Novità fiscali del 10 febbraio 2010: integrazione dei principi contabili internazionali nel TUIR; agenzie di viaggio e territorialità delle prestazioni di servizi; UNIEMENS: precisazioni INPS sull’avvio del nuovo flusso; principi contabili internazionali applicabili alle piccole imprese: requisiti per la redazione del bilancio di esercizio; in scadenza la presentazione della comunicazione dati IVA 2010

integrazione dei principi contabili internazionali nel TUIR; agenzie di viaggio e territorialità delle prestazioni di servizi; UNIEMENS: precisazioni INPS sull’avvio del nuovo flusso; principi contabili internazionali applicabili alle piccole imprese: requisiti per la redazione del bilancio di esercizio; in scadenza la presentazione della comunicazione dati IVA 2010; regole per la tassazione degli illeciti; altre di fisco

 






 


Indice:


 


1) Integrazione dei principi contabili internazionali nel TUIR


 


2) Agenzie di viaggio e territorialità delle prestazioni di servizi


 


3) Regole per la tassazione degli illeciti


 


4) UNIEMENS: precisazioni INPS sull’avvio del nuovo flusso


 


5) Principi contabili internazionali applicabili alle piccole imprese: Requisiti per la redazione del bilancio di esercizio


 


6) In scadenza la presentazione della comunicazione dati IVA 2010


 


7) Altre di fisco


 


 


1) Integrazione dei principi contabili internazionali nel TUIR


La Legge Finanziaria per il 2008 ha attribuito al sistema contabile IAS rilevanza ai fini della determinazione della base imponibile IRES, producendo il superamento del sistema della c.d. “neutralità”, delineato dal D.Lgs. n. 38 del 2005 verso il sistema della c.d. “derivazione rafforzata od accentuata”.


In buona sostanza, l’aspetto più qualificante della riforma è rappresentato dalla possibilità di fare derivare l’imponibile fiscale dalle risultanze del bilancio redatto, non più, secondo le regole del codice civile, ma secondo i principi contabili internazionali.


Per conseguenza, per i soggetti IAS adopter, la derivazione dell’imponibile dalle risultanze contabili non passa più attraverso la mediazione giuridica delle norme del codice civile: per tale ragione, tale rapporto di derivazione è stato definito “rafforzato” od “accentuato”.


Tuttavia, ai fini della determinazione dell’imponibile, il sistema concettuale di riferimento rimane quello del TUIR, ossia, anche per i soggetti IAS adopter, l’imponibile è il frutto dell’applicazione delle fattispecie fiscali, costituenti le componenti positive e negative del reddito di impresa (ricavi/costi, plusvalenze/minusvalenze, sopravvenienze attive/passive).


Da ciò consegue che la suddetta derivazione rafforzata si sostanzia in un processo di integrazione degli standards internazionali nel sistema del TUIR.


Va considerato che le suddette fattispecie fiscali assumono, quali presupposti per la loro applicazione, le categorie del codice civile.


Pertanto, si pone il problema di come “sostituire” gli standards internazionali ai principi di matrice codicistica, presupposti dalle fattispecie fiscali.


La soluzione adottata dal legislatore, é incentrata sulla coesistenza di una c.d. “deroga generale”, accanto ad un sistema di c.d. “deroghe speciali”.


Tuttavia, tale soluzione legislativa lascia aperti numerosi problemi, concernenti sia la valenza sistematica delle c.d. “deroghe generali e speciali” che concernenti la concreta applicazione delle fattispecie del TUIR nei confronti dei soggetti IAS adopter.


Modo di operare del principio della prevalenza della sostanza sulla forma


I criteri di “qualificazione”, “imputazione temporale” e “classificazione in bilancio” di cui all’art. 83 del TUIR hanno una natura prettamente contabile, e, pertanto, essi devono essere ricavati dal sistema contabile IAS.


Per tale ragione la derivazione dell’imponibile IRES dal bilancio IAS passa attraverso il corretto coordinamento delle qualificazioni contabili, previste dagli IAS, con le qualificazioni fiscali dei componenti reddituali, operate dal TUIR.


La norma si preoccupa di coordinare le qualificazioni IAS con quelle fiscali.


Pertanto, la disposizione, nell’affermare la rilevanza fiscale del principio della prevalenza della sostanza sulla forma, sancisce conseguentemente la non applicabilità ai soggetti IAS dell’art. 109, commi 1 e 2, nonché di ogni altra disposizione che assuma i componenti reddituali e patrimoniali in base a regole di rappresentazione non conformi al criterio appena richiamato.


Infatti, i principi, di matrice codicistica, di certezza ed oggettiva determinabilità, che, in base al disposto dell’art. 109, c. 1, costituiscono il fondamento applicativo dei criteri di imputazione temporale tradizionali, sono del tutto incompatibili con i criteri di rilevazione in bilancio basati sul principio della prevalenza della sostanza sulla forma.


Infatti, secondo la relazione di accompagnamento al regolamento, il superamento del comma 1 dell’art. 109 si è reso necessario in quanto gli IAS fanno anch’essi riferimento, ancorché in misura meno rigida, a criteri di certezza e determinabilità, specificandone in vario modo il contenuto; la sovrapposizione applicativa della norma fiscale avrebbe potuto generare incertezza.


Ne deriva, quindi, che assumono rilevanza fiscale anche i componenti rilevati in bilancio ma privi dei requisiti di certezza ed oggettiva determinabilità.


Tale impostazione supera le incertezze applicative, confermate dall’ambiguità della giurisprudenza di Cassazione, relative all’imputazione a periodo di componenti reddituali di competenza di un esercizio, ma divenute certe e determinabili nell’esercizio successivo entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.


Una importante conseguenza dell’inapplicabilità ai soggetti IAS adopter, dei criteri di rilevazione tradizionali, è costituito dalla possibilità di attribuire rilievo fiscale anche ai c.d. “ricavi attesi” di matrice IAS.


Inoltre, l’inapplicabilità ai soggetti IAS adopter dei criteri di rilevazione, basati sui principi codicistici di certezza ed oggettiva determinabilità, produce anche un’altra conseguenza, l’inapplicabilità a detti soggetti del presupposto, richiesto dall’art. 101, c. 5, per la deducibilità delle perdite su crediti, agganciato anch’esso al criterio civilistico della certezza.


Infatti, secondo i principi contabili internazionali, i crediti rimangono iscritti in bilancio fino a quando esistono validi diritti a esigerli nei confronti dei clienti ovvero dei terzi (Ias 39); fino a tale momento, dovranno essere soggetti a valutazione alla fine di ciascun esercizio (Ias 39).


In buona sostanza, per effetto del principio di derivazione, la fattispecie del credito, operata ai fini IAS, deve essere accettata come tale anche ai fini fiscali.


Relativamente alle conseguenze applicative dell’inapplicabilità ai soggetti IAS adopter delle disposizioni di cui all’art. 109, c. 2, la relazione di accompagnamento al decreto richiama, a titolo esemplificativo, le seguenti fattispecie:


Ricavi da prestazioni di risultato in corso di svolgimento, che, ai sensi dello IAS 18, devono essere ripartiti a fine esercizio in base alla prestazione eseguita;


Ricavi misti o congiunti, cioè pattuiti a fronte della cessione di beni e della promessa di servizi o future prestazioni di servizi, che ai sensi dello IAS 18, devono essere ridotti riscontando la parte di tali ricavi ricollegabile alle prestazioni o servizi non ancora resi;


L’acquisto o la rivendita di azioni proprie che ai fini IAS non produce effetti sul piano reddituale ma opera solo sul patrimonio netto.


Dal punto di vista contabile, l’acquisto è assimilabile nella sostanza ad una modalità alternativa di rimborso del capitale, mentre, per converso, la successiva rivendita è assimilata ad una nuova emissione di titoli azionari; non rileverebbe quindi il differenziale positivo ovvero negativo tra il prezzo di rivendita e il relativo costo di acquisto delle azioni proprie, che è imputato rispettivamente ad incremento ovvero riduzione del patrimonio netto a titolo di sovrapprezzo.


Costi relativi ad acquisti di beni strumentali con previsione di pagamento oltre i normali termini di dilazione previsti dal mercato, che, ai sensi dello IAS 18, andranno commisurati al prezzo equivalente per pagamento in contanti; tale valore sarà considerato il valore iniziale di ammortamento, mentre la differenza, qualificata come interessi passivi, sarà imputata ai relativi periodi secondo il principio di competenza;


Spese di manutenzione ciclica, per le quali gli IAS dispongono la capitalizzazione al costo dei beni oggetto della manutenzione  (Art. 107);


Fondi di ripristino e di bonifica che gli IAS impongono di contabilizzare in contropartita di un costo integrativo dell’investimento che concorre, come tale, a formare il valore ammortizzabile del bene.


In conclusione, secondo parere di dottrina (in Rivista Scuola superiore dell’Economia e delle Finanze di gennaio/marzo 2010), ai fini della determinazione dell’imponibile, il sistema concettuale di riferimento rimane quello del TUIR anche per i soggetti IAS adopter, ciò implica che la riforma ha determinato il passaggio da un sistema di neutralità sostanziale“ ad uno di “neutralità in senso procedurale”, ossia, si è passati da una situazione nella quale qualunque fosse il sistema contabile adottato il risultato reddituale non mutava, ad una situazione nella quale a rimanere immutato non è il risultato finale ma le regole (fiscali) per la sua determinazione.


 


 


2) Agenzie di viaggio e territorialità delle prestazioni di servizi


Per le agenzie di viaggio non vale l’inversione della regola generale per la territorialità delle prestazioni di servizi resi a soggetti passivi e, quindi, le stesse continuano ad assolvere l’IVA nel Paese in cui sono insediate.


Infatti, come rilevato in dottrina (Franco Ricca) sebbene né l’art. 74-ter, D.P.R. n. 633/72 (norma che disciplina le operazioni delle agenzia di viaggio) né gli artt. 7 e seguenti, D.P.R. n. 633/72 (modificati dalle nuove disposizioni sulla territorialità) nulla dispongano espressamente, si può concludere che la localizzazione della prestazione delle agenzie di viaggio nel luogo in cui sono stabilite costituisce il riferimento per ancorare le prestazioni in oggetto al Paese del fornitore.


 


 


3) Regole per la tassazione degli illeciti


L’Agenzia delle Entrate, con una nota, ha chiarito alcuni aspetti relativi alla tassazione degli illeciti civili, penali o amministrativi.


Tra cui: Le somme ricevute dai clienti, di cui si appropria indebitamente il professionista, devono essere ricomprese in una delle categorie di reddito di cui all’art. 6, comma 1, TUIR, altrimenti devono essere qualificate come redditi diversi.


L’applicazione di tale principio deve intendersi retroattiva, giacché si trattai di interpretazione autentica di una norma.


In ogni caso, i proventi illeciti non sono tassabili se già sottoposti a sequestro o confisca penale.


 


 


4) UNIEMENS: precisazioni INPS sull’avvio del nuovo flusso


L’INPS, con il Messaggio n. 3872 del 05.02.2010, ha precisato che a partire dalle retribuzioni di competenza del mese di gennaio 2010 entrerà a regime la nuova procedura Uniemens individuale.


Tuttavia l’Istituto, a seguito di sollecitazioni da parte di aziende, associazioni di categoria e consulenti del lavoro, ha fatto presente che qualora impedimenti di carattere organizzativo o tecnico non consentano di presentare in tempo utile il flusso Uniemens individuale, dovrà essere ancora utilizzata la procedura “Uniemens aggregato”, che continuerà ad essere disponibile anche per le denunce di gennaio, febbraio e marzo 2010 (da presentare, rispettivamente, entro la fine di febbraio, marzo e aprile 2010).


 


 


5) Principi contabili internazionali applicabili alle piccole imprese: Requisiti per la redazione del bilancio di esercizio


L’International Accounting Standards Board ha pubblicato nel 2009 in un unico documento, “IFRS per le PMI”, i principi contabili internazionali IFRS (International Finance Reporting Standard) applicabili alle piccole e medie imprese (SMEs, small and medium entities).


Secondo gli obiettivi dell’organismo deputato all’elaborazione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS), il nuovo documento dovrebbe costituire un insieme rigoroso e comune di norme di contabilità per le piccole e medie imprese, più semplici rispetto a quelle elaborate per le società maggiormente strutturate (sulla base delle attuali previsioni di legge, in Italia i principi contabili internazionali sono applicabili essenzialmente alle società quotate in mercati regolamentati, alle banche e alle compagnie di assicurazione).


 


 


6) In scadenza la presentazione della comunicazione dati IVA 2010


I contribuenti IVA, salvo alcune eccezioni espressamente previste, entro il mese di febbraio di ciascun anno, devono presentare la comunicazione annuale dei dati IVA relativi all’anno precedente.


La natura e gli effetti dell’adempimento non sono quelli propri della “Dichiarazione IVA” ma quelli riferibili alle comunicazioni di dati e notizie.
Attraverso la comunicazione annuale dati IVA il contribuente non procede, infatti, alla definitiva autodeterminazione dell’imposta dovuta, che avviene invece attraverso il tradizionale strumento della dichiarazione annuale.


Contribuenti che devono presentare la comunicazione e contribuenti esonerati


L’obbligo di presentare la comunicazione annuale dati IVA riguarda tutti i titolari di partita IVA, anche se nell’anno non hanno effettuato operazioni imponibili ovvero non sono tenuti ad effettuare le liquidazioni periodiche.
Sono esclusi dall’adempimento:


– i contribuenti che per l’anno cui si riferisce la comunicazione sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione annuale IVA (ad esempio gli imprenditori agricoli in regime di esonero, oppure gli imprenditori individuali che hanno affittato l’unica azienda o, ancora, i contribuenti che, per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti di cui all’art. 10 del D.P.R. n. 633/1972);


– gli organi e le amministrazioni dello Stato, i comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demani collettivi, le comunità montane, le province e le regioni, gli enti pubblici che svolgono funzioni statali, previdenziali, assistenziali e sanitarie, comprese le aziende sanitarie locali;


– i soggetti sottoposti a procedure concorsuali;


– le persone fisiche che hanno realizzato nell’anno d’imposta cui si riferisce la comunicazione un volume di affari uguale o inferiore a 25.000 euro anche se tenuti a presentare la dichiarazione annuale;


– le persone fisiche che si avvalgono del regime riservato ai contribuenti minimi.


Attenzione
A partire da quest’anno, sono esonerati dalla presentazione della comunicazione Iva anche i contribuenti che presentano la dichiarazione IVA, in forma autonoma, entro il mese di febbraio.


Quali dati vanno indicati nella comunicazione


Nel modello il contribuente deve sostanzialmente riportare l’indicazione complessiva del risultato delle liquidazioni periodiche (ovvero il dato annuale per i contribuenti non tenuti a quest’ultimo adempimento), al fine di determinare l’IVA dovuta o a credito.


Non si tiene conto, e pertanto non vano indicati:


– le eventuali operazioni di rettifica e di conguaglio (ad esempio calcolo definitivo del pro rata), oltre ad altri dati sintetici relativi alle operazioni effettuate nel periodo;


– le compensazioni effettuate nell’anno d’imposta;


– il riporto del credito IVA relativo all’anno precedente;


– i rimborsi infrannuali richiesti nonché la parte del credito IVA concernente l’anno d’imposta che il contribuente intende richiedere a rimborso.


Tali dati, infatti, rilevanti per la definitiva liquidazione dell’imposta, devono essere indicati esclusivamente nella dichiarazione annuale IVA.


Termini e modalità di presentazione


Il modello di comunicazione annuale dati IVA deve essere presentato esclusivamente in via telematica, entro il mese di febbraio dell’anno successivo.
Pertanto, relativamente ai dati del 2009, il termine di presentazione scade il 1° marzo 2010 (termine così prorogato in quanto la scadenza “naturale” cade di domenica).


La presentazione telematica può avvenire:


a) direttamente a cura del contribuente;


b) tramite intermediari abilitati.


La prova della presentazione della comunicazione dati IVA è data dall’attestazione rilasciata dall’Agenzia delle Entrate che ne conferma l’avvenuto ricevimento.


Tale attestazione è trasmessa telematicamente all’utente che ha effettuato l’invio entro cinque giorni lavorativi successivi alla ricezione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, della comunicazione dati suddetta.


Sanzioni


La natura non dichiarativa della comunicazione annuale dati IVA comporta l’inapplicabilità delle sanzioni previste in caso di omessa o infedele dichiarazione nonché delle disposizioni in materia di ravvedimento in caso di violazione degli obblighi di dichiarazione.


Non essendo prevista la possibilità di rettificare o integrare una comunicazione già presentata, i dati definitivi saranno correttamente esposti nella dichiarazione annuale.


Comunque, in caso di omissione della comunicazione o dell’invio della stessa con dati incompleti o inesatti si applica la sanzione amministrativa da 258 a 2.065 euro.


(Agenzia delle Entrate, nota del 09.02.2010)


 


 


7) Altre di fisco:


 


– Commercialisti, non applicare gli studi di settore alle professioniste per i due anni della maternità


Non applicare gli accertamenti basati sugli studi di settore alle professioniste per l’anno della maternità e per quello successivo, in quanto si tratta di un periodo di “non normale attività”.


E’ la proposta formulata dal comitato pari opportunità del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili.


I commercialisti avanzano la richiesta all’Agenzia delle Entrate, cui chiedono di prevedere questa disposizione già nella imminente stesura delle istruzioni per le dichiarazioni dei redditi.


(C.N.D.C.E.C., nota del 08/02/2010)


 


 


– Detassazione dei premi di produttività 2010: Confermati i codici tributo


Nessuna novità per il versamento dell’imposta sostitutiva del 10% in scadenza il 16.02.2010.


Non cambiano i codici tributo per versare l’imposta sostitutiva sui premi di produttività corrisposti ai lavoratori dipendenti del settore privato.


Nel 2010 andranno utilizzati quelli istituiti (con la risoluzione n. 287/2008) per il secondo semestre del 2008 e già confermati per lo scorso anno (comunicato Agenzia Entrate del 08.02.2010).


La tassazione agevolata è stata inizialmente introdotta in via sperimentale, per il periodo 1° luglio – 31 dicembre 2008, dall’art. 2 del D.L. n. 93/2008.
Il successivo D.L “anticrisi” 185/2008 ha prorogato la misura di favore per l’anno 2009, mentre l’ultima legge finanziaria (191/2009) l’ha ulteriormente rinnovata per il 2010.


L’agevolazione consiste nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionale e comunale del 10% ed è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato, con un reddito di lavoro subordinato nel 2009 non superiore a 35mila euro.


L’ammontare massimo di remunerazione agevolabile è pari a 6mila euro.


I codici tributo da indicare nel modello F24 sono pertanto, anche per il 2010, i seguenti:


– 1053 – imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente


– 1604 – imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sicilia e versata fuori regione


– 1904 – imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Sardegna e versata fuori regione


– 1905 – imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, maturati in Valle d’Aosta e versata fuori regione


– 1305 – imposta sostitutiva sui compensi accessori del reddito da lavoro dipendente, versata in Sicilia, Sardegna e Valle d’Aosta e maturata fuori delle predette regioni.


Per ultimo, la prossima scadenza relativa all’imposta sostitutiva è fissata per martedì 16 febbraio, ultimo giorno a disposizione dei sostituti d’imposta per versare quanto trattenuto sulle somme erogate ai dipendenti nel mese di gennaio.


 


 


– Modalità di versamento dell’addizionale comunale IRPEF e ripartizione del relativo gettito in favore dei Comuni – utilizzo del sistema SIATEL per la consultazione dei dati


Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 5 ottobre 2007 ha disciplinato le nuove modalità di versamento dell’addizionale comunale IRPEF da utilizzare a partire dal 1° gennaio 2008, in attuazione dell’art. 1, comma 143, della legge n. 296/2006.


In particolare, il pagamento dell’addizionale comunale IRPEF dovrà essere effettuato dai contribuenti e sostituti d’imposta indicando nei modelli di versamento F24/F24-EP il comune beneficiario delle somme, al fine di permettere l’accredito diretto ai comuni del gettito riscosso.


Allo scopo di soddisfare le esigenze informative dei comuni, l’Agenzia delle Entrate rende disponibili, attraverso il sistema SIATEL, i dati relativi alle somme accreditate a titolo di addizionale comunale IRPEF, suddivise per anno d’imposta, riscosse tramite modelli F24/F24-EP.


Nell’anno solare 2008, i versamenti dell’addizionale comunale IRPEF erano riferiti al saldo relativo all’anno d’imposta 2007, nonché all’acconto del 30% per l’anno d’imposta 2008.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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