Le novità fiscali del 3 aprile 2007


INDICE:


 


1) – Operativa la detrazione del 19% delle spese per la pratica sportiva dei ragazzi:


 


Fac simile ricevuta per incasso quota sociale;


 


2) – Divieto di sottoscrizione da parte dei commercialisti e ragionieri delle denunce al REA;


 


3) –  Rimborso IVA “accelerato”: Pubblicato in G.U. il D.M. che ha individuato i primi contribuenti interessati;


 


4) – Individuati i super indici di congruità per gli studi di settore;


 


5) – Cartella esattoriale non preceduta dall’Avviso di mora, contrasto alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione;


 


6) –  Le ultime Sentenze della Cassazione in materia fiscale.


 


***


1) IRPEF: Operativa la detrazione del 19% delle spese per la pratica sportiva dei ragazzi


Con decreto ministeriale in corso di pubblicazione in G.U., il Ministero delle Politiche giovanili e delle attività sportive – di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze – ha individuato, in attuazione dell’art. 1, comma 319, legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007), le caratteristiche delle associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica, ai fini della detrazione d’imposta prevista dall’art. 15, comma 1, lettera i-quinquies), D.P.R. n. 917/1986.


In particolare, il 02/04/2007 è stato firmato il decreto ministeriale che permette, dal 2007 la detrazione delle spese per iscrizione a palestre ed associazioni sportive.


Le persone fisiche possono detrarre dall’Irpef il 19% delle spese sostenute per l’iscrizioni annuale e per l’abbonamento “per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni ad associazioni sportive, palestre, piscine ed ad altre strutture sportive che permettono la pratica sportiva dilettantistica”.


L’importo massimo di spesa agevolata è di 210 euro pertanto la detrazione sarà pari a 40 euro, (19% di € 210).


Per poter usufruire della detrazione è necessario conservare il documento che certifica la spesa.
(Comunicato
30/03/2007 – Ministero per le Politiche giovanili e le attività sportive)


 


Le agevolazioni per chi sostiene le associazioni


Il legislatore fiscale ha pensato anche ad una forma di sostegno indiretto delle associazioni che promuovono la pratica sportiva.


Ha previsto, infatti, agevolazioni fiscali, sotto forma di detrazioni d’imposta o deduzioni dal reddito, per i contribuenti che effettuano erogazioni liberali alle associazioni sportive dilettantistiche.


Iscrizione e abbonamento alle associazioni sportive


A partire dal 2007, per promuovere lo sport tra i bambini e i giovani dai 5 ai 18 anni, è stata introdotta una detrazione d’imposta del 19 per cento, calcolabile su un importo massimo di 210 euro, delle spese sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica.


Le caratteristiche che dette strutture devono possedere sono individuate con decreto (a tal fine, si veda sopra nel Comunicato del Ministero Politiche giovanili del 30/03/2007).


(Guida dell’Agenzia delle Entrate: Comunicato Stampa del 03/04/2007)


 


 


Fac simile ricevuta


In base al suddetto decreto la spesa deve essere certificata da bollettino bancario o postale, fattura, ricevuta o quietanza di pagamento con l’indicazione: della ditta, denominazione o ragione sociale e della sede legale, o se persona fisica, del nome cognome e residenza, nonché del codice fiscale; della causale di pagamento; dell’attività sportiva esercitata; dell’importo corrisposto per la prestazione resa; dei dati anagrafici del praticante l’attività sportiva e del codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento.


 







 


Ragione sociale della società/associazione sportiva dilettantistica


 


RICEVUTA PER LA QUOTA DI ISCRIZIONE ANNUALE E/O ABBONAMENTO


 


Il Sottoscritto nella qualità di Presidente pro-tempore dell’Associazione sportiva dilettantistica, di cui in intestazione,


 


                                                          DICHIARA


 


di avere ricevuto in data odierna dal Sig. residente….in…………………(……..)…..via…………………………n…… – codice fiscale:


……….. ……………, quale esercente la patria potestà del minore nato a la somma di euro ( / ) per l’iscrizione annuale e/o l’abbonamento
del minore stesso.


L’importo corrisposto, costituisce una detrazione d’imposta IRPEF, come disposto dal comma 319 della Legge 27 dicembre 2006 n. 296, non superiore ad euro 210,00.
In fede


Data


                                                                                         Il Presidente


 


 


 


 


 


 


 


 


 


2) – Divieto di sottoscrizione da parte dei commercialisti e ragionieri delle denunce al REA


Il Ministero dello sviluppo economico con il Parere del 28 marzo 2007, n. 3250, ha ribadito il divieto per i Dottori e i Ragionieri commercialisti di firmare le denuncie, da presentare al repertorio delle notizie economiche e amministrative (REA), relative ai propri clienti, anche se espressamente incaricati da questi ultimi.


L’art. 31, comma 2, Legge n. 340/2000, stabilisce infatti che tali adempimenti devono essere sottoscritti direttamente dagli obbligati legittimari, ovvero i titolari o rappresentanti dell’impresa di cui si chiede la variazione.


Tale interpretazione, già ribadita nella recente Risoluzione 13 febbraio 2007, n. 1657, consente comunque di presentare mediante la sola sottoscrizione del commercialista o ragioniere, incaricato dal legale rappresentante della società, gli atti di cui all’art. 2435, C.c., ovvero il deposito del bilancio, il verbale di approvazione dello stesso e l’elenco dei soci.


 


 


3) – Rimborso IVA “accelerato”: Pubblicato in G.U. il D.M. che ha individuato i primi contribuenti interessati


È stato pubblicato nella G.U. 31 marzo 2007, n. 76, il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 22 marzo 2007 che in attuazione dell’art. 38-bis, comma 9, D.P.R. n. 633/72, individua le prime categorie dei contribuenti che possono beneficiare delle nuove disposizioni della Finanziaria 2007 in materia di rimborso IVA (annuale o infrannuale) “accelerato”, ovvero entro tre mesi dalla richiesta.


Si tratta dei soggetti che effettuano prevalentemente prestazioni di servizi di subappalto nel settore dell’edilizia con applicazione del meccanismo del reverse charge, di cui all’art. 17, comma 6, lett. a), DPR n. 633/72, senza possibilità di esercitare la rivalsa dell’imposta.


Per poter accedere al rimborso in via prioritaria, devono sussistere le seguenti condizioni:


– esercizio dell’attività da almeno tre anni;


– eccedenza detraibile pari o superiore a 10 mila euro per il rimborso annuale o a 3 mila euro per il rimborso trimestrale;


– eccedenza detraibile pari almeno al 10% dell’importo complessivo dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni effettuati nel periodo.


Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha individuato – in relazione all’attività esercitata e alle tipologie di operazioni effettuate – le categorie di contribuenti ammessi, in via prioritaria, entro 3 mesi dalla richiesta, al rimborso dell’imposta sul valore aggiunto, ai sensi dell’art. 38-bis, comma 9, D.P.R. n. 633/1972.


Il rimborso deve essere richiesto utilizzando la nuova versione  del modello IVA-TR (approvata con provvedimento 15 marzo 2007, in G.U. 22 marzo 2007, n. 68, S.O. n. 79), resasi necessaria per tenere conto delle novità apportate alla normativa in materia di rimborsi dalla legge n. 296/2006 (Finanziaria 2007).


In particolare, l’erogazione dei rimborsi in via prioritaria – entro 3 mesi dalla richiesta di rimborso dell’eccedenza d’imposta detraibile – trova applicazione, dall’anno d’imposta 2007, per i soggetti che effettuano in modo prevalente nel periodo di riferimento della richiesta, le prestazioni di servizi di cui all’art. 17, comma 6, lettera a), D.P.R. n. 633/1972 (prestazioni di servizi, compresa la prestazione di manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono l’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o di un altro subappaltatore), fermo restando quanto previsto dall’art. 2 e nel rispetto dei presupposti di cui all’art. 30, comma 3, lettera a), dello stesso decreto.
Per ottenere la liquidazione dei rimborsi in via prioritaria, devono sussistere
contestualmente – al momento della richiesta – le seguenti condizioni:


– esercizio dell’attività da almeno 3 anni;


– eccedenza detraibile richiesta a rimborso d’importo pari o superiore a 10.000,00 euro (in caso di richiesta rimborso annuale) e a 3.000,00 euro (in caso di richiesta di rimborso trimestrale);


– eccedenza detraibile richiesta a rimborso di importo pari o superiore al 10% dell’importo complessivo dell’imposta assolta sugli acquisti e sulle importazioni effettuati nell’anno o nel trimestre a cui si riferisce il rimborso richiesto.


Sono eseguiti in via prioritaria rispetto agli altri rimborsi previsti dall’art. 30, D.P.R. n. 633/1972 relativi allo stesso periodo di riferimento i rimborsi annuali o per periodi inferiori all’anno richiesti dai contribuenti che rientrano nella categoria come sopra individuata.


(D.M. Ministero economia e finanze 22/03/2007, G.U. 31/03/2007, n. 76)


 


 


 


4) – Individuati i super indici di congruità per gli studi di settore (nota 1)


Redditività dei  beni mobili strumentali, rotazione del magazzino, durata delle scorte, valore aggiunto per addetto, rapporti tra costi di disponibilità dei beni mobili strumentali e valore degli stessi per le imprese; resa oraria del professionista, resa oraria per addetto, rapporto tra ammortamenti dei beni mobili strumentali e valore degli stessi per le attività di lavoro autonomo.


Sono questi gli specifici indicatori di normalità economica, idonei all’individuazione di ricavi, compensi e corrispettivi fondatamente attribuibili al contribuente in relazione alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attività svolta, distinti per l’applicazione tra imprese e professionisti, individuati dall’Agenzia delle entrate per la super congruità di Gerico 2007, e contenuti nel Decreto del 20 marzo 2007 pubblicato sul supplemento ordinario della G.U. n. 76 del 31 marzo 2007.


È stato, quindi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31 marzo 2007, n. 76, Supplemento Ordinario n. 90, il Decreto 20 marzo 2007, con il quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha approvato gli specifici indicatori di normalità economica “ANE”, idonei all’individuazione della “supercongruità” e che sono applicati direttamente da GE.RI.CO.2007.


Si ricorda che tali indicatori, previsti dalla Legge Finanziaria 2007, sono idonei all’individuazione di ricavi, compensi e corrispettivi fondatamente attribuibili al contribuente in relazione alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attività svolta.


Gli “ANE” non si devono confondere con i cosiddetti “INE”, gli altri indicatori di normalità economica che non incidono sull’individuazione dell’ammontare di ricavi, bensì servono quale strumento di selezione dei contribuenti accertabile.


 


 


5) – Cartella esattoriale non preceduta dall’Avviso di mora, contrasto alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione


Va rimessa al Primo presidente della Corte di cassazione, perché valuti la opportunità che, sul contrasto giurisprudenziale riguardante la legittimità della notificazione della cartella di pagamento, ove non preceduta, secondo la disciplina applicabile  ratione temporis, dalla notificazione dell’avviso di mora, si pronuncino le Sezioni Unite Civili della Corte di cassazione.


La Cassazione ha rilevato l’esistenza di un contrasto nella giurisprudenza della Cassazione e ritiene opportuna la pronuncia da parte delle SSUU civili.


Si tratta della seconda rimessione della questione alle sezioni Unite, atteso che vi era già stata una prima  con l’ordinanza interlocutoria n. 13314 del 2006.


(Cassazione civile Sentenza, Sez. trib., 26/03/2007, n. 7263)


 


 


6) – Le ultime Sentenze della Cassazione in materia fiscale (a cura del Notiziario dell’Agenzia delle Entrate)


 


Operazioni soggettivamente inesistenti: Iva indetraibile – Confermato l’orientamento della giurisprudenza di legittimità


Con la sentenza n. 5717 depositata il 12/03/2007, la Corte di Cassazione si è nuovamente pronunciata in ordine alla detraibilità dell’Iva riferibile a fatture ritenute emesse per operazioni inesistenti, affermando che, in tema di imposta sul valore aggiunto, la fattura emessa da un soggetto diverso da quello che ha effettivamente eseguito la prestazione economica non è riconducibile all’ipotesi di “omissione dell’indicazione dei soggetti fra cui l’operazione è effettuata”, prescritta dall’articolo 21, comma 2, lettera a), del DPR 633/1972, ma va, invece, ritenuta fatturazione per operazioni “soggettivamente” inesistenti.


La Cassazione ha ritenuto legittimo il recupero a tassazione dell’imposta indebitamente detratta dalla società acquirente.


 


 


 


Vizi della cartella e dell’avviso di mora: Responsabile il concessionario


Sentenza n. 3242 del 14 febbraio 2007


Inammissibile il ricorso proposto esclusivamente nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.


Prima di emettere l’avviso di mora, il concessionario della riscossione deve accertarsi della ritualità della notifica della cartella: in mancanza, il medesimo avviso è illegittimo per quanto attiene la richiesta di interessi e accessori e deve essere impugnato dinanzi al giudice tributario.


Quanto precede è contenuto nella sentenza n. 3242 della Corte di cassazione, depositata il 14 febbraio 2007, dalla quale emerge che il concessionario è parte del processo tributario per gli atti viziati da errori a lui direttamente imputabili e, nel caso di emissione dell’avviso di mora non preceduto dalla notifica dell’atto impositivo, l’eventuale ricorso proposto solo avverso l’ufficio impositore è inammissibile.


 


 


Tfr investito in Bot. Tassabili anche gli interessi


Quanto attribuito al dipendente al netto delle sole ritenute fiscali  rappresenta un unicum da assoggettare interamente a imposizione


Sentenza n. 6251 del 16 marzo 2007


Gli interessi maturati sul trattamento di fine rapporto investito in Buoni ordinari del Tesoro sono pienamente tassabili.


Questo, in brevissima sintesi, il principio enunciato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 6251 del 16 marzo 2007.


I giudici, in ipotesi di interessi maturati sul Tfr investito in Bot, ne hanno statuito l’imponibilità, sulla scorta della considerazione che l’intero ammontare attribuito al dipendente a titolo di trattamento di fine rapporto, costituito dalla quota capitale dei titoli e dai relativi interessi, al netto delle sole ritenute fiscali, rappresenta un unicum che deve essere interamente assoggettato a tassazione, ai sensi e per il disposto degli articoli 17, comma 1, lettera a), e 19, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi.


 


 


 


APPENDICE


 


Nota (1)


APPROVAZIONE DEGLI INDICATORI DI NORMALITA’ ECONOMICA


in vigore dal 31/03/2007


art. 1


1. Gli specifici indicatori di normalita’ economica, di significativa rilevanza, idonei alla individuazione di ricavi, compensi e corrispettivi fondatamente attribuibili al contribuente in


relazione alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica attivita’ svolta, previsti dall’art. 1, comma 14, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sono approvati nei termini di cui ai successivi articoli 2 e 3.


art. 2


Indicatori applicabili ai contribuenti esercenti attivita’ di impresa


1. Gli specifici indicatori di normalita’ economica per i contribuenti esercenti attivita’ di impresa cui si rendono applicabili gli studi di settore, sono i seguenti:


a) rapporto tra costi di disponibilita’ dei beni mobili strumentali e valore degli stessi;


b) rotazione del magazzino;


c) durata delle scorte;


d) valore aggiunto per addetto;


e) redditivita’ dei beni mobili strumentali.


2. Gli specifici indicatori di normalita’ economica per i contribuenti che esercitano due o piu’ attivita’ di impresa ovvero una o piu’ attivita’ di impresa in diverse unita’ di produzione o di vendita, cui si rendono applicabili gli studi di settore secondo i criteri previsti dal decreto 25 marzo 2002, sono i seguenti:


a) valore aggiunto per addetto;


b) redditivita’ dei beni strumentali mobili.


3. La definizione degli indicatori di cui ai precedenti commi, i criteri seguiti per la relativa elaborazione e le modalita’ di applicazione degli stessi sono descritte nella Nota metodologica contenuta nell’Allegato 1 al presente decreto.


art. 3


Indicatori applicabili ai contribuenti esercenti attivita’ di lavoro autonomo


1. Gli specifici indicatori di normalita’ economica per i contribuenti esercenti attivita’ di lavoro autonomo cui si rendono applicabili gli studi di settore, sono i seguenti:


a) rapporto tra ammortamenti dei beni mobili strumentali e valore degli stessi;


b) resa oraria per addetto;


c) resa oraria del professionista.


2. La definizione degli indicatori di cui al comma 1, i criteri seguiti per la relativa elaborazione e le modalita’ di applicazione degli stessi sono descritte nella Nota metodologica contenuta nell’Allegato 2 al presente decreto.


art. 4


Determinazione dei ricavi e compensi derivanti dall’applicazione degli indicatori di normalita’ economica


1. Gli indicatori di normalita’ economica, approvati con il presente decreto, sono utilizzati per la determinazione dei ricavi o compensi derivanti dall’applicazione degli studi di settore di cui all’art. 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito con modificazioni dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, sia ai fini degli accertamenti di cui all’art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, che ai fini dell’adeguamento alle risultanze degli studi di settore, previsto dall’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195.


2. Gli indicatori di normalita’ economica, approvati con il presente decreto, sono altresi’ utilizzati per la determinazione dei ricavi o compensi minimi di riferimento di cui all’art. 14 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, dopo aver normalizzato la posizione del contribuente ai sensi del comma 2 dello stesso art. 14.


art. 5


Ambito applicativo e decorrenza


1. Le disposizioni dell’art. 4 del presente decreto si applicano, con effetto dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2006 e con riferimento agli studi di settore in vigore per il medesimo periodo d’imposta, fino alla revisione degli studi che tenga conto degli indicatori di coerenza di cui al comma 2 dell’art. 10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146.


 


Aprile 2007


 


A cura Vincenzo D’Andò


 


 


 


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