Competitività: le novita’ fiscali previste dal D.L. n. 35/2005 convertito nella Legge 14/5/2005 n. 80


 


La legge 14 maggio 2005, n. 80 (disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale) contiene talune norme tra cui quelle attinenti il settore fiscale.


Vediamone di seguito le relative novità, stavolta a seguito dell’avvenuta conversione in Legge del Decreto.


Potenziamento del sistema doganale


Sarà resa più efficace lo stoccaggio, la manipolazione e la distribuzione delle merci, e sanno ridefinite le relative procedure amministrative, ferme restando le vigenti disposizioni in materia di servizi di polizia doganale, nel rispetto degli obiettivi di massima semplificazione, efficacia ed efficienza, nonché utilizzo di tecnologie informatiche”.


I soggetti IVA dovranno trasmettere telematicamente le informazioni relative ad acquisti di autoveicoli di provenienza UE anche alla Agenzia delle Dogane, oltre che alla Agenzia delle Entrate.


 


MODIFICHE ALLA LEGGE FINANZIARIA PER IL 2005 (ART. 4)


La legge n. 311/2004 (legge finanziaria per il 2005) è stata così modificata:


Comunicazione di cessione o locazione di fabbricati


Sull’obbligo imposto a chiunque ceda la proprietà o il godimento di un fabbricato di dare comunicazione all’autorità locale di pubblica sicurezza dei dati riguardanti l’ubicazione dell’immobile, nonché le generalità della controparte, la legge finanziaria aveva previsto che:


– il modello di comunicazione deve essere inoltrato telematicamente all’Agenzia delle entrate;


– la comunicazione può essere effettuata anche avvalendosi degli intermediari incaricati e degli uffici dell’Agenzia;


– l’Agenzia comunica i relativi dati al Ministero dell’interno;


– la presentazione per la registrazione degli atti di cessione vale come adempimento dell’obbligo di comunicazione;


– l’obbligo di comunicazione è esteso agli intermediari immobiliari.


Il D.L. n. 35/2005 ha chiarito che tali disposizioni si applicano a decorrere dalla data indicata nel decreto di approvazione del modello che deve essere impiegato per comunicare la cessione o la locazione dei fabbricati.


Disciplina relativa ai concessionari del servizio nazionale della riscossione


Nella legge finanziaria è stato previsto che, in attesa della riforma organica del settore della riscossione i concessionari del servizio nazionale della riscossione hanno facoltà di sanare le responsabilità amministrative derivanti dall’attività svolta fino al 20 novembre 2004 dietro versamento della somma di 3 euro per ciascun abitante residente negli ambiti territoriali ad essi affidati in concessione alla data del 1° gennaio 2004.


Su tale profilo il D.L. n. 35/2005, dopo la sua conversione in legge, ha chiarito che le irregolarità compiute nell’esercizio dell’attività di riscossione non determinano il diniego del diritto al rimborso o del discarico per inesigibilità delle quote iscritte a ruolo o delle definizioni automatiche delle stesse e le comunicazioni di inesigibilità relative ai ruoli consegnati entro il 30 ottobre 2003 ed ancora in carico alla data del 20 novembre 2004 sono presentate entro il 30 ottobre 2006. Per tali comunicazioni il termine di tre anni decorre dal 1° novembre 2006.


Adempimenti IVA per servizi di rifiuti solidi urbani e per servizi di fognatura 


Dal 1° gennaio 2005, per i contribuenti che gestiscono il servizio dei rifiuti solidi urbani ed assimilati ed il servizio di fognatura e depurazione, i cui corrispettivi sono da addebitati mediante bolletta (D.M. n. 370/2000) e per quelli che gestiscono servizi del settore delle telecomunicazioni (D.M. n. 366/2000), che nell’anno solare precedente hanno versato IVA per un ammontare superiore a due milioni di euro, l’acconto è pari al 97% di un importo corrispondente alla media dei versamenti trimestrali eseguiti o che avrebbero dovuto essere eseguiti per i precedenti trimestri dell’anno in corso.


Definizione interpretativa di “fabbricati e costruzioni stabili” ai fini catastali


E’ stata abrogata la disposizione contenuta nella legge finanziaria per il 2005, la quale aveva introdotto, ai fini dell’attribuzione della rendita catastale, una nuova definizione dei “fabbricati e costruzioni stabili”,  considerando tali anche gli elementi costitutivi degli opifici e degli altri immobili per le speciali esigenze di un’attività industriale o commerciale, anche se fisicamente non incorporati al suolo.


Trasferimenti erariali alle regioni


Viene stabilito che talune aliquote e compartecipazioni definitive (compartecipazione regionale all’IVA, aliquote dell’addizionale regionale IRPEF, aliquote erariali, aliquota di compartecipazione regionale accisa sulle benzine) siano rideterminate, a decorrere dal 1° gennaio 2006, esclusivamente al fine di assicurare la copertura degli oneri connessi alle funzioni attribuite alle regioni a statuto ordinario.


Versamenti in tesoreria da parte di enti pubblici


Taluni enti pubblici che effettuano il versamento diretto dei tributi in Tesoreria, sono tenuti ad indicare nelle relative distinte, o sui titoli di spesa, il proprio codice fiscale. In mancanza di tale indicazione, le Tesorerie non possono accettare il versamento presso i propri sportelli.


Tali disposizioni non si applicano ai versamenti affluiti sui conti correnti postali delle Tesorerie.


Cessioni di personal computer: Fringe Benefit


Se un datore di lavoro cede ad un proprio dipendente un personal computer allo stesso prezzo di acquisto, ai fini fiscali la cessione non è considerata come un compenso in natura. Il datore di lavoro e il dipendente non devono, quindi, adempiere agli obblighi e agli adempimenti tributari normalmente previsti per la corresponsione di redditi in natura.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


PREMIO DI CONCENTRAZIONE PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE


Spetta un contributo sotto forma di credito d’imposta alle imprese rientranti nella definizione comunitaria di microimprese, di piccole e di medie imprese, che prendono parte a processi di concentrazione e comunque in caso di effettiva realizzazione dell’operazione. 


Il contributo è riconosciuto dall’Agenzia delle entrate su richiesta dell’impresa risultante dalla concentrazione, fino ad esaurimento dei fondi stanziati in bilancio. 


L’attribuzione del contributo rispetta le condizioni previste nel regolamento CE n. 70/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all’applicazione degli artt. 87 e 88 del Trattato CE agli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese.


Ambito soggettivo


Secondo le norme UE (Raccomandazione della Commissione europea n.  2003/361/CE del 6 maggio 2003), la categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (Pmi), comprende le imprese che occupano meno di 250 persone e il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.


Nell’ambito di tale più ampia categoria delle Pmi, si definisce:


– “piccola”, una impresa che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro.


 – “microimpresa”, un’impresa che occupa meno di 10 persone e realizza un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 2 milioni di euro.


Nozione di concentrazione


Per concentrazione si intende:


a) la costituzione di un’unica impresa per effetto dell’aggregazione di più imprese mediante fusione;


b) l’incorporazione di una o più imprese da parte di altra impresa;


c) la costituzione di aggregazioni su base contrattuale fra imprese che organizzano in comune attività imprenditoriali rilevanti;


d) la costituzione di consorzi mediante i quali più imprenditori istituiscono una organizzazione comune per lo svolgimento di fasi rilevanti delle rispettive imprese;


e) ulteriori forme che favoriscano la crescita dimensionale delle imprese.


Premio di concentrazione


Il premio di concentrazione consiste in un contributo nella forma di credito d’imposta, pari al 50% delle spese sostenute per studi e consulenze, inerenti all’operazione di concentrazione.


Credito d’imposta


Il credito d’imposta, che è utilizzabile solo in compensazione, successivamente alla comunicazione di avvenuto riconoscimento del contributo:


– non è rimborsabile;


– non concorre a formare l’imponibile ai fini delle imposte sui redditi né il valore della produzione netta ai fini IRAP;


– non rileva ai fini della deducibilità degli interessi passivi (rapporto proporzionale di cui all’art. 96 del TUIR).


Resta ferma l’applicazione dell’art. 37-bis del D.P.R. n. 600/1973, contenente disposizioni antielusive.


Condizioni


L’attribuzione del premio di concentrazione è subordinato alle seguenti condizioni:


a) il processo di concentrazione deve essere ultimato, avuto riguardo agli effetti civili, nel periodo compreso tra il 17 marzo 2005 (data di entrata in vigore del D.L. n. 35/2005) e i ventiquattro mesi successivi (17 marzo 2007);


b) l’impresa risultante dal processo di concentrazione, comunque operata, o l’aggregazione tra singole imprese, deve rientrare nella definizione di piccola e media impresa di cui alla raccomandazione della Commissione europea del 6 maggio 2003;


c) tutte le imprese che partecipano al processo di concentrazione devono avere esercitato attività omogenee nel periodo d’imposta precedente alla data in cui è ultimato il processo di concentrazione o aggregazione ed essere residenti in Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. 


Per potere accedere al contributo, tra le imprese interessate al processo di concentrazione non deve sussistere il rapporto di controllo di cui all’art. 2359 del codice civile o un controllo diretto o indiretto da parte di una stessa persona fisica (o dai familiari).


Tuttavia il contributo potrà essere negato a seguito dell’esaurimento dei fondi stanziati in bilancio, pari a 34 milioni di euro per l’anno 2005, 110 milioni di euro per l’anno 2006 e 57 milioni di euro per l’anno 2007.


Causa di decadenza


La concentrazione non può avere durata inferiore a tre anni.


Adempimenti


Per fruire del contributo, l’impresa concentrataria deve inoltrare, dalla data di ultimazione del processo di concentrazione, un’apposita istanza in via telematica al Centro Operativo di Pescara dell’Agenzia delle entrate, che ne rilascia, in via telematica, certificazione della data di avvenuta presentazione. 


L’istanza deve essere redatta utilizzando il modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate e presentata entro i termini stabiliti dallo stesso provvedimento.


La trasmissione in via telematica dell’istanza è effettuata con le stesse modalità  previste per la presentazione delle dichiarazioni (art. 3 del D.P.R. n. 322/1998). 


Indi, l’Agenzia esamina le istanze secondo l’ordine cronologico di presentazione e comunica in via telematica, entro 30 giorni dalla presentazione dell’istanza, il riconoscimento del contributo ovvero il suo diniego.


Tutte le imprese interessate dall’operazione devono iscrivere al registro delle imprese l’avvenuta concentrazione, ai sensi dell’art. 9 del D.L. n. 35/2005.


 


 


DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AGRICOLTURA


Talune norme del D.L. n. 35/2005 concernono anche il settore dell’agricoltura e non hanno subito sostanziali modifiche dopo la conversione del decreto legge.


Regime speciale per i produttori agricoli ai fini IVA


Sono previste modifiche all’art. 34 del D.P.R. n. 633/1972 (regime speciale IVA per i produttori agricoli).


Viene  precisato che sono considerati produttori agricoli:


– le cooperative e loro consorzi;


– le associazioni e loro unioni che effettuano cessioni di beni prodotti prevalentemente dai soci nello stato originario o previa manipolazione o trasformazione;


– gli enti che provvedono per legge, anche previa manipolazione o trasformazione, alla vendita collettiva per conto dei produttori soci. 


Viene soppresso il comma 3 dell’art. 34, in base al quale il regime speciale per i produttori agricoli non si sarebbe potuto applicare per i soggetti che nell’anno solare precedente avessero realizzato un volume di affari superiore ad euro 20.658,28.


Per cui l’articolo 34 citato è applicabile a tutti i produttori agricoli, indipendentemente dal volume d’affari realizzato.


Tuttavia, rimane salva la facoltà di potere optare per l’applicazione del regime ordinario di detrazione dell’Iva.


Si ricorda che, a seguito delle norme provvisorie prorogate di anno in anno in ciascuna legge finanziaria, anche in passato le imprese agricole hanno di fatto applicato il regime speciale indipendentemente dal volume d’affari realizzato.


A seguito delle modifiche al comma 4 dell’art. 34 del D.P.R. n. 633/1972, se il cedente, il donante o il conferente sia soggetto al regime ordinario IVA non compete la detrazione forfettizzata ai fini IVA per le cessioni di prodotti agricoli e ittici il cui acquisto deriva da atto non assoggettato ad imposta.


Inoltre, viene soppressa la disposizione secondo cui le attività svolte nell’ambito della medesima impresa agricola da cui derivano i prodotti assoggettati al regime speciale per i produttori agricoli ai fini IVA sono in ogni caso unitariamente considerate.


Altre disposizioni


Dal 1° gennaio 2006, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze saranno rideterminate le percentuali di compensazione applicabili ai prodotti agricoli.


Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane sono stabilite nuove aliquote di accisa per birra, prodotti alcolici intermedi e alcole etilico, con effetto dal 1° gennaio 2006, rispettando in ogni caso per ciascuna categoria delle accise i criteri di progressione delle aliquote stabiliti dalla norma.


 


 


DEDUZIONE IRAP PER INCREMENTO OCCUPAZIONALE


La legge finanziaria per il 2005 ha introdotto una ulteriore deduzione temporanea dalla base imponibile IRAP, connessa con l’incremento delle assunzioni di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato.


Il D.L. n. 35/2005, dopo la sua conversione, prevede le seguenti regole:


– rilevano gli incrementi del predetto personale verificatisi nei tre periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2004 (2005, 2006 e 2007);


– la deduzione è riconosciuta fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008 in misura pari al costo del predetto personale, per un importo massimo annuale non superiore a 20.000 euro per ciascun nuovo dipendente assunto;


– la deduzione decade se nei periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2004 il numero dei lavoratori dipendenti risulta inferiore o pari rispetto al numero degli stessi lavoratori mediamente occupati in tale periodo d’imposta.


La deduzione spettante compete in ogni caso per ciascun periodo d’imposta a partire da quello di assunzione e fino a quello in corso al 31 dicembre 2008, sempre che permanga il medesimo rapporto di impiego. 


Tale deduzione per i quattro periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2004, è maggiorata per le “aree svantaggiate” in base ai seguenti criteri:


– è quintuplicata per i contribuenti residenti nelle aree comprese nelle regioni dell’Italia meridionale (aree ammissibili alla deroga prevista dall’art. 87, paragrafo 3, lett. a), del Trattato che istituisce la Comunità europea);


– è triplicata per i contribuenti residenti nelle aree svantaggiate comprese nelle altre regioni (aree ammissibili alla deroga prevista dall’art. 87, paragrafo 3, lett.  c), del Trattato che istituisce la Comunità europea22). 


La deduzione per incremento occupazionale sarà operante soltanto dopo l’approvazione da parte della Commissione europea.


 


 


APPLICAZIONE DELL’I.V.A. SULLE PRESTAZIONI RESE IN UN ALTRO STATO DELL’UNIONE EUROPEA: CESSIONE DI BENI IN BASE A CATALOGHI PER CORRISPONDENZA


La nuova legge ha pure precisato che la locuzione “le cessioni in base a cataloghi, per corrispondenza e simili, di beni” (operazioni intracomunitarie)  è intesa riferita alle cessioni di beni con trasporto a destinazione da parte del cedente, a nulla rilevando le modalità di effettuazione dell’ordine di acquisto.


Se lo Stato membro di destinazione del bene richiede il pagamento dell’imposta applicabile sul corrispettivo dell’operazione già assoggettata ad IVA nel territorio dello Stato, il contribuente può chiedere la restituzione dell’imposta assolta, entro il termine di due anni decorrente dalla data di notifica dell’atto impositivo da parte della competente autorità estera.


Su richiesta del contribuente, inoltre, il rimborso dell’imposta può essere effettuato anche tramite il riconoscimento, con provvedimento formale da parte del competente ufficio delle entrate, di un credito di corrispondente importo utilizzabile in compensazione.


 


 


 


ONLUS E TERZO SETTORE


Sono previste misure agevolative per le erogazioni e per gli atti relativi ai trasferimenti a titolo gratuito a favore di taluni soggetti.


Liberalità a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale e di associazioni di promozione sociale


Le liberalità (in denaro o natura) erogate da persone fisiche o da enti soggetti IRES in favore di:


– organizzazioni non lucrative di utilità sociale;


– associazioni di promozione sociale;


– fondazioni e associazioni riconosciute aventi per oggetto statutario la tutela, la promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico;


sono deducibili dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.


La deducibilità non può essere cumulata con ogni altra agevolazione fiscale prevista a titolo di deduzione o detrazione di imposta da altre norme.


Le condizioni essenziali affinché possa avvenire la deduzione sono le seguenti:


Il soggetto che riceve le erogazione:


– deve tenere la scritture contabili atte a rappresentare con completezza e analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione;


– deve redigere entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizi un documento apposito che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria.


Se il soggetto erogatore delle liberalità si avvale indebitamente della deduzione in dichiarazione dei redditi, nei suoi confronti si applica la sanzione amministrativa, prevista per i casi in cui in dichiarazione siano esposte indebite detrazioni d’imposta o indebite deduzioni dall’imponibile (dal 100% al 200% della maggiore imposta o della differenza del credito), maggiorata però del 200%.


Se tale deduzione risulta indebita per la riscontrata insussistenza, nei confronti dell’ente beneficiario dell’erogazione,  dei caratteri solidaristici e sociali dichiarati in comunicazioni rivolte al pubblico o rappresentati ai soggetti erogatori delle liberalità, l’ente beneficiario e i suoi amministratori sono obbligati in solido con i soggetti erogatori per le maggiori imposte accertate e per le sanzioni applicate.


Altre erogazioni


Le persone fisiche possono dedurre dal reddito complessivo le erogazioni liberali in denaro a favore di:


– università e fondazioni universitarie;


– istituzioni universitarie pubbliche;


– enti di ricerca pubblici ovvero vigilati dal Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca;


– enti parco regionali e nazionali.


Inoltre, le società possono portare in deduzione come oneri di utilità sociale le erogazioni liberali destinate a fondazioni e associazioni regolarmente riconosciute aventi per oggetto statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica.


Esenzioni da imposta


Infine, gli atti relativi ai trasferimenti a titolo gratuito a favore di:


– università e fondazioni universitarie;


– istituzioni universitarie pubbliche;


– enti di ricerca pubblici o vigilati dal Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca;


– enti parco regionali e nazionali;


sono esenti da tasse e imposte indirette diverse dall’IVA e da diritti dovuti a qualunque titolo.


A tal fine, gli onorari notarili relativi agli atti di donazione sono ridotti del 90%.


 


Giugno 2005 


 


 


a cura Vincenzo D’Andò


 


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