Il credito di imposta in beni strumentali nuovi nelle aree depresse del mezzogiorno

Dulcamare Vito

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L’art. 1, commi da 98 a 107, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità per il 2016) ha introdotto, a favore delle imprese, un credito d’imposta per le acquisizioni di beni strumentali nuovi da effettuare nel periodo dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2019 e da destinare a strutture produttive situate in talune aree svantaggiate del Paese.

Il credito d’imposta si differenzia dai precedenti similari bonus investimenti (art. 8 legge n. 388/2000 e art. 1, commi da 271 a 279, legge n. 296/2006) in quanto le risorse finanziarie destinate alla sua copertura sono attinte, almeno in parte, dalle risorse europee e di cofinanziamento nazionale previste nel programma operativo nazionale «Imprese e Competitività 2014/2020» FERS (PON) e nei programmi operativi 2014-2020 relativi al Fondo europeo di sviluppo regionale nelle regioni in cui si applica l’incentivo (POR).

Per la parte finanziata da tali risorse, il Ministero dello Sviluppo Economico e le regioni interessate definiscono le risorse da destinare alla copertura finanziaria del credito d’imposta a valere sui rispettivi Programmi operativi finanziati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014/2020, i requisiti di ammissibilità ai medesimi programmi delle spese relative agli investimenti che fruiscono del credito d’imposta, nonché le relative modalità di rendicontazione e controllo ai sensi della normativa comunitaria recante la disciplina di intervento dei fondi SIE 2014/2020. Tali modalità di finanziamento della misura impongono, nell’applicazione dell’agevolazione, anche il rispetto delle discipline comunitarie in materia di aiuti di Stato a finalità regionale. In questo dossier di 81 pagine analizziamo la normativa e proponiamo una guida alla gestione pratica del credito d'imposta.

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Autore Dulcamare Vito