La riorganizzazione della riscossione

la Manovra estiva intende riorganizzare ed accellelare la riscossione coattiva: ecco il quadro d’insieme

 

Il D.L. 31.05.2010, n. 78 ha dettato nuove regole che si prefiggono di potenziare le attività di riscossione relative agli avvisi d’accertamento emessi ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva nonché i processi di riscossione dell’Inps.


Analizziamo, quindi, il disposto degli articoli 29 e 30 del citato decreto, sostanzialmente analoghi nei contenuti e nelle finalità, con cui le novità accennate sono state introdotte rispettivamente con riguardo agli atti del’Agenzia delle Entrate e dell’INPS.


Alle suddette norme, ai sensi dell’art. 29, c. 1 lett. h, D.L. 78/2010, si affiancheranno tutte le altre disposizioni, (“assicurando il recupero dell’efficienza di tale fase di contrasto all’evasione”) che saranno adottate con appositi regolamenti, e che riguarderanno le procedure di riscossione coattiva delle somme dovute a seguito delle attività di liquidazione, controllo e accertamento sia ai fini delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto che ai fini degli altri tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate e delle altre entrate riscuotibili a mezzo ruolo.




Concentrazione della Riscossione nell’Accertamento (Articolo 29)




L’art. 29, c. 1, D.l. 78/2010 prevede che gli avvisi d’accertamento emessi ai fini delle imposte dirette ed ai fini Iva, notificati a decorrere dall’1.7. 2011 e relativi ai periodi d‘imposta in corso alla data del 31.12.2007 e successivi, così come i correlati avvisi d’irrogazione delle sanzioni, devono contenere l’intimazione ad adempiere al pagamento degli importi in essi indicati.


Analoghe regole valgono per i provvedimenti in cui vengono rideterminati gli importi dovuti sulla base dei provvedimenti d’accertamento, solitamente notificati tramite raccomandata con avviso di ricevimento. Il termine per adempiere è quello previsto per la presentazione del ricorso, gli importi dovuti, nel caso di tempestiva presentazione di quest’ultimo, sono quelli stabiliti dall’art. 15, D.P.R.29.9.1973, n.602.


All’atto della notifica gli avvisi indicati nella lettera a) dell’articolo in esame, diventano esecutivi.


Se entro trenta giorni dalla scadenza del termine ultimo per l’adempimento il contribuente non paga, la riscossione delle somme richieste viene affidata in carico all’agente della riscossione (sarà un provvedimento del direttore dell’agenzia a stabilirne le modalità) anche ai fini dell’esecuzione forzata. Il suddetto termine può anche essere più corto nelle ipotesi di fondato pericolo per la riscossione, in tal caso,


infatti, decorsi sessanta giorni dalla notifica degli atti in argomento, la consegna all’agente della riscossione può essere anticipata.




Adempimenti dell’agente della riscossione




L’avviso d’accertamento, per espressa previsione normativa, dovrà quindi contenere l’avvertimento della sua esecutorietà tramite l’indicazione che, decorsi trenta giorni dal termine ultimo per il pagamento, la riscossione delle somme richieste, in deroga alle disposizioni in materia d’iscrizione a ruolo, è affidata in carico agli agenti della riscossione anche ai fini dell’esecuzione forzata.


Il contribuente non riceverà la cartella di pagamento – che non dovrà più essere notificata dall’agente della riscossione – ma, decorso il termine di legge, potrà – essere sottoposto all’espropriazione forzata che, a pena di decadenza, deve essere avviata entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’avviso d’accertamento è divenuto definitivo. E’, ancora, prevista l’emissione dell’avviso di mora di cui all’art. 50, D.P.R. 29.9.1973, n.602, la cui notifica deve obbligatoriamente precedere l’espropriazione forzata qualora sia decorso un anno dalla notifica degli atti indicati alla lettera a).


Dunque, ferma restando l’applicabilità della normativa sulla riscossione mediante ruolo, le disposizioni inerenti al ruolo ed alla cartella di pagamento devono essere ora riferite all’avviso d’accertamento, quelle relative alle somme iscritte a ruolo, vanno ora intese con riguardo alle somme affidate agli agenti della riscossione.


Le dilazioni di pagamento d’ora in poi, potranno esser concesse solo dopo la consegna del carico all’agente della riscossione; nel caso in cui sia stato presentato ricorso può essere concessa la sospensione della riscossione secondo le disposizioni di cui all’art.39, D.P.R. 29.9.1973, n. 602.




Potenziamento dei processi di riscossione dell’INPS (art.30) – i cd. “Avvisi d’Addebito”




A decorrere dall’1.1.2011, secondo l’art. 30 D.l. 78/2010, l’attività di riscossione relativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all’Inps, anche a seguito di accertamenti degli uffici, è effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.


L’avviso di addebito deve contenere a pena di nullità:




  • il codice fiscale del soggetto tenuto al versamento;



  • il periodo di riferimento del credito;



  • la causale del credito;



  • gli importi addebitati ripartiti tra quota capitale e sanzioni;



  • l’agente della riscossione competente in base al domicilio fiscale presente nell’anagrafe tributaria alla data di formazione dell’avviso.




L’avviso, per i crediti accertati dagli uffici, dovrà altresì contenere l’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento degli importi nello stesso indicati entro il termine di 90 giorni dalla notifica nonchè l’indicazione che, in mancanza del pagamento, l’agente della riscossione indicato nel medesimo avviso procederà ad esecuzione forzata.


L’avviso deve essere sottoscritto, anche mediante firma elettronica, dal responsabile dell’ufficio che ha emesso l’atto.


La notifica avviene, in via prioritaria, tramite posta elettronica certificata all’indirizzo risultante dagli elenchi previsti dalla legge, ovvero previa eventuale convenzione tra comune ed INPS, dai messi comunali o dagli agenti della polizia municipale ed, anche, mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento.


L’avviso di addebito, completo di tutti gli elementi di cui al c. 2, relativo alle somme dovute a titolo di contributi previdenziali ed assistenziali, il cui pagamento alle scadenze mensili o periodiche sia stato omesso in tutto o in parte, è consegnato – in deroga alle disposizioni contenute nel D.Lgs. 46/1999 – agli agenti della riscossione con le modalità stabilite dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, che provvederà al recupero nei termini fissati al comma 12, contestualmente alla notifica dell’avviso stesso al contribuente.




Ricorso avverso l’Avviso d’addebito




Per i crediti accertati dagli uffici, il debitore può proporre ricorso amministrativo avverso l’atto d’accertamento nei termini previsti dalla normativa vigente, in relazione alla natura dell’obbligo contributivo, e comunque non oltre 90 giorni dalla notifica dell’avviso di addebito.


Il ricorso, presentato all’organo amministrativo competente a decidere sulle singole materie, dovrà obbligatoriamente essere trasmesso anche all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che provvederà a consegnare l’avviso di addebito all’agente della riscossione:




  • dopo la decisione di reiezione del competente organo amministrativo, nei termini fissati al c. 5, qualora entro 5 giorni dalla notifica della decisione stessa non sia data dimostrazione dell’avvenuto pagamento delle somme dovute;



  • in caso di mancata dimostrazione dell’avvenuto pagamento nel termine assegnato, nei termini fissati al c. 5 e, non oltre, i termini previsti per l’avvio della procedura di espropriazione forzata, in caso di parziale accoglimento del ricorso (cui segue la relativa comunicazione che contiene l’indicazione delle somme dovute e l’intimazione al pagamento entro 5 giorni dalla notifica).




In ogni caso il titolo dovrà essere consegnato all’agente non oltre i termini previsti per l’avvio della procedura di espropriazione forzata.




Autotutela




In caso di revisione in autotutela dell’atto d’accertamento l’avviso di addebito cessa di avere validità e l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale provvederà a notificare al debitore un nuovo avviso di addebito, ai sensi dei commi precedenti, per l’eventuale somma ancora dovuta.




Espropriazione forzata




Decorso il termine di 90 giorni senza che sia stato proposto ricorso, in assenza di pagamento, l’agente della riscossione – analogamente a quanto stabilito dall’art. 29, nei successivi trenta giorni sulla base del titolo esecutivo di cui al comma 1 e senza la preventiva notifica della cartella di pagamento, procede ad espropriazione forzata ai sensi dell’ art. 49, D.P.R. 29.9. 1973, n. 602.


Valgono le stese regole già esaminate in merito agli avvisi d’accertamento II. DD. ed Iva, quindi, decorso un anno dalla notifica dell’avviso d’accertamento, l’espropriazione forzata è preceduta dalla notifica dell’avviso di cui all’art. 50, c. 2, D.P.R. 29.9.1973, n. 602. L’espropriazione forzata in ogni caso è avviata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo e, in caso di riscossione frazionata, anche in pendenza di giudizio, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello entro il quale deve essere effettuato il pagamento


Nei casi previsti dal c. 3 (avviso di addebito relativo alle somme dovute a titolo di contributi previdenziali ed assistenziali, il cui pagamento alle scadenze mensili o periodiche sia stato omesso in tutto o in parte) l’agente della riscossione procederà all’espropriazione forzata trascorsi 30 giorni dalla data della consegna del titolo esecutivo da parte dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.


In caso di mancato o ritardato pagamento delle somme richieste con l’avviso di cui ai cc. 2 e 3 le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sono calcolate, secondo le disposizioni che le regolano, fino alla data del pagamento.


Ulteriori disposizioni comuni sono contenute nei due articoli oggetto della nostra analisi e riguardano:




  • l’ambito di applicazione della normativa in materia di riscossione mediante ruoli;



  • l’obbligo degli Enti impositori di fornire all’atto dell’affidamento e, successivamente, in presenza di nuovi elementi, anche su richiesta dell’agente della riscossione, tutti gli elementi utili ai fini del potenziamento dell’efficacia della riscossione, acquisiti anche in fase di accertamento;



  • la remunerazione dell’attività dell’agente della riscossione cui spettano l’aggio, interamente a carico del debitore, ed il rimborso delle spese relative alle procedure esecutive, previste dall’articolo 17, D.Lgs. 112/1999.




7 luglio 2010


Cinzia Bondì

Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it