Novità fiscali del 28 giugno 2010: studi settore: è pronto il software gratuito per segnalare le anomalie; conferimento dell’unica ditta individuale in S.r.l. senza conferimento dei crediti e debiti commerciali; inammissibile nel processo tributario il ricorso collettivo e cumulativo; notai: al via l’atto notarile informatico

studi settore: è pronto il software gratuito per segnalare le anomalie; conferimento dell’unica ditta individuale in S.r.l. senza conferimento dei crediti e debiti commerciali; inammissibile nel processo tributario il ricorso collettivo e cumulativo; notai: al via l’atto notarile informatico; schema di verbale per la relazione al bilancio del collegio dei revisori delle camere di commercio; sisma Abruzzo: conguaglio sospeso; principi contabili internazionali: un solo standard;altre di fisco

 






 


Indice:


 


1) Studi settore: E’ pronto il software gratuito per segnalare le anomalie


 


2) Conferimento dell’unica ditta individuale in S.r.l. senza conferimento dei crediti e debiti commerciali


 


3) Inammissibile nel processo tributario il ricorso collettivo e cumulativo


 


4) Notai: Al via l’atto notarile informatico che, tra le altre cose, consente di comprare immobili in Italia senza doversi spostare dalla propria città


 


5) Schema di verbale per la relazione al bilancio del collegio dei revisori delle camere di commercio


 


6) Sisma Abruzzo: Conguaglio sospeso


 


7) Principi contabili internazionali: Un solo standard, Ue e Usa provano la convergenza


 


8) Altre di fisco


 


 


1) Studi settore: E’ pronto il software gratuito per segnalare le anomalie


E’ stato reso disponibile, dal 24 giugno 2010, sul sito delle Entrate il software gratuito che consente di predisporre la comunicazione on line.


L’Agenzia delle Entrate ha, quindi, reso disponibile sul proprio sito internet il pacchetto software che permette di predisporre, per il successivo invio telematico, la comunicazione finalizzata a segnalare imprecisioni ed errori riscontrati nei dati riportati nella comunicazione di anomalia; indicare le motivazioni che hanno prodotto l’anomalia riscontrata e tutto ciò che si ritiene utile e rilevante rappresentare all’Amministrazione fiscale.


Soggetti interessati


Sono interessati i contribuenti e gli intermediari che, nel mese di giugno, hanno ricevuto una comunicazione riguardante anomalie riscontrate nel triennio 2006-2008, sulla base di dati considerati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore. Sono le due categorie di interessati a cui si rivolge l’applicazione informatica.


Modalità per l’invio telematico


L’invio della comunicazione per via telematica è possibile dal prossimo 5 luglio. Per farlo è necessario possedere il codice personale (Pincode) o, in alternativa, aver ottenuto l’autorizzazione ad accedere al servizio Entratel.


Il codice personale è indispensabile per utilizzare i servizi Internet dell’Agenzia delle Entrate.


Osservazioni e riflessioni


Come rilevato in recente dottrina, su tale adempimento è necessario chiedersi quali vantaggi potrebbero derivare al contribuente che, essendo in una delle posizioni anzidette, decida di segnalare le ragioni del proprio disallineamento.


Nella migliore delle ipotesi, la segnalazione potrebbe recare qualche effetto benefico in termini di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo.


Ma la domanda che invece si impone riguarda quale necessità ci sia per il contribuente di fornire segnalazioni “in grado di giustificare lo scostamento, anche tenendo conto dei correttivi per la crisi” in ordine ad uno strumento le cui risultanze “restano tuttavia una elaborazione statistica, il cui frutto è un’ipotesi probabilistica, che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice”, come definitivamente affermato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con le sentenze nn. 26635 , 26636, 26637 e 26638 del 18 dicembre 2009.


In sostanza, se l’onere della prova in ordine alla presunta condotta evasiva riconducibile allo scostamento rispetto alle risultanze da studi spetta all’Ufficio, al quale (sempre secondo le Sezioni Unite) “fa carico la dimostrazione dell’applicabilità dello standard prescelto al caso concreto oggetto dell’accertamento”, ad avviso di dottrina, fornire giustificazioni può rappresentare anche un esplicito riconoscimento della fondatezza delle stime e, quindi, della loro caratura anche in termini di gravità, precisione e concordanza.


 


 


2) Conferimento dell’unica ditta individuale in S.r.l. senza conferimento dei crediti e debiti commerciali


A parere di dottrina (Massimo Gabelli, in Ipsoa), per l’attività d’impresa esercitata da una ditta individuale, il caso successiva trasformazione in Srl (articoli 2498 e ss. c.c.) rientra nella disciplina del conferimento di beni in natura (l’azienda) da parte dell’imprenditore individuale in una società di nuova costituzione (ovvero preesistente).


In esito al conferimento, l’imprenditore assumerà quindi la posizione di socio della stessa S.r.l.


Inoltre, ove l’imprenditore diventi anche socio unico della società a responsabilità limitata, ai sensi dell’art. 2462, secondo comma c.c., egli risponderà illimitatamente delle obbligazioni sociali ove i conferimenti non siano effettuati ai sensi dell’art. 2464 c.c., e quindi con immediata liberazione del capitale sottoscritto, ed inoltre si provveda agli adempimenti pubblicitari di cui all’art. 2470 c.c., ossia iscrivendo presso il competente registro delle imprese una dichiarazione dei dati anagrafici dell’unico socio.


Il conferimento dell’azienda in una società a responsabilità limitata impone inoltre al conferente di nominare un esperto ai sensi dell’art. 2465 c.c. per redigere una relazione giurata di stima del valore dei beni e crediti conferiti.


Sotto il profilo fiscale, rileva suddetta dottrina, l’operazione può essere effettuata senza rilevanti oneri fiscali diretti ed indiretti.


In merito al conferimento dell’azienda, viene ritenuto che tornino applicabili gli articoli 2558, 2559 e 2560 c.c., rispettivamente in tema di successione dei contratti, nei crediti e nei debiti dell’azienda ceduta (conferita).


Le norme regolano efficacia e responsabilità delle poste comprese nel perimetro oggetto di conferimento rispetto ai terzi coinvolti, ma non impongono la loro inclusione nel perimetro medesimo.


Pertanto l’imprenditore può valutare di conferire l’azienda senza i crediti e debiti relativi, o almeno senza alcuni di essi (salvo indagare in concreto alcune poste il cui trasferimento è previsto per effetto di norme specifiche: si pensi ai debiti verso dipendenti, art. 2112, secondo comma, c.c. che regola anche l’eventuale liberazione del cedente).


In tale situazione, i crediti e debiti esclusi dal perimetro di conferimento restano in capo all’imprenditore individuale come se il conferimento non fosse realizzato.


 


3) Inammissibile nel processo tributario il ricorso collettivo e cumulativo


La Suprema Corte di Cassazione si è pronunciata sulla inammissibilità di un ricorso collettivo e cumulativo proposto da più professionisti avverso il silenzio rifiuto dell’Amministrazione Finanziaria sulle istante di rimborso IRAP.


In particolare, la Corte con la sentenza 30 aprile 2010, n. 10578 ha stabilito che nel processo tributario non è ammissibile la produzione di un ricorso collettivo (proposto da più parti) e cumulativo (proposto nei confronti di più atti impugnabili) da parte di una pluralità di contribuenti destinatari di individuali e distinti rapporti giuridici d’imposta che risulti fondato esclusivamente sulla medesima “ratio decidendi”.


La Suprema Corte ha ritenuto corretta l’interpretazione della Commissione Tributaria regionale per la mancanza dei presupposti richiesti per parlare di litisconsorzio facoltativo improprio e quindi per proporre un ricorso cumulativo.


Passando all’esame delle questioni dedotte, la Corte rileva che nel processo tributario così come delineato dal D.Lgs. 546 del 1992 non contiene alcuna norma in ordine al cumulo dei ricorsi prevedendo, solo all’art. 14, l’ipotesi del litisconsorte necessario, se l’oggetto del ricorso riguarda inscindibilmente più soggetti, nonché l’intervento, volontario o per chiamata, dei soggetti che insieme al ricorrente sono destinatari dell’atto impugnato o parti del rapporto tributario controverso.


Inoltre, l’ipotesi di litisconsorte tributario si configura sempre che “per effetto della norma tributaria o per l’azione esercitata dall’amministrazione finanziaria, l’atto impositivo debba essere o sia unitario, coinvolgendo nella unicità della fattispecie costitutiva dell’obbligazione una pluralità di soggetti, ed il ricorso, pur proposto da uno o più degli obbligati, abbia ad oggetto non la singola posizione debitoria del o dei ricorrenti, bensì la posizione inscindibilmente comune a tutti i debiti rispetto all’obbligazione dedotta nell’atto autoritario impugnato” (Cass. SS.UU. n. 1052/2007).


Nel caso di specie, è stato rilevato, dalla Commissione di merito, che difettavano i presupposti richiesti ostandovi la concreta diversità delle situazioni di fatto e di diritto in cui versavano i numerosi ricorrenti (diciassette), i quali non solo svolgevano professioni ed attività diverse, ma avevano presentato le richieste di rimborso separatamente, in date diverse, con riferimento ad anni di imposta differenti, e soprattutto con riferimento a silenzio rifiuto maturatisi in momenti e con modalità storicamente diversi nonché in ordine a situazioni dissimili.


Per tutto ciò la Corte ha respinto il ricorso presentato dai contribuenti.


(Corte di Cassazione, sentenza 30.04.2010, n. 10578, nota di Mariella Orlando in Altalex di giugno 2010)


 


 


4) Notai: Al via l’atto notarile informatico che, tra le altre cose, consente di comprare immobili in Italia senza doversi spostare dalla propria città


Sarà possibile comprare un immobile anche in altra città senza doversi spostare dal luogo di residenza. Ciò grazie alla nuova possibilità informatica che vedrà l’intervento di due notai.


Lo ha precisato il comunicato del Notariato del 25 giugno 2010.


E’ stato approvato il 24 giugno 2010 in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministero della Giustizia, il Decreto Legislativo relativo all’atto pubblico informatico che attua la delega conferita al Governo dalla legge n. 69 del 2009 in materia di atti pubblici in formato elettronico, coerentemente con quanto disciplinato dal Codice dell’amministrazione digitale.


Sarà quindi possibile stipulare l’atto notarile in formato elettronico e sottoscriverlo con firma digitale, sempre alla presenza del notaio e con tutti i controlli preventivi di legalità che caratterizzano l’atto cartaceo, per l’acquisto della casa, il mutuo e la costituzione delle società. Il Notariato garantirà la formazione e la conservazione degli atti per un tempo illimitato con tecnologie sicure che ne assicurano la fruizione in totale sicurezza. Lo stesso vale per le scritture private autenticate.


In particolare, la norma prevede che la scelta di stipulare l’atto pubblico su carta o in formato elettronico sia rimessa alle parti. A tale scopo il cittadino non dovrà essere necessariamente munito di firma digitale, ma basterà la firma elettronica non qualificata (equivalente alla scansione della firma autografa).


L’atto notarile informatico sarà poi conservato dal notaio utilizzando un’apposita struttura informatica centralizzata gestita dal Consiglio Nazionale del Notariato, i cui costi sono interamente a carico del Notariato.


Dopo la cessazione dell’attività del notaio i suoi atti informatici saranno depositati presso gli archivi notarili gestiti dal Ministero della Giustizia.


Grazie a questa norma, inoltre, sarà possibile stipulare un atto pubblico anche in due città diverse con lo stesso livello di sicurezza e garanzia.


“La realizzazione dell’atto notarile informatico risponde alle esigenze del Paese: garantire la sicurezza, l’autenticità e la conservazione degli atti pubblici anche su supporto informatico” ha dichiarato Giancarlo Laurini, Presidente del Consiglio Nazionale del Notariato. “Grazie alla collaborazione con il Ministero della Giustizia e agli investimenti tecnologici della categoria (14 milioni di euro in dieci anni), questa norma pone il Notariato italiano all’avanguardia nell’utilizzo degli strumenti informatici per l’esercizio della pubblica funzione e per la dematerializzazione totale degli atti pubblici.


Il Consiglio Nazionale del Notariato, inoltre, metterà al servizio del Paese – a proprie spese – l’archivio digitale”.


Saranno immediatamente applicabili, dopo la pubblicazione in G.U. del decreto, le norme relative al rilascio delle copie (art. 68-ter); all’attestazione di conformità di copie e di documenti formati su qualsiasi supporto (art. 73); alla rettifica di errori mediante certificazione dello stesso notaio (art. 59 – bis).


Le altre disposizioni (relative all’atto pubblico e la sua conservazione) acquisteranno efficacia in tempi successivi con decreti ai quali è affidata la determinazione di regole tecniche. Ecco di seguito il comunicato integrale:


Al via l’Atto Pubblico Informatico


E’ stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia, il decreto legislativo che, in attuazione della delega conferita al Governo dalla legge n.69 del 2009 in materia di ordinamento del notariato, prevede disposizioni di dettaglio per consentire ai notai, coerentemente con quanto disciplinato dal Codice dell’amministrazione digitale, di redigere atti pubblici in formato elettronico, nonché di sottoscrivere i medesimi atti e le scritture private utilizzando la firma digitale, salvaguardando nel contempo le garanzie di sicurezza e conservazione del documento negoziale proprie degli atti notarili. Sullo schema di decreto, già approvato lo scorso 1° marzo, sono stati acquisiti i prescritti pareri delle Commissioni parlamentari.


Alcune disposizioni saranno immediatamente applicabili dopo la pubblicazione in G.U. del decreto senza necessità di decreti attuativi. In particolare il rilascio delle copie (art. 68-ter); l’attestazione di conformità di copie e di documenti formati su qualsiasi supporto (art. 73); la rettifica di errorimediante certificazione dello stesso notaio (art. 59-bis). Le altre disposizioni (relative all’atto pubblico e la sua conservazione) acquisteranno efficacia in tempi successivi con decreti ai quali è affidata la determinazione di regole tecniche.


Che cos’è l’atto notarile informatico


È il risultato di un procedimento apparentemente semplice ma in realtà sofisticato dal punto di vista tecnologico.


Non si tratta solo di documenti firmati digitalmente dalle parti e dai notai, ma di documenti di cui viene garantita la formazione e la successiva conservazione per un tempo illimitato con tecnologie sicure che ne assicurano anche la fruizione. In tal modo il notaio garantisce la sicurezza giuridica con le medesime modalità anche nel mondo del documento informatico.


Già prima dell’approvazione di questo provvedimento era possibile non utilizzare la carta per alcuni tipi di atti che potremmo definire più “semplici” (come procure, piccole fideiussioni, etc.) e che non devono obbligatoriamente essere conservati in originale dal notaio, ma sono rilasciati direttamente al cliente per suo libero utilizzo.


Dal 2002 il Consiglio Nazionale del Notariato è Autorità di Certificazione per la firma digitale ed iscritto nell’elenco pubblico dei certificatori gestito dal CNIPA. Tutti i notai italiani, infatti, sono dotati di firma digitale, primo esempio di e-government nel settore.


Con l’emanazione del nuovo decreto legislativo diventa così possibile:


– utilizzare l’atto notarile informatico per gli atti relativi all’acquisto casa, al mutuo o la costituzione di società;


– eliminare la carta nella fase di redazione e, in particolare, nella “conservazione” degli atti, con un notevole risparmio di costi relativi alla gestione documentale, che diventerà indubbiamente più semplice ed efficiente grazie al formato digitale.


Vantaggio per i cittadini


Riduzione dei costi, con significativi risparmi di tempo, di spese di trasferta da un luogo all’altro per presenziare alla firma di atti davanti ad un unico notaio, etc. Sarà possibile infatti acquistare o vendere casa in un luogo distante dalla propria città rivolgendosi al proprio notaio di fiducia senza aggravi di spesa per le controparti e con lo stesso livello di sicurezza garantito da un atto tradizionale di compravendita immobiliare.


Cosa cambia per i cittadini


Il cittadino può scegliere se stipulare l’atto pubblico in modalità informatica o su carta. L’atto pubblico informatico si stipula sempre alla presenza del notaio, pertanto continuerà a farsi con tutti i controlli di legalità preventivi.


Per stipulare l’atto pubblico informatico il cittadino dovrà utilizzare la propria firma elettronica. A differenza di quanto previsto per il notaio, i cittadini potranno utilizzare anche una firma elettronica non qualificata. La minore affidabilità delle firme elettroniche non qualificate viene infatti superata dalla funzione di garanzia del notaio, alla presenza del quale l’atto viene sottoscritto dalle parti.


I cittadini/le imprese, se non è previsto altrimenti dalla legge, potranno stipulare un atto notarile (sotto forma di scrittura privata autenticata) rivolgendosi contemporaneamente a due diversi notai- se per esempio si trovano in due diverse città- a loro volta collegati tra loro attraverso la Rete Unitaria del Notariato (R.U.N.), la intranet che collega tutti i notai presenti sul territorio nazionale.


Il notaio redige l’atto direttamente sul computer, lo legge dal computer e appone dopo le firme delle parti anche la sua firma digitale sul documento.


La firma digitale del notaio comporta la conclusione del contratto.


Dal punto di vista degli effetti giuridici l’atto pubblico su supporto cartaceo e informatico sono equivalenti.


Gli atti notarili informatici saranno conservati dai notai che ne manterranno la disponibilità esclusiva per il rilascio di copie finché sono in esercizio. Inoltre gli atti saranno conservati secondo norme di legge e tecniche che consentano la fruibilità dei dati nel tempo nonostante le rapide innovazioni tecnologiche possano rendere vecchi documenti obsolescenti. È previsto che il notaio conservi in formato digitale anche le copie degli altri documenti originali redatti su supporto cartaceo.


Il notaio presso il quale si conclude il contratto mette l’atto a raccolta e lo conserva nel proprio archivio situato in una struttura informatica centralizzata posta presso il Consiglio Nazionale del Notariato. Quando il notaio cessa l’esercizio dell’attività, i suoi atti informatici saranno depositati presso gli archivi notarili gestiti dal Ministero della Giustizia come oggi avviene per gli atti cartacei.


L’utilizzo dell’atto notarile informatico non è obbligatorio, va fatto solo con il consenso di entrambe le parti.


Le spese di conservazione degli archivi informatici sono interamente a carico del Notariato.


Già da oggi possono essere rilasciate in formato digitale anche le copie degli atti cartacei.


Il costo dell’atto notarile informatico


I costi per le parti saranno esattamente gli stessi pagati oggi per gli atti tradizionali. L’unica differenza è che oggi, per una compravendita immobiliare, ci si rivolge ad un unico notaio mentre d’ora in poi ne entreranno in gioco due laddove l’atto si debba concludere a distanza. Questo non vuol dire che le spese raddoppieranno ma solo che la parcella sarà suddivisa tra i due professionisti.


(Consiglio Nazionale del Notariato, comunicato stampa del 25 giugno 2010)


 


 


5) Schema di verbale per la relazione al bilancio del collegio dei revisori delle camere di commercio


Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili con il seguente schema di relazione, contenuto nella nota operativa di maggio pubblicata sul proprio sito il 25 giugno 2010, ha inteso fornire ai propri iscritti impegnati nei collegi dei Revisori dei conti delle Camere di Commercio un strumento operativo.


Viene precisato che tale documento può essere applicato da tutti i componenti i collegi dei Revisori dei conti delle Camere di Commercio, il CNDCEC, si auspica che lo stesso venga adattato alle diverse realtà di riferimento e che i revisori tengano conto che si forniscono indicazioni relative, esclusivamente, alla normativa nazionale in materia di Camere di Commercio.






Bozza di Relazione ai sensi dell’art. 17 c. 6 Legge 29 dicembre 1993, n. 580 come modificato dall’art. 18 D.L. 23/2010


 


Al Consiglio Camerale della CCIAA di ……………………………


Parte prima: Relazione al bilancio – revisione


1. Abbiamo svolto la revisione legale del bilancio d’esercizio della Camera di Commercio di


______________ al 31 dicembre ____.


2. Il bilancio, composto da stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa e relazione sulla gestione, può essere riassunto nei seguenti dati:


Stato patrimoniale


Attivo €


Immobilizzazioni immateriali €


Immobilizzazioni materiali €


Immobilizzazioni finanziarie €


Attivo circolante €


Ratei e risconti attivi €


Passivo €


Patrimonio netto €


Fondi per rischi e oneri €


Trattamento di fine rapporto €


Debiti €


Ratei e risconti passivi €


Conto economico


Valore della produzione €


Costi della produzione €


Differenza €


Proventi e oneri finanziari €


Proventi e oneri atipici €


Proventi e oneri straordinari €


Risultato prima delle imposte €


Imposte sul reddito d’esercizio €


Risultato d’esercizio €


3. La responsabilità della redazione del bilancio d’esercizio in conformità alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione compete agli amministratori. È nostra la responsabilità del giudizio professionale espresso sul bilancio d’esercizio e basato sulla revisione legale.


2. Il nostro esame é stato condotto secondo gli statuiti principi di revisione. In conformità ai predetti principi, la revisione é stata svolta al fine di acquisire ogni elemento necessario per accertare se il bilancio d’esercizio sia viziato da errori significativi e se risulti, nel suo complesso, attendibile. Il procedimento di revisione legale è stato svolto in modo coerente con la dimensione del’ente e con il suo assetto organizzativo. Esso comprende l’esame, sulla base di verifiche a campione, degli elementi probativi a supporto dei saldi e delle informazioni contenuti nel bilancio, nonché la valutazione dell’adeguatezza e della correttezza dei criteri contabili utilizzati e della ragionevolezza delle stime effettuate dagli amministratori. Riteniamo che il lavoro svolto fornisca una ragionevole base per


l’espressione del mio giudizio professionale.


Per il giudizio relativo al bilancio dell’esercizio precedente, i cui dati sono presentati a fini comparativi, secondo quanto richiesto dalla legge, si fa riferimento alla relazione da noi (o da altro Revisore) emessa in data……… .


3. A nostro giudizio, il soprammenzionato bilancio d’esercizio è conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione; esso pertanto é stato redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la Situazione patrimoniale e finanziaria ed il risultato economico della Camera di Commercio


per l’esercizio chiuso al 31 dicembre ______.


Parte seconda: Relazione al bilancio – informativa


Nel corso dell’esercizio chiuso il 31 dicembre 20__ la nostra attività è stata ispirata alla bozza delle Norme di Comportamento del Collegio sindacale raccomandate dai Consigli Nazionali dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.


Abbiamo vigilato sull’osservanza della legge e dell’atto costitutivo e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione.


Abbiamo ottenuto dagli amministratori durante le n. … riunioni svolte informazioni sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggiore rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla società


1. Abbiamo acquisito conoscenza e vigilato sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’Ente, anche tramite la raccolta di informazioni dai responsabili delle funzioni e a tale riguardo abbiamo/non abbiamo osservazioni particolari da riferire(in caso di osservazioni indicarle).


Abbiamo valutato e vigilato sull’adeguatezza del sistema amministrativo e contabile, nonché sull’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione, mediante l’ottenimento di informazioni dai responsabili delle funzioni e l’esame dei documenti aziendali, e a tale riguardo abbiamo/non abbiamo osservazioni particolari da riferire (in caso di osservazioni indicarle).


Sono/Non sono pervenute denunce ex art.2408 c.c.


Nel corso dell’esercizio sono/non sono stati rilasciati i pareri.


Nel corso dell’attività di vigilanza, come sopra descritta, sono/non sono emersi ulteriori fatti significativi tali da richiederne la menzione nella presente relazione.


Abbiamo esaminato il bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2009, in merito al quale riferiamo quanto di seguito riportato.


Abbiamo vigilato sull’impostazione generale data allo stesso, sulla sua generale conformità alla legge per quel che riguarda la sua formazione e struttura e a tale riguardo abbiamo/non abbiamo osservazioni


particolari da riferire (in caso di osservazioni indicarle).


Per quanto a nostra conoscenza, gli amministratori, nella redazione del bilancio, hanno/non hanno derogato alle norme di legge ai sensi dell’art.2423, co.4, c.c (in caso di deroghe indicarle).


Ai sensi dell’art. 26 c. 5 del Regolamento dpr 254/2005, abbiamo/non abbiamo espresso il nostro consenso all’iscrizione nell’attivo dello Stato patrimoniale di costi di impianto e di ampliamento per € …….., costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità per € …….. (in caso di discordanza indicarne i motivi).


Ai sensi dell’art. . 26 c. 5 del Regolamento dpr 254/2005 abbiamo espresso il nostro consenso [oppure:


non concordiamo con] all’iscrizione nell’attivo dello stato patrimoniale di un avviamento per € …….. (in caso di discordanza indicarne i motivi).


Luogo e data


Il Collegio dei revisori dei conti


 


 


6) Sisma Abruzzo: Conguaglio sospeso


Per il sisma del 6 aprile 2009 nella zona del cratere, il decreto n. 78 del 2010 all’art. 39 prevede la proroga, fino al 15 dicembre 2010, della sospensione degli adempimenti e dei versamenti tributari e contributivi per i titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo, con volume d’affari non superiore a 200mila euro.


Dal 1° luglio 2010, per tutti gli altri soggetti riprende, quindi, la tassazione ordinaria e contributiva.


Un emendamento al dl 78, approvato il 24 giugno 2010 dal Consiglio dei ministri, stabilisce che il recupero dell’arretrato decorrerà dal 1° gennaio 2011, senza applicazione di sanzioni, interessi e oneri accessori, mediante il pagamento in sessanta rate mensili di pari importo, anziché dal 1° luglio 2010.


Di conseguenza, il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, e il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, comunicano che il pagamento di quanto non versato rimane sospeso in attesa della conversione in legge del dl 78.


(Agenzia Entrate, Inps, comunicato stampa del 25 giugno 2010)


 


 


7) Principi contabili internazionali: Un solo standard, Ue e Usa provano la convergenza


Pubblicata la bozza del progetto comune, elaborata dai rispettivi organismi di contabilità, Iasb e Fasb.


Un solo standard, in sostituzione degli Ias 11 (lavori su ordinazione) e 18 (ricavi), cui dovrebbe seguire anche il ritiro dei documenti interpretativi Ifric 13 (programmi di fidelizzazione della clientela), 15 (accordi per la costruzione di immobili) e 18 (cessioni di attività da parte della clientela), oltre che del Sic 31 (operazioni di baratto comprendenti attività pubblicitaria).


Questo l’obiettivo che l’International accounting standards board (Ias

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