Novità fiscali del 24 maggio 2010: fabbricato assoggettabile a tassazione all'estero; ai fini ICI può essere edificabile l’area per attrezzature; cessione d’azienda: inadempimento del cedente; reverse charge: obbligo di dichiarazione Intrastat; PVC: atto utilizzabile per la decisione; commette il reato di evasione contributiva l’imprenditore che registra i propri dipendenti sul libro paga, ma non li denuncia all’INPS; danni su ipoteca: venditore e notaio devono risarcire l’acquirente; cartelle pazze, le indicazioni ENPALS che seguono la direttiva Equitalia; gestione rifiuti elettrici ed elettronici: modalità di ritiro semplificate; determinazione dei valori di conferimento di beni in natura o crediti senza relazione di stima; modificate le specifiche tecniche dei modelli Intrastat; fissato Indice ISTAT mese di aprile 2010; antiriciclaggio: niente archivio per il modello F24; spese master estero deducibili ma entro i previsti limiti italiani; associazioni sportive dilettantistiche: precisazioni su alcune questioni fiscali; contenzioso fiscale: circolare delle Entrate

 






 


Indice:


 


1) Fabbricato assoggettabile a tassazione all’estero


 


2) Ai fini ICI può essere edificabile l’area per attrezzature


 


3) Cessione d’azienda: Inadempimento del cedente


 


4) Reverse charge: Obbligo di dichiarazione Intrastat


 


5) PVC: Atto utilizzabile per la decisione


 


6) Commette il reato di evasione contributiva l’imprenditore che registra i propri dipendenti sul libro paga, ma non li denuncia all’Inps


 


7) Danni su ipoteca: Venditore e notaio devono risarcire l’acquirente dell’immobile


 


8) Cartelle pazze, le indicazioni ENPALS che seguono la direttiva Equitalia


 


9) Gestione rifiuti elettrici ed elettronici: modalità di ritiro semplificate


 


10) Determinazione dei valori di conferimento di beni in natura o crediti senza relazione di stima


 


11) Modificate le specifiche tecniche dei modelli Intrastat


 


12) Fissato Indice ISTAT mese di aprile 2010


 


13) Antiriciclaggio: Niente archivio per il modello F24


 


14) Spese master estero deducibili ma entro i previsti limiti italiani


 


15) Associazioni sportive dilettantistiche: Precisazioni su alcune questioni fiscali


 


16) Contenzioso fiscale: Circolare delle Entrate


 


 


1) Fabbricato assoggettabile a tassazione all’estero


Se un fabbricato, detenuto all’estero e concesso in affitto, viene assoggettato a tassazione anche all’estero, il relativo reddito imponibile va calcolato al netto delle spese deducibili.


Lo ha precisato la DRE Lombardia con la risoluzione, n. prot. 12115, del 15 febbraio 2010, secondo cui si possono verificare i seguenti casi:


– nello Stato estero l’immobile non è tassabile: non deve essere dichiarato, a condizione che il contribuente non abbia percepito reddito;


– nello Stato estero gli immobili sono tassabili mediante tariffe d’estimo o criteri similari: è necessario indicare l’ammontare risultante dalla valutazione effettuata nello Stato estero, ridotto delle spese eventualmente riconosciute ed al contribuente spetta il credito d’imposta per le imposte pagate all’estero;


– il reddito derivante dalla locazione dell’immobile all’estero non è soggetto a imposta sui redditi nel Paese estero: è necessario indicare l’ammontare del canone di locazione percepito, ridotto del 15% a titolo di deduzione forfetaria;


– il reddito è soggetto a imposta nello Stato estero: è necessario indicare l’ammontare dichiarato in questo Stato senza deduzione di spese e spetta il credito d’imposta per le imposte pagate all’estero.


 


 


2) Ai fini ICI può essere edificabile l’area per attrezzature


La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10247 del 29 aprile 2010, ha stabilito che ai fini ICI la nozione di edificabilità non è equivalente a quella di edilizia abitativa.


Ne deriva che un’area, classificata da P.R.G. in zona F/1 e comprendente le parti del territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale, si può considerare edificabile.


 


 


3) Cessione d’azienda: Inadempimento del cedente


Nell’ipotesi di cessione d’azienda con inadempimento del cedente, per il cessionario la responsabilità è circoscritta nel tempo


La responsabilità del cessionario è limitata ai debiti d’imposta risultanti al momento della cessione d’azienda, con esclusione della responsabilità con riferimento alle eventuali contestazioni successive alla cessione stessa: è in contrasto con i principi di equità e certezza del diritto la circostanza che un soggetto debba rispondere per eventuali illeciti non da lui commessi e la cui contestazione è stata effettuata dopo anni dall’avvenuta cessione d’azienda.


(Commissione Tributaria Centrale, sentenza n. 390 del 22/03/2010)


 


 


4) Reverse charge: Obbligo di dichiarazione Intrastat


In materia di autotrasporto, le fatture ricevute da un consorzio in qualità di committente, emesse da parte di fornitori UE, sono soggette:


– sia al reverse charge, secondo le regole ordinarie;


– sia ai relativi obblighi dichiarativi Intrastat.


E’ questo il chiarimento della DRE Piemonte effettuato con la risposta del 30 aprile 2010, protocollata n. 10/24717.


La Direzione regionale del Piemonte ha, così, chiarito alcuni aspetti legati alla corretta applicazione dell’IVA in seguito alle novità introdotte dal D.Lgs. n. 18/2010.


 


 


5) PVC: Atto utilizzabile per la decisione


Valore di piena prova per il PVC acquisito d’ufficio. L’acquisizione d’ufficio del PVC, necessario per valutare la fondatezza della pretesa tributaria, ha valore istruttorio, non meramente conoscitivo; come tale il giudice deve tenerlo in considerazione nel decidere la controversia.


(Corte di Cassazione, ordinanza n. 11206 del 07/05/2010)


 


 


6) Commette il reato di evasione contributiva l’imprenditore che registra i propri dipendenti sul libro paga, ma non li denuncia all’Inps


Commette il reato di evasione contributiva l’imprenditore che registra i propri dipendenti sul libro paga, ma non li denuncia all’Inps.


La Corte di Cassazione con la sentenza 11261 del 10 maggio 2010 ha respinto il ricorso di un’impresa per ottenere una “derubricazione” del reato contestato.
Secondo la ricorrente il fatto di aver iscritto i propri dipendenti nei libri paga e matricola, esibendoli nei controlli, doveva essere sufficiente a provare la mancanza di una volontà di occultare i rapporti di lavoro.


Di parere opposto i giudici della Cassazione secondo cui l’omessa denuncia all’Inps fa intuire la volontà di occultare i rapporti di lavoro per non pagare i contributi.


 


 


7) Danni su ipoteca: Venditore e notaio devono risarcire l’acquirente dell’immobile


L’acquirente di un immobile che, al momento della cessione non sia informato dell’ipoteca gravante sul bene, ha diritto al risarcimento.


Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione III, con la sentenza n. 10072/10


Che ha rivisitato un precedente orientamento della stessa suprema corte che aveva affermato la distinzione tra pericolo di danno e pericolo che determina un danno attuale, l’unico che poteva godere della tutela risarcitoria.
A fini dell’accoglimento della domanda, la rilevante probabilità di conseguenze pregiudizievoli si configura come danno futuro immediatamente indennizzabile.


 


 


8) Cartelle pazze, le indicazioni ENPALS che seguono la direttiva Equitalia


I concessionari potranno sospendere le iniziative di riscossione dei crediti, anche in assenza di un provvedimento ad hoc da parte dell’Ente creditore, qualora il debitore dichiari che la cartella esattoriale sia stata oggetto di un provvedimento di sgravio, di una sospensione amministrativa o giudiziale oppure sia stato effettuato il pagamento del debito in un momento precedente la formazione del ruolo e ciò non risulti dai sistemi informativi dei concessionari.


(ENPALS, messaggio n. 3 del 17/05/2010)


 


 


9) Gestione rifiuti elettrici ed elettronici: modalità di ritiro semplificate


Il 4 maggio 2010 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 102 il D.M. 8 marzo 2010, n. 65, regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature.


Tale regolamento renderà applicabile quanto previsto dal D.lgs. 151/2005 che ha istituito il “nuovo” sistema di gestione dei RAEE, ovvero il ritiro gratuito da parte del distributore, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata, a condizione che la stessa sia di tipo equivalente e abbia svolto le stesse funzioni della nuova apparecchiatura fornita.


Esso coinvolge principalmente i distributori e gli installatori di AEE, nonché i gestori dei centri di assistenza.


 


 


10) Determinazione dei valori di conferimento di beni in natura o crediti senza relazione di stima


Il D.Lgs. 142/2008, entrato in vigore il 30 settembre 2008, ha innovato significativamente la disciplina dettata in tema di conferimenti di beni in natura o di crediti nella Spa, di acquisto di azioni proprie e di altre operazioni compiute dalla società sulle proprie azioni.


Un documento del CNDCEC di aprile 2010 ha analizzato i profili economico-aziendali delle disposizioni introdotte con il citato decreto limitatamente alla nuova disciplina in tema di conferimenti in natura, contenuta negli artt. 2343-ter e 2343-quater del codice civile.


Il menzionato decreto ha previsto due ipotesi nelle quali è possibile effettuare, in sede di costituzione o di aumento del capitale sociale, il conferimento in natura o crediti, senza che venga redatta e presentata la relazione dell’esperto nominato dal Tribunale competente, di cui all’art. 2343 c.c..


In particolare, dette ipotesi riguardano:


– il conferimento di valori mobiliari o di strumenti del mercato monetario, se il valore ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovraprezzo è pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentati nei sei mesi precedenti il conferimento (art. 2343-ter, co. 1, c.c.);


– il conferimento di beni in natura o crediti, qualora il valore ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovraprezzo, corrisponda:


a) al valore equo ricavato da un bilancio approvato da non oltre un anno, purché sottoposto a revisione legale e a condizione che la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento; ovvero


b) al valore equo risultante dalla valutazione, precedente di non oltre sei mesi il conferimento e conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento, effettuata da un esperto che sia indipendente da chi effettua il conferimento e dalla società e sia dotato di adeguata e comprovata professionalità.


Le due ipotesi sopra descritte individuano delle situazioni in cui è possibile discostarsi dalla normativa “ordinaria” qualora esista un parametro di riferimento “chiaro” e presumibilmente attendibile per la valutazione dei beni o crediti conferiti, a prescindere dal fatto che la fonte di tale valore sia il mercato piuttosto che il bilancio o altro documento di valutazione redatto da un soggetto esperto.


La finalità primaria della norma consiste nel creare un procedimento di conferimento alternativo rispetto a quanto previsto dall’originario art. 2343 c.c., per “semplificare”, come specificato dal disposto comunitario, il percorso tradizionale.


In questa prospettiva, il procedimento definito dal D.lgs. 142/2008 dovrebbe essere percorribile qualora fornisca garanzia che i valori ricavati siano in grado di tutelare i soggetti interessati, ovvero quando la procedura di determinazione del valore del bene conduca a risultanze sostanzialmente equiparabili a quelle del conferimento peritale.


Per tale motivo, la norma deve essere utilizzata con cautela e solo qualora il valore determinato risulti in linea con le finalità e la ratio del disposto normativo.


In altro senso, la norma in parola rafforza la credibilità del bilancio e ne ribadisce la funzione di garanzia anche dei diritti facenti capo a terzi, confermandone la funzione pubblicistica.


A questo fine, si ribadisce la necessità che i valori prescelti siano “certi” ed affidabili, affinché lo spirito della norma possa essere rappresentato pienamente.


 


 


11) Modificate le specifiche tecniche dei modelli Intrastat


Sono state modificate le specifiche tecniche dei modelli Intrastat.


Specifiche tecniche INTRA 12


Le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello INTRA 12 (Dichiarazione mensile degli acquisti di beni e servizi effettuati da enti non soggetti passivi d’imposta e da agricoltori esonerati), approvate con Provvedimento del 16 aprile 2010 sono state aggiornate il 21/05/2010.


L’aggiornamento riguarda l’introduzione del controllo relativo al campo Codice attività contenuto nel modello Intra12.


Il codice, costituito da  6 caratteri, deve essere previsto dalla tabella di classificazione delle attività economiche Ateco 2007.


Specifiche tecniche INTRA 13


Le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nel modello INTRA 13 (Dichiarazione di acquisto intracomunitario da parte di enti, associazioni o altre organizzazioni non soggetti passivi d’imposta), approvate con Provvedimento del 16 aprile 2010 sono state aggiornate il 21/05/2010. L’aggiornamento riguarda l’introduzione del controllo relativo al campo Codice attività contenuto nel modello Intra12.


Il codice, costituito da  6 caratteri, deve essere previsto dalla tabella di classificazione delle attività economiche Ateco 2007.


 


 


12) Fissato Indice ISTAT mese di aprile 2010


L’Indice Istat del mese di aprile 2010 è stato fissato nella misura del 1,6%


(Gazzetta Ufficiale n. 116 del 20 maggio 2010)


 


 


13) Antiriciclaggio: Niente archivio per il modello F24


Nel corso di una teleconferenza organizzata dalla stampa specializzata, in collaborazione con l’Unione Nazionale dei Giovani Dottori Commercialisti, gli esperti del Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno fornito alcuni chiarimenti in tema di antiriciclaggio.


In particolare, il MEF ha precisato che i dati relativi al titolare effettivo, raccolti dai professionisti nel corso delle operazioni di adeguata verifica, possono essere conservati nel fascicolo del cliente senza obbligo di trascrizione nell’archivio.


Inoltre, non è più necessario provvedere alla trascrizione in archivio degli F24 relativi ai pagamenti delle imposte e dei contributi.


 


 


14) Spese master estero deducibili ma entro i previsti limiti italiani


La Corte di Giustizia, con la centenza 20 maggio 2010, causa C-56/09, ha stabilito che è legittimo porre un tetto alla detraibilità delle spese per i corsi universitari all’estero.


Secondo quanto evidenziato dalla Sentenza, la detraibilità di tali spese non può essere del tutto negata, altrimenti si ostacolerebbe la libera prestazione dei servizi nell’Unione: tuttavia è legittima la limitazione alle spese corrispondenti previste per la frequenza di corsi analoghi tenuti presso l’università pubblica nazionale più vicina al domicilio fiscale del contribuente.


 


 


15) Associazioni sportive dilettantistiche: Precisazioni su alcune questioni fiscali


L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 38/E del 2010, ha risposto a quattro quesiti sollevati da una associazione sportiva nazionale che, nello specifico, aveva richiesto chiarimenti al Fisco circa l’applicazione di regimi tributari di favore per gli enti sportivi dilettantistici.


Riguardo ai compensi degli allenatori, la risoluzione ha spiegato che gli indennizzi erogati nell0esercizio “diretto” di attività sportive dilettantistiche godono del regime agevolato e, specificatamente, si devono ritenere agevolati se erogati a favore di soggetti che svolgono le attività di formazione, didattica, preparazione e assistenza all’attività sportiva dilettantistica, a prescindere dalla realizzazione di una specifica manifestazione.


In particolare, l’agevolazione tributaria è riconosciuta quando i compensi sono pagati da Coni, Federazioni sportive nazionali, Unire o altri enti di promozione sportiva dilettantistica da tali organismi riconosciuti.


La conclusione rispecchia quanto già indicato dall’ente di previdenza e assistenza dei lavoratori dello spettacolo (Enpals) nella circolare n. 18/2009.


Per cui dovrebbero rientrare anche nell’agevolazione fiscale anche i compensi riscossi dalle associazioni dai bambini (non soci) che si sono iscritti alla scuola di addestramento allo sport dilettante, poiché, per regolamento sportivo nazionale, vanno per obbligo tesserati alla Federazione di appartenenza per il tramite del circolo sportivo ove svolgono l’addestramento sportivo.


Viene poi confermata, in ottemperanza della disposizione contenuta nell’art. 148, comma 3, del Tuir, la non imponibilità dei corrispettivi versati all’ente sportivo per le prestazioni o cessioni rese in conformità degli scopi sociali dell’ente associativo, a soggetti non soci o non associati (frequentatori e/o praticanti) purchè gli stessi risultino tesserati dalla società oppure dalle organizzazioni nazionali di riferimento.


Le prestazioni per idromassaggio e bagno turco, dal momento che possono prescindere dall’attività sportiva in sé, sono da considerarsi commerciali e non godono di sconti fiscali, anche se sono rese da associazioni sportive dilettantistiche.


È riconosciuta la possibilità di erogare stipendi “maggiorati” ad atleti ed allenatori, cioè di importi superiori ai parametri previsti dalla legge, se è dimostrabile che i suddetti maggiori importi si rendono necessari per il raggiungimento degli obiettivi di carattere istituzionale dell’ente.


Cioè, se sono utili per incentivare determinate prestazioni professionali.


 


 


16) Contenzioso fiscale: Circolare delle Entrate


Contenzioso fiscale, un indice di vittoria misura l’efficace difesa in giudizio.


L’Agenzia delle Entrate con la circolare resa nota il 21 maggio 2010 ha fatto il punto sugli indirizzi operativi per il 2010.


Un indice di vittoria per misurare il numero e il valore delle pronunce giudiziarie favorevoli al Fisco rispetto al totale delle decisioni delle Commissioni tributarie provinciali e regionali e della Cassazione che nel corso dell’anno sono diventate definitive.


È uno dei nuovi obiettivi di budget fissati dall’Agenzia delle Entrate per la gestione del contenzioso tributario nel 2010.


A metterli nero su bianco, la circolare n. 26/E del 2010, che punta a migliorare l’efficacia della difesa in giudizio degli interessi erariali da parte dell’Agenzia attraverso un attento monitoraggio degli esiti delle controversie, basato su parametri e indicatori matematici confrontabili nel tempo.


Un’attività di controllo strategico che consentirà di elaborare una procedura informatica ad hoc, in grado di guidare i funzionari, come una sorta di check list, nella valutazione della sostenibilità della pretesa fiscale nei confronti del contribuente, riducendo nello stesso tempo il rischio di comportamenti disomogenei.


In lista i traguardi del 2010 – Accanto a questi obiettivi di budget, l’Agenzia si propone di tenere sotto controllo una serie di indicatori d’azione, tra cui spiccano, in particolare, due new entry: la partecipazione alle udienze in Commissione tributaria centrale, al netto di quelle a cui non si è preso parte per rinvio, cessazione della materia del contendere o in altri casi di estinzione del giudizio, e l’acquisizione nei sistemi informatici entro trenta giorni della data e del numero degli atti di acquiescenza relativi anche alle decisioni della Ctc del tutto o in parte sfavorevoli al Fisco (obiettivo 99 per cento).


Nel 2010, inoltre, l’attività di riscossione prende velocità. Quest’anno, infatti, sale al 93 per cento, dall’80 per cento fissato nel 2009, l’obiettivo di procedere entro 120 giorni alle iscrizioni a ruolo derivanti da avvisi di accertamento di imposte dirette e Iva oggetto di giudizio in Ctp e Ctr.


Dr all’appello per il monitoraggio – In fase di controllo, le Direzioni regionali sono chiamate a seguire passo dopo passo il grado di avanzamento degli obiettivi e, se emergono delle criticità, ad avviare una serie di azioni correttive. Una strategia che tiene conto, tra l’altro, dell’uso della scheda di valutazione del livello di sostenibilità della controversia, della diffusione di contenziosi seriali o di particolare rilevanza economica o giuridica, del ricorso agli strumenti deflattivi del contenzioso, come l’autotutela e la conciliazione giudiziale, e degli indici di impugnazione dei provvedimenti giurisdizionali e delle relative acquiescenze.


(Agenzia delle Entrate, comunicato stampa del 21 maggio 2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 

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