Novità fiscali del 5 febbraio 2010: regime comunitario delle franchigie doganali; immobili in costruzione: come acquistare casa in sicurezza; notifiche al condominio; divieto di cumulo detrazione IRPEF 55% con quella spettante sulla conservazione dei beni vincolati; fallimenti, pronte le Linee - guida per il finanziamento alle imprese in crisi; rettifica Iva dei beni ammortizzabili

 






 


Indice:


 


1) Regime comunitario delle franchigie doganali


 


2) Immobili in costruzione: Notai e associazioni dei consumatori spiegano come acquistare casa in sicurezza


 


3) Modifiche al lavoro accessorio


 


4) Approvato in via definitiva anche il Modello Unico SC (Società di Capitali) 2010


 


5) Notifiche al Condominio


 


6) Divieto di cumulo detrazione IRPEF 55% con quella spettante sulla conservazione dei beni vincolati


 


7) Fallimenti, pronte le Linee – guida per il finanziamento alle imprese in crisi


 


8) Rettifica Iva dei beni ammortizzabili


 


9) Altre di fisco


 


 


1) Regime comunitario delle franchigie doganali


In vigore il nuovo regolamento disponibile in allegato al documento di prassi: Infatti, l’agenzia delle Dogane con la circolare n. 2/D del 03.02.2010, ha comunicato che, a decorrere dal 1° gennaio 2010, è entrato in vigore il Regolamento CE n. 1186/2009 del Consiglio del 16.11.2009 – G.U. dell’U.E. serie L n. 324 del 10.12.2009 (allegato a detta circolare), che riporta la versione codificata del regime comunitario delle franchigie doganali e sostituisce il Regolamento CEE n. 918/83 del Consiglio del 28.03.1983 e le sue successive modificazioni.


La necessità di modificare la predetta disciplina è nata dall’esigenza di razionalizzare e chiarire meglio la materia in argomento, tenuto conto delle modifiche apportate nel tempo al predetto Regolamento CEE n. 918/83.


 


 


 


2) Immobili in costruzione: Notai e associazioni dei consumatori spiegano come acquistare casa in sicurezza


Disponibile sul web dal 04.02.2010 la quinta Guida per il Cittadino dedicata alla tutela nella compravendita immobiliare.


Il Consiglio Nazionale del Notariato e 12 Associazioni dei Consumatori, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, hanno presentato questa mattina a Roma la quinta “Guida per il Cittadino” dedicata all’acquisto degli immobili in costruzione.


Dopo i vademecum dedicati al Mutuo immobiliare (due edizioni), al Prezzo Valore e al Contratto Preliminare, prosegue la consolidata e proficua collaborazione tra il Consiglio Nazionale del Notariato e le Associazioni dei Consumatori di cui queste Guide, ispirate ad una comunicazione trasparente ed efficace per la tutela del cittadino, rappresentano uno dei momenti più significativi.


La nuova Guida, “Acquisto in costruzione.


La tutela nella compravedita di un immobile da costruire”, affronta una tipologia di compravendita che presenta gravi rischi per l’acquirente qualora il costruttore incorra in “situazione di crisi”.


Con questa pubblicazione il Notariato e le Associazioni dei consumatori vogliono diffondere e promuovere la conoscenza del decreto legislativo 122/2005 che prevede nuove forme di tutela – ancora non sufficientemente conosciute – a vantaggio del contraente debole quali; la garanzia fideiussoria, l’esclusione della revocatoria fallimentare, il diritto di prelazione in caso di vendita all’asta, la polizza assicurativa indennitaria di durata decennale, ecc.


In caso di acquisto di un immobile in costruzione, generalmente, se il costruttore (impresa o cooperativa) dovesse fallire prima del trasferimento della proprietà, solo i creditori con garanzie reali sul fabbricato in costruzione (ad esempio le banche) potrebbero soddisfare le proprie ragioni di credito con il ricavato della vendita forzata del fabbricato in costruzione.


L’acquirente, invece, privo di specifiche garanzie sugli immobili, difficilmente potrà recuperare anche solo parte degli importi versati a titolo di caparra e/o di acconto di prezzo.


La complessità della materia necessita, per agire nella massima sicurezza, della consulenza preventiva dei notai e delle Associazioni dei Consumatori, entrambi sempre disponibili a fornire tutte le indicazioni necessarie.


Solo una corretta informazione precedente a qualsiasi firma, infatti, può prevenire l’insorgere di problemi e contenziosi futuri che comporterebbero un aggravio di costi per le parti contraenti e per la collettività.


La Guida, come le altre già realizzate, è scaricabile gratuitamente dal sito del Consiglio Nazionale del Notariato (www.notariato.it) e dai siti delle Associazioni dei Consumatori che hanno aderito all’iniziativa.


La più importante tra le forme di tutela introdotte dal decreto legislativo 122/2005 è certamente la garanzia fideiussoria posta a carico del costruttore a garanzia delle somme incassate sino al trasferimento della proprietà.


Il costruttore, entro l’atto della stipula del contratto preliminare, dovrà consegnare all’acquirente una fideiussione, rilasciata da una banca, da un’impresa di assicurazione o da un intermediario finanziario abilitato, a garanzia di un importo pari alle somme e/o al valore di ogni altro eventuale corrispettivo che il costruttore abbia già riscosso o, secondo i termini e le modalità stabilite nel contratto preliminare, debba ancora riscuotere dall’acquirente prima del trasferimento della proprietà.


 


 


3) Modifiche al lavoro accessorio


L’Inps, con la circolare n. 17 del 03.02.2010 ha spiegato le novità in tema di lavoro occasionale di tipo accessorio, introdotte dalla finanziaria 2010 (art. 2, commi 148 e 149, Legge n. 191/2009).


Con le modifiche arrecate all’art. 70, D.Lgs. n. 276/2003, è mutata la sfera di applicazione di tale tipologia contrattuale dal punto di vista oggettivo e soggettivo.


Tra le novità:


– Il ricorso ai voucher è possibile anche da parte degli enti locali, nel rispetto dei vincoli per il contenimento delle spese di personale;


– è ampliata la possibilità di impiegare studenti con meno di 25 anni di età;


– viene esteso l’utilizzo del lavoro accessorio da parte dell’impresa familiare;


– in via sperimentale per il 2010, è possibile lo svolgimento di lavoro accessorio da parte di lavoratori part-time;


– è prevista la proroga per il 2010 della possibilità di utilizzo dei buoni lavoro per i percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito.


 


 


4) Approvato in via definitiva anche il Modello Unico SC (Società di Capitali) 2010 ed il modello enti non commerciali


Il modello Unico Società di Capitali con le relative istruzioni è stato approvato con Provvedimento del 01.02.2010 pubblicato il 04.02.2010.


E, quindi, disponibile sul sito delle Entrate il Modello Unico SC 2009 e le Istruzioni per la compilazione.


Modello Unico ENC (Enti Non Commerciali) 2010


Il modello Unico Enti Non Commerciali con le relative istruzioni è stato approvato con Provvedimento del 01/02/2010 – pdf (Pubblicato il 04/02/2010).


Le novità


– Nuovi limiti di deducibilità delle spese alberghiere e per la somministrazione di alimenti e bevande;


– detassazione legata agli investimenti in nuovi macchinari e nuove apparecchiature (“Tremonti-ter”);


– credito d’imposta per le spese di riparazione o ricostruzione degli immobili danneggiati o distrutti dal terremoto in Abruzzo;


– “attestazione” necessaria per poter utilizzare in compensazione i crediti Iva superiori a 15mila euro annui (è stata predisposta una specifica casella nella sezione “Firma della dichiarazione”).


Istituita una nuova colonna dove riportare la maggiore Iva dovuta dai contribuenti che intendono adeguarsi agli studi di settore per il 2009.


Nelle precedenti annualità, questo dato veniva indicato nella dichiarazione annuale Iva.


Per quanto riguarda le modifiche apportate al quadro RQ dei due modelli, si ha, da un lato l’eliminazione delle sezioni riguardanti la rivalutazione dei beni e l’affrancamento del saldo di rivalutazione, dall’altro l’introduzione della sezione per determinare l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da metalli preziosi e di quella per la tassa etica, che nella dichiarazione dello scorso anno era invece presente nel quadro RS.


Inoltre, nel quadro RQ, ma solo del modello per le società di capitali, debuttano ulteriori sezioni: rimanenze finali da recuperare o conferimenti, riserve matematiche dei rami vita, fondi per rischi su crediti trasferiti al fondo rischi bancari generali, imposte addizionali per il settore petrolifero e dell’energia elettrica.


Tra le altre novità che riguardano esclusivamente il Modello Unico SC, emergono gli ulteriori aggiornamenti del quadro RF riferiti alle novità del reddito d’impresa: Svalutazioni dei crediti effettuate dagli enti creditizi e finanziari e dalle imprese di assicurazione, Decreto del 30.07.2009 in materia di principi contabili internazionali, calcolo degli interessi passivi.


Infine, nel Modello Unico ENC (enti non commerciali), sono stati introdotti, nel quadro RT, i righi per il calcolo dell’imposta tenendo conto anche delle eventuali minusvalenze derivanti dall’anno precedente, e una nuova sezione per gestire le plusvalenze derivanti dalle cessioni di partecipazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2009, che concorrono alla formazione del reddito imponibile nella misura del 49,72%.


(Provvedimento del 01.02.2010 di approvazione del modello di dichiarazione “Unico 2010, pubblicato il 04.02.2010 ai sensi dell’art. 1, comma 361, della legge 24.12.2007, n. 244)


 


 


5) Notifiche al Condominio


Le comunicazioni fiscali e previdenziali indirizzate al condominio vanno effettuate al domicilio privato dell’amministratore.


Le notificazioni della stessa natura devono avvenire con consegna a mani allo stesso amministratore oppure in appositi locali condominiali se nell’edificio vi sono spazi adibiti all’attività commerciale di modo che possano essere intesi come ufficio dell’amministratore (art. 139 c.p.c.).


(Question time, risposta del sottosegretario all’Economia del 03.02.2010)


 


 


6) Divieto di cumulo detrazione IRPEF 55% con quella spettante sulla conservazione dei beni vincolati


Oltre alla detrazione IRPEF del 36% e agli incentivi degli enti locali, la detrazione per il risparmio energetico (55%) non può essere cumulata con la detrazione IRPEF del 19% riconosciuta sulle spese per la manutenzione e restauro dei beni vincolati disciplinata dall’art. 15, lett. g), TUIR.


(Question time, risposta del sottosegretario all’Economia del 03.02.2010)


 


 


7) Fallimenti, pronte le Linee – guida per il finanziamento alle imprese in crisi


Pronte le “Linee – guida per il finanziamento alle imprese in crisi”.


Si tratta della versione finale del lavoro predisposto dall’Università di Firenze in collaborazione con il Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e con Assonime.


Il testo finale presentato di recente, recepisce commenti e spunti emersi anche nel corso di convegni scientifici e di seminari, nonché l’esperienza che si è formata nel corso del 2008 e, soprattutto, nella seconda metà del 2009.


I contributi ricevuti, talvolta adesivi, talvolta critici, sempre costruttivi, sono stati decisivi.


È, infatti, le presenti Linee-guida, ancorché in modo esplicito riflettano la posizione del Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili e di Assonime, interpretano e cercano di dare risposta ad un’esigenza di certezza largamente condivisa. Esse sono dunque nate “dal basso”.


Obiettivo del lavoro è quello di ridurre le incertezze che gli operatori incontrano nel finanziamento delle operazioni di ristrutturazione, suggerendo prassi virtuose e comportamenti che, pur non essendo strettamente imposti dalla legge, possono aumentare il grado di sicurezza delle operazioni di finanziamento. Destinatari delle proposte di modelli di comportamento, non prescrittivi, contenuti nelle Linee – guida, sono professionisti, imprese e anche istituiti di credito.


Il fenomeno del finanziamento alle imprese in crisi, reso più attuale dalla riforma del diritto fallimentare, sta acquisendo crescente importanza.


Le Linee-guida dovranno perciò essere riviste alla luce dell’esperienza e delle prime pronunzie giurisprudenziali che interverranno.


Proprio per questo è stato scelto di intitolarle “Prima edizione”, per sottolinearne il carattere contingente ed aperto ad ulteriori contributi.


Questo di seguito è l’indirizzo web ove è contenuto tale documento:


http://www.cndcec.it/PORTAL/Documenti/4336_qjymilxgsu.pdf


 


 


8) Rettifica Iva dei beni ammortizzabili


Per i beni ammortizzabili, ai fini dell’Iva, la vita utile è fissata in almeno cinque anni, dieci per i fabbricati.


Bene ammortizzabile e detrazione ai fini Iva


La detrazione dell’imposta assolta sull’acquisto di un bene strumentale è possibile unicamente qualora sussistano contemporaneamente le seguenti condizioni:


– inerenza ovvero la presenza di un nesso di casualità tra gli acquisti e l’attività svolta dall’imprenditore;


– afferenza ovvero la correlazione con le operazioni attive imponibili.


L’afferenza è un elemento rilevante per quanto riguarda la detrazione dell’imposta; infatti, coloro che effettuano sia operazioni esenti (e quindi senza diritto a detrazione) sia attività imponibili o assimilate alle imponibili, detraggono l’imposta pagata a monte sulla base di una percentuale di detrazione.


Tale valore è il pro-rata ed è calcolato in base a un rapporto in cui:


– al numeratore vengono ricomprese le operazioni imponibili e assimilate alle imponibili;


– al denominatore le operazioni di cui sopra aumentate delle operazioni esenti.


Per i beni ammortizzabili ai fini Iva, l’art. 19-bis2 del Dpr 633/1972 considera beni strumentali unicamente quelli che congiuntamente hanno:


– costo unitario superiore a 516,46 euro


– ai fini dell’imposta sul reddito, un coefficiente di ammortamento non superiore al 25%.


Inoltre, sono considerati beni strumentali ai fini Iva anche:


– le aree fabbricabili;


– i fabbricati e le loro porzioni, indipendentemente dalla collocazione in bilancio; pertanto,  secondo il parere dell’Amministrazione finanziaria anche gli immobili  merce entrano nel campo di applicazione dell’art. 19-bis2.


Rettifica della detrazione


La rettifica della detrazione dell’Iva va operata quando variano le condizioni e gli elementi che hanno permesso la detrazione a monte.


Nel caso dei beni ammortizzabili, si possono verificare tre ipotesi:


– rettifica per il mutamento della destinazione di utilizzo del bene;


– vendita del bene ammortizzabile durante il periodo di ammortamento della detrazione (cinque o dieci anni a seconda del bene);


– rettifica per variazione del pro-rata.


Nella prima ipotesi si opera la rettifica nel momento in cui il bene strumentale è utilizzato per operazioni escluse.


In caso di cessione del bene ammortizzabile durante il periodo di tutela fiscale, il Decreto 633/1972 prevede la possibilità di recuperare l’Iva non detratta a monte in misura proporzionale agli anni mancanti per il compimento del periodo.


In tale circostanza, è prevista la rettifica in una unica soluzione. Ciò avviene quando la percentuale di pro-rata aumenta negli anni successivi all’acquisto.


Il comma 4 dell’art. 19-bis2 contiene le condizioni per la rettifica della detrazione quando cambia la percentuale di pro-rata.


Nel momento in cui la percentuale di pro-rata varia in misura superiore a 10 punti rispetto all’anno di acquisto del macchinario, va operata la rettifica.


La variazione può essere sia in aumento sia in diminuzione e va indicata nel quadro VG70 della dichiarazione Iva dell’anno in cui si compie l’evento, con segno positivo o negativo a seconda dei casi.


 


 


9) Altre di fisco:


 


– Definizione agevolata: Se effettuato oltre la scadenza, il versamento non la perfeziona


Se il contribuente ha inteso definire un ruolo affidato al concessionario in periodi successivi a quelli indicati dalla normativa, l’eventuale versamento effettuato non può essere ritenuto valido ai fini della definizione agevolata.


(Question time del 03.02.2010, Commissione Finanze)


 


 


– Fisco, accertamento di maggiori ricavi: Non bastano i semplici indizi


Ai fini della determinazione del reddito d’impresa, per presumere l’esistenza di ricavi superiori a quelli contabilizzati ed assoggettabili ad imposta, non bastano semplici indizi, ma occorrono circostanze gravi, precise e concordanti.


(Corte di Cassazione, ordinanza n. 575 del 15.01.2010)


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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