’affitto di posti barca;

– quote di iscrizione a circoli esclusivi;

– rette per la frequentazione di scuole private particolarmente costose.

Parimenti, il contribuente deve indicare, in maniera precisa (fornendo i riscontri legali), con quale fonte di reddito (o rendita patrimoniale, ecc.) riesce ad effettuare, ad es., spese per la ristrutturazione di immobili, per arredo di lusso, e così via.

Attenzione viene posta dai verificatori del fisco anche all’assidua frequentazione alle case di gioco, alla partecipazione ad aste, ai frequenti viaggi e crociere, all’acquisto di beni pregiati (es. quadri, gioielli, sculture, e così via), a particolari hobby, come nel caso di rally e delle gare di motonautica.

Indici di capacità contributiva

I beni e servizi indicativi della capacità contributiva sono elencati nella tabella allegata al D.M. 10 settembre 1992 recante “determinazione, ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, degli indici e coefficienti presuntivi di reddito di maggior reddito in relazione agli elementi indicativi di capacità contributiva”.

La tabella che si usa per il calcolo del redditometro è stata integralmente sostituita con D.M. 19 novembre 1992.

I beni e i servizi individuati sono raggruppabili in nove categorie:

– aeromobili;

– navi e le imbarcazioni da diporto;

– autoveicoli;

– altri mezzi di trasporto a motore;

– roulottes;

– residenze principali e secondarie;

– collaboratori familiari (da non confondere con i collaboratori dell’impresa familiare);

– cavalli da corsa o da equitazione;

– assicurazioni di ogni tipo (escluse quelle relative all’utilizzo di veicoli a motore, sulla vita e quelle contro gli infortuni e malattie).

Su tale tabella il redditometro viene aggiornato ogni due anni in base alle variazioni percentuali dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività nazionale calcolato dall’Istat.

La C.M. n. 101/E del 1999 ha precisato che l’accertamento sintetico va coordinato con le ulteriori strategie di contrasto dell’evasione fiscale, anche attraverso l’impiego di strumenti presuntivi (parametri, studi di settore, ecc.) e l’impiego di più penetranti poteri di indagine conferiti al Fisco (dati bancari, richieste a soggetti terzi, strumenti informatici, e cosi via).

Nuovo redditometro

L’art. 22, D.L. del 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modifiche dalla L. 122/2010 (cd. manovra correttiva) ha rivisto la disciplina dell’accertamento sintetico e del redditometro, contenuta nei commi 4 e seguenti dell’art. 38, del D.P.R. 600/1973, al fine di renderlo più efficiente; dotandolo di garanzie per il contribuente, anche mediante la previsione del contraddittorio obbligatorio.

La nuova disciplina esplica la propria efficacia a partire dagli accertamenti relativi ai redditi del periodo d’imposta 2009, mentre, per i periodi precedenti ancora accertabili, ossia quelli che vanno dal 2006 al 2008, l’accertamento sintetico e il redditometro continueranno ad essere applicati sulla base del testo dell’art. 38 antecedente alle modifiche.

Vi sarà, quindi, un lungo periodo di convivenza tra i due regimi.

La nuova disciplina, introdotta dall’art. 22 della citata L. 30.7.2010, n. 122, si applica a condizione che il reddito accertabile ecceda di almeno 1/5 (20%) quello dichiarato e l’Ufficio possa determinare sinteticamente il reddito totale del contribuente sulla base delle spese di qualsiasi genere sostenute nel periodo d’imposta, fatta salva la prova contraria opposta dal contribuente.

Nell’ambito, invece, dell’accertamento sulla base degli studi di settore, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10778 del 16 maggio 2011, ha stabilito che un piccolo scostamento dalle risultanze derivanti da GE.RI.CO invalida l’avviso emesso dall’ufficio delle Entrate. Ribadita la necessità di instaurare la fase del contradditorio ove il contribuente deve adeguatamente fornire le prove a sostegno della propria difesa.

 

 

2) Ferie: riepilogo delle regole dalla Fondazione Studi Consulenti

Dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro l’e-book con normativa e tabelle.

Entro il 30 giugno i datori di lavoro devono concedere ai lavoratori dipendenti l’effettiva fruizione dei periodi di ferie maturati e non ancora goduti relativi ai 18 mesi precedenti.

In ogni caso, il 16 agosto scade il termine per pagare i contributi sulle ferie non godute relative allo stesso periodo.

Di questo e della complessa normativa che regola le ferie si é occupata la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro con detto e-book che contiene riepiloghi e tabelle per la corretta gestione dell’istituto.

Maturazione collegata all’effettiva prestazione di lavoro

I giorni di ferie spettanti si calcolano considerando due variabili: La maturazione del diritto al momento del godimento delle ferie; la durata stabilita dai contratti collettivi o, in alcuni casi particolari, dalla legge.

La maturazione delle ferie è collegata all’effettiva prestazione di lavoro. Esse, infatti, maturano, durante un periodo di dodici mesi stabilito dalla legge, in presenza della prestazione lavorativa o di un’assenza che, dalla legge o dai contratti collettivi, è equiparata al servizio effettivo.

Le ferie maturano anche durante il periodo di prova.

Il dipendente che non lavora per l’intero periodo di maturazione – come di frequente accade nei contratti a tempo determinato o in caso di assunzione o cessazione in corso d’anno – ha diritto ad un numero di giorni di ferie proporzionale al servizio effettivamente prestato.

Durata minima di 4 settimane, possibile ampliamento dai contratti collettivi

La durata minima delle ferie prevista dalla legge è di quattro settimane per un anno di servizio equivalenti, nel caso di fruizione di un periodo consecutivo, a 28 giorni di calendario.

I contrati collettivi (cc) nazionali, territoriali, ed aziendali possono prevedere una durata minima superiore, i criteri di calcolo dei giorni (di calendario o lavorativi) o le regole da seguire in caso di concomitanza dei giorni festivi.

I cc stabiliscono la durata delle ferie generalmente in base alla qualifica contrattuale e all’anzianità di servizio del lavoratore. Le ferie possono essere espresse in settimane, giorni di calendario, oppure in giorni lavorativi.

Se un cc fa riferimento ai giorni lavorativi considerando la settimana lavorativa di sei giorni, nel calcolo delle ferie si deve conteggiare anche il sabato, anche se in azienda si adotta la settimana corta (5 giorni lavorativi).

Fruizione irrinunciabile, i patti contrari sono nulli

La fruizione delle ferie è un diritto irrinunciabile; qualsiasi patto contrario, sia esso contenuto in un cc o in un contratto individuale, è nullo e da ciò ne consegue l’automatica sostituzione della clausola nulla con la disposizione attributiva del diritto stesso. Le ferie non godute non possono essere sostituite dalla relativa indennità, salvi i casi tassativamente indicati dalla legge.

Salvo quanto previsto dalla contrattazione collettiva o dalla disciplina riferita a specifiche categorie il periodo minimo annuale legale di ferie retribuite va goduto:

– per almeno due settimane nel corso del periodo di maturazione

– per le restanti due settimane, entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione, salvo i più ampi periodi di differimento stabiliti dalla contrazione collettiva.

I giorni eccedenti il periodo minimo legale eventualmente previsti dalla contrazione collettiva o dal contratto individuale possono essere fruiti nel termine stabilito dagli accordi stessi o, in mancanza, dagli usi aziendali.

La scelta del periodo feriale richiede accordo tra le parti

La scelta di fruizione del periodo irrinunciabile di riposo è lasciata al datore di lavoro che opererà contemperando le esigenze e gli interessi del lavoratore con le necessità di servizio.

Su questo aspetto la giurisprudenza è intervenuta spesso per dettare regole in merito alla collocazione in ferie messa in atto unilateralmente dal datore o alla sospensione lavorativa decisa dal lavoratore in modo arbitrario.

Il consolidato orientamento della Cassazione prevede che il potere di determinare il periodo di fruizione spetta al datore, in virtù del potere organizzativo e direttivo attribuitogli.

Ferie intere o ridotte, la CIG richiede una rideterminazione

Il periodo di crisi economica, a causa dell’aumento del ricorso alla cassa integrazione guadagni a zero ore, riduce i giorni di ferie dei lavoratori dipendenti.

I rapporti tra le ferie e gli altri istituti che possono interromperne il godimento sono regolati dalle norme sui singoli istituti, ma anche da giurisprudenza e prassi amministrativa.

Per quanto riguarda la CIG occorre distinguere tra lavoratore soggetto a CIG che presta la propria opera a orario ridotto e il lavoratore CIG a “zero ore” che non presta alcuna attività lavorativa.

Il principio generale sulla natura delle ferie si fonda sull’obiettivo di reintegrare le energie psicofisiche consumate in relazione al servizio prestato o da prestare in un anno intero.

Per il lavoratore in CIG a “zero ore”, proprio per il fatto che non si verifica la necessità di reintegrare tali energie, di norma non c’è maturazione del diritto alle ferie.

Diverso, invece, il caso di un lavoratore in CIG con prestazione lavorativa ridotta. Per tale soggetto matura il diritto alle ferie, in considerazione del fatto che si tratta sempre di periodi lavorativi effettuati anche se in forma ridotta. Stesso principio si applica ai contratti di solidarietà.

Ferie non godute obbligano a contributi entro il 22 agosto

Il 16 agosto, termine spostato al 22 agosto per effetto degli slittamenti fiscali, scade il termine per pagare i contributi sulle ferie non godute relative al 2009.

L’Inps ha stabilito i criteri per l’individuazione del momento in cui sorge l’obbligo contributivo sui compensi maturati dal lavoratore per ferie ancora da godere.

Nel caso di una previsione legale o contrattuale che prevede un termine per la fruizione delle stesse, tale termine diventa il termine entro il quale versare la contribuzione.

Regolamenti aziendali e/o patti individuali possono spostare il termine di fruizione con conseguente spostamento anche dell’obbligo contributivo.

In assenza di norme contrattuali, regolamenti aziendali, ecc. la scadenza della obbligazione contributiva è fissata al 18° mese successivo al termine dell’anno solare di maturazione delle ferie.

In caso di ferie maturate del 2009 e non godute alla data del 30.06.2011 la procedura, in riferimento è contenuta nella circolare Inps n. 136/07.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 16 maggio 2011)

3) Manuale operativo per deposito bilanci al Registro Imprese

Il deposito del bilancio non rientra tra gli adempimenti compresi nella Comunicazione Unica.

Lo ha precisato il manuale operativo per deposito bilanci al Registro Imprese pubblicato di recente: http://webtelemaco.infocamere.it alla voce Bilanci>Guida, che riporta istruzioni di dettaglio sulla predisposizione ed invio delle pratiche telematiche di deposito.

Per il deposito del bilancio di esercizio e dell’eventuale elenco soci annuale (per

le SPA e SAPA) occorre utilizzare le funzioni di spedizione disponibili in webtelemaco.infocamere.it.

Bilancio in formato XBRL

Questo è il secondo anno di piena attuazione dell’obbligo del deposito del bilancio in formato elaborabile XBRL prevista con DPCM 10 dicembre 2008.

La novità più rilevante è la tassonomia approvata dall’Organismo Italiano di Contabilità, resa pubblica sul sito ministeriale DigitPA il 4 febbraio 2011.

La nuova versione “2011-01-04”, disponibile anche sul sito XBRL Italia, è ufficialmente operativa dal 30 marzo 2011, a seguito della comunicazione in Gazzetta Ufficiale n. 69 del 25/03/2011.

Questa versione della tassonomia consente di eliminare alcune difficoltà riscontrate nel rendere corrispondente il prospetto contabile in formato XBRL al prospetto contabile approvato in assemblea, riducendo drasticamente la necessità di doppio deposito (prospetto XBRL e prospetto in formato PDF/A).

In particolare è ora possibile:

– per il bilancio abbreviato applicare il dettaglio delle riserve della voce A.VII del patrimonio netto nella medesima modalità prevista per i bilanci ordinari;

– dettagliare attraverso una nota testuale a piè di pagina le riserve non presenti nella tassonomia e raggruppate nella voce “altre riserve” o “altri conti

d’ordine”;

– compilare il campo ‘soggetto a direzione e coordinamento’ (campo testo) per

indicare il soggetto di cui all’art. 2497-bis C.C.;

– aggiornare la scheda anagrafica con tutte le informazioni necessarie per ottemperare alla nuova normativa (articolo 42 della Legge 7 luglio 2009 n. 88 – Legge Comunitaria 2008) che ha modificato l’articolo 2250 del codice civile:

a. la sede della società, il numero di iscrizione e l’ufficio del registro delle imprese ove è iscritta (per tutti i tipi di società);

b. il capitale effettivamente versato quale risulta esistente dall’ultimo bilancio (per le sole società di capitali);

c. lo stato di liquidazione della società a seguito dello scioglimento (per tutti i tipi di società);

d. lo stato di società con unico socio (per s.p.a. e per le s.r.l. unipersonali).

Per i suddetti motivi la tassonomia di riferimento da utilizzare per la formazione delle istanze XBRL è la versione “2011-01-04”.

Per il deposito 2011 la pratica di bilancio dovrà contenere:

– il prospetto contabile, costituito da stato patrimoniale e conto economico, codificato esclusivamente in formato XBRL sulla base della vigente tassonomia;

– la nota integrativa, che non potendo essere ancora resa nel nuovo formato elettronico elaborabile, sarà invece prodotta in formato PDF/A;

– tutti gli altri documenti che accompagnano il bilancio, ad esempio la Relazione sulla Gestione, la Relazione del Collegio sindacale, il giudizio del revisore contabile ed il Verbale di approvazione dell’Assemblea, saranno allegati alla pratica in formato PDF/A.

Il prospetto contabile in formato PDF/A dovrà essere allegato alla pratica di deposito in aggiunta al file in formato XBRL solo nell’ipotesi in cui la vigente tassonomia non sia giudicata compatibile, per la particolare situazione aziendale, con i principi di chiarezza, correttezza e verità di cui all’art. 2423 c.c.; in questo caso è necessario indicare le motivazioni del doppio deposito inserendo apposita dichiarazione in calce alla nota integrativa.

Sono attualmente escluse dall’obbligo di deposito del bilancio in formato XBRL:

– le società che applicano, per obbligo o per facoltà, i principi contabili internazionali (IAS/IFRS) tra cui le società quotate, le banche e gli altri intermediari finanziari vigilati dalla Banca d’Italia e le controllate da questi soggetti;

– le società esercenti attività di assicurazione e riassicurazione che utilizzano schemi specifici, individuate dal decreto legislativo 28 febbraio 2005 n. 38.

Per approfondimenti in tema si veda in La Settimana Fiscale n. 18 del 13 maggio 2011, pag. 33 (sistema “Frizzera”), adempimenti per il deposito al Registro delle Imprese.

 

 

4) Soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille 2011: aggiornamento degli elenchi per volontariato ed associazioni sportive

Elenchi del 5 per mille: Resta ancora qualche giorno (fino al prossimo 20 maggio) a disposizione per i diretti interessati che intendono farsi correggere errori anagrafici.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono stati, infatti, pubblicati gli elenchi dei soggetti che hanno presentato domanda di iscrizione per accedere al beneficio del 5 per mille per l’esercizio finanziario 2011 (anno d’imposta 2010).

Gli elenchi riguardano:

– gli enti del Volontariato;

– gli enti della ricerca scientifica e dell’Università;

– gli enti della Ricerca Sanitaria;

– le associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI ai fini sportivi, che svolgono una rilevante attività di carattere sociale.

Una versione aggiornata degli elenchi degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche, corretta da eventuali errori anagrafici, verrà pubblicata entro il 25 maggio 2011.

Entro il 20 maggio 2011 il legale rappresentante dell’ente o un suo incaricato munito di formale delega potrà richiedere la correzione di tali errori, presso la Direzione Regionale dell’Agenzia territorialmente competente.

(Agenzia delle Entrate, nota del 17 maggio 2011)

 

 

5) Indice TFR per aprile 2011

L’Indice del T.F.R.  per il mese di aprile è stato di 1,689595.

(Istat, comunicato del 16 maggio 2011)

 

 

6) Anche gli enti non commerciali iscritti al REA devono pagare il diritto camerale annuale

Anche gli enti non commerciali dovranno pagare i diritti annuali per l’iscrizione al REA (Repertorio Economico Amministrativo).

Per quest’anno viene previsto l’importo di euro 30,00 che andrà versato con il modello Modello F24, presumibilmente, utilizzando il codice tributo istituito per il pagamento del diritto annuale al Registro delle imprese.

L’Anno da indicare, ovviamente, sarà il 2011, la scadenza per il relativo versamento, salvo proroga attesa in Gazzetta Ufficiale, è fissata per il prossimo 16 giugno 2011.

Si ricorda che sono obbligati ad iscriversi al REA gli enti non commerciali (associazioni, ecc.), che, oltre alla propria attività istituzionale, svolgono anche attività di tipo economica (commerciale).

 

 

Vincenzo D’Andò

 

 

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