Novità fiscali del 10 gennaio 2008. In evidenza: regime dei minimi: non sempre conviene; IVA: prestazioni di intermediazione comunitaria


 






Indice:


 


1) Collegato Legge Finanziaria 2008: Le novità in materia doganale


 


2) Nuova Direttiva CE sull’esenzione da IVA e da accise delle merci importate da viaggiatori provenienti da paesi terzi


 


3) Legge Finanziaria 2008: I chiarimenti dell’Agenzia delle Dogane


 


4) Nuovo regime dei “minimi e marginali”: Non sempre conviene, in alcune situazioni l’IRPEF è più cara


 


5) Notizie fiscali brevi


 


6) IVA: Prestazione di  intermediazione comunitaria non rilevanti in Italia


 


7) Prestazione di  intermediazione comunitaria: Quando sono soggette ad IVA


 


 


1) Collegato Legge Finanziaria 2008: Le novità in materia doganale


L’Agenzia delle Dogane, con una propria nota, ha commentato il contenuto della Legge 29/11/2007, n. 222 (Conversione in legge del D.L. 1/10/2007, n. 159). Vediamone di seguito le relative novità.


Come è noto la Legge n. 222/2007 (collegato Legge Finanziaria 2008), che ha convertito il D.L. n. 159/2007, è stata pubblicata nel S.O. n. 249/L della G.U. n. 279 del 30/11/2007.


In particolare, tale documento ha illustrato le disposizioni di rilievo per l’attività dell’Agenzia delle Dogane, aventi efficacia a partire dal 1/1/2007.


E’ stato modificato l’art. 22-bis del D.Lgs. n. 504/1995 concernente “Disposizioni particolari in materia di biodiesel ed alcuni prodotti derivati dalla biomassa”.


In particolare:


– Viene precisato che i quantitativi di biodiesel rientranti nel contingente  annuo di 250.000 tonnellate vengono assoggettati ad un’aliquota d’accisa ridotta con la specifica finalità di compensare i maggiori costi produttivi;


– viene eliminata la vigente limitazione dell’applicazione della tassazione agevolata al solo biodiesel, rientrante nel contingente annuale, impiegato in autotrazione;


– vengono indicate specifiche modalità per la contabilizzazione del beneficio spettante ai depositari autorizzati titolari di depositi fiscali presso i quali sono state effettuate miscelazioni di quantitativi di biodiesel rientranti nel contingente agevolato con il gasolio;


– viene previsto un ampliamento degli aspetti da disciplinare con lo specifico decreto interministeriale;


– viene inserita la previsione che, per ogni anno di validità del programma vengano considerati, al fine di una nuova ripartizione tra gli operatori, oltre ai quantitativi del contingente non immessi in consumo, anche quelli non miscelati  o non ancora trasferiti ad impianti di miscelazione.


La previsione del termine del 30 giugno dell’anno successivo, entro cui effettuare l’immissione in consumo dei predetti quantitativi viene, inoltre, estesa anche all’effettuazione delle miscelazioni e al trasferimento dei quantitativi non miscelati o non trasferiti;


Inoltre, vengono previste specifiche disposizioni sull’applicazione di una tassazione agevolata al bioetanolo derivato da prodotti di origine agricola, nell’ambito di un programma sperimentale pluriennale.


Vengono precisati i termini per la miscelazione, il trasferimento ad impianti di miscelazione o l’immissione in consumo (30 giugno 2008) dei quantitativi del contingente di biodiesel relativi al programma pluriennale.


Con un’altra modifica viene stabilito che il regime del deposito fiscale relativo alla produzione, trasformazione e cessione dei prodotti soggetti ad accisa non si applica per gli imprenditori agricoli che producono oli vegetali non modificati chimicamente e che li impiegano, entro il limite annuo di 5 tonnellate, per autoconsumo come carburante nel parco macchine aziendale.


Il quantitativo di tali oli vegetali può essere impiegato dai citati soggetti solo per autoconsumo, con esclusione di ogni altro utilizzo.


I prodotti vanno assoggettati all’ordinaria aliquota d’accisa afferente il gasolio ad uso carburazione pari ad euro 423,00 per mille litri di prodotto.


Riguardo i ”Diritti aeroportuali di imbarco”, viene chiarito che per le disposizioni in materia di tassa d’imbarco e sbarco sulle merci trasportate per via aera, tasse e diritti di cui alla legge n. 324/1976 (corrispettivo dei servizi di controllo e sicurezza di cui decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione 29.01.1999, n. 85, addizionale comunale sui diritti d’imbarco di cui all’art. 2 della legge n. 350/2003) non sorgono obbligazioni di natura tributaria.


Riguardo le “Misure per il miglioramento dell’efficienza energetica e per la riduzione delle emissioni ambientali di autovetture da noleggio e autoambulanze”, le aliquote ridotte d’accisa relative ai prodotti energetici destinati agli impieghi di cui punti 12 e 13 della Tabella A, allegata al D.Lgs. n. 504/1995, vengono determinate in misura pari a:


– euro 359,00 per mille litri di prodotto, rispetto alla benzina ;


– euro 302,00 per mille litri di prodotto, rispetto al gasolio.   


In tal modo, in luogo dell’applicazione dell’aliquota d’accisa ridotta rispetto ai prodotti energetici predetti, determinata in misura percentuale rispetto all’aliquota ordinaria dei prodotti utilizzati negli impieghi di cui ai citati punti della Tabella A, si applicano le predette aliquote specifiche d’accisa, determinate con riferimento ai livelli minimi di accisa individuati nella Tabella A, contenuta nell’Allegato I alla direttiva 2003/96/CE del 2003.


Altresì, vengono istituiti specifici fondi finalizzati:


– Al miglioramento dell’efficienza energetica  delle autovetture da noleggio da piazza, compresi i motoscafi che in talune località sostituiscono le vetture da piazza e quelli lacuali, adibiti al servizio pubblico da banchina per il trasporto di persone;


– al miglioramento dell’efficienza dei veicoli adibiti al servizio di trasporto degli ammalati e dei feriti effettuato dagli  enti di assistenza e pronto soccorso e delle relative attrezzature.   


(Nota Agenzia Dogane 27/12/2007, n. prot. 5134/V)


 


 


2) Nuova Direttiva CE sull’esenzione da IVA e da accise delle merci importate da viaggiatori provenienti da paesi terzi


E’ stata pubblicata, nella G.U. (L 346/12 del 29/12/2007) dell’Unione Europea la Direttiva 2007/74/CE del Consiglio del 20/12/2007, che disciplina l’esenzione dall’IVA e dalle accise delle merci importate nel bagaglio personale dei viaggiatori provenienti da Paesi terzi o da territori in cui non si applicano le norme comunitarie in materia di IVA e di accise


La direttiva, che abroga la direttiva n. 69/169/CEE, si applica a decorrere dal 1/12/2008.


Pertanto, se ne riportano di seguito i contenuti salienti.


La neo Direttiva, che, quindi, disciplina l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto (IVA) e dalle accise delle merci importate nel bagaglio personale dei viaggiatori provenienti da un paese terzo o un territorio in cui non si applicano le norme comunitarie in materia di IVA e/o di accise, si applica solo se il viaggiatore non è in grado di dimostrare che le merci trasportate nei suoi bagagli sono state acquistate alle condizioni fiscali generali del mercato interno di uno Stato membro e non beneficiano di alcun rimborso dell’IVA o delle accise.


Ai fini della presente direttiva si intende per “paese terzo”: Qualsiasi paese diverso dagli Stati membri dell’Unione europea.


Monaco non è considerato paese terzo, mentre San Marino non è considerato paese terzo per quanto riguarda le accise;


L’Isola di Man viene considerata come territorio in cui si applicano  le norme comunitarie in materia di IVA e/o di accise;


Disposizioni comuni


Gli Stati membri esentano dall’IVA e dalle accise le merci importate nel bagaglio personale dei viaggiatori, in base a soglie monetarie o limiti quantitativi ed a condizione che le importazioni abbiano natura non commerciale.


Ai fini dell’applicazione delle esenzioni, per bagagli personali si intendono tutti i bagagli che il viaggiatore è in grado di presentare al servizio doganale al momento del suo arrivo, nonché quelli che presenta in un secondo tempo a questo stesso servizio, a condizione che comprovi che sono stati registrati come bagaglio appresso, al momento della partenza, presso l’impresa che ha provveduto al trasporto del viaggiatore.


Esenzioni


Ai fini dell’applicazione delle esenzioni, le importazioni si considerano aventi natura non commerciale se soddisfano le seguenti condizioni:


a) hanno carattere occasionale;


b) riguardano esclusivamente merci riservate all’uso personale o familiare dei viaggiatori o merci destinate ad essere regalate.


La natura e la quantità delle merci non devono essere tali da indicare che l’importazione avviene per ragioni commerciali.


Soglie monetarie


Gli Stati membri esentano dall’IVA e dalle accise le importazioni delle merci che hanno un valore totale non superiore a 300 euro per persona.


Nel caso dei viaggiatori aerei e via mare, la soglia monetaria é di 430 euro.


Gli Stati membri possono ridurre la soglia monetaria per viaggiatori di età sotto i 15 anni, indipendentemente dal mezzo di trasporto utilizzato, purché non vada sotto a 150 euro.


Limiti quantitativi


Gli Stati membri esentano dall’IVA e dalle accise le importazioni dei seguenti tipi di prodotti del tabacco applicando il seguente limite quantitativo superiore o inferiore:


a) 200 sigarette o 40 sigarette;


b) 100 sigaretti o 20 sigaretti;


c) 50 sigari o 10 sigari;


d) 250 g di tabacco da fumare o 50 g di tabacco da fumare.


Gli Stati membri possono decidere di operare una distinzione tra viaggiatori aerei e altri viaggiatori applicando solo a


questi ultimi i limiti quantitativi inferiori.


Per ciascun viaggiatore l’esenzione può essere applicata a qualsiasi combinazione di prodotti del tabacco purché il totale delle percentuali dei massimali individuali non superi il 100 %.


Esenzioni per alcolici


Gli Stati membri esentano dall’IVA e dalle accise alcol e bevande alcoliche diverse dal vino tranquillo e dalla birra, applicando i seguenti limiti quantitativi:


a) un totale di 1 litro di alcol e bevande alcoliche con titolo alcolometrico volumico superiore a 22 % vol, o di alcol etilico non denaturato con titolo alcolometrico uguale o superiore a 80 % vol;


b) un totale di 2 litri di alcol e bevande alcoliche con titolo alcolometrico volumico non superiore a 22 % vol.


Per ciascun viaggiatore l’esenzione può essere applicata a qualsiasi combinazione dei tipi di alcol e bevande alcoliche, purché il totale delle percentuali dei massimali individuali non superi il 100 %.


Gli Stati membri esentano dall’IVA e dalle accise un totale di 4 litri di vino tranquillo e 16 litri di birra.


Tali esenzioni non si applicano ai viaggiatori di età inferiore a 17 anni.


Esenzioni per carburanti


Gli Stati membri esentano dall’IVA e dalle accise, nel caso di qualsiasi mezzo di trasporto, il carburante contenuto nel serbatoio normale e una quantità non superiore a 10 litri di carburante contenuto in un contenitore portatile.


Casi particolari


Gli Stati membri possono ridurre le soglie monetarie o i limiti quantitativi, o entrambi, per i viaggiatori che rientrano nelle seguenti categorie:


a) persone residenti nella zona di frontiera;


b) lavoratori frontalieri;


c) personale dei mezzi di trasporto utilizzati per viaggi da paesi terzi o da un territorio in cui non si applicano le norme comunitarie in materia di IVA e/o di accise.


Gli Stati membri possono decidere di non applicare l’IVA o le accise per le merci importate dai viaggiatori quando l’importo dell’imposta da applicare non supera 10 euro.


 


 


3) Legge Finanziaria 2008: I chiarimenti dell’Agenzia delle Dogane


L’Agenzia delle Dogane scende in campo, anticipando la stessa Agenzia delle Entrate, con una propria circolare, Protocollo 1/V del 2/1/2008, ad illustrare le novità contenute nella Legge Finanziaria 2008, sia pure per le sole disposizioni che interessano la materia


In particolare, l’Agenzia delle Dogane ha spiegato alcune disposizioni di rilievo per la propria attività, aventi efficacia a partire dal 1/1/2008, inserite nell’art. 1 del testo della legge 24 dicembre 2007, n. 244.


Con il comma 119, per fini di semplificazione amministrativa, viene previsto che gli operatori doganali possano effettuare il pagamento o il deposito dei diritti doganali mediante bonifico bancario o postale.


A tal fine viene autorizzata l’apertura di una contabilità speciale, presso la Banca d’Italia, nella quale far confluire i predetti versamenti.


La determinazione delle modalità per il riversamento delle somme in questione viene rimessa ad uno specifico decreto del Capo del Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell’economia e delle finanze, di successiva emanazione.


Con il comma 175 viene confermata, anche per l’anno 2008, l’esenzione dall’accisa sul gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra.


A tal fine, a partire dal 1/1/2008, non é più vigente l’estensione del beneficio in questione agli oli vegetali impiegati nelle coltivazioni sotto serra, disposta con l’art. 8 del D.Lgs. 02/02/2007, n. 26.


Nei commi da 179 a 184 sono contenute disposizioni specifiche per la tassazione dei prodotti energetici utilizzati dalle Forze armate nazionali per gli usi consentiti.


In particolare:


– Con il comma 179 viene modificata la lettera c) del comma 1 dell’art. 17 del D.Lgs. n. 504/1995 nel senso che viene confermata l’esenzione dall’accisa per i prodotti ad essa soggetti che siano destinati alle Forze armate di qualsiasi Stato che sia parte contraente del Trattato del Nord Atlantico, per gli usi consentiti, mentre tale esenzione viene esclusa per i prodotti soggetti ad accisa destinati alle Forze armate nazionali.


Tale comma, inoltre, modifica contestualmente la Tabella A, allegata al decreto legislativo 504/1995 sopra citato, inserendo, dopo il punto 16 della medesima, il punto 16-bis “Prodotti energetici impiegati dalle Forze armate nazionali per gli usi consentiti”, nel quale vengono  indicate le seguenti aliquote d’accisa, a cui devono essere assoggettati i prodotti energetici in questione :


Carburanti per motori :


-benzina euro 359,00 per 1.000 litri;


-gasolio euro 302,00 per 1.000 litri;


-gas di petrolio liquefatto (GPL) esenzione;


-gas naturale esenzione


Combustibili per riscaldamento :


-gasolio euro 21,00 per 1.000 litri;


-GPL zero;


-gas naturale euro 11,66 per 1.000 metri cubi;


-con il comma 180, viene stabilito che, rispetto al gas naturale impiegato dalle Forze armate nazionali come combustibile per riscaldamento non trovano applicazione:


né l’addizionale regionale all’accisa sul gas naturale usato come combustibile;


né l’imposta regionale sostitutiva perle utenze esenti di cui all’art. 9 del d. lgs. n. 398/1990 e successive modificazioni;


– con i commi 181, 182 e 183, viene prevista l’istituzione di specifici fondi, rispettivamente nello stato di previsione del Ministero della difesa, del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero dei trasporti, destinati al pagamento dell’accisa sui prodotti energetici impiegati dalle Forze armate nazionali (diverse dalla Guardia di Finanza e dal Corpo delle capitanerie di porto-Guardia costiera), dalla Guardia di Finanza e dal Corpo delle capitanerie di porto-Guardia costiera;


– con il comma 184 vengono individuate le risorse necessarie per la copertura finanziaria degli oneri.


Con i commi da 185 a 190 viene modificato il regime concernente  l’attribuzione alla regione Friuli-Venezia Giulia di quote dell’accisa sulla  benzina e sul gasolio per autotrazione, per la riduzione del prezzo alla  pompa dei medesimi prodotti a favore dei residenti nella regione.


In particolare:


a) con il comma 185, viene abrogato, a partire dal 1/1/2008, il comma 16 dell’art. 3 della legge n. 549/1995, concernente la determinazione della quota di spettanza regionale rispetto all’accisa sulle benzine e sul gasolio per autotrazione venduti nel territorio della regione;


b) con il comma 186, viene prevista, a partire dal 1/1/2009, l’abrogazione del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 16.12.2004, n. 341;


c) con il comma 187, viene integrato l’art. 49 dello Statuto speciale per la regione Friuli-Venezia Giulia con l’inserimento del punto 7-bis con cui viene determinata la quota percentuale del gettito derivante dall’accisa sulle benzine (29,75%) e dall’accisa sul gasolio (30,34%) consumati nella regione per uso  autotrazione, da devolversi alla regione a partire dal 1/1/2008, ai sensi del comma 188;


d) con il comma 189, viene prevista, per gli anni successivi al 2010, la possibilità di rideterminare annualmente, con previsione nella legge finanziaria, l’entità delle compartecipazioni, di competenza della regione Friuli-Venezia Giulia, al gettito derivante dall’accisa afferente i prodotti di cui alla lettera c);


e) con il comma 190 viene soppressa la locuzione “e nell’ambito della quota dell’accisa a loro riservata” , contenuta nel testo del comma 15 dell’art. 3 della legge n. 549/1995.


Con i commi 191 e 192 viene modificato il regime relativo alla zona  franca istituita, con la legge 01.12.1948, n. 1438, rispetto ad una parte del  territorio della provincia di Gorizia.


In particolare:


a) con il comma 191, viene modificato l’art. 2 della citata legge n. 1438/1948, con l’eliminazione della voce “combustibili liquidi e “, nella quale vengono indicati i prodotti che possono essere immessi nella zona franca in esenzione. Viene, pertanto, rideterminato, con una riduzione di euro 50.123.520, il valore globale delle agevolazioni di cui all’art 3 della legge n. 700/1975, relativo ai prodotti di cui alle Tabelle A e B, alla legge allegate;


b) con il comma 192, viene stabilito che la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Gorizia provveda, entro il 30/4/2008, a modificare, in maniera coerente con quanto previsto dal comma 191, le suddette Tabelle A e B, vigenti alla data del 1/1/2008. Tale comma prevede, inoltre, la soppressione, a partire dal 1/7/2008, di ogni riferimento ai prodotti energetici, sottoposti ad accisa in relazione all’uso cui sono destinati, anche ove il provvedimento suddetto non venga adottato dalla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Gorizia.


Con i commi da 193 a 195 viene abrogato il regime agevolato concernente la benzina impiegata nel territorio della provincia di Trieste e nel territorio di alcuni comuni della provincia di Udine nonché il regime agevolato concernente il gasolio per autotrazione destinato al fabbisogno della provincia di Trieste e di alcuni comuni della provincia di Udine.


Con il comma 196 viene abrogato l’art. 8-bis del D.L. n. 369/1991 (convertito dalla legge n. 17/1992) concernente alcune prescrizioni per la determinazione quantitativa dei contingenti di benzina e di gasolio di cui alla tabella A allegata alla legge n. 700/1975.


Con il comma 240 vengono confermate, anche per l’anno 2008:


a) l’incremento dell’ammontare della riduzione minima di costo prevista dall’art. 8 della legge n. 448/1998. A tal fine, a partire dal 1/1/2008 non  trova, invece, applicazione la riduzione di prezzo – introdotta con l’art. 13, comma 2, della legge n. 448/2001 – per il gasolio e il GPL impiegati come combustibile per riscaldamento nelle parti di territorio comunale, individuate da apposita delibera del consiglio comunale, appartenenti a frazioni parzialmente non metanizzate, di comuni ricadenti nella zona climatica E, di cui al D.P.R. n. 412/1993;


b) l’incremento dello sconto, di cui all’art. 6 del D.L. n. 356/2001, previsto per ogni chilowattora di calore fornito dalle reti di teleriscaldamento alimentate con biomassa o con energia geotermica originariamente stabilito in lire 20 per chilowattora. A tal fine viene chiarito che la disciplina agevolativa si applica anche nei confronti delle persone giuridiche che, oltre a gestire la rete di teleriscaldamento alimentata con biomassa o con energia geotermica, utilizzano l’energia. Tali soggetti possono utilizzare in compensazione il credito maturato.


Nel comma 290, al fine di compensare il maggior gettito dell’imposta sul valore aggiunto derivante dalle eventuali variazioni del prezzo internazionale del petrolio greggio, viene prevista la possibilità di disporre, con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, diminuzioni delle aliquote d’accisa afferenti i prodotti energetici impiegati come carburanti o come combustibili per riscaldamento per usi civili.


Nei commi 291 e 292 vengono individuate le condizioni al cui verificarsi è subordinata l’adozione del decreto sopra citato e viene precisato che le eventuali riduzioni di aliquota devono essere previste nel rispetto dei livelli minimi delle aliquote d’accisa stabiliti dalle disposizioni comunitarie.


Con il comma 293 viene fissata al 28/2/2008, in sede di prima applicazione, la data entro la quale, al fine dell’eventuale adozione del decreto in questione, deve essere accertato il verificarsi delle condizioni di cui al suddetto comma 291.


Nei commi da 295 a 299 viene previsto il riconoscimento alle regioni a statuto ordinario della compartecipazione al gettito dell’accisa sul gasolio per autotrazione e vengono indicati:


La misura complessiva della compartecipazione per il periodo 2008 – 2011 nonché per l’anno 2011 e successivi, le integrazioni della misura suddetta e le modalità per il versamento della stessa.


– con il comma 299 vengono fornite precisazioni in ordine alle modalità di versamento, da parte dei soggetti obbligati al pagamento dell’accisa, della quota di cui al comma 298 nonché per la sua ripartizione tra le regioni a statuto ordinario.


Con il comma 361 viene stabilito che per esigenze di economicità e speditezza dell’azione amministrativa la pubblicazione di provvedimenti dei Direttori delle Agenzia fiscali sui rispettivi siti internet tiene luogo della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale nei casi in cui questa sia prevista da altre disposizioni di legge.


Infine, con il comma 139 viene stabilito che per l’anno 2009, la quota suddetta è fissata nella misura del 3% di tutto il carburante (benzina e gasolio) immesso in consumo nell’anno 2008, calcolata sulla base del tenore energetico.


Mentre con il comma 140 viene stabilito che per gli anni successivi al 2009 la quota suddetta può essere incrementata con decreto del Ministero per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.


 


 


4) Nuovo regime dei “minimi e marginali”: Non sempre conviene, in alcune situazioni l’IRPEF è più cara


Il nuovo regime dei “minimi e marginali”, anche se contiene talune semplificazioni, non è sempre conveniente e comunque i casi vanno valutati singolarmente al contrario di quanto sostenuto dal governo.


E’ quanto ha spiegato a Libero Mercato del 9/1/2008, Claudio Siciliotti, Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Cominercialisti e degli Esperti Contabili.


Vengono fatte le seguenti osservazioni:


La tassazione del reddito con l’imposta sostitutiva del 20% non sempre si rivela conveniente per il contribuente, considetato che l’abbandono dell’lrpef comporta anche l’abbandono delle detrazioni e deduzioni riconosciute ai fini di tale imposta.


Inoltre, l’esclusione dall’Irap ha poco significato per i piccoli titolari di lavoro autonomo che, giacché sprovvisti di organizzazione (come sono i soggetti che possono optare per il nuovo regime semplificato), sarebbero comunque esonerati dal pagamento del tributo, come da giurisprudenza consolidata. Infine, l’esclusione da Iva rappresenta un effettivo vantaggio solo nella misura in cui il contribuente abbia un volume modestissimo di acquisti di beni e servizi inerenti all’attivItà esercitata (giacché tutta l’Iva assolta sugli acquisti diventa indetraibile) ed effettui le proprie prestazioni nei confronti di consumatori finali o comunque di soggetti che non possono a loro volta detrarre l’lva.


Infine, conclude, il presidente del consiglio nazionale, non riesco “a vedere una forbice così larga di minori adempimenti (fermo restando che minori sono, sia chiaro) da immaginare che i risparmi consulenziali possano essere così più significativi rispetto a quelli del previgente regime, già ampiamente snobbato dai contribuenti in questi sei anni”.


Come è noto la Legge n. 244/2007, “Legge Finanziaria 2008”, ha introdotto un nuovo regime semplificato destinato ai contribuenti cosiddetti “minimi”.


Sui redditi dei contribuenti minimi è prevista un’imposta sostitutiva dei redditi e delle relative addizionali regionali e comunali pari al 20%, sulla differenza tra i ricavi (o compensi incassati) e i costi sostenuti.


In seguito, con l’introduzione del D.M. Economia 2/1/2008, contenente le modalità applicative per tale regime, è emerso che sui ricavi viene prevista l’applicazione delle ritenute a titolo d’acconto dell’imposta sostitutiva.


Come ha rilevato Valerio Artina (in Ipsoa del 09/01/2008) “non essendo prevista alcuna esclusione a tale riguardo potrebbero effettivamente verificarsi, ai fini delle imposte sui redditi, situazioni di credito cronico.
Lo stesso D.M. nell’art. 6 prevede che l’eventuale eccedenza possa essere utilizzabile in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D. Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, motivo per il quale, non essendo i contribuenti minimi tenuti alla liquidazione ed al versamento IVA, i contribuenti che in sede di dichiarazione dei redditi risulteranno a credito, utilizzeranno, laddove possibile, tale credito per compensare i debiti pagabili mediante il modello F24, quali quelli derivanti dai contributi previdenziali ed assistenziali e dai premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”.


 


 


5) Notizie fiscali brevi


Consolidato nazionale e mondiale 2008: Dal 9/1/2008 sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate le bozze del relativo modello e delle istruzioni.


– Con nota del 09/01/08, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto, ai fini degli Studi di settore, l’istituzione degli osservatori regionali (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Molise).


 


 


6) IVA: Prestazione di  intermediazione comunitaria non rilevanti in Italia


L’art. 7, comma 4, lett. f-quinquies), del D.P.R. n. 633/1972 (per fare fronte all’art. 44 della Direttiva 28 novembre 2006, n. 112/CE) contiene le nuove regole, ai fini IVA, riguardanti le prestazioni di intermediazione a decorrere dal 1/1/2007.


In genere, le intermediazioni effettuate da un soggetto che agisce in nome e per conto di terzi (intermediario con rappresentanza) sono soggette all’IVA in Italia quando viene qui effettuata l’operazione principale cui l’intermediazione si riferisce. Tuttavia, qualora il committente sia un soggetto passivo identificato in un altro Stato membro dell’Unione Europea, la prestazione di intermediazione si considera territorialmente rilevante in tale Paese, mentre si considerano effettuate in Italia le prestazioni di intermediazione rese a soggetto di imposta identificato ai fini IVA in Italia.


Il nuovo criterio, collega l’intermediazione al trattamento territoriale dell’operazione cui si riferisce, mentre, invece, il precedente regime aveva come riferimento il domicilio, la residenza o la stabile organizzazione in Italia del prestatore (art. 7, terzo comma del D.P.R. n. 633 del 1972).


Nel caso di specie, il contratto di agenzia stipulato dalle parti prevede che: – L’Agente compia in ogni momento il massimo sforzo per promuovere gli affari del mandante in Europa, sollecitare i clienti a (concludere) affari del mandante e indirizzare e presentare tali clienti al mandante;


– l’agente possa agire in nome del mandante e raccogliere gli ordini che devono essere trasmessi al mandante entro 15 giorni.


Pertanto, dal contratto è emerso che l’agente opera come mandatario con rappresentanza in giacché gli effetti della propria attività si producono direttamente in capo al committente, soggetto stabilito in un Paese terzo.


Per conseguenza, poiché le prestazioni di intermediazione sono relative a cessioni di beni, che si considerano realizzate nel luogo in cui si trovano materialmente all’atto della cessione e, cioé, al di fuori del territorio nazionale, le prestazioni medesime non sono territorialmente rilevanti in Italia ai fini IVA.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 09/01/2008, n. 7)


 


 


7) Prestazione di  intermediazione comunitaria: Quando sono soggette ad IVA


Sempre in merito alla territorialità Iva – servizi di intermediazione – art. 7, comma 4, lettera f-quinquies, del DPR 633/1972, l’Agenzia delle Entrate, con un’altra risoluzione, ha precisato che, nel diverso caso di specie esaminato, poiché i committenti dell’intermediario (procacciatore di affari) sono soggetti passivi d’imposta residenti in Italia, sotto il profilo della territorialità IVA le relative prestazioni devono essere assoggettate alla disciplina dell’IVA in Italia.


Riguardo il regime d’imposta applicabile, ha poi fatto presente che le suddette operazioni possono beneficiare del regime di non imponibilità ad IVA ai sensi dell’art. 9, n. 7 del DPR n. 633/1972, qualora si riferiscano a beni in esportazione.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione 09/01/2008, n. 8)


 


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 A cura di Vincenzo D’Andò


 


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