Notifica verbale nulla senza la ricerca delle altre persone abilitate alla ricezione


             La notificazione a mezzo posta della cartella di pagamento effettuata al portiere dello stabile del destinatario è nulla qualora l’ufficiale giudiziario non esegua ulteriori ricerche delle altre persone abilitate a ricevere l’atto.


 


            L’importante principio, estensibile anche al campo tributario, è contenuto nella recente sentenza n. 2304 del 31 gennaio 2008 della Corte di Cassazione, II Sez Civile, dalla quale emerge che la notifica al portiere è disciplinata dall’art. 139 Cpc da cui si deduce che la stessa  è affetta da nullità se non risulta certificata la previa ricerca degli altri abilitati alla consegna in assenza del destinatario.


 


La notifica degli atti è disciplinata dalle disposizioni contenute negli articoli 137 e seguenti del codice di procedura civile, così come dispone l’art. 16, comma 2, del decreto legislativo 31/12/1992, n. 546 e il citato art. 137,  riproducendo il contenuto dell’art. 60, comma 1, lett. a), del Dpr n. 600 del 1973, stabilisce che la notifica degli avvisi di accertamento e degli altri atti previsti per legge, è eseguita secondo le norme degli articoli  137 e seguenti del Cpc.


 


L’ufficiale giudiziario può sempre eseguire la notificazione mediante consegna della copia nelle mani proprie del destinatario: se quest’ultimo rifiuta di ricevere la copia, l’ufficiale né deve dare atto nella relazione e la notificazione di considera fatta a mani proprie (art. 138 Cpc). Nel caso in cui il destinatario risulti assente, l’ufficiale consegna copia dell’atto a una persona della famiglia o addetta alla casa, all’ufficio o all’azienda: in mancanza di queste, la copia è consegnata al portiere dello stabile dove è l’abitazione, l’ufficio o l’azienda e, quando anche il portiere manca, a un vicino di casa che accetti di riceverla. Il portiere o il vicino devono sottoscrivere l’originale e l’ufficiale dà notifica al destinatario dell’avvenuta notificazione dell’atto, a mezzo di lettera raccomandata.


 


Oltre che a mezzo dell’ufficiale giudiziario in campo tributario, le notifiche possono essere eseguite, ove richieste dall’Amministrazione finanziaria, anche a mezzo del messo comunale o di messo speciale autorizzato dalla stessa Amministrazione, il quale metterà in atto le medesime forme attuate dall’ufficiale giudiziario (1). In alternativa a tale procedura, le parti possono effettuare le notifiche anche direttamente a mezzo del servizio postale con spedizione dell’atto in plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento.


 


L’art. 37, comma 27,della legge 4 agosto 2006, n. 248, ha introdotto importanti novità in materia di notifica degli atti tributari. Infatti legislatore, inserendo nel testo del citato art. 60 Dpr n. 600 del 1973 la lettera b-bis) ha previsto che se il consegnatario non è il destinatario dell’atto da notificare, il messo consegna o deposita la copia dell’atto da notificare in busta, ottemperando ad una serie  di condizioni che sono finalizzate a garantire la riservatezza  del destinatario e ad evitare di rendere noto il contenuto dell’atto al soggetto terzo che lo riceve. Infatti è stato previsto che sulla busta non vengano apposti segni o indicazioni dai quali possa evincersi il contenuto dell’atto da notificare e, al fine di conferire certezza al destinatario dell’avvenuta consegna dell’atto, il consegnatario deve sottoscrivere una ricevuta e il messo dà notizia dell’avvenuta notificazione a mezzo di lettera raccomandata.


           


            Nella fattispecie portato al vaglio della Corte di Cassazione il contribuente impugnava la cartella di pagamento di alcuni verbali di infrazione al codice della Strada notificati a mezzo posta, eccependo la nullità della notifica (effettuata nelle mani del portiere) atteso che la medesima era avvenuta senza la ricerca di altre persone abilitate alla consegna in assenza del destinatario ex art. 139, terzo comma, Cpc.


 


            I giudici di legittimità hanno ritenuto che la notifica al portiere è disciplinata dall’art. 139 Cpc per quanto attiene alla notificazione da effettuarsi a mani del destinatario e dall’art. 7 legge 20/11/1982, n. 890 per ciò che riguarda la notifica a mezzo posta. L’art. 160 Cpc, inoltre, dispone che la notificazione è nulla se non vengono osservate le disposizioni sulla persona a cui deve essere consegnata la copia o se vi è incertezza assoluta sulla persona a cui è eseguita o sulla data.


           


            La successione preferenziale delle persone a cui ex art. 139 Cpc può essere consegnata, in caso di assenza del destinatario, è “tassativa” e da tale principio deriva la nullità della notificazione se nella relata non è indicata in modo specifico la ragione per la quale l’atto stesso non è stato consegnato al destinatario a mani proprie o ad alcuna delle persone che precedono quella indicata come consegnataria nella relazione di notifica.


 


            La notificazione effettuata al portiere dello stabile è nulla qualora l’ufficiale giudiziario si limiti a dare atto dell’assenza del destinatario senza certificare l’avvenuta ricerca delle altre persone abilitate a ricevere l’atto, salvo che le parole usate dall’incaricato lascino intendere il mancato rinvenimento nel luogo della notifica di ogni altra persona abilitata a ricevere l’atto in luogo del destinatario. Tale principio più volte ribadito dalla giurisprudenza di legittimità è stato affermato dalle sezioni unite della Cassazione anche per la notificazione  a mezzo di servizio postale (2).


 


Enzo Di Giacomo


23 Febbraio 2008








NOTE


(1) Cass., Sez. Trib, 11 novembre 2005, n. 22849. La notifica del ricorso per cassazione eseguita dal messo notificatore, all’uopo autorizzati dall’Amministrazione finanziaria, è inesistente (e non solo nulla) e comporta l’inammissibilità del ricorso.



(2)  Cass, SS.UU. n. 6214 del 2005; 12 ottobre 2000, n. 1097.  Nel caso di specie è stata dichiarata la nullità della notificazione dell’avviso dell’udienza di trattazione che ha comportato la nullità del procedimento disciplinare svoltosi dinanzi al Consiglio Nazionale Forense.


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