La disciplina delle visite mediche preassuntive dopo l’abrogazione del divieto


Il TU sulla sicurezza ha sancito definitivamente l’abrogazione dell’intera lett. a) dell’art. 41, comma 3, Dlgs 81/2008, e quindi del divieto ad effettuare visite mediche preassuntive. Si espone, al riguardo,  la previsione del Dlgs n. 106/2009 in materia.


 


Con la novità del decreto citato, la visita medica preassuntiva entra nel novero di “sorveglianza sanitaria”, può essere richiesta dal datore di lavoro ed essere fatta dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle Asl.


 


Secondo la vecchia disciplina, fino all’approvazione del Dlgs n. 106/2009, nel periodo compreso tra il 16 maggio ed il 19 agosto 2009, il datore che voleva assumere un dipendente, doveva, dopo le comunicazioni di rito al Centro per l’impiego, procedere a visita medica per verificare  se il lavoratore appena assunto fosse idoneo dal punto di vista fisico a svolgere quella determinata mansione. Nessun problema se la visita medica accertava l’idoneità, diversamente, l’inidoneità alla mansione specifica attribuitagli, obbligava il datore a adibire il neodipendente ad altra mansione compatibile con il suo stato di salute; se la mansione compatibile era inferiore il lavoratore conservava la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente attribuite, nonché la qualifica originaria.


La nuova disciplina supera queste difficoltà applicative e consente una più lineare gestione dell’inquadramento del lavoratore. Adesso, il datore che intende procedere ad assunzione non deve agire per così dire “al contrario”, ma prima procedere con la visita medica al fine di valutare la mansione più confacente al lavoratore che intende assumere, quindi procedere con l’assunzione. Così operando, il lavoratore giudicato fisicamente inidoneo per una specifica mansione non dovrà più essere spostato da una  mansione ad un’altra, ma verrà inserito esattamente nella mansione compatibile al suo stato di salute.


 


Secondo il novellato, non è istituito l’obbligo a procedere a visita preassuntiva: la decisione o meno di effettuarla è una facoltà del datore (è da precisare che l’obbligatorietà è prevista nei casi di obbligo di sorveglianza sanitaria). In pratica, il datore può scegliere se effettuare la visita medica in via preventiva, e quindi valutare se quel soggetto può essere assunto e per quale mansione, oppure procedere prima all’assunzione e poi verificare l’idoneità alla specifica mansione, come è stato nel breve periodo tra il 20 maggio e il 19 giugno 2009. Questa interpretazione consente di dare quadratura e coerenza al sistema, perché così facendo l’art. 42 novellato sui provvedimenti in caso di inidoneità a specifiche mansioni e adibizione a mansioni inferiori sarebbe applicabile a tutti i casi di sorveglianza sanitaria, anche alla visita medica preventiva. In sostanza, se il datore sceglie di seguire l’iter assunzione visita medica, in caso di inidoneità a specifiche mansioni, il lavoratore può essere cambiato di mansione secondo l’art. 42, Dlgs n. 81/2008. Viceversa, se segue l’iter visita medica preassuntiva, allora il problema non si pone, perché il lavoratore sarà collocato esattamente per la mansione idonea. Inoltre, secondo la precedente disciplina, il lavoratore adibito a mansioni inferiori conservava la retribuzione corrispondente alla mansione precedentemente svolta, e la qualifica originaria, con tutte le problematiche applicative che si sono dette, con la nuova disciplina, invece, non parla più in maniera specifica “di mantenimento della retribuzione e della qualifica”, bensì, in modo più generico, che “il datore deve garantire il mantenimento del trattamento della mansione originaria”. In caso di parere negativo del medico competente, il lavoratore perde definitivamente la qualifica originaria.


 


Circa la sorveglianza sanitaria e lo Statuto dei lavoratori, l’art. 42 afferma che “le visite mediche preventive possono essere svolte in fase preassuntiva, su scelta del datore di lavoro, dal medico competente o dai dipartimenti di prevenzione delle Asl”. Così come strutturata, la norma riaprirebbe il conflitto sul divieto di indagini sanitarie previsto dallo Statuto dei lavoratori, ma viene superata, in senso favorevole, grazie alla possibilità data al datore di effettuare o meno la visita medica preventiva nella fase di preassunzione. In tal caso, la visita deve essere effettuata in linea con l’art. 5 Statuto dei lavoratori, consentendo accertamenti sull’idoneità fisica di lavoratori solo tramite enti ed istituti specializzati di diritto pubblico, per garantire l’imparzialità del controllo e per tutelare la riservatezza e la dignità personale dei lavoratori. Se, invece il datore, decide di effettuare la visita medica preventiva non in fase preassuntiva, ma ad assunzione avvenuta, allora può anche intervenire il medico competente. Così interpretando, il sistema trova la sua coerenza sia all’interno del decreto n. 81/2008, che può rendere applicabili e coerenti tutte le sue norme in tema di sorveglianza sanitaria, sia all’esterno nei confronti dello Statuto dei lavoratori, che, per dottrina maggioritaria, seppur legge ordinaria dello Stato, comporta sempre perplessità davanti ad abrogazioni tacite.


 


26 Settembre 2009


Angelo Facchini


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