La Legge Finanziaria 2007 elimina il limite triennale e configura il termine quinquennale per esperire l’istanza di rimborso in tema di I.C.I.

di Angelo Buscema

Pubblicato il 20 gennaio 2007

L'art. 1, comma 173, lett.  f),  L.  27  dicembre 2006, n. 296(cd. finanziaria 2007), in  vigore dal 1° gennaio 2007, ha abrogato l’articolo 13 del dlgs n. 504/1992, che prevedeva ai fini ici  la possibilità per il contribuente di  chiedere il rimborso delle somme versate e non dovute entro il termine di 3 anni dal giorno del pagamento ovvero da quello in cui è stato definitivamente accertato il diritto alla restituzione.

L'abrogazione di tale  norma  opera dal momento in cui è entrata   in vigore la nuova legge (ex nunc);la norma  abrogata ha cessato  di avere efficacia per il futuro, ma continua a  disciplinare i fatti verificatisi prima  dell'abrogazione.

Trattasi di una norma abrogativa  che elimina  il contenuto precettivo della normativa precedente .

In mancanza, di un’espressa, previsione del legislatore ordinario la norma sopravvenuta ha, infatti, ai sensi dell’articolo uno secondo comma, della legge n. 212/2000(cd. Statuto del contribuente) carattere innovativo ed è applicabile solo per il futuro. Rimane, pertanto, l’evidente interesse dell’operatore tributario alla   conoscenza dell’evoluzione giurisprudenziale,  in tema rimborsi ai fini ici ex articolo 13 del dlgs n. 504/92 .

A tal riguardo giova osservare che con sentenza 26 settembre 2003, la Corte di Cassazione ha ribadito che tale termine triennale è valevole anche in caso di versamento ICI effettuato ad un Comune incompetente; ciò poiché, secondo i giudici, non solo all'indebito pagamento ma "anche all'indebito soggettivo si applica il termine di decadenza triennale

 

 

Novella normativa

 

L’articolo 1 , comma 164 , della legge finanziaria 2007 statuisce che, anche ai fini ici, il  rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro  il termine di cinque anni dal giorno del versamento ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione . L’ente locale provvede ad effettuare il rimborso entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza . Vanno rimborsati anche gli interessi dalla data dell’eseguito versamento : la misura annua degli interessi è determinata , da ciascun ente impositore , nei limiti di tre punti percentuali di differenza rispetto al tasso di interesse legale . 

Il comma 171 dispone che anche la norma del comma 164 si applica anche ai rapporti di imposta pendenti alla data di entrata in vigore della legge (ossia al 1 gennaio 2007)

Di conseguenza , se il termine triennale è gia spirato al 1 gennaio 2007 non è ipotizzabile una sua riapertura ,che tenga conto del nuovo termine quinquennale ; viceversa , se il termine triennale è pendente al 1 gennaio 2007 si potrà godere del nuovo termine quinquennale dal quale andrà ovviamente scomputato il periodo già trascorso.

Non è operante (1), quindi il termine anche per i rimborsi ici l’articolo   21 del dlgs n. 546/92 che prevede un termine generale di due anni dal pagamento ovvero se posteriore dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione (vd. Cassazione sez. v sentenza n. 07116 del 9/05/2003 ) per presentare istanza di restituzione dell’indebito all’ufficio e determinare la formazione del silenzio –rifiuto. Infatti , se le singole leggi d’imposta prevedono termini diversi, superiori o inferiori , queste  prevalgono sul termine generale di due anni dal pagamento.

Il termine di cui all’articolo 21 del dlgs 546/92 ha carattere residuale(vd. Cassazione sentenza n. 03662 del 24/02/2004);esso infatti opera in assenza di disposizioni specifiche (si pensi all’articolo 37 del dpr n. 602/73 per il rimborso di ritenute dirette; si pensi all’articolo 38 del dpr n. 602/73 per il rimborso dei versamenti diretti; si pensi all’articolo 77 del dpr n. 131 /86 per l’imposta di registro; si pensi all’articolo 42 del dlgs 346/90 per l’imposta sulle successioni e donazioni; si pensi all’articolo 19 del dpr n. 643/72 per l’invim ; si pensi all’articolo 17 del dlgs n. 347/90 per le imposte ipotecarie e catastali ; si pensi all’articolo 37 del dpr n. 642/72 per le imposte di bollo pagate in modo virtuale)

 Il termine quinquennale corrisponde in melius per il contribuente, sotto il profilo temporale ,  a quello abrogato previsto dall’articolo 13 del dlgs n. 504/92 .

Solo una volta presentata l’istanza di restituzione, nel rispetto del nuovo termine quinquennale di cui all’articolo 1 , comma 164, della finanziaria 2007  ,sussiste il successivo vincolo temporale della  prescrizione decennale.  In caso di attività del contribuente con l’apposita presentazione dell’istanza di restituzione  ,nel rispetto del termine quinquennale, trova applicazione, dal 1 gennaio 2007, l'ordinario termine di prescrizione decennale,in  "assenza" di un diverso  termine

 L'istituto della prescrizione decennale, di cui all' art. 2946  del codice civile, è applicabile a qualsivoglia diritto di obbligazione  ed opera - quale vera e propria clausola  di  chiusura  -  laddove  non  siano previsti termini più brevi di prescrizione o termini di decadenza(Cassazione sent. n. 20778 del 14 marzo 2005 dep. il 26 ottobre 2005)

L’abrogazione  in esame   comporta , una volta rispettato il citato termine quinquennale ,  che  va  applicata  la disciplina generale che prevede il decorso  del  termine  di  prescrizione decennale di cui all'art. 2946 del codice civile quale causa di estinzione del diritto alla ripetizione di quanto pagato. Qualora, il contribuente   esegua  un  pagamento dell'ici  non  dovuto,  a  titolo  cioè  di indebito oggettivo ai  sensi  dell'art.  2033  del  codice  civile  e rispetti successivamente il termine quinquennale per la presentazione della domanda di rimborso  ,va  applicata  la disciplina generale che prevede il decorso  del  termine  di  prescrizione decennale di cui all'art. 2946 del codice civile quale causa di estinzione del diritto alla ripetizione di quanto pagato;  poiché  si verte in  materia  di  imposte  irregolarmente  percette,  cioè  prive  di legittimo presupposto, occorre fare riferimento, ,una volta presentata la domanda di restituzione di cui all’1 ,comma 164 della finanziaria 2007  nel termine quinquennale  , al  termine  ordinario  di prescrizione decennale di cui all'art. 2946 del codice civile.

 

  

NOTE 

 

1)Per Tonino Morina, l’ici dà più tempo ai rimborsi in il sole 24 –ore del 7 gennaio 2007 pag. 18 , l’abrogazione dell’articolo 13 del dlgs n. 304/1992 da parte della legge n. 296/2006 comporta la possibilità per il contribuente di configurare il diritto al rimborso senza alcun vincolo temporale poiché la circolare 177 del 5 ottobre 2000 in tema di fiscalità locale e precisamente in tema di   rimborso per canone o diritto per i servizi relativi alla raccolta, l'allontanamento, la depurazione e lo scarico delle acque così recita :Nella normativa del canone o diritto manca l'espressa indicazione del termine entro il quale il contribuente puo' legittimamente richiedere il rimborso delle somme versate e non dovute a titolo di canone o diritto.

Il problema deve essere risolto attraverso il rinvio alla norma sostanziale contenuta nell'art. 21, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, che, nell'affrontare il problema del termine per la proposizione del ricorso avverso il rifiuto tacito della restituzione di tributi, sanzioni, interessi ed altri accessori non dovuti, dispone espressamente che "... La domanda di restituzione, in mancanza di disposizioni specifiche, non puo' essere presentata dopo due anni dal pagamento, ovvero, se posteriore, dal giorno in cui si e' verificato il presupposto per la restituzione".

Tutto cio' non esclude, in ogni modo, che l'ente locale, ove accerti la fondatezza delle ragioni esposte dal contribuente in un'istanza presentata anche oltre il citato termine di due anni, possa agire in autotutela annullando l'atto illegittimo od infondato e disporre conseguentemente il rimborso di somme versate e non dovute. In questo caso l'istanza del contribuente non ha piu' valore di domanda di rimborso ma costituisce in sostanza una sollecitazione verso il comune all'esercizio del potere di autotutela che, come stabilisce l'art. 2-quater del decreto-legge 30 settembre 1994, n. 564, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 1994, n. 656, puo' essere finalizzato anche all'annullamento degli atti con cui e' stato liquidato o accertato il tributo, che non sono piu' impugnabili e sono quindi divenuti definitivi

 

A nostro avviso,il potere di autotutela tributaria non può essere esercitato senza limiti temporali e pertanto il lungo tempo trascorso fa venir meno l’interesse primario all’annullamento ossia l’interesse al mero ripristino della legalità.; esso va esercitato , sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole. Ha efficacia preclusiva all’esercizio dell’annullamento in autotutela, il decorso di uno spazio temporale tale da avere determinato situazioni ormai consolidate”. Per la circolare n. 198/S del 05/08/1998 del Ministero delle Finanze , viceversa ,  ai fini dell’esercizio concreto dell’autotutela non è rilevante il tempo trascorso dall’emanazione dell’atto.

 

 

 

Angelo Buscema

 

Gennaio 2007