Novità fiscali del 23 luglio 2010: termini fiscali di agosto 2010: conferma rinvio al 20 agosto; manovra correttiva: detassati fino al 2012 gli utili destinati a investimenti previsti dal contratto tra imprese; rimborsi auto per l’associato di uno studio professionale; IVA: modificata la normativa comunitaria in materia di fatturazione; in quali casi il lavoratore può impugnare il verbale di conciliazione concluso in sede sindacale; stress da lavoro da valutare a fine anno: spostata la scadenza del 1° agosto; modello 770: omesso versamento delle ritenute e rilevanza penale; Assonime: circolare che riepiloga i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta; accertamenti sintetici tra vecchia e nuova disciplina: introdotto nuovo contradditorio preventivo “obbligatorio”

 






 


Indice:


 


1) Termini fiscali di agosto 2010: Rinvio al 20 agosto (conferma)


 


2) Manovra correttiva: Detassati fino al 2012 gli utili destinati a investimenti previsti dal contratto tra imprese


 


3) I rimborsi auto per l’associato di uno studio professionale


 


4) Iva: Modificata la normativa comunitaria in materia di fatturazione


 


5) In quali casi il lavoratore può impugnare il verbale di conciliazione concluso in sede sindacale


 


6) Stress da lavoro da valutare a fine anno: Spostata la scadenza del 1° agosto


 


7) Modello 770: Omesso versamento delle ritenute e rilevanza penale


 


8) Assonime: Circolare che riepiloga i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta


 


9) Gli accertamenti sintetici tra vecchia e nuova disciplina: Introdotto un nuovo contradditorio preventivo “obbligatorio”


 


10) Altre di fisco


 


 


1) Termini fiscali di agosto: rinvio al 20


I termini fiscali previsti nelle prime tre settimane di agosto saranno rinviati al 20.


La proroga è contenuta in un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che potrebbe essere varato già nelle prossime ore, dopo aver ricevuto il sigillo della firma finale.


In dirittura di arrivo anche il provvedimento sulle black list e le operazioni Iva.


Come lo scorso anno, dunque, saranno rinviati i pagamenti in scadenza dal 1° al 20 agosto.


Dovrebbero essere esclusi dal differimento i versamenti in scadenza il 31 luglio che slittano al 2 agosto e quelli in scadenza il 5 agosto che riguardano i contribuenti oggetto degli studi di settore che pagano con la maggiorazione dello 0,40%.


Beneficeranno del rinvio anche gli adempimenti di natura fiscale che sono in scadenza dal 1° al 20 agosto. 


Sul monitoraggio ai fini Iva delle operazioni con paesi black list, il ministero dell’Economia dovrebbe in tempi rapidi definire l’elenco dei Paesi non collaborativi o sospetti, i settori di attività e la tipologia delle operazioni da segnalare.
Nel frattempo si sta pensando di estendere il novero delle attività sorvegliate.


 


 


2) Manovra correttiva: Detassati fino al 2012 gli utili destinati a investimenti previsti dal contratto tra imprese


La quota degli utili che l’imprenditore destinerà agli investimenti previsti da un programma inserito in un contratto di rete stipulato con altre aziende del settore non concorrerà al reddito di impresa fino al 2012.


L’importo non potrà superare il limite di un milione di euro per ciascuna impresa. Non è ancora chiaro se la somma sia riferita al singolo esercizio o all’intera durata della sovvenzione.


Tutto ciò sulla del maxiemendamento al D.L. n. 78/2010 approvato nei giorni scorsi dal Senato.


Per usufruire delle agevolazioni fiscali il contrato di rete, da redigere per atto pubblico o per scrittura privata autenticata, oltre a definire un programma per la realizzazione degli investimenti deve istituire un fondo patrimoniale comune a cui destinare le quote di utili.


Alternativamente il conferimento degli utili può essere effettuato nei confronti di un patrimonio destinato, costituito in base all’art. 2447-bis c.c. ma in questo caso nella rete.


 


 


3) I rimborsi auto per l’associato di uno studio professionale


L’associato di uno studio professionale, come è noto é un professionista, infatti, non può essere considerato né un lavoratore dipendente, né un soggetto percettore di redditi assimilati di lavoro autonomo.


In particolare, nel caso in cui un libero professionista scelga di svolgere con altri la propria professione, ha la possibilità di costituire uno studio associato, che a tutti gli effetti assume la natura di soggetto giuridico.


In tale situazione, ogni singolo soggetto mantiene lo status di lavoratore autonomo, ma lo studio associato produce reddito di lavoro autonomo, che in caso ai soci (associati) diviene reddito di partecipazione e la posizione Iva è unica poiché riferita allo studio associato.


Il pagamento dell’indennità chilometrica all’associato dello studio professionale non è espressamente prevista dal comma 6 dell’art. 54 del Tuir.


Tale art. 54 dispone che ai fini della determinazione del reddito si deve considerare l’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta e, come chiarito dalla risoluzione 163/2001, nella nozione di compenso devono essere inclusi anche i proventi percepiti sotto forma di rimborsi spese inerenti all’attività.


Pertanto, gli eventuali rimborsi spese riconosciuti al professionista per l’utilizzo della propria auto nello svolgimento del suo incarico, rientrano nel concetto di reddito personale del soggetto e, quindi, vanno trattati in conformità.


Nel caso di utilizzo da parte dell’associato della propria autovettura nell’ambito dell’attività dello studio associato, secondo dottrina (Giancarlo Modolo in Ipsoa del 22 luglio 2010) ritiene che si possa stipulare un contratto di comodato, nel quale può essere stabilito che tutte le spese inerenti all’utilizzo dell’autovettura sono a carico del comodatario (ai sensi dell’art. 3 della tariffa parte II del D.P.R. n. 131/1986, il contratto di comodato è soggetto a registro solo in caso d’uso).


A seguito di tale contratto, il comodatario, titolare di reddito di lavoro autonomo, può, quindi, dedurre tutte le spese derivanti dall’utilizzo dell’autovettura nella misura del 40%, come stabilito dall’art. 164 del Tuir, ad eccezione delle quote di ammortamento.


 


 


4) Iva: Modificata la normativa comunitaria in materia di fatturazione (Direttiva 2010/45/UE)


E’stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L 189/1 del 22 luglio 2010 la Direttiva 2010/45/UE del consiglio UE del 13 luglio 2010 recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda le norme in materia di fatturazione.


 


 


5) In quali casi il lavoratore può impugnare il verbale di conciliazione concluso in sede sindacale


La conciliazione in sede sindacale è immediatamente valida e non può essere impugnata nel termine di sei mesi previsto dall’art. 2113 c.c., comma 4. Infatti, l’assistenza fornita dal sindacato sottrae il lavoratore alla naturale condizione di soggezione nei confronti del datore di lavoro, facendo venire meno la possibilità per il dipendente di annullare la transazione o la rinuncia.


(Fondazione studi Consulenti del lavoro, parere n. 21 del 22 luglio 2010)


 


 


6) Stress da lavoro da valutare a fine anno: Spostata la scadenza del 1° agosto


Per rilevare e valutare il nuovo rischio da stress lavoro-correlato, sia per i datori di lavoro pubblico sia per quelli del settore privato c’è tempo fino al 31 dicembre.


Con l’emendamento introdotto al comma 12 dell’art. 8 del D.L. n. 78/2010, il Senato ha approvato il rinvio di una scadenza.


Proroga necessaria sia per la complessità della materia, sia per la mancanza di indicazioni da parte dell’apposita commissione.


Il comma 1-bis), art. 28 del D.Lgs. n. 81 del 2008 stabilisce espressamente che la valutazione dello stress lavoro-correlato deve essere effettuata nel rispetto delle indicazioni fornite dalla commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ex art. 6, comma 8, D.Lgs. n. 81/08, e che il relativo obbligo decorre dall’elaborazione delle predette indicazioni e comunque, anche in difetto delle stesse, a far data dal 1° agosto 2010. Questa data ora viene rinviata al 31 dicembre 2010.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 22 luglio 2010)


 


 


7) Modello 770: Omesso versamento delle ritenute e rilevanza penale


L’evento dannoso si perfeziona alla data di scadenza della dichiarazione. La data di scadenza per l’invio del 770 rileva anche al fine di evitare di incorrere nella sanzione penale prevista dall’art. 10-bis della Legge n. 74/2000 prevista nel caso di mancato versamento di ritenute in misura superiore a 50.000 euro nel periodo di imposta.


La Corte di Cassazione, sezione penale, con sentenza n. 25875 del 7 luglio 2010, ha stabilito un importante principio di diritto in materia di omesso versamento delle ritenute d’acconto operate sugli stipendi dei dipendenti.


La Corte di Cassazione ha affermato che in caso di omesso versamento delle ritenute d’acconto, l’evento dannoso penalmente perseguibile si perfeziona al momento della presentazione della dichiarazione annuale del sostituto d’imposta. Quindi non rileva, ai fini penali, l’omissione commessa durante il periodo di imposta, bensì il mancato versamento all’atto della dichiarazione annuale.


Il mancato rispetto dei termini previsti dalla normativa tributaria fa scattare solo le sanzioni fiscali.


La fattispecie sanzionatoria va riferita al periodo di imposta e pertanto omessi versamenti di ritenute certificate di volta in volta nel corso del medesimo, anche se complessivamente superiori a cinquantamila euro, non integrano il delitto di cui all’art. 10-bis fino a condizione che non sia decorso inutilmente il termine di presentazione della dichiarazione annuale.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 22 luglio 2010)


 


 


8) Assonime: Circolare che riepiloga i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate su deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta


La Circolare Assonime n. 26 del 2010 ha segnalato le principali novità emerse in materia di deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta IRPEF a seguito dei chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con le circolari del 23 aprile 2010 (nn. 21/E ), del 23 giugno 2010 (38/E ) e del 1° luglio 2010 (39/E ) e con la risoluzione del 7 luglio 2010 (n. 68/E).


Parrebbe leggermente tardivo l’intervento di Assonime se si considera che i termini di versamento da Unico 2010 (ordinari e con maggiorazione) sono notoriamente scaduti.


 


 


9) Gli accertamenti sintetici tra vecchia e nuova disciplina: Introdotto un nuovo contradditorio preventivo “obbligatorio”


Accertamento sintetico con obbligo del contraddittorio preventivo. L’introduzione della fase contraddittorio avrà efficacia solo dagli accertamenti riferiti al 2009.


E’ questa una delle novità più rilevanti del nuovo sistema di accertamento previsto dal Legislatore, da cui si attendono i necessari chiarimenti sulle modalità operative anche della fase del neo contradditorio.


E’ quanto ha messo in risalto l’UNGDCEC con un documento di studio redatto dalla Commissione Fiscalità e datato 21 luglio 2010.


Il D.L. n. 78 del 31.05.2010, in corso di conversione, ha “riscritto” l’art. 38 del DPR 600/73, correggendo parte delle anomalie sul funzionamento del “ritrovato” strumento di accertamento ed introducendo novità, che, da una prima lettura, sembrano rivedere la struttura della norma.


In attesa che la normativa sia definitiva, la Commissione fiscalità dell’UGDCEC, con il documento del 21 luglio 2010, ha ritenuto opportuno fornire una prima breve analisi su quanto disposto dal nuovo art. 22 del D.L. 78/2010, al fine di meglio comprendere le possibili future evoluzioni della procedura di accertamento sintetico e, contestualmente, gestire un periodo “transitorio” che vedrà coesistere la “vecchia” disciplina con le inevitabili influenze delle nuove disposizioni normative.


Con il D.L. 78/2010 viene semplificata la procedura di accertamento sintetico riducendosi a “due” gli strumenti utilizzabili:


Accertamento sintetico “puro”: basato sulla correlazione diretta tra “sostenimento della spesa” e “produzione del relativo reddito;


Redditometro: determinazione del reddito sintetico attraverso la rielaborazione di determinati indici di capacità contributiva, normativamente determinati.


Dal nuovo art. 38 viene, quindi, eliminata la previsione riguardante gli incrementi patrimoniali.


Sparisce la presunzione secondo cui gli investimenti patrimoniali concorrono alla formazione del reddito per quote costanti nell’anno in cui la spesa è stata sostenuta e nei quattro precedenti.


Di contro con il D.L. 78/2010 viene portato in primo piano l’accertamento sintetico puro che rispetto al passato trova una puntuale collocazione all’interno della normativa, maggiormente supportato dall’introduzione del nuovo principio di correlazione tra spesa sostenuta e reddito dichiarato.


Accanto alla previsione del quarto comma, rimane la modalità di accertamento “redditometrico”.


Dopo un lungo periodo di attesa, sembra essere giunta la fine degli indicatori e coefficienti, previsti dal DM del 1992.


I nuovi elementi di capacità contributiva, la cui individuazione e funzionamento sono comunque demandati ad un decreto ministeriale, si fonderanno su un’analisi di “campioni significativi di contribuenti” e dovranno dare opportuna rilevanza al nucleo familiare dello stesso nonché alla sua localizzazione territoriale.


Dagli “elementi e circostanze di fatto certi” alle “ spese sostenute”


Tra le novità introdotte dal D.L. 78/2010, vi è la previsione di portata “generale”, secondo cui la determinazione sintetica del reddito può avvenire sulla “base delle spese di qualsiasi genere” sostenute nel periodo d’imposta dal contribuente.


Scompare, quindi, il riferimento agli “elementi e circostanze di fatto certi” per far posto ad una presunzione di costante legame tra una qualsiasi spesa sostenuta ed il reddito prodotto.


Restringimento dello scostamento e dell’ambito temporale di riferimento


A rendere più preoccupanti le nuove disposizioni in merito alla determinazione del reddito sintetico è la diminuzione dal 25% al 20% dello scostamento tra reddito sinteticamente determinato e reddito dichiarato, che basterà sussistere in un solo periodo d’imposta, per legittimare l’emissione dell’accertamento.


Nuovo contraddittorio


Tra le più attese modifiche all’accertamento sintetico vi è sicuramente l’introduzione dell’obbligo del contraddittorio preventivo.


Il nuovo comma 3 dell’art. 38 stabilisce, infatti, che l’ufficio dovrà “invitare” il contribuente a comparire prima di “avviare il procedimento di accertamento con adesione” previsto dall’art art. 5 del D.Lgs. n. 218/97.


Dalla lettura della norma sembrerebbe che l’invito a comparire sia una fase di natura quasi esclusivamente informativa, distinta da quella, successiva, dell’adesione, dove la pretesa impositiva sarebbe ormai già elaborata.


Di fatto, l’invito previsto dal nuovo art. 38, parrebbe molto più vicino alla prima fase della procedura d’adesione prevista dall’art. 5 del D.Lgs. n. 218/1997, anche se, in merito, sarebbe opportuno un chiarimento, soprattutto tenendo conto della nuova disciplina degli strumenti deflattivi del contraddittorio.


E’ legittimo prevedere che il contribuente sarà raggiunto direttamente dall’invito al contraddittorio, di cui al primo comma dell’art. 5, contenente, tra l’altro, sia l’importo della pretesa tributaria sia la motivazione alla base della stessa.


A tal punto il contribuente potrà decidere di accettare incondizionatamente quanto “proposto”, rinunciando consapevolmente ad attivare il confronto con l’Amministrazione Finanziaria.


Il “sacrificio” del contraddittorio sarà compensato con il dimezzamento delle sanzioni ordinariamente dovute nei casi di accertamento con adesione e la rateazione del pagamento senza la presentazione di alcuna garanzia fideiussoria.


L’introduzione del contraddittorio avrà efficacia solo dagli accertamenti riferiti al 2009, così come previsto dall’art. 22 del D.L. 78/2010.


(Documento del 21 luglio 2010 della Commissione di Studio UNGDCEC Fiscalità)


 


 


10) Altre di fisco


 


– Anche gli intermediari che dispongono di c/c esteri devono compilare il quadro RW del Modello Unico


Anche tali soggetti devono compilare il quadro RW se hanno la disponibilità di fatto dei conti correnti esteri


Infatti, sono obbligati al monitoraggio fiscale non solo gli intestatari formali o i beneficiari effettivi dei conti correnti esteri, ma anche i soggetti che hanno la disponibilità e/o comunque aventi la disponibilità di fatto di somme di denaro.
(Corte di Cassazione, sentenza n. 17051 del 21 luglio 2010)


 


 


– ABI: causale per i bonifici interessati dal prelievo del 10%


Dal prossimo 26 luglio disposta la causale per i bonifici con ritenuta del 10%.


Ciò al fine di individuare i bonifici oggetto del prelievo, ossia quelli per interventi di ristrutturazione edile o risparmio energetico.


Tutto questo per fare fronte a quanto stabilito dall’art. 25 del D.L. n. 78/2010.


In particolare, la suddetta causale (da utilizzare nei tracciati interbancari per riconoscere i bonifici interessati dal prelievo del 10%) è la seguente: “ZX – bonifico oggetto di oneri deducibili o detrazioni d’imposta”.


(ABI, messaggio del 13 luglio 2010)


 


 


– Avviso di accertamento viziato da errori da esaminare nel merito


In presenza di un errore di calcolo intrinseco nell’avviso di accertamento, il giudice tributario, anziché annullare subito l’atto stesso, deve valutare in che modo abbia inciso l’errore sulla determinazione dell’imponibile, in materia tale da ridurre la pretesa erariale e non, quindi, azzerandola del tutto


Per cui anche in presenza di errore di calcolo da parte dell’Amministrazione finanziaria (ad es. per errata percentuale di ricarico applicata dall’ufficio del fisco) il giudice tributario deve comunque entrare nel merito della questione (rilevando il vizio di merito in luogo di quello di legittimità).


(Corte di Cassazione, sentenza n. 17072 del 21 luglio 2010)


 


 


Revisori contabili non rieleggibili


I componenti dell’organo di revisione contabile degli enti locali non possono essere rieletti, nello stesso ente, per più di una volta, anche nel caso in cui si verifichino delle interruzioni nel periodo di titolarità della carica.


E’ questa la precisazione de Sottosegretario di Stato in risposta ad una interrogazione parlamentare (n. 5-01027/2010).




– Responsabilità amministrativa degli enti: La 231/2001 si applica anche alle società a partecipazione pubblica


Anche le società a partecipazione pubblica, seppure operanti in settori riconducibili a valori costituzionalmente rilevanti, sono assoggettate, in presenza dei necessari presupposti, alla responsabilità amministrativa degli enti di cui al DLgs. 231/2001.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 28699 del 21 luglio 2010)


 


 


– Avviamento: Registro svincolato dalle imposte sui redditi


Il valore di avviamento definitivamente accertato ai fini dell’imposta di registro non vincola ai fini delle imposte dirette. Questa posizione in giurisprudenza si continua a consolidare.


(Commissione Tributaria Regionale del Lazio, sentenza n. 120/7/2010)


 


 


– In arrivo l’imposta municipalizzata entro luglio


Il Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sta meditando se togliere o meno l’Irap: L’Irap è un grande tributo quindi sarà difficile da cancellare per le casse erariali.


Riguardo l’imposta municipale sugli immobili, in arrivo entro luglio, il Ministro ha precisato che non sarà una patrimoniale sulla prima casa e che arriverà in due fasi: Nella prima i comuni si vedranno attribuire i gettiti sui tributi immobiliari oggi in capo allo Stato; nella seconda potranno accorpare in un’unica imposta almeno 17 tra tariffe e tributi se non tutte e 24 le forme di prelievo.


 


 


– L’evoluzione degli Studi di Settore nell’attuale sistema degli accertamenti


L’obiettivo del lavoro redatto dalla Commissione fiscalità dell’UGDCEC è stato quello di individuare, attraverso un trattazione sistematica della materia, l’attuale ruolo degli studi di settore nel sistema degli accertamenti.


A fronte delle evoluzioni normative degli ultimi anni, ha ritenuto dover analizzare quali siano stati i reali cambiamenti riguardanti la disciplina degli strumenti statistici di definizione del reddito.


La conclusione a cui é giunta la citata Commissione è che l’irrinunciabilità da parte dell’Amministrazione Finanziaria dell’utilizzo dello strumento, nell’ambito dei controlli sulla vasta platea delle piccole imprese, l’ha condotta a rivedere gran parte delle posizioni assunte inizialmente, al fine di “correggere” le distorsioni nell’applicazione dello stesso nell’ambito dell’accertamento.


L’Amministrazione ha dato vita a modelli statistici sempre più complessi e sempre meno “manipolabili” da parte del contribuente, e, contestualmente, ha dato inizio ad una “ristrutturazione” del procedimento di accertamento relativo agli studi di settore, che sebbene “depotenziati”, non perderanno la loro capacità di essere fonte di innesco per altre forme di controllo.


(Documento del 15 luglio 2010 della Commissione di Studio UNGDCEC Fiscalità)


 


Vincenzo D’Andò


 


 

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