3 Dicembre 2007


IL SOLE 24 ORE


 


Cantiere Ici, i conti non tornano


Quando si affrontano le riforme Ici, il combinato disposto fra le previsioni troppo ottimiste delle leggi e i tempi biblici della realtà sembra diventata la regola. Un concentrato di questi problemi è contenuto nella complessa trama dei fabbricati rurali e di categoria E, con cui le ragionerie dei Comuni hanno fatto i conti nella settimana dell’assestamento di bilancio che si è appena chiusa. I vecchi edifici rurali trasformati in abitazioni e gli esercizi commerciali di stazioni e aeroporti sarebbero dovuti rientrare quest’anno, per effetto dell’articolo 2 della legge 286/2006, nel paniere dell’Ici, ma hanno mancato per l’ennesima volta all’appuntamento. E con il passare del tempo è sempre più evidente che per molti Comuni è matematicamente impossibile recuperare i fondi persi, a meno che Economia e Interno non intervengano a prevedere una compensazione pari alla differenza fra il taglio operato sui trasferimenti e il maggior gettito Ici accertato.


Gianni Trovati, Nel cantiere Ici rischio di aumenti per le aliquote, in Il Sole 24 Ore, 3/12/07, pag. 37


 


Consolidato, accordi da valutare


I gruppi societari, nell’ambito dei quali viene operata la scelta della tassazione su base consolidata, si trovano dinanzi all’esigenza di regolare alcuni aspetti dell’istituto. Benché la legge tributaria disciplini in maniera alquanto puntuale l’istituto della tassazione di gruppo, vi è ampio spazio per l’autonomia privata. A seguito del consolidamento, si verifica il trasferimento di imponibili  e perdite, oltre che di crediti fiscali, da parte delle consolidate alla consolidante, dal quale derivano per le società coinvolte vantaggi e svantaggi in termini di carico impositivo attuale e prospettico. Particolare attenzione, pertanto, deve essere posta alle somme da corrispondersi per il trasferimento di questi elementi o a fronte di situazioni derivanti dall’applicazione delle regole di consolidamento. Per tali ragioni, il quantum e il dies a quo relativi a tali somme richiedono opportunamente un’espressa regolamentazione mediante appositi accordi di consolidamento. Questi ultimi possono essere formalizzati alternativamente in: 1) contratto multilaterale; 2) accordi bilaterali; 3) regolamento di gruppo.


S. Mattia – P. Valente, La capogruppo è sotto scacco, in Il Sole 24 Ore, 3/12/07, pag. 38


 


Consolidato a doppio binario per le verifiche


L’agenzia delle Entrate ha dettato le istruzioni operative che gli uffici dovranno osservare nell’ambito delle verifiche sulle imprese che hanno esercitato l’opzione per il consolidato fiscale nazionale. L’attività di controllo sarà strutturata secondo un modello binario: a) una prima fase, in cui verranno sottoposte a controllo le società consolidate; b) una seconda fase, concernente i controlli sulla dichiarazione di gruppo. In sostanza, alla rettifica in capo alla consolidata segue sempre la rettifica della dichiarazione di gruppo, salvo il caso di autonoma rettifica del modello Cnm per violazioni relative alla dichiarazione stessa. Con l’accertamento di primo livello, è calcolata l’imposta teorica in capo alla consolidata, che rappresenta la misura massima della responsabilità di quest’ultima in conseguenza della rettifica operata sul proprio redito. La rettifica verrà effettuata anche nel caso in cui scaturisca una minore perdita, in quanto tale variazione potrebbe comunque comportare un maggior reddito complessivo globale, con conseguente recupero a tassazione nel corso dell’accertamento di secondo livello.


S. Mattia – P. Valente, Doppio binario per le verifiche, in Il Sole 24 Ore, 3/12/07, pag. 38


 


La Pex diventa più conveniente


La participation exemption guadagna convenienza. Il disegno di legge della Finanziaria 2008, nel testo approvato al Senato e ora all’esame della Commissione Bilancio della Camera, apporta rilevanti modifiche a questo istituto, uno dei capisaldi della riforma Ires del 2004. La situazione attuale rende più conveniente, per la controllante, la distribuzione delle riserve prima di eseguire la cessione della partecipazione, poiché così operando si riduce la quota imponibile della cessione. La Finanziaria 2008, accogliendo il suggerimento della commissione Biasco, elimina il disequilibrio intervenendo sulla quota imponibile della plusvalenza. Il tuir viene modificato dall’articolo 3, lettera h) della Finanziaria 2008, riducendo la quota imponibile della plusvalenza dal 16% al 5%. La decorrenza di questa disposizione è fissata per le plusvalenze realizzate a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, quindi nella generalità dei casi a partire dalle cessioni di partecipazioni eseguite dal 1° gennaio 2008.


Paolo Meneghetti, La Pex guadagna convenienza, in Il Sole 24 Ore, 3/12/07, pag. 39


 


La ristrutturazione ferma la strumentalità


La ristrutturazione di un immobile ne sospende il requisito di strumentalità ai fini dell’applicazione della Pex. E’ il contenuto, in estrema sintesi, del parere rilasciato dal fisco in risposta a in interpello con la risoluzione n. 323 del 9 novembre scorso. Le Entrate liquidano il problema ritenendo che, nella verifica del requisito della commercialità, rileva solo l’effettiva attività di impresa svolta che deve consistere nello sfruttamento economico degli immobili e non nella mera utilizzazione passiva degli stessi. A nulla rilevano, quindi, gli elementi indiretti, come ad esempio quelli proposti dalla società istanze nel caso esaminato. Solo dal momento in cui l’immobile può essere direttamente utilizzato nell’attività d’impresa quindi,  si può valutare concretamente la sussistenza o meno del requisito in questione e quindi eventualmente fruire della Pex. In pratica, nel corso dei lavori di ristrutturazione l’immobile è da ritenere non strumentale e soltanto dal momento in cui i lavori sono ultimati, si può verificare il requisito dell’utilizzo diretto.


Gian Paolo Ranocchi, Ristrutturazioni, stop alla strumentalità, in Il Sole 24 Ore, 3/12/07, pag. 39


 


ITALIA OGGI


 


Sanzioni mitigate con l’anagrafe dei conti


L’anagrafe dei conti mitiga le sanzioni per gli operatori finanziaria. Il varo del censimento delle evidenze bancarie rende meno impellente la risposta dei soggetti interrogati nel corso delle indagini bancarie. Ciò ha indotto l’amministrazione finanziaria a un atteggiamento più mite e permissivo riguardo le risposte negative con l’espressa previsione di termini dilazionati e contestuale cumulabilità degli invii. In questi casi, il mancato rispetto dei termini e delle modalità per le risposte telematiche non produce strascichi sanzionatori in capo ai destinatari. In effetti, in base alle nuove indicazioni, gli operatori finanziari che non intrattengono rapporti con i contribuenti indagati possono inviare le risposte negative in modo cumulativo entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui è stata consegnata la richiesta. E’ questa una delle maggiori novità contenute nel provvedimento del 12 novembre 2007 che ha introdotto un nuovo schema di risposta a partire dall’1 aprile 2008.


Sergio Mazzei, Anagrafe conti, sanzioni mitigate, in Italia Oggi, 3/12/07, pag. 12


 


Controlli, sotto la lente i mutui


I mutui sono fondamentali anche nelle nuove strategie di controllo che l’amministrazione finanziaria sta ponendo in essere. Oltre a essere usati in sede di accertamento formale ai sensi dell’art. 36-ter del dpr 600/73, tali finanziamenti assurgono a un ruolo di primo piano sia nel redditometro sia nei controlli delle compravendite degli immobili. Rispetto all’accertamento sintetico, è noto che un elemento di tale tipologia di controllo è rappresentato dagli incrementi patrimoniali, in base ai quali si presume, per esempio, che l’acquisto di una casa sia avvenuto con i rediti percepiti nell’anno di acquisto e nei quattro anni precedenti. In tale direzione, l’aver contratto un mutuo per l’acquisto di un’abitazione consente di ridurre l’impatto della presunzione. In merito, si segnala che l’Agenzia delle entrate, come evidenziato nella circolare n. 49 del 2007, guarderà esclusivamente, nella fase selettiva, i mutui contratti prima dell’acquisto. Si rammenta che se sul piano dell’incremento patrimoniale l’effetto mutuo è positivo, sul piano dell’elemento gestionale, il mutuo diventa oltremodo oneroso, andando a impattare, come previsto dal dm 10/09/1992, nell’importo i base da moltiplicare per il coefficiente di reddito.


Maurizio Tozzi, Sotto la lente del redditometro gli atti di compravendita, in Italia Oggi, 3/12/07, pag. 13


 


Siiq, approvato il modello per l’opzione


Siiq comunicazioni fiscali al via. Con il provvedimento del 28 novembre 2007 l’Agenzia delle entrate approva il modello che le società che intendono optare per il regime Siiq dovranno inviare alla competente direzione generale. Con lo stesso provvedimento viene inoltre istituito l’elenco delle società ammesse al regime delle Siiq. Si tratta di un elenco che l’agenzia delle entrate dovrà aggiornare, con cadenza almeno annuale, sulla base delle comunicazioni inviate dalle Siiq ai sensi del presente provvedimento. Così l’Agenzia delle entrate nel provvedimento del 28 novembre 2007 comunica le modalità di esercizio dell’opzione per il regime civile e fiscale delle Siiq e l’istituzione dell’elenco delle società ammesse a tale regime secondo quanto stabilito dal dm dell’economia e delle finanze n. 174 del 7 settembre 2007.


Francesco Pau, Siiq, comunicazioni fiscali al via, in Italia Oggi, 3/12/07, pag. 24


 


IL SOLE 24 ORE


 


Coop, a regime gli Osservatori permanenti


E’ stata appena completata la rete nazionale degli Osservatori sulla cooperazione, costituiti presso le Direzioni provinciali del lavoro. Si tratta di organismi permanenti che,  voluti con forza dallo stesso mondo cooperativo, vigileranno su regole e modalità dell’impiego dei cosiddetti soci-lavoratori. Nel mirino le cooperative spurie e la necessità di bonificare da veri e propri fenomeni di dumping una sempre più importante fetta del mercato. Lo scopo è quello di liberarsi di una concorrenza sleale che risulta economicamente insostenibile, non solo per l’imprenditoria non cooperativa, ma anche per le stesse cooperative genuine. L’esperienza dei primi anni di applicazione della legge n. 142 del 2001 ha mostrato la chiara esistenza di diffuse distorsioni nell’applicazione della materia, anche per interpretazioni non sempre in linea con le originarie intenzioni del legislatore.


Mauro Parisi, Ispezioni provinciali sulle coop, in Il Sole 24 Ore, 3/12/07, pag. 43


 


Addebiti, la trasformazione spiega il ritardo


La contestazione degli addebiti che giustificano il licenziamento disciplinare del direttore generale di un ente pubblico privatizzato può avvenire anche a distanza di anni dai fatti. Infatti,  l’estinzione della struttura e la contestuale trasformazione in società per azioni giustifica il ritardo nell’apprendimento delle mancanze. I nuovi vertici aziendali, in sostanza, non sono immediatamente in grado di valutare la situazione patrimoniale e la correttezza della gestione passata, come in un normale cambio  di consiglio di amministrazione, ma devono avere il tempo necessario per compiere gli accertamenti del caso. La conseguenza è che il dirigente allontanato per gestione disinvolta perde sia l’indennità supplementare sia quella di preavviso anche se i comportamenti sono stati accertati solo dopo quattro anni. Sono questi i principi indicati dalla Cassazione nella sentenza 24584/2007 che ha respinto il ricorso del direttore generale di una società di gestione dei servizi di approvvigionamento idrico che prima aveva operato come ente pubblico.


Remo Bresciani, Legittimo licenziare anche a distanza di anni, in Il Sole 24 Ore, 3/12/07, pag. 44


 


Certificato in ritardo, licenziamento eccessivo


La sanzione irrogata al lavoratore deve essere sempre proporzionata al comportamento posto in essere. Così il datore non può licenziare il dipendente ravvisando una grave inadempienza nel ritardo della consegna del certificato medico in occasione di un’assenza di due giorni per malattia e nella mancata giustificazione dell’assenza di un terzo giorno. Anche quando, secondo l’impresa, il comportamento si inserisce nell’ambito di un contesto recidivante offerto da sanzioni per precedenti mancanze. La previsione da parte della contrattazione collettiva della recidiva in relazioni a precedenti mancanze come ipotesi di licenziamento non esclude il potere-dovere del giudice di valutare la gravità dell’addebito ai fini della congruità della sanzione espulsiva. E’ la linea interpretativa seguita dalla sezione Lavoro della Cassazione con la sentenza 24132/07 depositata lo scorso 20 novembre.


Giovanni Parente, Sanzioni sempre proporzionali agli atti, in Il Sole 24 Ore, 3/12/07, pag. 44


 


ITALIA OGGI


 


Rendimenti tfr, alla cassa per l’acconto


Datori di lavoro alla cassa per l’acconto di imposta sui rendimenti del tfr. Scade il 16 dicembre (ma cadendo di domenica slitta a lunedì 17) il termine per pagare l’anticipo dell’imposta sostitutiva sulle rivalutazioni annuali del trattamento di fine rapporto lavoro accantonato nei bilanci aziendali. L’appello di quest’anno è in parte innovato dalle novità della riforma della previdenza integrativa, in vigore dal 1° gennaio, e soprattutto dalla Finanziaria 2007. Tra le altre conseguenze, per esempio, le imprese con almeno 50 addetti, che hanno subito lo smobilizzo forzoso del tfr, assolveranno il compito limitatamente alle quote di tfr accantonato fino al 31 dicembre 2006. L’appuntamento di metà dicembre deriva dalla vigente disciplina fiscale in materia di trattamento di fine rapporto che impone ai sostituti d’imposta, annualmente, di effettuare il prelievo di un’imposta sostitutiva in misura dell’11% sulle rivalutazioni del tfr e di riversarlo nelle casse dell’erario nel termine del 16 febbraio dell’anno seguente a quello di riferimento.


Carla De Lellis, Rendimenti tfr, datori di lavoro alla cassa, in Italia Oggi, 3/12/07, pag. 14


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