Novità fiscali dell'11 gennaio 2010: le circolari del fisco non sono vincolanti per contribuenti e giudici; bilanci in formato .Xbrl anche per i consorzi con attività esterna; proroghe di termini previsti da alcune disposizioni; IVA: utilizzo in compensazione dei crediti annuali e trimestrali; INPS: le regole di "ComUnica" per le imprese agricole; diritto d’autore; aumento dei limiti ISEE per la carta acquisti; erogazioni liberali per la cultura

 






 


Indice:


 


1) Circolari del fisco non vincolanti per contribuenti e giudici


 


2) Bilanci in formato Xbrl anche per i consorzi con attività esterna


 


3) Il commercialista che non versa al fisco i soldi dei clienti deve pagarci le imposte come redditi diversi


 


4) Proroghe di termini previsti da alcune disposizioni legislative


 


5) IVA: Utilizzo in compensazione dei crediti annuali e trimestrali 


 


6) Inps: le regole di “ComUnica” per le imprese agricole


 


7) Diritto d’autore: Non commette reato il professionista che utilizza programmi senza marchio


 


8)  Aumento dei limiti Isee per la carta acquisti: Aggiornate le soglie di concessione della card


 


9) Erogazioni liberali per la cultura: Comunicazioni da inviare entro il 31.01.2010


 


 


1) Circolari del fisco non vincolanti per contribuenti e giudici


La Corte di Cassazione, con la decisione n. 35 del 05.01.2010, ha rimarcato che le circolari dell’Amministrazione finanziaria non vincolano né i contribuenti né i giudici e non costituiscono fonti di diritto e pertanto il controllo di legittimità della Suprema Corte non si può estendere a tali atti ministeriali.


Il non rispetto delle indicazioni delle circolari ministeriali da parte degli uffici dell’Amministrazione finanziaria non può costituire motivo di ricorso per cassazione sotto il profilo della violazione di legge.





2) Bilanci in formato Xbrl anche per i consorzi con attività esterna


Unioncamere, con il documento del 07.01.2010 ha reso noto che anche i consorzi con attività esterna devono depositare la situazione patrimoniale relativa ai bilanci 2009 in formato elettronico elaborabile, cd. “Xbrl”.


Per i consorzi con attività esterna l’obbligo deriva dall’applicazione delle norme relative al bilancio di esercizio delle società per azioni, ovvero va considerato quanto disposto dall’art. 2615-bis c.c..


Pertanto, anche per detti consorzi andrà depositata la situazione patrimoniale relativa ai bilanci 2009 in formato elettronico elaborabile.


 


 


3) Il commercialista che non versa al fisco i soldi dei clienti deve pagarci le imposte come redditi diversi


Le somme ricevute dai clienti delle quali il commercialista si sia appropriato indebitamente costituiscono “redditi diversi” e come tali vanno tassate.


E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la decisione n. 37 del 05.01.2010 che ha cosi respinto le istanze del commercialista, il quale, invece, riteneva che la tassazione dei proventi illeciti come redditi diversi, introdotta nell’art. 6 del Tuir, dal D.L. n. 223/2006 (art. 36, comma 34), riguardasse soltanto per il futuro.


Viceversa, secondo la Suprema Corte, tale norma ha efficacia retroattiva ed è stata espressamente emanata in deroga al principio di irretroattività delle disposizioni tributarie.


Riguardo la sussistenza del requisito di eccezionalità, la Cassazione ha osservato che si tratta di una valutazione discrezionale del legislatore.


 


 


4) Proroghe di termini previsti da alcune disposizioni legislative


Il D.L. 30.12.2009, n. 194 (pubblicato nella G.U. del 30.12.2009 n. 302) contiene una serie di proroghe dei termini previsti da alcune disposizioni legislative.


Tra le disposizioni del provvedimento più rilevanti per l’attività d’impresa vi è il rinvio di sei mesi, fino al 1° luglio 2010, del termine entro il quale le pubblicazioni effettuate in forma cartacea dalle amministrazioni ed enti pubblici cesseranno di avere effetto di pubblicità legale (art. 2, comma 5).


L’art. 3, comma 4 posticipa al 31 dicembre 2010 l’avvio a regime del sistema di accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni esclusivamente attraverso l’utilizzo della carta d’identità elettronica oppure della carta nazionale dei servizi.


In tema di infrastrutture e trasporti, l’art. 5 del decreto legge prevede diverse proroghe.


In primo luogo è prorogato al 31 dicembre 2009 il termine per la conclusione di alcuni procedimenti in corso per l’affidamento in concessione della gestione totale di alcuni aeroporti, al fine di non interromperne l’iter (comma 1).


L’entrata in vigore del divieto di utilizzare gli arbitrati come strumento alternativo per risolvere le controversie in materia di contratti pubblici è rinviata in attesa del recepimento della direttiva 2007/66/CE che riguarda il miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici (comma 4).


Il blocco dell’adeguamento di diritti, contributi o tariffe in relazione al tasso di inflazione o ad altri meccanismi automatici previsto dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 è prolungato sino al 31 dicembre 2010, a eccezione delle tariffe relative al servizio idrico e ai settori dell’energia elettrica e del gas (comma 7).


Infine, il decreto legge proroga alcuni termini previsti in materia ambientale.


In particolare il termine entro cui i comuni possono scegliere se passare dall’attuale regime di prelievo sui rifiuti alla tariffa integrata ambientale è rinviato al 30 giugno 2010 (art. 8, comma 3).


L’entrata in vigore del sistema di responsabilità individuale del produttore per il finanziamento delle operazioni dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche immessi nel mercato dopo il 13 agosto 2005 è rinviata al 31 dicembre 2010 (articolo 9, comma 2).


(Assonime, nota del 08.01.2010)


 


 


5) IVA: Utilizzo in compensazione dei crediti annuali e trimestrali 


L’art. 10 del D.L. 1° luglio 2009, n. 78, convertito dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, ha subordinato la compensazione dei crediti IVA annuali e trimestrali di importo superiore a 10.000 euro alla preventiva presentazione della dichiarazione annuale IVA e delle dichiarazioni dei crediti relativi ai primi tre trimestri dell’anno.


Lo stesso articolo ha anche previsto che, se l’importo del credito IVA annuale da compensare supera 15.000 euro, la dichiarazione deve avere il visto di conformità di cui all’art. 35, comma 1, lett. a) del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 24, oppure essere firmata anche dai soggetti che esercitano il controllo contabile, nel caso di contribuenti sottoposti al controllo dell’art. 2409-bis del codice civile.


Condizioni per l’apposizione del visto di conformità


L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 57/E del 23 dicembre 2009, ha fornito alcuni chiarimenti sui soggetti che possono apporre il visto di conformità alla dichiarazione annuale IVA e sugli effetti dell’apposizione del visto.


In particolare, la circolare precisa che sono legittimati al rilascio del visto di conformità:


– i responsabili dell’assistenza fiscale dei CAF-imprese;


– gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e in quelli dei consulenti del lavoro;


– gli iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria.


La circolare illustra, poi, le condizioni per l’apposizione del visto di conformità – che può riguardare solo le dichiarazioni annuali – ricordando che può essere apposto se le dichiarazioni e le scritture contabili sono state predisposte e tenute da un CAF o da un professionista che possono rilasciare il visto, oppure dallo stesso contribuente o, ancora, da una delle società di servizi indicate nel decreto ministeriale n. 164 del 31 maggio 1999 (artt. 23 e 24), a condizione comunque che tali attività siano effettuate sotto il diretto controllo e la responsabilità di un CAF o di un professionista.


La circolare si sofferma infine sui criteri e sui metodi che i CAF e i professionisti devono seguire per controllare la correttezza delle dichiarazioni annuali, nonché la regolarità della tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie, chiarendo che il riscontro ha natura puramente formale, senza valutazioni di merito.


Come effettuare la compensazione


L’art. 10 del D.L. n. 78 del 2009, pur essendo entrato in vigore il 1° luglio 2009, è però rimasto privo di immediata efficacia in mancanza dei necessari provvedimenti attuativi.


Con un comunicato stampa del 2 luglio 2009 la stessa Agenzia aveva precisato che le nuove norme avrebbero avuto in ogni caso effetto solo a decorrere dal 1° gennaio 2010.


Le modalità tecniche per l’effettuazione, con procedure telematiche, della compensazione dei crediti IVA sono state ora stabilite dal provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 dicembre 2009, il cui contenuto essenziale è stato illustrato dal comunicato stampa diramato dall’Agenzia il successivo 22 dicembre.


Il provvedimento prevede che le deleghe di versamento, modelli F24, da utilizzare per fruire della compensazione dei crediti IVA di ammontare superiore a 10 mila euro possono essere trasmesse, esclusivamente on-line, sia direttamente dai soggetti IVA (attraverso i canali telematici Entratel o Fisconline), sia per il tramite degli intermediari abilitati (attraverso il canale Entratel).


Il provvedimento stabilisce inoltre che la trasmissione di tali deleghe deve essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione delle dichiarazioni nelle quali sono indicati i crediti IVA che si intendono compensare.


Per attuare un più puntuale controllo di particolari fattispecie di compensazione dei crediti IVA, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 286/E del 22 dicembre 2009, ha istituito due nuovi codici che devono essere indicati nelle deleghe di versamento (modelli F24) quando i soggetti che operano la compensazione di crediti di ammontare superiore a 10 mila euro sono diversi da quelli in capo ai quali gli stessi crediti sono maturati.


In particolare, nella delega dovrà essere indicato il codice 61 nel caso in cui un soggetto che partecipa in qualità di consolidante ad un consolidato di gruppo ai fini IRES utilizzi in compensazione un credito cedutogli da un soggetto aderente al consolidato stesso; dovrà invece essere indicato il codice 62 in tutti gli altri casi in cui il soggetto in capo al quale è maturato un credito IVA è diverso da quello che lo utilizza in compensazione.


(Assonime, nota del 05.01.2010)


 


 


6) Inps: le regole di “ComUnica” per le imprese agricole


Fornite le prime istruzioni relative alla Comunicazione unica per il periodo transitorio relativamente alle imprese agricole.


Messaggio INPS del 28 dicembre 2009, n. 30114


Avviato  il  periodo transitorio (dal 1 ottobre 2009  e fino al 31 marzo 2010), anche le aziende agricole con dipendenti possono trasmettere la denuncia aziendale D.A. , per  mezzo del canale telematico “ComUnica”.


Ecco nel dettaglio le istruzioni INPS:


– nella sezione “Approvazione DA”, nella sezione “gestione archivio aziende” le denunce aziendali provenienti dal canale telematico “ComUnica” sono identificabili da un’apposita icona (logComUnica) nella colonna “provenienza”;


– le DA provenienti da “ComUnica” sono inizialmente poste nello stato “in attesa di approvazione” e vengono visualizzate prima di quelle provenienti dal canale ordinario;


– accedendo alla sezione INFO, viene visualizzato che l’utente che ha inviato la denuncia proviene del canale “ComUnica”;


– le denunce aziendali provenienti dal canale telematico “ComUnica” devono essere prioritariamente lavorate e, se non già approvate o rifiutate, dopo circa 7 giorni dal ricevimento sono automaticamente autoapprovate dalla procedura;


– alle suddette denunce verrà assegnato il numero CIDA e i titolari delle aziende potranno regolarmente operare;


– le DA auto-approvate dal sistema debbono essere convalidate dall’operatore di sede, così da rendere possibile l’assegnazione del tipo ditta e delle zone tariffarie;


– con l’auto-approvazione automatica viene anche rilasciato un documento in pdf con i dati dell’approvazione. Tale approvazione è «eseguita ai soli fini della nascita dell’impresa; una successiva convalida assegnerà il tipo ditta e le zone tariffarie»;


– Se  dopo l’auto-approvazione si rendesse necessario rifiutare la denuncia aziendale si opererà come segue:


1. Approvazione della D.A.;


2. Compilazione di una D.A. di cessazione d’ufficio riportante come data di cessazione la stessa data dell’auto-approvazione;


3. Comunicazione della cessazione al soggetto interessato.


(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 08.01.2010)


 


 


7) Diritto d’autore: Non commette reato il professionista che utilizza programmi senza marchio


Non é punibile penalmente il professionista che possiede ed utilizza programmi per il computer privi del marchio Siae.


Ciò poiché il libero professionista, a differenza delle attività commerciali e imprenditoriali (i soli sanzionabili dalla volontà del legislatore), svolge un’attività soggetta ad iscrizione in apposito albo, che porta ad escludere il rispetto di tale obbligo.


Il reato viene comunque escluso dal mancato obbligo nei confronti dei privati di apporre il marchio Siae.


(Corte di Cassazione, sentenza n. 49385 del 22.12.2009)


 


 


8)  Aumento dei limiti Isee per la carta acquisti: Aggiornate le soglie di concessione della card


L’Inps ha aggiornato i nuovi limiti reddituali e Isee per il 2010.


Con le nuove soglie viene concessa la carta acquisti.


Per il 2010, i limiti reddituali vengono fissati a 6.235,35 euro per le persone con età compresa tra i 65 e i 70 anni, mentre salgono a 8.313,80 per chi ha più di 70 anni.


(Inps, messaggio n. 384 del 07.01.2010)


 


 


9) Erogazioni liberali per la cultura: Comunicazioni da inviare entro il 31.01.2010


Le imprese benefattrici devono inviare i propri dati al competente ministero e, per via telematica, all’Agenzia.


Le imprese italiane che hanno effettuato erogazioni liberali nel 2009 dovranno comunicare, entro il 31.01.2010, al ministero per i Beni e le Attività culturali e, per via telematica, all’Agenzia delle Entrate, l’importo delle donazioni effettuate, le proprie informazioni anagrafiche (comprensive dei dati fiscali) e i beneficiari.
I destinatari delle erogazioni (deducibili dal reddito d’impresa ai sensi dell’art. 100 del Tuir) possono essere Stato, regioni, enti pubblici, fondazioni e associazioni, individuati dall’art. 1 del decreto del 03.10.2002, che esercitano la propria attività nel settore dei beni culturali e dello spettacolo.


Tali organismi non devono perseguire fini di lucro e il loro atto costitutivo o statuto deve prevedere esplicitamente lo svolgimento di attività culturali e performative.


Anche i beneficiari delle erogazioni devono comunicare entro la fine di gennaio (esclusivamente ai Beni culturali) le generalità del “benefattore”, l’importo delle somme ottenute e le attività per le quali sono state donate (allegando copia del proprio atto costitutivo e dello Statuto).


Il ministero per i Beni e le Attività culturali, entro il 31 marzo, comunicherà all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese donatrici e l’ammontare complessivo delle erogazioni effettuate nel 2009.


 


 


Vincenzo D’Andò


 


 


 

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