Imposta di registro agevolata per i piani urbanistici particolareggiati

 

La legge 23 dicembre 2000, n. 388 ha previsto che i trasferimenti di beni immobili in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, regolarmente approvati ai sensi della normativa statale o regionale, sono soggetti all’imposta di registro dell’1 per cento ed alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, a condizione che l’utilizzazione edificatoria dell’area avvenga entro cinque anni dal trasferimento.


Detta norma è stata successivamente integrata dalla legge 28 dicembre 2001, n.448, secondo cui il regime fiscale previsto dall’articolo 33, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, s’intende applicabile nei confronti dei trasferimenti di beni immobili, compresi in piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, regolarmente approvati ai sensi della normativa statale o regionale, a condizione che l’utilizzazione edificatoria dell’area avvenga entro cinque anni dal trasferimento, anche nel caso in cui l’acquirente non disponesse in precedenza di altro immobile compreso nello stesso piano urbanistico; e dall’art. 2 della legge n. 350 del 24 dicembre 2003.


La disposizione agevolativa è stata abrogata dall’art. 36, c. 15, D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla L. 4 agosto 2006, n. 248, in vigore dal 12 agosto 2006, come modificato dall’art. 1, c. 306, della L. 27 dicembre 2006, n. 296, in vigore dall’1 gennaio 2007, ad eccezione che per i trasferimenti di immobili in piani urbanistici particolareggiati, diretti all’attuazione dei programmi prevalentemente di edilizia residenziale convenzionata, comunque denominati, realizzati in accordo con le amministrazioni comunali per la definizione dei prezzi di cessione e dei canoni di locazione.


Ai sensi del medesimo comma la disposizione ha effetto per gli atti pubblici formati e per le scritture private autenticate a decorrere dal 4 luglio 2006.




L’ordinanza della Cassazione




Con ordinanza n. 18679 del 13 agosto 2010 (ud. del 12 maggio 2010) la Corte di Cassazione, facendo proprio, un precedente pronunciamento, ha affermato “che il beneficio dell’assoggettamento all’imposta di registro nella misura dell’1 per cento ed alle imposte ipotecarie e catastali in misura fissa, previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 33, comma 3, per i trasferimenti di immobili situati in aree soggette a piani urbanistici particolareggiati, comunque denominati, si applica a condizione che l’utilizzazione edificatoria avvenga, ad opera dello stesso soggetto acquirente, entro cinque anni dall’acquisto; la disposizione agevolativa, ispirata alla ratio di diminuire per l’acquirente edificatore il primo costo di edificazione connesso all’acquisto dell’area, appare infatti di stretta interpretazione, ai sensi dell’art. 14 preleggi, e sarebbe sospetta di incostituzionalità se il predetto beneficio potesse essere ricollegato alla tempestività dell’attività edificatoria di un successivo acquirente (Cass. n. 7438/2009)“.




Brevi considerazioni




L’agevolazione è ancorata al rispetto di regole ben precise. L’utilizzazione edificatoria del terreno entro 5 anni dall’acquisto deve avvenire da parte dello stesso acquirente, a nulla rilevando che in caso di cessione il nuovo acquirente proceda alla edificazione.




10 settembre 2010


Roberta De Marchi

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