Amministrazione di condominio: occorre applicare la ritenuta sui compensi erogati alle società tra professionisti?


Il compenso corrisposto dal condominio alla Società tra professionisti (Stp) costituisce reddito di lavoro autonomo, ai sensi dell’art. 53 del Tuir e, per conseguenza, deve essere assoggettato alla ritenuta d’acconto del 20%.


Viceversa, la suddetta ritenuta non deve essere operata sui compensi spettanti:


– alle società di persone commerciali;


– alle società di capitali.


Ciò poiché, come è noto, svolgono attività di tipo commerciale.






Il parere dell’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 99/E del 15 maggio 2007


L’Agenzia delle Entrate precisa le fattispecie in cui trova applicazione la ritenuta d’acconto, ex art. 25 D.P.R. n. 600/1973, operata sui corrispettivi erogati dal condominio a società di persone o di capitali, nominate amministratori con rappresentanza del condominio medesimo ai sensi dell’art. 1131 c.c.


La ritenuta di cui all’art. 25 D.P.R. n. 600/1973 non deve essere operata sui compensi spettanti:


– alle società di persone commerciali;


– alle società di capitali;


per l’attività di amministratore di condominio, atteso che i redditi conseguiti dalle predette società sono considerati redditi di impresa da qualsiasi fonte provengano.
Con la risoluzione n. 99/E del 15/5/2007, l’Agenzia delle Entrate, ha fornito risposto a un quesito concernente l’applicazione della ritenuta d’acconto sui corrispettivi erogati dal condominio a società di persone o di capitali, incaricate dell’amministrazione del condominio medesimo, ai sensi dell’art. 1131 del Codice civile.


E’ stato chiesto di sapere se, in tale situazione,  sussiste l’obbligo di effettuare la ritenuta e, nell’ipotesi di risposta affermativa, se l’aliquota da applicare sia il 4% (art. 25-ter del D.P.R. n.600/1973) oppure il 20% (art. 25 del D.P.R. n. 600/1973), considerato che la società incaricata dell’attività di amministrazione del condominio opera in base a un mandato con rappresentanza, non riconducibile al contratto d’appalto o all’attività professionale svolta da una persona fisica.


Ne consegue che i compensi erogati alla società-amministratore di condominio non sono soggetti ad alcuna ritenuta.


L’Agenzia delle entrate, nel fornire la risposta al quesito, ha citato in primo luogo la circolare n. 7 del 7 febbraio 2007, con cui sono stati resi i primi chiarimenti in merito all’applicazione della nuova ritenuta d’acconto del 4%, istituita dall’art. 25-ter del D.P.R. n. 600/1973 che, com’è noto, impone il predetto obbligo in capo al condominio, all’atto del pagamento di compensi dovuti in dipendenza di contratti d’appalto e di opera.


In particolare, il paragrafo 2 del citato documento di prassi già specificava che l’incarico di amministratore di condominio può essere assunto indifferentemente da “persona fisica, società di persone, di capitali, etc.“, recependo, per queste ultime, il consolidato orientamento della Corte di cassazione, in base al quale “anche una persona giuridica può essere nominata amministratore del condominio negli edifici, posto che il rapporto di mandato istituito nei confronti delle persone suddette, quanto all’adempimento delle obbligazioni ed alla relativa imputazione della responsabilità, può essere caratterizzato dagli stessi indici di affidabilità, che contrassegnano il mandato conferito ad una persona fisica” (Cassazione, sentenza del 24 ottobre 2006, n. 22840).


Ma l’art. 25, primo comma, del DPR 600/1973 impone al condominio, in qualità di sostituto d’imposta, l’obbligo di applicare la ritenuta d’acconto del 20% prevista per i redditi di lavoro autonomo.


Pertanto, la ritenuta non deve essere operata sui corrispettivi spettanti alle società di persone commerciali e alle società di capitali per remunerare l’attività di amministratore di condominio, poiché i redditi conseguiti dalle predette società sono considerati redditi di impresa da qualsiasi fonte provengano (art. 6, comma 3, e art. 81, comma 1, del Tuir).


Inoltre, è stata esclusa l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4% prevista dall’articolo 25-ter, del DPR 600/1973, giacché  il rapporto intercorrente tra il condominio e il suo amministratore (sia esso persona fisica o persona giuridica) è riconducibile all’istituto del mandato, mentre l’applicazione della ritenuta di cui al citato articolo 25-ter presuppone l’erogazione da parte del condominio di corrispettivi dovuti in dipendenza di contratti d’opera e di appalto.


A tal fine, secondo l’orientamento della dottrina maggioritaria, il contratto di mandato (articolo 1703 del Codice civile) si caratterizza, tra l’altro, poiché ha per oggetto il compimento di atti giuridici. Ed è proprio in tale aspetto che va principalmente rinvenuta la distinzione tra il predetto contratto e il contratto d’opera, che, invece, ha per oggetto lo svolgimento di un’attività materiale.


In conclusione l’Agenzia delle Entrate, in accoglimento della tesi prospettata dal contribuente, ha escluso l’applicazione di qualunque ritenuta, qualora l’amministrazione del condominio sia assunta da una società che produce reddito d’impresa, fatta salva l’ipotesi in cui l’amministrazione del condominio sia svolta da una società tra professionisti di cui al decreto legislativo n. 96/2001.


 


Società tra professionisti


In tal caso, infatti, il compenso corrisposto dal condominio alla Società tra professionisti (Stp) costituisce reddito di lavoro autonomo, ai sensi dell’art. 53 del Tuir e, per conseguenza, deve essere assoggettato alla ritenuta di cui all’art. 25 del citato DPR 600/1973 (risoluzione n. 118/2002).


(Risoluzione Agenzia delle Entrate 15/05/2007, n. 99/E)


 


Vincenzo D’Andò


 


Maggio 2007


Partecipa alla discussione sul forum.