Novità fiscali del 25 agosto 2009: regolarizzazione del lavoro domestico; nuove modalità di compensazione I.V.A.; obbligo di presentazione della dichiarazione successione; credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo svolta su incarico di committente estero; dichiarazione di inizio attività; Registro delle Imprese: approvate le specifiche tecniche dei modelli per l’iscrizione, variazione e cancellazione alle Camere di Commercio; studi di settore – commercio: approvati gli indici territoriali; imposta unica sulle scommesse


 

 

Indice:

 

1) Obbligo di presentazione della dichiarazione successione da parte del chiamato all’eredità


DICHIARAZIONE DI SUCCESSIONE
un software completo, stampe moduli, calcolo quote, calcolo imposte, F23, tutto!!

 

2) Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo svolta su incarico di committente estero

 

3) Compensazioni sotto stretto controllo

 

4) Dichiarazione di inizio attività: Termini da individuare per l’artigianato

 

5) Registro delle Imprese: Approvate le specifiche tecniche dei modelli per l’iscrizione, variazione e cancellazione alle Camere di Commercio

 

6) Studi di settore – Commercio: approvati gli indici territoriali

 

7) Imposta unica sulle scommesse: Cambiano i termini di pagamento

 

8) Regolarizzazione del lavoro domestico: Fasi operative

 

 

1) Trasmissione delazione ereditaria: Obbligo di presentazione della dichiarazione successione da parte del chiamato all’eredità

L’obbligo tributario grava sul soggetto che è chiamato all’eredità, ancorché questi gode del diritto di accettare l’eredità.

Ne deriva che il presupposto del tributo successorio va individuato nell’apertura della successione, che coincide con la morte, a prescindere dall’accettazione dell’eredità.

Per conseguenza chi acquisisce il patrimonio relitto in via definitiva dovrà soggiacere all’onere di presentare, oltre alla propria dichiarazione anche le precedenti (nel caso in cui non vi abbiano o non abbiano potuto provvedervi i precedenti chiamati) e sottoporsi a più tassazioni per effetto del meccanismo successorio, secondo cui il chiamato all’eredità, che abbia o meno manifestato la volontà di accettare, è soggetto all’obbligo di presentare la dichiarazione di successione e di corrispondere l’imposta dovuta.

E’ quanto ha rilevato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 234/E del 24.08.2009, emanata a seguito di una istanza di interpello, con la quale è stato chiesto di conoscere se nella dichiarazione di successione della madre possa indicarsi quale unica erede, considerato che la sorella è deceduta prima di avere compiuto alcun atto di accettazione espressa o tacita dell’eredità della madre.

Nel caso di specie (in data 15 settembre 2008 è deceduta la propria madre senza lasciare testamento; i soggetti chiamati all’eredità sono l’istante e la propria sorella che è deceduta in data 4 ottobre 2008, senza essere in possesso dei beni ereditari; unica erede della sorella è la stessa interpellante), l’istante sarebbe, quindi, tenuta alla presentazione di due dichiarazioni di successione, quella relativa alla successione della propria madre, indicando in essa, quali chiamati, se stessa e la sorella defunta e quella relativa alla successione della predetta sorella.

Per quanto concerne le conseguenze fiscali dell’eventuale rinuncia all’eredità della madre, in nome e per conto della sorella, ai sensi dell’art. 479, comma 1, del codice civile, “Se il chiamato all’eredità muore senza averla accettata il diritto di accettarla si trasmette agli eredi”.

Per effetto di tale disposizione il diritto di accettare non si estingue, quindi, con la morte del chiamato prima dell’accettazione, ma si trasmette ai suoi successori a titolo universale, determinando la “successione nella delazione”.

Pertanto, il trasmissario, accettata l’eredità del trasmittente, potrà successivamente accettare l’eredità dell’originario dante causa ovvero rinunciare alla stessa.

In particolare, nel caso di specie, l’Agenzia delle Entrate ha rilevato che lo strumento giuridico della rinuncia, sia pure non contrastante con alcuna specifica disposizione, è utilizzato dall’istante al solo scopo di ottenere un indebito vantaggio fiscale e concretizza, sulla base dei principi enunciati dalla Corte di Cassazione, un “abuso del diritto”.

Nell’ordinamento tributario italiano non sussiste una norma antielusiva generale, mentre sussistono svariate disposizioni volte a fronteggiare i fenomeni elusivi in relazione a determinati settori impositivi ed a fattispecie specificamente individuate.

L’Agenzia delle Entrate ha poi spiegato che a detta carenza ha posto rimedio la giurisprudenza della Corte di Cassazione con la formulazione della teoria dell’abuso del diritto, secondo la quale la strumentalizzazione degli istituti giuridici per conseguire indebiti risparmi d’imposta stravolge lo scopo dei principi fondamentali dell’ordinamento.

La nozione di abuso del diritto, quindi, secondo l’indirizzo giurisprudenziale della Corte Suprema, assume il ruolo di una clausola generale utilizzabile per l’intero ordinamento tributario.

 

 

2) Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo svolta su incarico di committente estero

Ai fini dell’agevolazione fiscale di cui al credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo (essendo la società committente localizzata in Svizzera, dove svolge l’attività di ricerca per il tramite di stabile organizzazione) non è stato rispettato il requisito soggettivo di cui all’art. 17, comma 2, del D.L. n. 185/2009, secondo cui le “imprese” committenti devono essere residenti o localizzate in Stati dell’Unione Europea, dello SEE ovvero inclusi nella lista di Stati o territori che consentono un adeguato scambio di informazioni non risulta rispettato.

Pertanto, la società situata tale paese non può beneficiare del credito d’imposta giacché la Svizzera non fa parte dell’Unione Europea, non aderisce allo Spazio economico europeo e non offre all’Amministrazione finanziaria italiana un adeguato scambio di informazioni.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 235/E del 24.08.2009, la quale ha esaminato il caso di una società ALFA Srl che svolge attività industriale e commerciale nel campo dell’elettronica e dei semiconduttori e fa parte di un gruppo multinazionale di società controllate dalla BETA NV (società “capogruppo”) residente nei Paesi Bassi.

La società ha stipulato con la società capogruppo un contratto che la vede affidataria di attività di ricerca e sviluppo.

La società capogruppo agisce per il tramite della stabile organizzazione avente sede in Svizzera.

Su tale situazione, la società ha chiesto di conoscere se possa fruire del credito d’imposta per i costi per attività di ricerca e sviluppo previsto dall’art. 1, commi 280 e seguenti, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (“legge finanziaria 2007”) in relazione all’attività di ricerca commissionatale, considerato che la società capogruppo, residente nei Paesi Bassi, opera per il tramite della stabile organizzazione avente sede in Svizzera, paese non appartenente all’Unione europea, non aderente all’accordo sullo spazio economico europeo e non incluso nella lista di cui al DM 4 settembre 1996.

 

 

3) Compensazioni Iva sotto stretto controllo

Il credito Iva superiore a 10.000 euro potrà essere utilizzato in compensazione solo dopo la presentazione delle dichiarazione annuale Iva e si dovrà ottenere un “visto di conformità” da parte dei professionisti abilitati.

Il Governo, con la manovra d’estate (Legge n. 102/2009 di conversione del D.L. n. 78/2009), ha inteso introdurre alcuni paletti all’utilizzo dei crediti verso il fisco, in cui maggiormente sono diffuse le violazioni sulle compensazioni.

Così il credito Iva sopra i 10.000 euro potrà essere utilizzato in compensazione solo dopo avere presentato la dichiarazione annuale e sarà necessario farsi apporre il visto di conformità da un commercialista oppure da un altro professionista abilitato.

Decorrenza del nuovo adempimento dal 2010

Anche se il D.L. n. 78/2009 è entrato in vigore il 1° luglio scorso, le nuove modalità relative al contrasto delle compensazioni Iva, superiori a 10.000 euro annui avranno effetto dal 1° gennaio 2010, ciò in base al comunicato stampa dell’Agenzia Entrate del 02.07.2009.

Dal 2010 si verrà a creare un duplice regime:

– Per le compensazioni Iva fino a 10.000 euro annui e per tutti gli altri crediti d’imposta, si applicano le regole attuali:

– l’utilizzo del credito Iva annuale o infrannuale che eccede la soglia di 10.000 euro sarà, invece, possibile solo dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui il credito emerge.

In atto, invece, la compensazione è possibile già a partire dal 1° gennaio successivo.

A seguito di tali novità la nuova norma concederà la possibilità di non includere nel modello Unico la dichiarazione Iva in maniera da anticipare la possibilità della compensazione.

Visto di conformità oltre i 15.000 euro

Per utilizzare in compensazione crediti Iva superiori a 15mila euro la norma richiede l’apposizione del visto di conformità sulle dichiarazioni da cui emerge il credito, da parte di un commercialista o da un altro professionista abilitato.

Come è stato opportunamente rilevato in Dottrina, l’apposizione del visto di conformità è un’operazione complessa, giacché il professionista deve attestare la corrispondenza dei dati dichiarati rispetto alla relativa documentazione e alle risultanze delle scritture contabili, nonché la verifica della regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie ai fini Iva, nonché la verifica della corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione.

Duplice gestione dei crediti fiscali

A differenza dei crediti Iva fino a 10.000 euro e tutti gli altri crediti, compensabili già ad inizio dell’anno successivo alla maturazione,  i crediti Iva superiori a 10.000 euro annui potranno essere utilizzati solo dal giorno 16 del mese successivo alla presentazione delle dichiarazione.

Giro di vite per le sanzioni

Ulteriore giro di vite alle sanzioni sulle indebite compensazioni, peraltro, già oggetto di attenzione nel D.L. n. 185/2008, infatti, oltre al già noto incremento delle sanzioni (dal 100% al 200% e del 200% per indebita compensazione superiore a 50mila euro), è stata esclusa la definizione agevolata con la riduzione a 1/4 dell’irrogato nei 60 giorni.

In caso di compensazione senza la “certificazione”, si dovrebbe applicare la sanzione del 30% per l’utilizzo del credito “non spettante”.

Previste, infine, anche sanzioni per l’infedele attestazione del professionista, che viene punita con la somma da  258,00 a € 2.582,00, oltre ai provvedimenti disciplinari previsti dall’Ordine professionale (tra cui la cancellazione) di appartenenza in caso di violazioni che comportano l’applicazione di norme penali.

 

 

4) Dichiarazione di inizio attività: Termini da individuare per l’artigianato

Il Ministero dello Sviluppo Economico con la circolare n. 3625/C del 17.07.2009 ha fornito precisazioni sulle attività soggette a preventiva verifica dei requisiti a cura dell’Ufficio del registro delle imprese, ovvero della Commissione provinciale per l’artigianato e ciò al fine di rendere i comportamenti quanto più possibile omogenei su tutto il territorio nazionale.

Le indicazioni ministeriali

Preliminarmente, per quanto concerne la concreta articolazione della procedura “Dichiarazione inizio attività” il Ministero ha precisato che: «se l’articolazione ordinaria resta quella che prevede la presentazione in via prioritaria della “dichiarazione” della volontà di intraprendere una determinata attività e di essere in possesso dei requisiti previsti dalla legge, e la successiva presentazione della “comunicazione” di concreto e contestuale avvio dell’attività, per presentare la “comunicazione” l’impresa non è più tenuta ad attendere 30 giorni dalla presentazione della “dichiarazione”: potrà infatti presentarla “in un qualsiasi momento successivo alla “dichiarazione”».

La novità più rilevante consiste, però, nella possibilità di iniziare l’attività contestualmente alla presentazione della “dichiarazione”; in tal caso l’impresa non è tenuta a presentare una autonoma “comunicazione” di avvio attività.

L’intenzione di intraprendere l’attività contestualmente alla presentazione della “dichiarazione” può infatti essere manifestata nell’ambito della “dichiarazione” medesima.

Infine, riguardo il termine per l’adozione da parte della camera di commercio dei provvedimenti di divieto di prosecuzione dell’attività e di rimozione dei suoi effetti, a parere del Ministero va individuato in trenta giorni dalla presentazione della “comunicazione” ovvero della “dichiarazione”, nel caso in cui l’avvio dell’attività sia contestuale a quest’ultima.

(Circolare Ministero dello Sviluppo Economico, n. 3625/C del 17.07.2009)

 

 

5) Registro delle Imprese: Approvate le specifiche tecniche dei modelli per l’iscrizione, variazione e cancellazione alle Camere di Commercio

Con Decreto del 14.08.2009 il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato

le specifiche tecniche per la creazione di programmi informatici finalizzati alla compilazione delle domande e delle denunce da presentare all’ufficio del registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico.

Inoltre, sono state approvate le specifiche tecniche necessarie per l’ attivazione automatica dell’iscrizione agli enti previdenziali.

Vengono allegate anche le relative istruzioni.

Il neo decreto ha sostituito il D.M. 06.02.2008, recante approvazione delle specifiche tecniche per la creazione di programmi informatici finalizzati alla compilazione delle domande e delle denunce da presentare all’ufficio del registro delle imprese per via telematica o su supporto informatico.

Infine, a partire dal 02.10.2010 non saranno più utilizzabili i programmi informatici creati sulla base delle specifiche tecniche approvate con il precedente suddetto decreto, e gli uffici del registro delle imprese non accetteranno domande o denunzie presentate utilizzando detti programmi informatici.

 

 

6) Studi di settore – Commercio: approvati gli indici territoriali

Gli indici individuano e tengono conto delle peculiarità determinate dal luogo di svolgimento dell’attività economica.

Individuazione di indici territoriali

Sono stati individuati specifici indici territoriali per tenere conto del   luogo   in  cui  l’impresa  svolge  l’attività  economica.

La metodologia seguita per individuare i predetti indici viene indicata nei seguenti allegati:

– allegato  1, per la territorialità relativa al mercato potenziale a  livello  comunale  per  il  settore  del commercio al dettaglio di elettrodomestici e casalinghi;

– allegato   2,  per  la  territorialità  relativa  al  livello  di concorrenza con i grandi magazzini.

La territorialità di cui all’allegato 1 si applica allo studio di  settore  UM06A,  approvato  con  decreto del 23.12.2008.

(D.M. Ministero dell’Economia e delle Finanze 07.07.2009, G.U. 21.08.2009, n. 193)

 

 

7) Imposta unica sulle scommesse: Cambiano i termini di pagamento

Pagamento dell’imposta unica sulle scommesse ippiche e sulle scommesse su eventi diversi dalle corse dei cavalli: I versamenti entro il 31 ottobre evitano sanzioni ed interessi.

Con il pagamento per intero dell’imposta entro il 31.10.2009, non si applicano né sanzioni né interessi per i versamenti dell’imposta unica dovuti da aprile 2008 fino al 30 settembre 2009

(Nota AAMS 21.08.2009, n. prot. 2009/31891/Giochi/SCO)

 

 

8) Regolarizzazione del lavoro domestico: Fasi operative

Le domande da presentare in via telematica a settembre 2009.

Vademecum utile per la valutazione di fattibilità del singolo caso curato dalla Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro ed aggiornato al mese di agosto 2009.

Le fasi operative contenute nella guida

1. identificazione delle parti (dati anagrafici, permesso di soggiorno/ carta di soggiorno, passaporto, numero di codice fiscale) e acquisizione dei documenti in loro possesso.

2. valutazione di fattibilità (periodo lavorativo, reddito e certificazione medica nei casi previsti).

3. pagamento del contributo forfetario di 500,00 euro con F24.

4. invio della domanda:

– on line al Ministero Interno per gli extracomunitari presenti irregolarmente sul territorio;

– all’Inps per tutti gli altri.

5. il rapporto di lavoro prosegue seguendo la normale procedura per il periodo che decorre dal 1° luglio (contributi trimestrali, ecc.).

 

 

A cura di Vincenzo D’Andò

 

 

 


Partecipa alla discussione sul forum.