Novità fiscali del 12 settembre 2007. In evidenza: bonus Irpef su rette scolastiche: deducibilità fiscale anche per la frequenza di scuole all’estero; sconto fiscale per l’installazione dei pannelli solari

1) DETRAZIONI FAMILIARI IRPEF PER NON RESIDENTI: DECRETO PUBBLICATO IN G.U.


Il Ministero dell’Economia ha impartito le istruzioni per le detrazioni per carichi di famiglia per i non residenti concernenti gli anni 2007, 2008 e 2009.


E’ stato pubblicato sulla G.U., n. 210 del 10.09.2007, il D.M. n. 149 del 2.8.2007, che entrerà in vigore a partire dal 25.9.2007, in cui sono espressamente indicati i documenti da presentare per dimostrare di possedere i requisiti idonei per le detrazioni per carichi di famiglia.


In particolare, tale D.M. (concernente le detrazioni per i carichi di famiglia ai soggetti non residenti, di cui all’art. 1, comma 1324, legge n. 296/2006,  Legge Finanziaria 2007) riconosce ai soggetti non residenti, limitatamente agli anni 2007, 2008 e 2009, le detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12, D.P.R. n. 917/1986, a condizione che dimostrino che le persone alle quali le detrazioni si riferiscono non possiedano un reddito complessivo superiore, al lordo degli oneri deducibili, al limite di € 2.840,51, compresi i redditi prodotti fuori del territorio dello Stato, e di non godere, nel Paese di residenza, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.


Pertanto, per usufruire delle detrazioni per carichi di famiglia, i soggetti non residenti devono attestare (mediante una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ):


– il grado di parentela del familiare per il quale intendono fruire della detrazione, con indicazione del mese nel quale si sono verificate le condizioni richieste e del mese in cui le condizioni sono cessate;


– che il familiare possiede un reddito complessivo, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche fuori dal territorio dello Stato di residenza, riferito all’intero periodo d’imposta, non superiore a € 2.840,51;


– di non godere nel Paese di residenza o in nessun altro Paese diverso da questo di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi di famiglia.


L’attestazione va effettuata mediante:


– documentazione originale prodotta dall’autorità consolare del Paese di origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del prefetto competente per territorio;


– documentazione con apposizione dell’Apostille, per i soggetti provenienti da Paesi che hanno sottoscritto la Convenzione dell’Aja del 5.10.1961;


– documentazione validamente formata dal Paese di origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata, come conforme all’originale, dal consolato italiano nel Paese di origine.



 


2) LE ISTRUZIONI DELLA BANCA D’ITALIA AGLI INTERMEDIARI FINANZIARI AI FINI DELLA VIGILANZA “EQUIVALENTE”


Con il Comunicato pubblicato nella G.U. 210 DEL 10.09.2007, la Banca D’Italia ha fornito le istruzioni sulla  vigilanza “equivalente”,  prevedendo  per  gli intermediari finanziari iscritti nell’elenco  speciale previsto dall’art. 107 del testo unico bancario una regolamentazione   prudenziale  basata  sui  medesimi  istituti previsti   per   le   banche,   tuttavia, modulata  in  funzione  delle caratteristiche operative di tali intermediari.   


Tra le novità rilevanti:                     


– sono   state   disciplinate  in  dettaglio  le  opzioni  meno complesse   tra   quelle previste  dalla  normativa  internazionale,  consentendo  comunque  agli  intermediari    requisiti patrimoniali a fronte delle diverse tipologie di rischio;


– sono  stati  stabiliti  requisiti  patrimoniali  a fronte del rischio  di  credito  differenziati in funzione della circostanza che l’intermediario  raccolga  o  meno  risparmio  tra  il  pubblico.  In   particolare,  il  requisito  viene  fissato  ad  un livello analogo a quello  delle banche (patrimonio di vigilanza pari all’8% dell’attivo a  rischio)  per gli intermediari che si avvalgono della possibilità di   raccolta   del   risparmio.  E’  invece  previsto  un  requisito patrimoniale  inferiore  (pari al 6% dell’attivo a rischio) per tutti   gli altri intermediari;


– sono stati previsti limiti alla concentrazione dei rischi che tendono  gradualmente  a  quelli  previsti  dalla disciplina bancaria (limite   individuale  pari  al  25%  del  patrimonio  di  vigilanza, definizione  di “grande rischio” per le posizioni che superano il 10%  del  patrimonio  di  vigilanza  e  limite  globale  pari a 8 volte il patrimonio  di  vigilanza).


In  particolare,  e’  stato  previsto un periodo  transitorio  (fino al 31 dicembre 2011) durante il quale gli intermediari   finanziari   possono   mantenere  un  limite  di  fido individuale  pari  al 40% e definire “grandi rischi” le posizioni che  superano il 15% del patrimonio di vigilanza;                                 


Le  neo  disposizioni  entrano  in  vigore  a  partire  dal 1  gennaio 2008.                                                             


Gli intermediari dovranno trasmettere alla Banca d’Italia la prima  rendicontazione  completa  relativa  al  processo  interno  di determinazione  dell’adeguatezza  patrimoniale  (ICAAP) riferita alla situazione al 31 dicembre 2008 entro il 31 marzo 2009.



 


3) SCONTO FISCALE PER L’INSTALLAZIONE DEI PANNELLI SOLARI: NUOVI CHIARIMENTI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE


La detrazione IRPEF del 55% (relativa all’installazione di pannelli solari) spetta solo se vengono montati pannelli con certificazione Uni 12975 e garantiti per 5 anni, mentre in caso di autoproduzione dei pannelli serve una certificazione di qualità del vetro e la partecipazione a un corso di formazione del contribuente.


L’Agenzia delle Entrate, con la  Risoluzione n. 244/E del 11.09.2007, è tornata a fornire i chiarimenti sullo sconto fiscale che interessa coloro che attuano interventi per il risparmio energetico, mediante risposta ai quesiti presentati dai contribuenti.


A parere dell’Agenzia delle Entrate, le eventuali certificazioni di qualità diverse da Uni 12975 (per esempio EN 12976) anche se rilasciate da laboratori autorizzati da Paesi dell’Unione Europea e della Svizzera, non sono sufficienti.


Per ottenere il beneficio fiscale occorre, come prevede il D.M. del 19.2.2007, che la certificazione sia rilasciata da un laboratorio accreditato e che i pannelli siano garantiti per una durata di almeno cinque anni.


Riguardo i pannelli solari “autocostruiti”, in luogo della certificazione prevista per quelli industriali, occorre una certificazione di qualità del vetro solare e delle strisce assorbenti, secondo le norme UNI vigenti, rilasciata comunque da un laboratorio accreditato, nonché l’attestato di partecipazione a un corso specifico di formazione da parte del contribuente beneficiario.


Inoltre, viene rimarcata l’obbligatorietà della produzione dell’attestato di certificazione (o riqualificazione) energetica dell’edificio, come pure l’asseverazione del tecnico abilitato, nonché della scheda informativa relativi agli interventi realizzati.


Infine, viene precisato che i 60 giorni entro i quali bisogna inviare il “fine lavori” all’Enea, decorrono dal giorno di collaudo dei lavori. E’ anche possibile inviare certificazioni anche dopo i 60 giorni, purché entro il termine ultimo del 29.2.2008 come previsto dalla norma.


 



4) COOP EDILI: IL REVERSE CHARGE SI APPLICA ANCHE PER LE PRESTAZIONI RESE DAI SOCI ARTIGIANI NELLE FASI INTERMEDIE DELL’INTERVENTO


Il meccanismo del reverse charge (inversione contabile) si applica anche qualora la cooperativa che opera nel settore dell’edilizia affidi ai propri soci, imprenditori artigiani, i lavori assunti sulla base di un contratto soggetto a tale disciplina dell’inversione contabile, particolare (e noto) regime che comporta il trasferimento sul cessionario degli obblighi relativi al pagamento dell’Iva.


Con la risoluzione n. 243/E dell’11.9.2007, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti ai quesiti posti da una società cooperativa che effettua prevalentemente lavori di completamento di edifici abitativi (tinteggiatura, stuccatura) e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, in massima parte subappaltandoli ai soci artigiani.
Inoltre, riguardo l’assoggettamento ad IVA di tali prestazioni, la citata risoluzione ha precisato l’aliquota agevolata del 10% prevista per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle abitazioni si applica soltanto nei confronti del consumatore finale, non anche nelle fasi intermedie dell’intervento.


Pertanto, alle prestazioni di servizi (e alle cessioni di beni) rese nei confronti dell’appaltatore o del prestatore d’opera va applicata l’aliquota ordinaria.



 


5) EMERSIONE DEL LAVORO IRREGOLARE: INTERVENTO DELL’INAIL


L’INAIL, con Nota n. prot. 7091 del 10.09.2007, ha diramato le modalità per la regolarizzazione dei lavoratori in nero, di cui ai commi 1192 e seguenti della Legge Finanziaria 2007.


Riguardo le istruzioni fornite dall’INPS con la circolare 116/2007, l’INAIL ha precisato che i dati da indicare nel modello interessano il numero Posizione Assicurativa Territoriale e la voce di tariffa riferita alle retribuzioni afferenti ciascun periodo assicurativo denunciato.


Il versamento del premio  deve  essere effettuato con il  modello F24,  indicando negli appositi campi il codice della sede, il codice ditta e relativo controcodice, il numero di riferimento 999600, la causale “P” e l’importo a debito versato.


Ai fini del calcolo di quanto dovuto, il premio deve essere maggiorato dell’addizionale dell’1% .


 



6) BONUS IRPEF SU RETTE SCOLASTICHE: LA DEDUCIBILITA’ FISCALE SPETTA ANCHE PER LA FREQUENZA DI SCUOLE ALL’ESTERO


Uno Stato membro della U.E. (nel caso di specie la Germania) non può rifiutarsi di concedere ai suoi cittadini un abbattimento fiscale per rette scolastiche sostenute per i loro figli che frequentano scuole stabilite in altri Stati membri, sulla base di una normativa nazionale che, in materia di imposta sul reddito, riserva la concessione di tale abbattimento esclusivamente ai contribuenti che abbiano versato rette scolastiche ad alcune scuole private tedesche; con due sentenze la corte CE si pronuncia sulla corretta interpretazione degli artt. 49 e 18 CE.


Lo ha deciso la Corte di Giustizia CE, con la Sentenza, Sez. Grande Sezione, n. C-76/05 del 11.09.2007.


 


Vincenzo D’Andò


 


12 Settembre 2007


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