Novità fiscali del 3 ottobre 2007. In evidenza: srl con socio unico: niente incentivi fiscali su operazioni di aggregazione aziendale se manca l’indipendenza e l’autonomia delle imprese coinvolte; imposta di registro: le sentenze delle commissioni tributarie vanno impugnate entro 1 anno dal deposito


1) ALIQUOTA AGEVOLATA IVA SULLE PRESTAZIONI SOCIO-SANITARIE IN COMUNITA’: QUANDO E COME SI APPLICA


Per stabilire se si possa applicare l’aliquota ridotta del 4% alle prestazioni rese da una società cooperativa occorre attentamente verificare che le stesse rientrino tra le tipologie espressamente indicate dalla norma. Non sono, infatti, agevolabili le altre diverse prestazioni effettuate (es. pulizia ed igiene della struttura, trasporto della biancheria, ecc.).


In particolare, il n. 41-bis) della Tabella A, parte seconda, allegata al D.P.R. n. 633/1972, prevede l’applicazione dell’aliquota del 4% alle “prestazioni socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in comunità e simili o ovunque rese, in favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, rese da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto e di convenzioni in generale.”.


In sostanza, la suddetta disposizione subordina l’applicazione dell’aliquota agevolata del 4% alle prestazioni rese da cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto o convenzioni in genere, al verificarsi dei seguenti requisiti:


a) le prestazioni devono essere quelle “socio-sanitarie, educative, comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in comunità e simili“;


b) le prestazioni devono essere rese nei confronti “degli anziani ed inabili adulti, di  tossicodipendenti e malati di AIDS, degli handicappati psicofisici, minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza”.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 275 del 02.10.2007)



 


2) SIAE: ANNULLAMENTO DEGLI ABBONAMENTI A DATA LIBERA


Attività di spettacoli: nell’ipotesi di abbonamento c.d. “a data libera” il titolo di accesso é annullabile (art. 7, comma 1, del Decreto 13.07.2000) entro il quinto giorno lavorativo successivo a quello del primo evento teoricamente usufruibile dallo spettatore con l’abbonamento, purché il medesimo spettatore non abbia già fruito della relativa prestazione spettacolistica.


Infatti, la norma dispone che il titolo di accesso erroneamente emesso e non ancora rilasciato può essere annullato.


Viene, quindi, consentito l’annullamento del titolo di accesso nonché le procedure e i termini per l’annullamento dei medesimi titoli emessi mediante gli appositi apparecchi misuratori fiscali o biglietterie automatizzate.


In particolare, già la circolare n. 165/E del 07.09.2000 ha evidenziato la disciplina dell’annullamento del titolo di accesso, precisando che lo stesso può essere annullato, tramite idonea registrazione, nel sistema automatizzato che ne ha permesso l’emissione, con descrizione anche della causale:


a) in via generale entro il quinto giorno lavorativo successivo al momento iniziale dell’evento (art. 7, comma 1);


b) immediatamente nel caso in cui il titolo di accesso sia emesso per errore, ma non ancora rilasciato (art. 7, comma 2);


c) entro i termini di versamento delle imposte qualora l’evento non dovesse effettuarsi e sia previsto il rimborso dei corrispettivi (art. 7, comma 3).


Infine, la risoluzione n. 27 del 28.02.2007 ha chiarito che la suddetta procedura di annullamento si applica sia nell’ipotesi di emissione del titolo di accesso per la singola manifestazione spettacolistica sia in quella di emissione dell’abbonamento.


(Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 276 del 02.10.2007)


 



3) SRL CON SOCIO UNICO: NIENTE INCENTIVI FISCALI SU OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE AZIENDALE SE MANCA L’INDIPENDENZA E L’AUTONOMIA DELLE IMPRESE COINVOLTE


Non spetta l’incentivo fiscale se manca l’indipendenza e l’autonomia delle imprese coinvolte nell’operazione di aggregazione aziendale.


Nel caso di specie, è, infatti, emerso che l’insieme combinato di due atti, il conferimento d’azienda e la successiva cessione della partecipazione di controllo, avevano ripristinato, di fatto, la situazione originaria di partenza.


L’incentivo fiscale


L’art. 1, commi da 242 a 249 della Legge 27.12.2006, n. 296 (c.d. legge finanziaria 2007), consente, tra l’altro, al ricorrere di particolari condizioni, il riconoscimento fiscale gratuito del maggiore valore iscritto in contabilità dalla società conferitaria in ipotesi di conferimento di azienda effettuato ai sensi dell’art. 176 del TUIR, nel biennio 2007-2008.


La ratio delle suddette disposizioni che derogano, in presenza di determinati requisiti oggettivi e soggettivi, al più generale principio di neutralità fiscale, tipico delle operazioni straordinarie, è riconducibile alla volontà del legislatore di incentivare le operazioni di aggregazione aziendale effettuate tra soggetti indipendenti.


Ambito soggettivo


Riguardo i requisiti soggettivi, il beneficio viene riconosciuto al soggetto conferitario, cioè al soggetto che rientri in una delle tipologie soggettive previste nell’art. 73, comma 1, lettera a), del TUIR.


In sostanza, l’ambito soggettivo di applicazione della norma agevolativa viene ricondotto ai soli soggetti conferitari che assumano la forma giuridica di società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, società cooperative e società di mutua assicurazione residenti nel territorio dello Stato.


Ambito oggettivo


Precedentemente, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 16/E del 21.03.2007, ha chiarito che le imprese che partecipano all’operazione di conferimento:


– devono essere operative da almeno due anni, ossia devono avere svolto una effettiva attività commerciale nel biennio precedente l’effettuazione dell’operazione;


– devono essere tra loro “indipendenti” ed in particolare, non devono fare parte dello stesso gruppo societario ai sensi dell’art. 2359 del codice civile;


– non devono essere legati tra loro da un rapporto di partecipazione, in qualsiasi misura;


– non devono essere controllate, anche indirettamente, dal medesimo soggetto ai sensi dell’art. 2359 del C.c., inclusa la circostanza che il controllo indiretto sia assicurato dalla medesima persona fisica o da persone fisiche legate tra loro da rapporti di coniugio, parentela entro il terzo grado e affinità entro il secondo grado ai sensi dell’articolo 5, co. 5 del TUIR.


Inoltre, l’agevolazione si applica a condizione che le imprese che partecipano all’operazione di aggregazione aziendale si trovino o si siano trovate ininterrottamente, nei due anni precedenti l’operazione, nelle condizioni che consentono il riconoscimento fiscale.


Pertanto, il beneficio può essere concesso solo a condizione che le imprese partecipanti alle operazioni di aggregazione aziendale possiedano i requisiti soggettivi ed oggettivi (richiesti ai fini del riconoscimento fiscale) non solo al momento in cui viene posta in essere l’operazione di fusione, scissione o conferimento ma che li abbiano posseduti (Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 277 del 02.10.2007)


 



4) IMPOSTA DI REGISTRO: LE SENTENZE DELLE COMMISSIONI TRIBUTARIE VANNO IMPUGNATE ENTRO 1 ANNO DAL DEPOSITO


L’art. 327 del codice di procedura civile (secondo il quale l’appello, il ricorso per cassazione e la revocazione non possono proporsi dopo 1 anno dalla pubblicazione della sentenza) si applica pure alle sentenze delle Commissioni Tributarie di primo e secondo grado.


Per conseguenza, tali sentenze delle C.T. non possono essere impugnate ove sia trascorso un anno dalla loro pubblicazione ed il termine in questione decorre dalla data di deposito della sentenza.


A tal fine, infatti, non rileva la comunicazione del relativo avviso da parte della cancelleria.


(Corte di Cassazione, Sentenza, Sezione Tributaria,  n. 18986 del 10.09.2007)


 


Vincenzo D’Andò


 


3 Ottobre 2007


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