Lavoro accessorio: chiarimenti dell’Inps sui limiti di utilizzo

In materia di lavoro accessorio, l’Inps ha precisato che non sono da considerare imprenditori, e dunque non sono soggetti al limite di 2.020 euro l’anno per ogni singolo prestatore di lavoro, alcuni soggetti che pure operano con partita IVA e/o codice fiscale numerico. Il Dl n. 81/2015 ha modificato la disciplina del lavoro accessorio prevedendo che per prestazioni di lavoro accessorio si intendono attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 7.000 euro in un anno civile, annualmente rivalutati; fermo tale limite, nei confronti dei committenti imprenditori o professionisti, le attività lavorative possono essere svolte a favore di ogni singolo committente per compensi non superiori a 2.000 euro, rivalutati annualmente. Non sono da considerare imprenditori e, dunque, non sono soggetti alle limitazioni di cui sopra, a titolo non esaustivo: Committenti pubblici; Ambasciate; Partiti e movimenti politici; Gruppi parlamentari; Associazioni sindacali; Associazioni senza scopo di lucro; Chiese o associazioni religiose; Fondazioni non svolgenti attività d’impresa; Condomini; Associazioni e società sportive dilettantistiche; Associazioni di volontariato e Corpi volontari ; Comitati provinciali e locali della Croce Rossa, Gialla, Verde e Azzurra, AVIS, ecc.


Partecipa alla discussione sul forum.